Il cerchio di pietre

Di

Editore: Mondolibri

4.2
(815)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 584 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Valeria Galassi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Storia , Rosa , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
1968. Sono trascorsi vent'anni; Claire ha avuto una figlia Brianna, alla quale non ha mai svelato il suo segreto. Ma tornata in Scozia con lei per una vacanza, decide di rivelarle tutto: il suo viaggio nel tempo, l'amore per Jamie e chi è suo padre. Brianna le crede e, con l'aiuto dello storico Roger Akefield, ricostruisce gli ultimi anni di vita di Jamie. Fino a scoprire che è sopravvissuto a Culloden. Da quel momento Claire vive una lacerante guerra interiore, divisa tra il desiderio di rivedere ancora l'uomo che ancora ama e l'impossibilità di abbandonare Brianna. Ma sarà proprio lei a convincerla a <partire>.
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  • 4

    Diana Gabaldon riesce sempre a sorprendermi. Sono passati quasi 20 anni ma le avventure di Claire e Jaime non sono finite. L'inizio del libro mi è risultato un po' lento e confusionario per la mole di ...continua

    Diana Gabaldon riesce sempre a sorprendermi. Sono passati quasi 20 anni ma le avventure di Claire e Jaime non sono finite. L'inizio del libro mi è risultato un po' lento e confusionario per la mole di personaggi nuovi (soprattutto nella parte di Jaime), ma nel complesso mi è piaciuto veramente molto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ecco che si torna nella Scozia delle tradizioni, che più leggo la Gabaldon e più desidero visitare, in un primo momento con una Claire madre, ormai medico affermato, che dopo aver rivelato alla figlia ...continua

    Ecco che si torna nella Scozia delle tradizioni, che più leggo la Gabaldon e più desidero visitare, in un primo momento con una Claire madre, ormai medico affermato, che dopo aver rivelato alla figlia Brianna la storia di suo padre, decide di scoprire grazie all'aiuto di Roger, un giovane storico le cui origini risalgono al clan Mckenzie (attenzione attenzione!), che ne è stato di Jaimie dopo la battaglia di Culloden. Devo ammettere di aver pianto fiumi di lacrime all'idea che Jaimie fosse veramente morto, ma per fortuna la Gabaldon deve essere una romanticona e tant'è...
    Il piano temporale di nuovo cambia e per la terza volta l'autrice, dopo aver iniziato il romanzo in un secolo, si sposta indietro nel tempo, ma stavolta abbiamo una serie di salti temporali che caratterizzano tutta la prima parte del libro, mentre inseguiamo prima Claire e poi Jaimie in tutte le loro vicissitudini, separati l'uno dall'altra e (relativamente) tristi. Ovviamente per tutto il tempo sono stata impaziente di sapere se e come si sarebbero ritrovati i nostri protagonisti e non sono infine rimasta delusa: mi piace tanto la storia d'amore che ha costruito la Gabaldon in questa saga, riesce a commuovermi e farmi immedesimare totalmente; sarei anche curiosa di leggere il suo testo circa il modo di descrivere il sesso senza scadere nel ridicolo. Lei secondo me riesce a farlo, per quanto sia possibile descrivere a parole un certo tipo di intimità totale, che quando è nostra sul serio penso che le parole sciupino, o comunque non rendano.
    Per quanto riguarda il resto del romanzo la trama si basa su una continua rottura dell'equilibrio, tra fughe, inganni, scontri e sorprese; sembra quasi un romanzo cavalleresco e riesce sempre a tenere viva l'attenzione, a spargere fili e a riprenderli, divertendo come poche altre letture. Riconfermo il mio parare iniziale, come con "La straniera", anche con questa prima parte del terzo romanzo (composto da "Il cerchio di pietre" e "La colline delle fate", che ho intenzione di leggere subitissimo per non spezzare la continuità voluta originariamente dall'autrice), mi sono trovata a evadere e a "divertere", vagando altrove con la mente e senza troppa voglia di riemergere nelle gelide nebbie romagnole di questo dicembre 2016.

    ha scritto il 

  • 3

    Io mi fermo qui...

