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Il cielo è un posto sulla terra

Di

Editore: B.C. Dalai

3.3
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 453 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860737605 | Isbn-13: 9788860737601 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
In una Göteborg autunnale, dove il rapido accorciarsi delle giornate prelude al lungo buio dell’inverno, tre stazioni di polizia ricevono le allarmate denunce di genitori i cui figli sono stati avvicinati da uno sconosciuto. All’apparenza, nessuno dei piccoli ha subito molestie di alcun genere: l’uomo si è limitato a farli salire sulla sua auto e a chiacchierare brevemente con loro. Ma dopo qualche tempo un quarto bambino viene ritrovato gravemente ferito e un quinto scompare, rapito dal passeggino in un centro commerciale durante un attimo di distrazione della madre.
Il commissario Erik Winter, che già si sta occupando di una serie di singolari aggressioni a studenti universitari, si sente toccato personalmente, in quanto i bambini hanno grosso modo l’età di sua figlia Elsa. Mette così in campo tutta la sua competenza di poliziotto e il suo intuito di genitore. E a poco a poco comincia a ricostruire l’oscuro legame che unisce i due filoni di indagine.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Quasi 4

    Si,quasi 4 stelle,la quarta la perde nel finale.Era il primo di Edwardson che leggevo,probabile che recuperi anche qualcuno dei precedenti.Il ritmo è un pò lento,ma non è un difetto perchè il ...continua

    Si,quasi 4 stelle,la quarta la perde nel finale.Era il primo di Edwardson che leggevo,probabile che recuperi anche qualcuno dei precedenti.Il ritmo è un pò lento,ma non è un difetto perchè il libro è scritto bene e la storia è ben delineata.Anche i personaggi entrano subito in sintonia e non pesa il fatto di non avere letto le precedenti avventure della squadra,tra l'altro le vicende personali degli stessi non sono superficiali,anzi si vorrebbe saperne di più.Il finale,dicevo.Mah forse tra la squadra e il colpevole ci voleva una sorta di resa dei conti perchè non sono riuscito a capirne del tutto le intenzioni.Comunque un autore al di sopra della media per quanto riguarda il "Nordik Noir".

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto nel complesso, ma il finale mi ha lasciato un po' così. L'indagine è ben articolata, e poi la soluzione è buttata lì così, quasi senza spiegazioni. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Non un brutto libro, ma lascia una sensazione di già visto, mi sono chiesta per tutto il tempo che lo ho avuto in mano cosa io avessi già letto di questo autore per poi scoprire di non aver letto ...continua

    Non un brutto libro, ma lascia una sensazione di già visto, mi sono chiesta per tutto il tempo che lo ho avuto in mano cosa io avessi già letto di questo autore per poi scoprire di non aver letto null'altro. La scrittura (o la traduzione) si impunta e manca di scorrevolezza rendendo la lettura un po' faticosa. Come spesso accade leggendo i giallisti scandinavi è interessante il diverso approcio del mondo nordico verso il dirtto ed i diritti. Mi è parsa molto ben riuscita la parte in cui racconta la raccolta delle testimonianze dei bambini.

    ha scritto il 

  • 1

    Primo esperimento con la letteratura di genere, e che dire...difficile per me essere sintetica ma.... non mi sono mai annoiata tanto!!! Mai, nemmeno quando ho letto libri noiosi, ma magari perché ...continua

    Primo esperimento con la letteratura di genere, e che dire...difficile per me essere sintetica ma.... non mi sono mai annoiata tanto!!! Mai, nemmeno quando ho letto libri noiosi, ma magari perché erano difficili, ostici o non mi interessavano... Una vera perdita di tempo prezioso da dedicare ad altre più interessanti letture!!

    ha scritto il 

  • 3

    Winter in Sweden (*** e 1/2)

    Un’indagine non troppo brillante; qualche spunto interessante, ma, nel complesso, nessuna nota di eccellenza. Mi aspettavo di più, per essere uno dei due autori più rinomati del “thriller ...continua

