Il cavaliere inesistente

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(9514)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8811020883 | Isbn-13: 9788811020882 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vivesolo l'armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersicoperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla dalui salvata quindici anni prima. Accompagnato dallo scudiero Gurdulù, attraverso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata dilui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravipeccati, decide di scomparire. Si sveste dell'armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d'armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo.
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  • 0

    IL CAVALIERE INESISTENTE

    TOMMASO GARIBOLDI 2B.......Questo libro non mi è piaciuto molto percè si alternano parti scorrevoli con parti noiose e non avvincenti.
    La parte della storia che mi ha coinvolto di più è stata quella i ...continua

    TOMMASO GARIBOLDI 2B.......Questo libro non mi è piaciuto molto percè si alternano parti scorrevoli con parti noiose e non avvincenti.
    La parte della storia che mi ha coinvolto di più è stata quella in cui si parla di uno scudiero di nome GURDULU'.
    Se potessi cambiare la storia sostituirei la parti noiose con altre più entusiasmanti.
    Consiglierei questo libro a una persona che ha molto tempo da leggere e quasi oserei dire di sprecare un po' di tempo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "O morto, tu hai quello che io mai ebbi nè avrò: questa carcassa."

    "O morto, tu hai quello che io mai ebbi nè avrò: questa carcassa. Ossia, non l'hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini es ...continua

    "O morto, tu hai quello che io mai ebbi nè avrò: questa carcassa. Ossia, non l'hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini esistenti. Bella roba! Posso ben dirmi privilegiato, io che posso farne senza e fare tutto. Tutto - si capisce - quel che mi sembra più importante; e molte cose riesco a farle meglio di chi esiste, senza i loro soliti difetti di grossolanità, approssimazione, incoerenza, puzzo. E' vero che chi esiste ci mette sempre anche un qualcosa, una impronta particolare, che a me non riuscirà mai di dare..."

    ha scritto il 

  • 4

    Agilulfo e Rambaldo

    Anobii è la mia città e Calvino lo sceneggiatore dei miei sogni e questa volta con uno sguardo al futuro. Dove se non qui potrei essere Bradamante innamorata di Agilulfo anche se sono solo suor Teodor ...continua

    Anobii è la mia città e Calvino lo sceneggiatore dei miei sogni e questa volta con uno sguardo al futuro. Dove se non qui potrei essere Bradamante innamorata di Agilulfo anche se sono solo suor Teodora e poi di nuovo la Bradamante felice che corre incontro a Rambaldo che è venuto a cercarla.
    “Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez era certo un modello di soldato; ma nella realtà era antipatico a tutti ed è per questo che si rifugiava dietro una armatura”. Una armatura che contenendo cento, mille dei suoi sé non poteva che essere vuota perché uno che è, è soltanto uno e non dissociabile in tanti. Egli è uno che pensa ed i suoi pensieri sono sempre determinati ed esatti ma non perché siano determinati ed esatti ma perché ogni suo sé è il sé che l’altro vuole, è il sé che dice quelle cose che l’altro vuole sentirsi dire. Vaga da una “armatura ad un’altra” a volte è un bimbo in fasce, a volte un ometto in fieri, o una fanciulla con i tacchi a spillo o con una folta chioma di capelli rossi, una fanciulla che tiene per mano il bambino dei suoi sogni, un giovane con lunghi capelli biondi che sulla cima di un monte guarda verso l’infinito, un giovane scherzoso e con l’espressione impertinente, un altro con l’espressione da giovane intellettuale e con la pipa da vecchio commissario di polizia, un altro è un attempato signore con occhiali e infine è anche una città, un simbolo, un amore, una passione inconfessata e tutti sono Agilulfo. Bradamante non sapeva, non poteva amarne cento o mille e per questo si era convinta che tutti quelli fossero uno e quando Agilulfo lasciò cadere l’armatura senza farsi però ancora una volta vedere, Bradamante si rifugiò in convento e divenne Suor Teodora. Considerate che Agilulfo, quello vero, aveva una strana passione per le suore del convento, era stato sempre attratto da quella passione mistica che le faceva sentire unite al loro Signore, a quella devota passione che non conosceva dubbi. Come avrebbe potuto Bradamante non amare colui il quale a qualsiasi ora era lì, anche alle 2 o alle 4 di notte a meno che non fosse dall’altra parte del mondo dove il sole si è già alzato, a rispondere alle sue domande, a dare un feed, a condividere dubbi e certezze. E così venne un giorno in cui Agilulfo nelle sembianze di Rambaldo ma che lei credeva Agilulfo si buttò su di lei, lei aprì gli occhi, si accorse dell’inganno e lo respinse. “Se infelice è l’innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte piú infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.”
    E poi successe qualcosa che nessuno si aspettava sarebbe mai successa: “Ecco, si sente un cavallo venir su per la ripida strada, ecco che si ferma proprio qui alla porta del monastero. Il cavaliere bussa”. Dalla finestrella non si riesce a vederlo, ma se ne intende la voce è Agilulfo, è Rambaldo

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto in modo leggero, a tratti divertente, è una lettura che permette di passare qualche ora in spensieratezza.
    La bravura di Calvino sta nel fatto di regalare questa spensieratezza senza però scri ...continua

    Scritto in modo leggero, a tratti divertente, è una lettura che permette di passare qualche ora in spensieratezza.
    La bravura di Calvino sta nel fatto di regalare questa spensieratezza senza però scrivere banalità, siamo comunque di fronte ad un romanzo che ha il tema dell'essere al suo centro e che pone un confronto spietato tra l'uomo ideale (l'ideale cavalleresco) e quello reale (i cavalieri vanagloriosi, scostumati, e gli avidi cavalieri del Gral).
    Una lettura che consiglio caldamente.

    ha scritto il 

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