    Pensare che non era iniziato male.... ma davvero 25 volumi per sta cosa sono inaffrontabili, vado a leggermi il riassunto su wikipedia...
    Comunque all'intera saga fino a qui letta non si può dare più ...continua

    Pensare che non era iniziato male.... ma davvero 25 volumi per sta cosa sono inaffrontabili, vado a leggermi il riassunto su wikipedia...
    Comunque all'intera saga fino a qui letta non si può dare più di 4/10, fatevi un favore evitate proprio di iniziarla.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo è stato il mio preferito, ero parecchio commossa quando si son ritrovati.

    ha scritto il 

  • 4

    questa volta l'autrice mi ha convinto meno rispetto agli altri libri della serie, complice anche il fatto di aver amato alla follia il precedente! È difficile non farsi troppe aspettative! 
    L'autrice ...continua

    questa volta l'autrice mi ha convinto meno rispetto agli altri libri della serie, complice anche il fatto di aver amato alla follia il precedente! È difficile non farsi troppe aspettative! 
    L'autrice ci racconta cosa è successo, partendo da dove aveva lasciato i suoi, i nostri amati Jaime e Claire. Sono anni difficili per la lontananza, frustrazione e rabbia contro il destino avverso. Ma quando arriva il momento che, credo, tutti si aspettavano, ecco che la narrazione perde, secondo me, quella vena carismatica che l'ha caratterizzata fino a quel momento. Ho ritrovato, devo dire, un bagliore verso la fine. La traduzione poteva essere fatta molto meglio! Forse non subito, ma continuerò questa saga che nonostante tutto è davvero magnetica.

    ha scritto il 

  • 5

    I libri di Diana Gabaldon dimostrano come a volte anche le saghe riescano ad appassione ed emozionare i lettori. Con il suo stile romantico, avventuroso e mai prevedibile, l’autrice mostra come l’amo ...continua

    I libri di Diana Gabaldon dimostrano come a volte anche le saghe riescano ad appassione ed emozionare i lettori. Con il suo stile romantico, avventuroso e mai prevedibile, l’autrice mostra come l’amore possa portare le persone a fare cose incredibili. Una saga che per quanto sia lunga, non diventa pesante, anzi ti lascia senza fiato ogni volta.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio preferito dopo "La straniera"

    Dopo "La straniera", è stato il romanzo della serie che ho apprezzato di più. Neanche un momento di noia, neanche una minima tentazione di saltare qualche riga... e, considerando che si tratta della G ...continua

    Dopo "La straniera", è stato il romanzo della serie che ho apprezzato di più. Neanche un momento di noia, neanche una minima tentazione di saltare qualche riga... e, considerando che si tratta della Gabaldon, la cosa ha quasi del miracoloso!
    E poi, vuoi mettere la soddisfazione di vedere di nuovo insieme questi due poveri disgraziati dopo 20 anni di separazione! Non credo si tratti di spoiler, che tanto lo sanno tutti che Jamie e Claire in "Voyager" ritornano insieme!
    Sì, insomma, per me, questa cosa dei 20 anni ognuno a farsi la sua vita, tra una disgrazia e l'altra, non è andata giù un granché bene. 20 anni sono tanti, troppi. Se almeno Claire fosse stata più giovane all'inizio della storia, ora non sarebbe una signora sull'orlo della menopausa, benché "meglio conservata" delle sue coetanee del XVIII secolo. Non capirò mai questa scelta dell'autrice, che poi, dopo questi 20 anni, ha deciso di far proseguire la storia fino all'età dell'alzheimer... mah!
    Comunque, molto, molto bello, con un mix di avventura e momenti romantici. Che dire? Dopo le sofferenze dei due volumi precedenti, ci voleva proprio.
    Ora, però, mi prendo una pausa dai Fraser, altrimenti rischio l'overdose. Le sorti del giovane Ian possono aspettare un po'...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Mia, diceva, senza proferire una parola. Mia! Tua, gli faceva eco il mio corpo. Tua e che tu possa andare all'inferno per questo.

