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Il cavaliere inesistente

By Italo Calvino

(231)

| Others | 9788811020882

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Book Description

Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vivesolo l'armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersicoperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla dalui salvata quindici anni Continue

Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vivesolo l'armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersicoperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla dalui salvata quindici anni prima. Accompagnato dallo scudiero Gurdulù, attraverso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata dilui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravipeccati, decide di scomparire. Si sveste dell'armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d'armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo.

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  • 1 person finds this helpful

    Metaforicamente moderno

    Con quest’usanza d’andare in battaglia carichi di bardature sovrapposte, al primo scontro un catafascio di oggetti disparati casca in terra. Chi pensa piú a combattere, allora? La gran lotta è per raccoglierli; e a sera tornati al campo far baratt ...(continue)

    Con quest’usanza d’andare in battaglia carichi di bardature sovrapposte, al primo scontro un catafascio di oggetti disparati casca in terra. Chi pensa piú a combattere, allora? La gran lotta è per raccoglierli; e a sera tornati al campo far baratti e mercanteggiamenti. Gira gira è sempre la stessa roba che passa da un campo all’altro e da un reggimento all’altro dello stesso campo; e la guerra cos’è poi se non questo passarsi di mano in mano roba sempre piú ammaccata?

    //

    Rambaldo trascina un morto e pensa: «O morto, io corro corro per arrivare qui come te a farmi tirar per i calcagni. Cos’è questa furia che mi spinge, questa smania di battaglie e d’amori, vista dal punto donde guardano i tuoi occhi sbarrati, la tua testa riversa che sbatacchia sulle pietre? Ci penso, o morto, mi ci fai pensare; ma cosa cambia? Nulla. Non ci sono altri giorni che questi nostri giorni prima della tomba, per noi vivi e anche per voi morti. Che mi sia dato di non sprecarli, di non sprecare nulla di ciò che sono e di ciò che potrei essere. Di compiere azioni egregie per l’esercito franco. Di abbracciare, abbracciato, la fiera Bradamante. Spero che tu abbia speso i tuoi giorni non peggio, o
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    morto. Comunque per te i dadi hanno già dato i loro numeri. Per me ancora vorticano nel bussolotto. E io amo, o morto, la mia ansia, non la tua pace»

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    MarcMiccia said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

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    Uno dei libri più belli e meglio scritti che abbia mai letto. Mi dispiace solo averlo preso tramite bookcrossing e averlo liberato di nuovo.

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    fiore di girasole said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Calviniano...

    Questo romanzo di Italo Calvino, è stato scritto nel 1959 ed è il terzo capitolo nella trilogia intitolata “I nostri antenati”. I due romanzi precedenti sono “Il visconte dimezzato” (una perla anch’esso) ed “Il barone rampante” (meritevole).
    Avendo g ...(continue)

    Questo romanzo di Italo Calvino, è stato scritto nel 1959 ed è il terzo capitolo nella trilogia intitolata “I nostri antenati”. I due romanzi precedenti sono “Il visconte dimezzato” (una perla anch’esso) ed “Il barone rampante” (meritevole).
    Avendo già fatto un breve riassunto della vita di Calvino (vedi commento a “Il sentiero dei nidi di ragno” ), parlerò brevemente della trama di questo bel romanzetto:
    Siamo all’epoca dell’ Imperatore Carlo Magno e tutta la vicenda è narrata da una suora in un convento che ripercorre le diverse avventure di due protagonisti: Agilulfo (il cavaliere inesistente) e Rambaldo (un giovane che vuole vendicare la morte di suo padre uccidendo l’argalif Isoarre). Agilulfo si contraddistingue non tanto per il suo essere immateriale, piuttosto emerge per la sua pedanteria, puntigliosità e freddezza. Rabaldo invece è un giovane dalle passioni turbolente e si innamora di Bradamante, una donna-cavaliere che in battaglia lo salva da morte certa e cerca in tutti i modi di conquistarla, inutilmente. Lei è infatti innamorata di Agilulfo che non ricambia questo amore. Colpo di scena: durante un banchetto, il giovane Torrismondo rivela che di fatto il titolo di “cavaliere” di Agilulfo non è valido perché per essere nominato cavaliere bisognava aver salvato una vergine in pericolo e colei che lui aveva posto in salvo in realtà aveva già avuto un figlio, Torrismondo stesso. Così Agilulfo partirà per ritrovare la donna e Torrismondo per trovare i cavalieri de “Il Sacro Ordine dei Cavalieri del Santo Graal” tra i quali pare esserci il suo vero padre. Bradamante seguirà Agilulfo disperata e a sua volta verrà “pedinata” dal suo spasimante, Rambaldo.
    Riusciranno a portare a termine le loro missioni? A voi il piacere della scoperta. :)
    Farò una breve analisi, senza annoiarvi troppo…
    Rambaldo è proprio un personaggio senza sostanza, in tutti i sensi. Rappresenta l’uomo robotizzato che vive di leggi e atti burocratici senza bisogno di utilizzare una propria coscienza, un automa bello fuori (l’armatura è sempre impeccabile e lucidissima) ma “vuoto” dentro. Da una parte però vorrebbe essere una persona in carne ed ossa e questo pensiero tormentato lo accompagna in tutte le sue notti insonni.
    Tutto sommato però è dotato comunque di un’astuzia che lo caverà fuori da possibili pasticci e la sua personalità così distaccata farà impazzire qualche donna… ;)
    Rambaldo invece è un giovane incosciente, proprio un ragazzino che si lancia nella guerra aspettandosi chissà quali azioni eroiche e si trova spiazzato dalla burocrazia che sta dietro anche ad un semplice atto di vendetta.
    Un personaggio che non ho citato nella trama è Gurdulù, il pazzo di turno, un uomo che non sa cos’è e diventa ciò che cattura la sua attenzione. Il mio personaggio preferito della storia! Crede di essere un animale, un oggetto inanimato, del cibo, tutto, con una facilità spiazzante ma affascinante: si immedesima e vive libero come un bambino, senza pensieri e senza inibizioni.
    Detto questo, mi resta poco da aggiungere…
    Io l’ho letto molto volentieri ed è scorrevole (ad eccezione di alcuni punti dove ci sono dei soliloqui di Agilulfo un pochino noiosini), lo stile di Calvino si riconosce sempre, soprattutto nei suoi personaggi sempre molto “estremi” secondo me. Piacevole anche per una lettura pre-dormita o in viaggio.
    Buon divertimento. ;)

