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Il cavaliere inesistente

By Italo Calvino

(230)

| Others | 9788811020882

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Book Description

Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vivesolo l'armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersicoperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla dalui salvata quindici anni Continue

Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vivesolo l'armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersicoperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla dalui salvata quindici anni prima. Accompagnato dallo scudiero Gurdulù, attraverso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata dilui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravipeccati, decide di scomparire. Si sveste dell'armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d'armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo.

496 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ho concluso oggi la trilogia de "I nostri antenati' con 'Il Cavaliere Inesistente' e devo dire che, sebbene fosse quello da cui mi aspettassi di meno, mi ha sorpreso e completamente catturato.
    Lo stile era leggero ma accurato e la storia era del tut ...(continue)

    Ho concluso oggi la trilogia de "I nostri antenati' con 'Il Cavaliere Inesistente' e devo dire che, sebbene fosse quello da cui mi aspettassi di meno, mi ha sorpreso e completamente catturato.
    Lo stile era leggero ma accurato e la storia era del tutto originale e ricca di colpi di scena.
    La trama narra di questo Cavaliere che "occupa" un'armatura bianca e milita nelle file di CarloMagno.
    Questo cavaliere non ha corpo e riesce a comportarsi normalmente solo grazie alla forza di volontà.
    La sua storia si intreccia con quella di Rombaldo di Rossiglione, militante per vendicare il padre, ucciso in battaglia.
    Ed a sua volta la storia di questo marchese si unisce a quella di una giovane anch'ella appartenente alle file di CarloMagno di nome Bradamante e della quale il marchese si innamora anche se non ricambiato in quanto questa innamorata del Cavaliere Inesistente.
    La storia si protrae lentamente finché durante un banchetto un giovane, Torrismondo, il quale afferma che la nomina di Cavaliere attribuita al protagonista sia ingiusta in quanto questi non abbia salvato una vergine ma sua madre.
    Da qui la narratrice (che all'inizio si cela sotto il nome di Suor Teodora ma poi si rivela Bradamante) inizia una sintesi molto veloce delle vicende del Cavaliere che per mantenere l'onore cerca questa giovane che nel frattempo (15 anni) si era chiusa in convento ed era stata rapita dagli 'infedeli', seguito da Bradamante che era innamorata e da Rombaldo, anch'egli innamorato, però della fanciulla.
    Torrismondo contemporaneamente cerca suo padre appartenente all'Ordine dei Templari ma non condividendo le idee dell'Ordine abbandona quest'ultimo.
    Nel bosco trova la presunta madre ma non sapendo ciò, si innamora ed ha un rapporto con lei.
    Non so se ritenere positivo o negativo come Calvino ha affrontato il viaggio del Cavaliere in quanto così come ha fatto mi è parso un po' troppo frettoloso mentre penso che se si fosse soffermato di più avrebbe reso il romanzo un po' più pesante.
    Al di là di ciò, il romanzo che tra i tre era quello che mi 'ispirava' di meno è quello che mi è piaciuto di più.
    Quattro stelline e mezzo :)

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    Beatrix ♡ *soprattutto ebooks* said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Alle armi, cavalieri...

    Bellissimo! poche parole per questo stupendo libro, ispirato (secondo me) dall'Orlando Furioso. lo avevo letto almeno trent'anni fa e resta un libro affascinante, per l'arguzia, per la cuultura e per il piacere di giocare che ha Calvino!
    una chicca!

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    Stefano Protomartire Leroy said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un Buon Titolo

    Dopo una partenza leggermente stentata Calvino riesce a far appassionare il lettore a una storia che appare ben complicata più di quel che è, peccando, a mio dire, di velocizzarsi troppo sul finale. Molto carina la sorte riservata al prode Agilulfo, ...(continue)

    Dopo una partenza leggermente stentata Calvino riesce a far appassionare il lettore a una storia che appare ben complicata più di quel che è, peccando, a mio dire, di velocizzarsi troppo sul finale. Molto carina la sorte riservata al prode Agilulfo, un pò meno l'artificio della narratrice, riuscito si ma con qualche forzatura.

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    President Jambino said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Davvero bello!

    Per me questo libro di Calvino è veramente molto bello e originale. Mi piace l'idea del cavaliere dall'armatura che contiene non un corpo vero ma che è mossa esclusivamente dal forte pensiero. Il cavaliere non può mangiare ma si prende regolarmente ...(continue)

    Per me questo libro di Calvino è veramente molto bello e originale. Mi piace l'idea del cavaliere dall'armatura che contiene non un corpo vero ma che è mossa esclusivamente dal forte pensiero. Il cavaliere non può mangiare ma si prende regolarmente le sue razioni di cibo e neanche può dormire ma riesce ugualmente a portare a termine le mansioni che gli vengono affidate compiendo anche gesta valorose. Bello tutto lo svolgimento della trama.

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    Fucsia said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Racconto agile e divertente, ha come tema principale l'essere, l'esistere, e le sue diverse declinazioni: Agilulfo non c'è fisicamente, solo l'armatura ne definisce i suoi contorni fisici, ma per altri versi c'è perché quello che dice e fa è reale, h ...(continue)

    Racconto agile e divertente, ha come tema principale l'essere, l'esistere, e le sue diverse declinazioni: Agilulfo non c'è fisicamente, solo l'armatura ne definisce i suoi contorni fisici, ma per altri versi c'è perché quello che dice e fa è reale, ha conseguenze reali; è la volontà e la determinazione d'intenti che tengono in piedi quell'armatura. Al contrario Gurdulù esiste fisicamente ma la sua determinazione d'intenti non esiste, tanto che di volta in volta si immedesima totalmente in diversi soggetti, perdendosi completamente in essi: il suo vero io è sfuggevole, è come se fosse un camaleonte che non assume mai il suo vero colore.
    Ma altri temi vengono toccati: le dicotomie dovere (cavalleresco o religioso)/vita o scrittura/vita, sempre risolte a favore della vita; ordine-precisione/spontaneità (le prime espressione di inumanità quanto di umanità la seconda: Agilulfo nei suoi movimenti sembrava una macchina, sempre netto, senza sbavature); gerarchia/libertà (nel finale riecheggiano i comuni italiani).
    Nel complesso credo che sia un inno all'umanità, con tutta la sua imperfezione, e alla vita: Agilulfo non è nient'altro che una metafora dell'insoddisfazione dell'uomo, per ciò che non è e vorrebbe essere.

