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Il cielo è rosso

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(326)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 402 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817114707 | Isbn-13: 9788817114707 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    cinismo dei sentimenti

    La vita provata dalla guerra che prova a ritrovare se stessa in una dimensione minima, relazionale. Un romanzo che in qualche modo è per sempre adolescenziale, che si regge a tratti su una sorta di ...continua

    La vita provata dalla guerra che prova a ritrovare se stessa in una dimensione minima, relazionale. Un romanzo che in qualche modo è per sempre adolescenziale, che si regge a tratti su una sorta di cinismo dei sentimenti

    ha scritto il 

  • 4

    03-2013

    Libro trovato su una bancarella di Milano ad 1 euro, comprato perché l'edizione Longanesi del '65 mi ricordava i libri che da ragazzo prendevo dalla libreria dei miei genitori: Cassola, Pratolini, ...continua

    Libro trovato su una bancarella di Milano ad 1 euro, comprato perché l'edizione Longanesi del '65 mi ricordava i libri che da ragazzo prendevo dalla libreria dei miei genitori: Cassola, Pratolini, Silone, Bedeschi... Di Giuseppe Berto avevo letto nel lontano 1988 il diario della disfatta nordafricana ben narrato in "Guerra in camicia nera". Ora, venticinque anni dopo, lo ritrovo in questo bellissimo e disperato romanzo. L'atmosfera è cupa, da inverno del '44, la storia tragica, lo spazio per una narrazione serena davvero limitato. Si raccontano le vite di 4 ragazzini nel 44-45, Tullio-Daniele-Giulia e Carla, scampati ad un bombardamento che li ha resi orfani e li ha resi adulti prima del tempo. Lottano per sopravvivere, si innamorano, si disperano. Un romanzo d'altri tempi, oggi forse risulterebbe patetico, ma forse per questo suo essere ormai datato l'ho invece apprezzato molto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un gioiello narrativo

    Mi ha toccato il cuore. Profondamente. Durante la seconda guerra mondiale un bombardamento distrugge l'intero quartiere di una città italiana causando molti morti e diversi feriti. Inizia così la ...continua

    Mi ha toccato il cuore. Profondamente. Durante la seconda guerra mondiale un bombardamento distrugge l'intero quartiere di una città italiana causando molti morti e diversi feriti. Inizia così la lotta alla sopravvivenza dei più deboli dei deboli, i ragazzi, ai quali vengono rubati i sogni e negata l'innocenza. Saranno quattro di loro in particolare i protagonisti della nostra storia: Carla, che ha 15 anni ed è già una donna, costretta a fare il lavoro più antico del mondo per poter mangiare, Giulia, orfana dolce, dalla salute cagionevole e dall'animo delicato, Tullio, il più grande, che ostenta una sicurezza che in realtà non gli appartiene, e Daniele, timido e ingenuo, che trova negli altri tre l'affetto e il calore della famiglia perduta. Si riuniranno e cercheranno di darsi forza e sostentamento l'un l'altro, ma non sarà facile. Perchè la vita chiederà loro un conto salato. Insomma, un panorama che potrebbe prestarsi facilmente alla lacrima facile, e invece no. Perchè Giuseppe Berto descrive la desolazione con estrema dignità, oltre che con estremo realismo: sembra di essere dentro a un capolavoro del Neorealismo in bianco e nero, un'analisi perfetta, perfettamente aderente alla realtà, cruda e dignitosamente commuovente. Un piccolo grande gioiello narrativo. Giusppe Berto ha vinto il Premio Campiello con "Il male oscuro". Anche questo romanzo, però, avrebbe meritato a pieno titolo un riconoscimento di merito.

    ha scritto il 

  • 5

    Berto è stata una piacevolissima scoperta, è la testimonianza che i grandi autori li abbiamo anche noi (ma purtroppo spesso passano per sconosciuti). Scrittura fluida, personaggi ben ...continua

    Berto è stata una piacevolissima scoperta, è la testimonianza che i grandi autori li abbiamo anche noi (ma purtroppo spesso passano per sconosciuti). Scrittura fluida, personaggi ben caratterizzati, ricostruzione storica molto fedele, trama che ti cattura e ti fa riflettere. Un terribile bombardamento americano dà il via a quest'opera e segnerà per sempre la vita di quattro orfani, le cui vite si intreccieranno nei difficili ultimi mesi di guerra e nei primi (altrettanto difficili) del dopoguerra. Voto 4.5 pieno ma dato che non abbiamo ancora le mezze stelline arrotondo volentieri al massimo. Di Giuseppe Berto ne leggerò sicuramente altri!

    ha scritto il 

  • 5

    Una pietra miliare

    Letto alle medie la bellezza di 20 anni fa ... ma ancora me lo ricordo benissimo e ogni volta mi si stringe lo stomaco per tutto quello che questo stupendo libro mi ha lasciato ... consigliato anzi ...continua

    Letto alle medie la bellezza di 20 anni fa ... ma ancora me lo ricordo benissimo e ogni volta mi si stringe lo stomaco per tutto quello che questo stupendo libro mi ha lasciato ... consigliato anzi consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Triste ed intenso

    ..rende benissimo come doveva essere la vita nei tragici anni della guerra ed induce a riflettere su come oggi, nella società moderna ed emancipata non ci si rende conto di quali siano le vere ...continua

    ..rende benissimo come doveva essere la vita nei tragici anni della guerra ed induce a riflettere su come oggi, nella società moderna ed emancipata non ci si rende conto di quali siano le vere difficoltà della vita....forse va letto anche solo per una riflessione seria e profonda sulle cose che sono veramente prioritarie...l'autore scrive in modo sublime, semplice e toccante e ti permette di accarezzare e sentire le emozioni dei protagonisti in maniera immediata....consigliato!

    ha scritto il 

  • 3

    Opera prima di Giuseppe Berto, in cui si percepisce l'urgenza di raccontare l'orrore della guerra e del dopoguerra. Il punto di vista è quello di chi ne è rimasto ai margini: bambini e ragazzi, ...continua

    Opera prima di Giuseppe Berto, in cui si percepisce l'urgenza di raccontare l'orrore della guerra e del dopoguerra. Il punto di vista è quello di chi ne è rimasto ai margini: bambini e ragazzi, alcuni mossi dal solo istinto di sopravvivenza, altri dai grandi ideali; intorno, un mondo di adulti indifferenti, disillusi, cinici o annientati. Purtroppo, il risultato finale non è dei migliori. Occorreva una drastica riduzione del numero delle pagine, un taglio alle derive troppo lacrimose, l'eliminazione di qualche inutile personaggio. Insomma, sembra più un abbozzo che un'opera compiuta.

    Stilisticamente, noto il fastidiosissimo abuso, tipico degli scrittori di quegli anni, dei pronomi "egli", "essa", "essi", e dell'avverbio "alquanto". Perché? Mistero!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    E' un libro troppo triste.

    Io non sono per niente un'amante del dramma, però mi è piaciuto moltissimo lo consiglio a chiunque perchè è un documento anche storico.

    ha scritto il 

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