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Il catino di zinco

By Margaret Mazzantini

(253)

| Hardcover | 9788831758970

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Book Description

L'autrice narra la storia della Nonna che è la sua storia, poché solo al compiersi del cammino, percorso in affanno fino all'ultimo respiro, solo allaconclusione del libro, Antenora diventa persona. Prima è stata, volta a volta,figlia, sorella, mogli Continue

L'autrice narra la storia della Nonna che è la sua storia, poché solo al compiersi del cammino, percorso in affanno fino all'ultimo respiro, solo allaconclusione del libro, Antenora diventa persona. Prima è stata, volta a volta,figlia, sorella, moglie, madre e soprattutto "Nonna", come per tutto l'arcodel racconto ha voluto chiamarla la narratrice. La "comare secca", la morte,rivela, attraverso i ricordi vecchi e nuovi, questo personaggio femminile chevive nel suo piccolo mondo arcaico tra le mura domestiche, sepolta nel marasmadei luoghi comuni e delle cianfrusaglie, ma che diviene figura forte e salvifica nelle circostanze drammatiche (la guerra, il fascismo, il dopoguerra).

167 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    io faccio fatica a leggere i libri della Mazzantini, non mi piace il linguaggio, non mi prendono

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    Simona said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vorrei sapere scrivere come lei, anche solo l'o,5% della sua capacità...

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    Rossella Ceglie said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E Piperno, no?!

    Ho concluso l’esperienza con il mio primo libro della Mazzantini, e forse con la Mazzantini in generale. La recensione non sarà totalmente negativa, anche perché non si può certo dire che l’autrice non sia in grado di scrivere, tutt’altro.
    Ho avuto l ...(continue)

    Ho concluso l’esperienza con il mio primo libro della Mazzantini, e forse con la Mazzantini in generale. La recensione non sarà totalmente negativa, anche perché non si può certo dire che l’autrice non sia in grado di scrivere, tutt’altro.
    Ho avuto l’impressione che il suo libro fosse paragonabile ad un testo ben scritto di una studentessa modello, per cui, niente da eccepire sulle sue capacità pratiche.

    La storia narrata è una storia semplice, che semplice rimane in quanto, secondo me, manca di quel brio, di quel “qualcosa”, di quel gusto, di quello stile, di quel talento, di quel genio, che una storia semplice dovrebbe avere per essere una storia che merita di finire in un libro anziché restare nei quaderni di scuola della studentessa modello di cui sopra.
    I picchi di odio, amarezza, solitudine, etc che si tenta di trasmettere al lettore attraverso la narrazione della vicenda, non sono sostenuti da un’impalcatura caratteriale solida dei personaggi, quindi ci arrivano “ingiustificati”, come quando si sente una zaffata improvvisa raggiungere il naso senza capire da che parte si è originata.
    La tecnica utilizzata è quella trita e ritrita in romanzi e film del flashforward da cui si dipana tutta una sfilza di ricordi che inanellano le generazioni di una stessa famiglia.
    Grigio.
    Se, come me in età adolescenziale, già depressi volete ulteriormente deprimermi, anziché ascoltare i lenti degli anni ’80 - ’90, sparatevi sto libro della Mazzantini.

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    Nerebiglie said on Apr 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il rapporto con la nonna poteva essere descritto in modo piu' diretto ed emozionante. non ho apprezzato ne' lo stile di scrittura, ne' l'utilizzo inutile di termini volgari.

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    carola said on Mar 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia della vita di una nonna raccontata dalla nipote. Una nonna che come tante altre donne dei primi del 1900 ha vissuto affrontando pesanti vicissitudini. Il linguaggio usato è a tratti elegante e in parte volutamente e forzatamente volgare. Mi ...(continue)

    La storia della vita di una nonna raccontata dalla nipote. Una nonna che come tante altre donne dei primi del 1900 ha vissuto affrontando pesanti vicissitudini. Il linguaggio usato è a tratti elegante e in parte volutamente e forzatamente volgare. Mi è piaciuto il contenuto, ma l’uso di parole oserei dire “sconce” nei confronti di una figura che nel mio immaginario è fatta di dolcezza mi ha infastidito. Lettura oltremodo appesantita da un pretenzioso uso delle parole. Forse la Mazzantini voleva stupire…
    Molto meglio "Venuto al mondo".

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    Sonia said on Mar 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un ricordo breve e lontano

    "Assistere alla migrazione di una vita, con l'intento di carpire al morente qualcosa che ci poss tornare utile per il notro transito verso l'eterno è un affare d figli di zoccola ladra. E nell'abbraccio di congedo (oh, se è vile quell'ultimo abbracci ...(continue)

    "Assistere alla migrazione di una vita, con l'intento di carpire al morente qualcosa che ci poss tornare utile per il notro transito verso l'eterno è un affare d figli di zoccola ladra. E nell'abbraccio di congedo (oh, se è vile quell'ultimo abbraccio!), i resti mortali ci consegnano l'unica certezza che cerchiamo: quella di essere ancora vivi."
    Un racconto breve, un collage di ricordi, che lascia addosso un senso di malinconia, odore di vecchi, senso di pietà e di secoli passati.

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    freckles said on Feb 10, 2014 | Add your feedback

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