    Un’indagine non troppo brillante; qualche spunto interessante, ma, nel complesso, nessuna nota di eccellenza. Mi aspettavo di più, per essere uno dei due autori più rinomati del “thriller svedese”. Il commissario Erik Winter, i suoi colleghi e la sua famiglia hanno diverse storie da raccontare, ma il loro essere uomini che vivono una vita “normale” non ha quelle caratteristiche che rimangono nella mente del lettore. Un buon romanzo che non ha picchi di interesse né di originalità o uno stile di scrittura da ricordare (questo probabilmente dipende anche dalla traduzione). Una storia che rispecchia quello che del mondo scandinavo il lettore italiano ha già conosciuto e letto in molti romanzi di genere. Apprezzabile la doppia indagine che devono affrontare i protagonisti e interessanti le descrizioni degli interrogatori ai bambini e agli studenti universitari oggetto delle due trame investigative.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi baderà ai bambini?

    Inizio un po’ lento, forse addirittura confuso ma, per fortuna, ad un certo punto la storia decolla, anche perché Åke Edwardson, dopo qualche esitazione, sembra trovare il giusto ritmo e ci ...continua

    Inizio un po’ lento, forse addirittura confuso ma, per fortuna, ad un certo punto la storia decolla, anche perché Åke Edwardson, dopo qualche esitazione, sembra trovare il giusto ritmo e ci confeziona un poliziesco sicuramente di buon livello. Indubbiamente, contribuisce a confondere il lettore la circostanza che l’Editore italiano stia pubblicando i romanzi dell’autore svedese in ordine non cronologico, una scelta assolutamente incomprensibile di cui, per quanto ci si sforzi, sfugge ogni motivazione. Questa volta il commissario Erik Winter è alle prese con due diverse inchieste: una serie di aggressioni, per fortuna non mortali, ai danni di alcuni giovani studenti universitari e le incursioni di un “amante” dei bambini che si limita a caricarli in auto senza però molestarli. Ma fino a quando? La città è sempre la stessa Göteborg, vagamente crepuscolare anche se illuminata dalle luci di Natale, anzi l’incombere delle festività – portatrici di tanti obblighi sociali e gravose incombenze – contribuisce a conferire alla storia un’atmosfera vagamente claustrofobica. Per fortuna ci pensa John Coltrane a creare isole di serenità, vere e proprie zone franche in cui, con la complicità di un buon whisky scozzese e di un sigaretto Corps, possiamo rifugiarci insieme a Winter. L’adesione del commissario alle vicende che si dipanano sotto i nostri occhi è, come sempre, totale e assoluta. Cominciano a palesarsi anche le prime difficoltà nel rapporto con Angela, la sua compagna, che non riesce a spiegarsi un impegno così totalizzante ed esclusivo. L’indagine diventa sempre più stringente mentre i suoi risvolti diventano sempre più minacciosi, fino a conferirle un andamento vorticoso, una vera e propria corsa contro il tempo. E intanto diventano sempre più evidenti i nessi che intrecciano le due inchieste, solo apparentemente distinte e separate. Come in altre storie di Edwardson, i fatti trovano le loro motivazioni nel passato ed è in oscuri episodi di antica violenza che vanno individuate le ragioni di una nuova e più efferata brutalità. Sicuramente, scomparso Wallander – che Mankell ha deciso di condannare alle inconsapevolezze dell’alzheimer – il Winter di Edwardson è oggi il detective svedese più accreditato a non farci rimpiangere le vicende del più famoso commissario scanese. Speriamo di leggere presto tutto il resto. E, se possibile, in ordine cronologico finalmente!

    ha scritto il 

  • 3

    SEICENTO PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

    Forse il romanzo con il maggior numero di partecipanti che io abbia mai letto. Un buon esercizio per la memoria con qualche fase meglio riuscita, ma la "mano" non è un granché.

    ha scritto il 

  • 1

    Ci ho provato; Odio talmente tanto lasciare la lettura di un libro che giuro che ci ho provato. Ma è risultata impresa vana. Una storia che non decolla, personaggi che non hanno una personalità, ...continua

    Ci ho provato; Odio talmente tanto lasciare la lettura di un libro che giuro che ci ho provato. Ma è risultata impresa vana. Una storia che non decolla, personaggi che non hanno una personalità, scrittura che annoia. Mi chiedo se per caso sia colpa della comunità europea che obblighi l'importazione di un numero minimo di autori scandinavi..

    ha scritto il 

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