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    Argyll said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Adesso dovrei rileggere pure gli altri due. Dovrei.

    Calvino ha curato una raccolta di Fiabe italiane e il mondo della fiabe non gli era sconosciuto. Molto di quell’atmosfera ha trasposto nei suoi libri, specialmente nella serie degli antenati. Speci ...(continue)

    Adesso dovrei rileggere pure gli altri due. Dovrei.

    Calvino ha curato una raccolta di Fiabe italiane e il mondo della fiabe non gli era sconosciuto. Molto di quell’atmosfera ha trasposto nei suoi libri, specialmente nella serie degli antenati. Specialmente in questo.
    La fiaba nasceva da un’esigenza fondamentale: insegnare ad affrontare la vita. Ma poiché la confezione ha sempre avuto la sua importanza, tutto veniva celato sotto allegorie, metafore e mirabolanti avventure.
    Poi è arrivato Disney e le fiabe hanno perduto tutto il potere educativo.

    Siamo nella Francia di Carlo Magno e dei Paladini, nel momento in cui si costruì l’epopea del Regno.

    Agilulfo è uno del Paladini, dalla bianca e immacolata corazza, dentro la quale c’è un uomo inesistente. Sa benissimo di esserci per pura forza di volontà e come tale vive e accentra su di sé l’attenzione o la paura degli altri. Esistendo solo per forza di volontà ha scelto di essere un cavaliere perfetto. Il caso gli pone accanto uno scudiero dai mille nomi, il quale ha il problema opposto: non ha alcuna percezione di sé e quindi diventa qualsiasi cosa “altra” con la quale viene in contatto.
    Il magro, ascetico cavaliere e il servitore, ignorante e carnale.
    Intorno altri personaggi: il giovane Rambaldo che insegue il sogno della vendetta e, una volta ottenuta, quella di diventare Paladino. Per Rambaldo il cavaliere inesistente diviene una specie di riottoso modello e Bradamante la donna da raggiungere.
    Bradamante, la bella guerriera, di facili appetiti, ma irrimediabilmente innamorata del perfetto cavaliere che non può avere.
    Torrismondo che sa di non poter essere paladino dato che è figlio illegittimo di Sofronia, vittima di una violenza, e che vuol appartenere all’Ordine dei Cavalieri del Santo Gral.
    Priscilla, chiusa nel suo castello (dove rimarrà) che ha l’occasione di vivere una notte d’amore con Agilulfo. Fatta solo di atmosfere che talvolta, nella mente di una donna, sono più conturbanti del sesso tout court.
    Ad una rivelazione di Torrismondo, tutti partiranno: Agilulfo per provare la propria legittimità di cavaliere avendo salvato una vergine da uno stupro, Bradamante per seguire l’oggetto amato, Rambaldo per cercare di conquistare la guerriera, Torrismondo per trovare i suoi cavalieri.
    (Cavalieri che si riveleranno ben diversi dall’immaginato, sconfitti da un villaggio di contadini che trovano nella volontà di sopravvivere la forza di unirsi, scoprendo di essere vivi e poter vivere.)
    Ma tutti sono alla ricerca di qualche cosa che dia un senso al proprio essere e ai suoi desideri.
    Agilulfo crederà di essere sconfitto e da cavaliere che non esiste rinuncia alla volontà di esserci. La suo corazza continuerà ad aggirarsi per il mondo, ma stavolta con Rambaldo dentro, alla continua ricerca di Agilulfo, forse celato in un’altra corazza.
    La saggezza di Sofronia, due volte vergine, chiude la fiaba “Neppure noi sapevamo d’essere al mondo .. Anche ad essere si impara.”

    Il cavaliere e il teorema di Pitagora.
    Agilulfo, sotto un albero, giocherella con le pietre: disegna un triangolo isoscele, conta i sassi dei quadrati sui lati. Ma come, un perfetto cavaliere per cui tutto è precisione e metodo cade in una trappola geometrica? Se Calvino avesse scritto “un triangolo” saremmo andati avanti tranquilli. Ma credo che Calvino abbia scelto volutamente il tipo di triangolo e che l’abbia fatto di proposito, per gioco, o per sottolineare il momento di fantasticheria del cavaliere. E’ l’alba, l’ora in cui si è meno sicuri dell’esistenza del mondo. Agilulfo, che non dorme mai, sta male, solo a prezzo di un enorme sforzo non si dissolve e contare o formare disegni con sassi pietre, foglie, lo aiuta vincere il malessere e l’inquietudine.

    La monaca
    Il narratore è una monaca, di cui più tardi scopriremo il nome, scrivana del convento. Nella sua necessità e difficoltà di narrare riconosciamo lo scrittore stesso. Esiste un’ora in cui la vita non scorre più nella penna “la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori da te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo ….. scrivendo non mi sono cambiata in bene: ho solo consumato un po’ d’ansiosa incosciente giovinezza.”””

    22.04.2014

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    Anina e "gambette di pollo" said on Apr 25, 2014 | 6 feedbacks

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