Il cavaliere e la morte

Sotie

Di

Editore: CDE

3.9
(742)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000094882 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    "C'era da gridare: 'Iddio vi ha dato un volto, voi ve ne fate un altro'"

    Una breve narrazione simbolico-satirica (sotie) percorsa dal presagio e dall'attesa della fine, forse più rarefatta, erudita, e intensa rispetto alla precedente produzione di Sciascia. Qui la mestizia ...continua

    Una breve narrazione simbolico-satirica (sotie) percorsa dal presagio e dall'attesa della fine, forse più rarefatta, erudita, e intensa rispetto alla precedente produzione di Sciascia. Qui la mestizia della rappresentazione della morte (di cui Durer è l'emblema) si intreccia alla distaccata saggezza di un ultimo sguardo sul problema dell'essere umano, "indegna massa di cui il mondo andava gremendosi"..."ingegnoso e feroce nemico della vita, di se stesso".
    Oramai l'uomo non ha più bisogno del Diavolo ("gagliardo alibi") per partorire mostri. Sa far meglio da solo, è chiaro.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto tutto d'un fiato, e poi sono tornata indietro per rileggerne alcune parti. Nemmeno questa volta Sciascia mi ha deluso: dietro il pretesto poliziesco, il dramma della nostra società e delle ...continua

    L'ho letto tutto d'un fiato, e poi sono tornata indietro per rileggerne alcune parti. Nemmeno questa volta Sciascia mi ha deluso: dietro il pretesto poliziesco, il dramma della nostra società e delle trame criminali dei potenti, la manipolazione dell'informazione, la creazione di piste terroristiche per nascondere la vera origine del male. La malattia del vice commissario è il cancro del mondo che lo circonda.

    ha scritto il 

  • 0

    "E si accorse, così pensando, di essere arrivato come al cancello della preghiera, intravedendola come un giardino desolato, deserto"

    Tutto crolla prima ancora d'essere costruito, in questo brevissimo romanzo di Sciascia (il penultimo che scrisse), mentre la fragile trama sfuma nell'inquieta soluzione di un giallo (psicologico e mor ...continua

    Tutto crolla prima ancora d'essere costruito, in questo brevissimo romanzo di Sciascia (il penultimo che scrisse), mentre la fragile trama sfuma nell'inquieta soluzione di un giallo (psicologico e morale come sono tutti i gialli sopraffini dell'autore agrigentino) appena abbozzato, dilaniata da considerazioni disparate sull'uomo e la società moderni.

    ha scritto il 

  • 5

    Vice, commissario di polizia, è un uomo molto colto, ormai prossimo alla fine. Non intende smettere di tirare fuori dal pacchetto l'ennesima sigaretta: della sua morte non ha paura. Ma di quella della ...continua

    Vice, commissario di polizia, è un uomo molto colto, ormai prossimo alla fine. Non intende smettere di tirare fuori dal pacchetto l'ennesima sigaretta: della sua morte non ha paura. Ma di quella della giustizia (una Morte con la M maiuscola) ne è assolutamente disgustato. È stanco, che non significa necessariamente rassegnato. I suoi pensieri, che sfociano in un esistenzialismo lucido e pragmatico, si alternano alla vicenda tipica di molti scritti di Sciascia, che qui si è superato.

    ha scritto il 

  • 3

    Un delitto rappresenta la fine o l’inizio? È questa l’enigmatica questione che si trova a risolvere il Vice protagonista. Ultimo caso, prima dell’oblio.
    Rispetto a tutti gli altri libri di Sciascia ch ...continua

    Un delitto rappresenta la fine o l’inizio? È questa l’enigmatica questione che si trova a risolvere il Vice protagonista. Ultimo caso, prima dell’oblio.
    Rispetto a tutti gli altri libri di Sciascia che ho letto, questo è il più enigmatico, il più ostico, il più ermetico. A volte è stato difficile seguire i pensieri del protagonista, che spaziano dalla realtà, dal caso che ha tra le mani, all’arte: un arte in cui il Diavolo e la Morte sono quasi sempre presenti. Il protagonista è in punto di morte, così come lo era l’autore stesso. È questo forse il motivo per cui è così difficile comprenderlo: forse bisogna avere la consapevolezza di poter passare ancora poco tempo su questa Terra.
    Un libro sicuramente molto malinconico, che presenta un caso di omicidio oscuro - tema ricorrente - ma non vi si sofferma come in altre opere.
    Sicuramente da rileggere in futuro.

    ha scritto il 

  • 5

    Una voce fuori dal coro

    Ho condiviso questa lettura a voce alta, il che è già di per sé una gran bella cosa. Il linguaggio di Sciascia, poi, è di grande ispirazione. Le sue riflessioni sono profonde, puntute, lasciano strasc ...continua

    Ho condiviso questa lettura a voce alta, il che è già di per sé una gran bella cosa. Il linguaggio di Sciascia, poi, è di grande ispirazione. Le sue riflessioni sono profonde, puntute, lasciano strascichi. Ce ne vorrebbe di più, di Sciascia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quante sfumature può avere il giallo? E' certo che Sciascia ne ha usate diverse per campire le sue tele. E qui la tinta è quasi evanescente: ne traspare l'intrico preciso di linee dell'incisione di Du ...continua