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    Morgana Momo Lazzeretti said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ho concluso oggi la trilogia de "I nostri antenati' con 'Il Cavaliere Inesistente' e devo dire che, sebbene fosse quello da cui mi aspettassi di meno, mi ha sorpreso e completamente catturato.
    Lo stile era leggero ma accurato e la storia era del tut ...(continue)

    Ho concluso oggi la trilogia de "I nostri antenati' con 'Il Cavaliere Inesistente' e devo dire che, sebbene fosse quello da cui mi aspettassi di meno, mi ha sorpreso e completamente catturato.
    Lo stile era leggero ma accurato e la storia era del tutto originale e ricca di colpi di scena.
    La trama narra di questo Cavaliere che "occupa" un'armatura bianca e milita nelle file di CarloMagno.
    Questo cavaliere non ha corpo e riesce a comportarsi normalmente solo grazie alla forza di volontà.
    La sua storia si intreccia con quella di Rombaldo di Rossiglione, militante per vendicare il padre, ucciso in battaglia.
    Ed a sua volta la storia di questo marchese si unisce a quella di una giovane anch'ella appartenente alle file di CarloMagno di nome Bradamante e della quale il marchese si innamora anche se non ricambiato in quanto questa innamorata del Cavaliere Inesistente.
    La storia si protrae lentamente finché durante un banchetto un giovane, Torrismondo, il quale afferma che la nomina di Cavaliere attribuita al protagonista sia ingiusta in quanto questi non abbia salvato una vergine ma sua madre.
    Da qui la narratrice (che all'inizio si cela sotto il nome di Suor Teodora ma poi si rivela Bradamante) inizia una sintesi molto veloce delle vicende del Cavaliere che per mantenere l'onore cerca questa giovane che nel frattempo (15 anni) si era chiusa in convento ed era stata rapita dagli 'infedeli', seguito da Bradamante che era innamorata e da Rombaldo, anch'egli innamorato, però della fanciulla.
    Torrismondo contemporaneamente cerca suo padre appartenente all'Ordine dei Templari ma non condividendo le idee dell'Ordine abbandona quest'ultimo.
    Nel bosco trova la presunta madre ma non sapendo ciò, si innamora ed ha un rapporto con lei.
    Non so se ritenere positivo o negativo come Calvino ha affrontato il viaggio del Cavaliere in quanto così come ha fatto mi è parso un po' troppo frettoloso mentre penso che se si fosse soffermato di più avrebbe reso il romanzo un po' più pesante.
    Al di là di ciò, il romanzo che tra i tre era quello che mi 'ispirava' di meno è quello che mi è piaciuto di più.
    Quattro stelline e mezzo :)

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    Beatrix ♡ *soprattutto ebooks* said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

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    Alle armi, cavalieri...

    Bellissimo! poche parole per questo stupendo libro, ispirato (secondo me) dall'Orlando Furioso. lo avevo letto almeno trent'anni fa e resta un libro affascinante, per l'arguzia, per la cuultura e per il piacere di giocare che ha Calvino!
    una chicca!

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    Stefano Protomartire Leroy said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

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