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Il castello nella foresta

Di

Editore: Einaudi

3.3
(169)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 437 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806185349 | Isbn-13: 9788806185343 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Granato

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Preoccupato dalle voci ricorrenti su un presunto nonno di Hitler di origine ebraica, Himmler nel 1938 decide di indagare sulla questione affidando l'incarico a un ufficiale delle SS. Questi gli porta la conferma di quel che Himmler aveva sempre teorizzato, cioè che i bambini piu promettenti nascono sempre in famiglie di basso rango e spesso da relazioni incestuose. In effetti il piccolo Adolf pare sia nato proprio da un incesto, dopo una strana notte d'amore del padre Alois con la nipote, o forse la figlia. La dettagliata ricostruzione dell'infanzia del Fuhrer a opera dell'ufficiale-narratore guida il lettore negli aspetti piu bui e torbidi dell'insana miscela tra povertà e promiscuità in cui si muove il piccolo Adolf, tra la riverenza per le api e il loro sistema sociale, i giochi di guerra con gli altri bambini, la venerazione e l'ubbidienza verso il padre, il disprezzo verso i fratelli, l'intimità con le sorelle. Ben presto però scopriamo che l'ufficiale-narratore altri non è che un diavolo, inviato da Satana sulla terra per indirizzare la vita del piccolo Adolf verso il Male assoluto.
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  • 4

    è stata una sorpresa ritrovarsi, ad un certo punto del libro, di fronte a diavoli e angeli, perché mi aspettavo qualcosa di un po' più storico ..comunque interessante, parecchio originale , scritto bene e a tratti divertente ;-) mi è piaciuto nonostante il fatto che non ami troppo la fantasia uni ...continua

    è stata una sorpresa ritrovarsi, ad un certo punto del libro, di fronte a diavoli e angeli, perché mi aspettavo qualcosa di un po' più storico ..comunque interessante, parecchio originale , scritto bene e a tratti divertente ;-) mi è piaciuto nonostante il fatto che non ami troppo la fantasia unita alla realtà storica.(La parte dell'incoronazione dello zar è ,secondo me, parecchio noiosa e superflua (anche per questo ho trovato molto divertente la premessa del narratore che spiegava di saltarla, volendo, e di andare direttamente alla pagina in cui avrebbe ripreso la storia di Hitler XD .. quasi geniale)

    ha scritto il 

  • 4

    La giovinezza del giovane Adolf

    Mailer si lancia in un impresa letteraria molto complicata, un romanzo che racconta la famiglia in cui nasce Adolf Hitler e i personaggi che la compongono, le vicende torbide eppure perfettamente "normali" e possibili di una famiglia appartenente alla classe sociale media di quel periodo storico. ...continua

    Mailer si lancia in un impresa letteraria molto complicata, un romanzo che racconta la famiglia in cui nasce Adolf Hitler e i personaggi che la compongono, le vicende torbide eppure perfettamente "normali" e possibili di una famiglia appartenente alla classe sociale media di quel periodo storico.
    Mailer si cala perfettamente in quel contesto, la sua scrittura è, a mio parere, volutamente complessa e, a volte, difficile da seguire.
    E' grande la sua simbiosi con quest'ufficiale delle SS e il suo diavolo ospite, situazione paradossale e assurda e che comunque riesce a rendere plausibile, così articolata e ricca di particolari che sfiora lo studio psicologico.
    Chissà che lavoro di ricerca che si è dovuto sobbarcare perchè, alla fine Adolf non ha un ruolo assoluto e ingombrante ma viene volutamente oscurato dai personaggi della sua famiglia che non sono per niente accessori. E' come sfogliare un cipolla, ogni strato è importante e preserva il cuore, in questo caso un cuore marcio di un organismo già di per se corrotto che è Adolf Hitler e la sua famiglia.
    Non si tratta di una famiglia assolutamente riprovevole, anzi, in realtà, è più degna di tante altre ma ha la grossa pecca di nascere dal "dramma del sangue", da un incesto che è come il seme da cui comincia a crescere il frutto Adolf Hitler. Ci pensa poi tutto il corollario di bassezze umane a comporre un quadro a tinte fosche, sempre ammantato da un aurea di normalità.
    Si pensan che Hitler provenga da una famiglia abietta e assolutamente impresentabile e invece cresce in una famiglia che, non sarà perfetta, ma è migliore di tante altre in apparenza. Quello che fa la differenza, come per tutte le famiglie, è ciò che succede all'interno delle mura domestiche, nel loro put-pourridi emozioni malsani e azioni spregevoli.
    Il diavolo di Mailer ci mette lo zampino ma almeno la sua presenza è quasi rassicurante perchè almeno offre una spiegazione "sovrannaturale" di un qualcosa che è stato così terrificante e abietto che non sembra possa essere possibile accettare da uomo alcuno. Come in ogni religione bigotta che si rispetti, il diavolo assurge a ruolo chiave ed esplicativo dell'uomo Hitler. Come è potuto succedere tutto ciò se non con l'aiuto del Maligno?
    Mailer ce lo lascia credere, ma anche lui, probabilmente, voleva solo sviare l'attenzione del lettore dalla bestiale normalità dello sviluppo della figura di Adolf. Molto bella anche la parentesi "russa" che offre Mailer, un altro pregevole studio della bestialità umana.
    Un libro molto bello e interessante ma non per tutti, per apprezzarlo bisogna cercare di trascendere quello che c'è scritto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro intrigante, con diversi spunti filosofici. Trovo difficile etichettarlo in un unico genere, ma l'idea che costituisce la trama del libro e' originale e intrigante