    Quante sfumature può avere il giallo? E' certo che Sciascia ne ha usate diverse per campire le sue tele. E qui la tinta è quasi evanescente: ne traspare l'intrico preciso di linee dell'incisione di Durer, Il cavaliere, la morte e il diavolo. Perché il Vice, protagonista di questo apologo, ama quell'immagine, dove la morte e il diavolo appaiono stanchi. Il diavolo, infatti - pensa il Vice - è sparito dal mondo, poiché gli uomini fanno meglio di lui. E la morte è un mendicante che sa aspettare. Ma il cavaliere, bardato nella sua armatura, è colui che più di tutti si illude, visto che non c'è barriera che possa arginare il male e la fine. Il Vice si sta consumando con un cancro, la morte stanca e paziente lo tallona mentre lui tenta di dipanare un caso misterioso. Alla morte è preparato, ma la morte lo beffa. E il giallo beffa il lettore...

    ha scritto il 

  • 0

    "C'era da gridare: "Iddio vi ha dato un volto, voi ve ne fate un altro": non come Amleto alle donne, ai loro belletti, manteche e smalti, ma a tutti gli indegni, indegna massa di cui il mondo andava g ...continua

    "C'era da gridare: "Iddio vi ha dato un volto, voi ve ne fate un altro": non come Amleto alle donne, ai loro belletti, manteche e smalti, ma a tutti gli indegni, indegna massa di cui il mondo andava gremendosi; di gridarlo al mondo che andava assumendo questa sostanza: di essere indegno della vita. Ma il mondo, il mondo umano, non aveva sempre oscuramente aspirato ad essere indegno della vita?"

    ha scritto il 

  • 5

    Sciascia mi lascia sempre senza parole, ma con una serie di sollecitazioni a cui fanno seguito infinite riflessioni.
    Sarà per quella sua capacità di descrizioni sintetiche perfette:
    La mattinata era ...continua

    Sciascia mi lascia sempre senza parole, ma con una serie di sollecitazioni a cui fanno seguito infinite riflessioni.
    Sarà per quella sua capacità di descrizioni sintetiche perfette:
    La mattinata era di vitrea luminosità, gelida; e di gelidi aculei nelle ossa, nelle giunture.

    O per quell'abilità nel delineare con poche pennellate personaggi che escono dalle pagine:
    Aveva un volto intelligente, bellissimi occhi in cui sembrava vagare una luce ironica e divertita. Tutt'altro che brutta...e chi la diceva tale evidentemente aveva della bellezza femminile un gusto poco sottile, da acquirente che non vuole essere frodato sul peso.
    La signora Zorni, davvero bella. Fino all'insipida perfezione. E di una loquacità che a quella perfezione siaccordava:...divagante nei più celesti e irraggiungibili cieli della stupidità.

    Con la sua ironia beffarda e irresistibile:
    ...gli aveva fatto intendere che a quel consiglio era stato consigliato da quel "servizio", in altro paese e in altro tempo definito intelligente.

    E la visione politica da veggente:
    Si può sospettare dunque che esista una segreta carta costituzionale che al primo articolo reciti: la sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini

    O la capacità tutta sua di demolire una intera categoria con poche stupende parole:
    Era il Grande Giornalista: dai suoi articoli cui settimanalmente i moralisti di nessuna morale si abbeveravano, gli era venuta fama di duro, di implacabile, fama che molto serviva ad alzarne il prezzo, per chi si trovava nella necessità di comprare disattenzioni e silenzi

    e l'analisi acuta sul tempo che verrà:
    si soffermava a seguire i loro giochi (dei bambini ndr) a sentire quel che si dicevano. Erano ancora capaci di gioia, di fantasia, ma li aspettava una scuola senza gioia, e senza fantasia, la televisione, il computer, l'automobile da casa a scuola e da scuola a casa, il cibo ricco ma dall'indifferenziato sapore di carta assorbente.

    e vi tralascio, volutamente, tutte le piccole ma meravigliose perle che il funzionario di polizia inanella sulla morte che ormai lo segue d'appresso e lo ghermisce, lasciandogli il rancore di stare per morire e l'invidia per coloro che restavano...

    Un'opera come sempre su più piani di lettura, com'è consueto con Sciascia, ma di una dolcezza che raramente ho trovato nelle sue pagine.
    Una meraviglia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quel gruzzolo di gioia e quel male che la divora

    "Quel gruzzolo di gioia che in una vita si riusciva a mettere assieme, quel male efferatamente andavs divorandoselo".

    Ognuno può dare un nome diverso a "quel male": mafia, camorra, politica, ingiustiz ...continua

    "Quel gruzzolo di gioia che in una vita si riusciva a mettere assieme, quel male efferatamente andavs divorandoselo".

    Ognuno può dare un nome diverso a "quel male": mafia, camorra, politica, ingiustizia, malattia, morte, vita.

    Io ho comprato questo libro perché ne avevo letto la trama, perché ho dato un nome a quel male, quel male che ho sentito mio, ogni volta che veniva nominato dal Vice, e che speravo si risolvesse, se ne andasse, regalasse un lieto fine buonista, stucchevole, che sa di finto, ma che è buono per illudersi, crogiolarsi un po' nella speranza.

    Ma Sciascia non ha niente di buonista, né di stucchevole. Ed è bene così.

    ha scritto il 

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