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Il catino di zinco

Di

Editore: Marsilio

3.4
(1527)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8831758977 | Isbn-13: 9788831758970 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L'autrice narra la storia della Nonna che è la sua storia, poché solo al compiersi del cammino, percorso in affanno fino all'ultimo respiro, solo allaconclusione del libro, Antenora diventa persona. Prima è stata, volta a volta,figlia, sorella, moglie, madre e soprattutto "Nonna", come per tutto l'arcodel racconto ha voluto chiamarla la narratrice. La "comare secca", la morte,rivela, attraverso i ricordi vecchi e nuovi, questo personaggio femminile chevive nel suo piccolo mondo arcaico tra le mura domestiche, sepolta nel marasmadei luoghi comuni e delle cianfrusaglie, ma che diviene figura forte e salvifica nelle circostanze drammatiche (la guerra, il fascismo, il dopoguerra).
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  • 3

    Non contiene spoiler...

    Vi lascio la recensione scritta sul mio blog: http://langolodeltempolibero.blogspot.it/2014/11/parliamo-dilibri-4-puntata.html

    Cosa ne pensate?

    ha scritto il 

  • 0

    rilettura

    riletto dopo tre anni ma non ho cambiato idea, non mi ha entusiasmato, avevo amato la Mazzantini in "non ti muovere" ma in questo libro mi ha un po' delusa!

    ha scritto il 

  • 1

    Mi aspettavo molto da questa storia, avrebbe dovuto essere ricca di ricordi poetici...e invece ci prova, ma non ci riesce. Verso la seconda metà del libro, ho proseguito velocemente, pur di motivarmi a finirlo e quando sono arrivata all'ultima pagina, ho provato sollievo. Sono felice sia stata un ...continua

    Mi aspettavo molto da questa storia, avrebbe dovuto essere ricca di ricordi poetici...e invece ci prova, ma non ci riesce. Verso la seconda metà del libro, ho proseguito velocemente, pur di motivarmi a finirlo e quando sono arrivata all'ultima pagina, ho provato sollievo. Sono felice sia stata una delle ultime opere che ho letto della Mazzantini perchè se fosse stato diversamente, mai avrei toccato altro libro scritto da lei (che invece è una delle mie scrittrici preferite).

    ha scritto il 

  • 4

    Ho acquistato questo libro con la motivazione sbagliata: da poco è morta la mia nonna...da poco mi sono ritrovata accanto a lei nel tentativo disperato di donarle attimi di vitalità nell'impossibilità di ridarle la vitalità di poco tempo prima.
    Ho acquistato questo libro pensando di ritrovare tra ...continua

    Ho acquistato questo libro con la motivazione sbagliata: da poco è morta la mia nonna...da poco mi sono ritrovata accanto a lei nel tentativo disperato di donarle attimi di vitalità nell'impossibilità di ridarle la vitalità di poco tempo prima. Ho acquistato questo libro pensando di ritrovare tra le sue pagine la vita di Cesarina, pensando di ritrovare tra la quotidianità di Antenora quella di Cesarina. Nonna Antenora e la mia nonna Cesarina sono donne in fondo così simili tra loro: hanno vissuto la guerra, i tempi delle famiglie numerose, un matriarcato forte e silenzioso al tempo stesso... ma non sono la stessa persona. Questa è la storia di Antenora e non di Cesarina...vista con gli di sua nipote e non con i miei...è un'altra storia, dunque, seppur a tratti simile che mi è piaciuta molto, scritta con la maestria di questa autrice che tanto amo e apprezzo.

    ha scritto il 

  • 2

    E Piperno, no?!

    Ho concluso l’esperienza con il mio primo libro della Mazzantini, e forse con la Mazzantini in generale. La recensione non sarà totalmente negativa, anche perché non si può certo dire che l’autrice non sia in grado di scrivere, tutt’altro.
    Ho avuto l’impressione che il suo libro fosse paragonabil ...continua

    Ho concluso l’esperienza con il mio primo libro della Mazzantini, e forse con la Mazzantini in generale. La recensione non sarà totalmente negativa, anche perché non si può certo dire che l’autrice non sia in grado di scrivere, tutt’altro. Ho avuto l’impressione che il suo libro fosse paragonabile ad un testo ben scritto di una studentessa modello, per cui, niente da eccepire sulle sue capacità pratiche.

    La storia narrata è una storia semplice, che semplice rimane in quanto, secondo me, manca di quel brio, di quel “qualcosa”, di quel gusto, di quello stile, di quel talento, di quel genio, che una storia semplice dovrebbe avere per essere una storia che merita di finire in un libro anziché restare nei quaderni di scuola della studentessa modello di cui sopra. I picchi di odio, amarezza, solitudine, etc che si tenta di trasmettere al lettore attraverso la narrazione della vicenda, non sono sostenuti da un’impalcatura caratteriale solida dei personaggi, quindi ci arrivano “ingiustificati”, come quando si sente una zaffata improvvisa raggiungere il naso senza capire da che parte si è originata. La tecnica utilizzata è quella trita e ritrita in romanzi e film del flashforward da cui si dipana tutta una sfilza di ricordi che inanellano le generazioni di una stessa famiglia. Grigio. Se, come me in età adolescenziale, già depressi volete ulteriormente deprimermi, anziché ascoltare i lenti degli anni ’80 - ’90, sparatevi sto libro della Mazzantini.

    ha scritto il 

  • 2

    il rapporto con la nonna poteva essere descritto in modo piu' diretto ed emozionante. non ho apprezzato ne' lo stile di scrittura, ne' l'utilizzo inutile di termini volgari.

    ha scritto il