    ha scritto il 

  • 1

    Presentato come romanzo storico incentrato sulla famiglia di Adolf Hitler, si concentra in realtà soprattutto sulla per così dire variegata vita sessuale del padre e di altri familiari: incesti a ripetizione, sodomia e chi più ne ha più ne metta, senza un fine od uno straccio di motivazione.
    ...continua

    Presentato come romanzo storico incentrato sulla famiglia di Adolf Hitler, si concentra in realtà soprattutto sulla per così dire variegata vita sessuale del padre e di altri familiari: incesti a ripetizione, sodomia e chi più ne ha più ne metta, senza un fine od uno straccio di motivazione.
    La litania prosegue per l'indecente lunghezza di 427 pagine, interrompendosi che Adolf è ancora bambino e senza arrivare da nessuna parte.
    A meno che non riteniate seriamente che Adolf Hitler abbia fatto quello che ha fatto perché aveva il diavolo custode. Ma che boiata.

    ha scritto il 

  • 4

    Varie notti dopo il funerale preparai un sogno da imprimere nella mente di Adolf. Un angelo gli diceva che le cattiverie inflitte a Edmund erano giustificate. Perché? Perché a Adolf da piccolo era stata risparmiata la vita. Questo per un intento ben preciso che doveva ancora manifestarsi. Lui dov ...continua

    Varie notti dopo il funerale preparai un sogno da imprimere nella mente di Adolf. Un angelo gli diceva che le cattiverie inflitte a Edmund erano giustificate. Perché? Perché a Adolf da piccolo era stata risparmiata la vita. Questo per un intento ben preciso che doveva ancora manifestarsi. Lui doveva solo prestar fede a qualunque ordine ricevesse dall'alto. In tal modo sarebbe scampato a una morte normale. Gli altri avrebbero visto in lui un dono di Dio, feroce come il fuoco e forte come il ferro.
    Era un sogno ben congegnato, ma dovetti domandarmi se non fosse troppo presto per impiantare quella convinzione. Gli dava a intendere che sarebbe vissuto in eterno. Non è affatto impossibile convincersi di una cosa simile. Se chiunque trova tanto difficile immaginare la propria morte una ragione c'è: l'anima, questa la mia versione, si considera immortale. E fino a un certo punto lo è.
    (Il castello nella foresta, Norman Mailer, Einaudi 2008, trad. Giovanna Granato, pag. 365)

    ha scritto il 

  • 5

    Per festeggiare la mia prima recensione su aNobii ho deciso di scrivere una non-recensione.
    Questo è ciò che leggo sulla mia agendina in data 14 marzo di quest'anno [2010]:
    Sto continuando a leggere Il castello nella foresta di Mailer, ma nel frattempo ho anche iniziato Moby Dick. I d ...continua

    Per festeggiare la mia prima recensione su aNobii ho deciso di scrivere una non-recensione.
    Questo è ciò che leggo sulla mia agendina in data 14 marzo di quest'anno [2010]:
    Sto continuando a leggere Il castello nella foresta di Mailer, ma nel frattempo ho anche iniziato Moby Dick. I due hanno in comune:
    - un incipit;
    - la descrizione dell'Eterna Lotta;
    - la fiducia nelle scienze naturali (o quantomeno l'affidarsi al loro linguaggio e ai loro procedimenti di catalogo, nonché ai loro oggetti di studio);
    - il ricorso alla Bibbia;
    - il ricorso puntuale alle fonti documentarie;
    - l'uso abbondante di punti esclamativi e maiuscole;
    - un pervadente e sottile sentimento infuso nel lettore che ciò che si ha davanti sia pura follia narrativa.
    Fine della non-recensione.
    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    Il diavolo, naturalmente.

    Il racconto in negativo, l'anima nera che sta dietro allo splendido e pornografico Hitler di Genna. Un racconto scomodo, difficile, disonesto. Ma anche una capacità di sfruttare uno degli strumenti più utili ed efficienti (la fantasia) per raccontare e tentare di interpretare (non spiegare) le ra ...continua

    Il racconto in negativo, l'anima nera che sta dietro allo splendido e pornografico Hitler di Genna. Un racconto scomodo, difficile, disonesto. Ma anche una capacità di sfruttare uno degli strumenti più utili ed efficienti (la fantasia) per raccontare e tentare di interpretare (non spiegare) le ragioni di qualcosa e qualcuno che non ha ragioni né spiegazioni. Davvero un esperimento riuscito di cui purtroppo non avremo sviluppi.

    ha scritto il 

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