    Dire che li adoro è poco limitante e assolutamente falso. Io non li adoro, li amo alla follia e non smetterò mai di ringraziare la Gabaldon per averci regalato Jamie e Claire. Grazie Gabaldon per aver ...continua

    Dire che li adoro è poco limitante e assolutamente falso. Io non li adoro, li amo alla follia e non smetterò mai di ringraziare la Gabaldon per averci regalato Jamie e Claire. Grazie Gabaldon per averci dato una coppia degna della migliore letteratura romantica ma con qualcosa in più, quella passione, quel senso di appartenenza viscerale, quello che senti solo in presenza del vero amore e che niente e nessuno potrà mai far sparire perchè c'è. Adoro Jamie e Claire, adoro il loro vivere la vita, nel peggio che ha da offrire loro ma anche nelle determinazione di un cercarsi continuo nonostante il tempo che passa, nonostante le situazioni cambino. Bellissima la scrittura di questo quarto episodio, la scena in cui Claire, finalmente libera da tutto ciò che la lega al XX secolo, raggiunge Jamie, decide di tuffarsi nel vuoto per raggiungere l'unico uomo che abbia mai amato senza la certezza che lui la voglia ancora, e il loro scambio di battute estremamente ironico e sagace, mi ha stesa e mi ha fatto pensare a quanta venerazione deve esserci in un rapporto d'amore che funzioni. Bravissima Gabaldon e adesso a vele spiegate verso il quinto episodio. Finalmente di nuovo insieme.

    ha scritto il 

  • 3

    «Lo sai?» domandò in un sussurro in qualche punto del cuore buio della notte. «Lo sai come sia vivere con qualcuno così? Compiere ogni sforzo possibile, senza mai riuscire a capire il suo segreto?»
    «S ...continua

    «Lo sai?» domandò in un sussurro in qualche punto del cuore buio della notte. «Lo sai come sia vivere con qualcuno così? Compiere ogni sforzo possibile, senza mai riuscire a capire il suo segreto?»
    «Sì», risposi pensando a Frank. «Sì, lo so».
    «Me lo immaginavo, che forse lo sapevi». Rimase in silenzio per qualche istante, poi la sua mano mi accarezzò piano i capelli, una macchia sfumata alla luce del fuoco.
    «E poi...» bisbigliò, «poi ritrovarla di nuovo, la capacità di capire. Essere libero in tutto ciò che fai e che dici, e sapere che va bene».
    «Dire ‘ti amo’ e sentirlo dal profondo del cuore», gli sussurrai di rimando nell’oscurità.
    «Aye», rispose, a voce talmente bassa che quasi non riuscii a udirlo. «Dire così».
    La sua mano restò sui miei capelli e, senza sapere bene come, mi ritrovai rannicchiata contro di lui, con la testa nell’incavo della sua spalla.
    «Per tanti anni», riprese, «per tanto tempo sono stato molti uomini diversi». Lo sentii deglutire e cambiare leggermente di posizione, il lino della sua camicia frusciante di amido.
    «Ero Zio per i figli di Jenny, e Fratello per lei e Ian. ‘Milord’ per Fergus e ‘Signore’ per i miei fittavoli. ‘MacDubh’ per gli uomini di Ardsmuir e ‘MacKenzie’ per gli altri servi di Helwater. Dopodiché sono stato ‘Malcolm il tipografo’ e ‘Jamie Roy’ giù al porto». La sua mano mi accarezzava i capelli, lentamente, in un bisbiglio simile a quello del vento fuori. «Ma qui», disse pianissimo, «qui al buio, con te... io non ho nome».

    ha scritto il 

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