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Il cielo diviso

By Christa Wolf

(53)

| Others | 9788804303428

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Book Description

62 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Se consideriamo la Wolf come autrice esemplare del mondo tedesco orientale, allora ‘Il cielo diviso’ non può che rappresentare il “suo” romanzo per eccellenza. Meno introspettivo di altri suoi libri, ma proprio per questo più scorrevole e avvincente, ...(continue)

    Se consideriamo la Wolf come autrice esemplare del mondo tedesco orientale, allora ‘Il cielo diviso’ non può che rappresentare il “suo” romanzo per eccellenza. Meno introspettivo di altri suoi libri, ma proprio per questo più scorrevole e avvincente, sullo sfondo dell’amore fra Rita e Manfred ci fa vivere l’angoscia per un sentimento che nasce, cresce, e all’improvviso naufraga sotto i colpi spietati della storia.

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    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando studiavo letteratura tedesca al liceo, mi ero infatuata di questo libro e di quest'autrice. La Berlino della guerra fredda, due amanti divisi da un muro, dalla politica, dall'economia, da pochi uomini che decidono a tavolino le sorti di milion ...(continue)

    Quando studiavo letteratura tedesca al liceo, mi ero infatuata di questo libro e di quest'autrice. La Berlino della guerra fredda, due amanti divisi da un muro, dalla politica, dall'economia, da pochi uomini che decidono a tavolino le sorti di milioni di cittadini. Non vedevo l'ora di leggerlo, pensavo che avesse una carica di energia e da invidiare a tante altre storie del periodo.
    Ebbene, mi sbagliavo. Niente di rivoluzionario, niente passione, niente di niente. Per le prime 70 pagine solo il loro incontro e racconti sulla fabbrica in cui Rita ha trovato un lavoro.
    La prossima volta, armata di pazienza, cercherò di andare oltre!

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    Erica said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Pareggia tutto il fatto che ci abituiamo a dormire tranquilli. Che viviamo senza risparmiarci, come se ce ne fosse anche troppa di questa strana sostanza ch'è la vita"

    E' illusione degli amanti un amore eterno, eternamente fedele ed uguale a se stesso, così come è illusione degli amanti l'esistenza di territori neutri nei quali l'amore non sa far altro che fiorire, felicemente prigioniero di un tempo fermo, di una ...(continue)

    E' illusione degli amanti un amore eterno, eternamente fedele ed uguale a se stesso, così come è illusione degli amanti l'esistenza di territori neutri nei quali l'amore non sa far altro che fiorire, felicemente prigioniero di un tempo fermo, di una primavera sempre uguale.
    Amaro è dunque per loro accorgersi che conoscere l'altro significa scoprirlo diverso ed estraneo (e tanto estranei diventeranno gli amanti da tornare, presto o tardi, ad essere due da uno che erano nel momento più intenso dell'incanto sentimentale).
    Con clinica precisione, la Wolf fa la radiografia alla coppia protagonista de Il cielo diviso (composta da una giovane ed idealista maestra-operaia e da un ambizioso ed arido chimico) e al loro amore breve, stucchevole, difficile. La sua prosa, grigia, metallica, scarna, non è fatta per l'introspezione psicologica: i personaggi sembrano vivere fuori dalle pagine del libro, respirare e sentire in un altrove (quel mondo dal cielo diviso che nel romanzo è spettro) nel quale la scrittrice intinge, con parsimonia, la punta della sua penna (li istiga a vivere, questo sì, rinunciando però poi a mettersi voyeuristicamente a spiarli; tutto ciò che fa è estrapolare brandelli dalle loro esistenze per cucirli insieme con grande, controllata, fredda maestria).
    La Storia, ingombrante ma invisibile, si dimostra, per una volta, clemente, e aiuta la separazione degli ormai ex-amanti, abbreviando così l'agonia del loro amore.

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    alice said on Nov 23, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Sono al secondo tentativo e non riesco ad andare avanti. Faticoso, lento, per niente coinvolgente.

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    robertaugh said on Nov 22, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Il Cielo è il primo a essere diviso.

    Questo romanzo è tutto un doloroso svolgersi degli eventi. Il Muro di Berlino, alla sua pubblicazione, è fresco di pochissimi anni e già sembra aver irrimediabilmente corroso un sentire sociale e umano che, solo venti anni prima, aveva unito un inter ...(continue)

    Questo romanzo è tutto un doloroso svolgersi degli eventi. Il Muro di Berlino, alla sua pubblicazione, è fresco di pochissimi anni e già sembra aver irrimediabilmente corroso un sentire sociale e umano che, solo venti anni prima, aveva unito un intero popolo.

    Rita Seidel è una ragazza ingenua e nuova alle responsabilità. Si innamora di Manfred, misterioso, colto, alla ricerca del successo. Cosa succede fra i due? Il Muro irrompe come una prematura morte.

    Rita crede nella propria realizzazione, l'ordine scarno e utopistico del sistema socialista. E' ingenua, non capisce perché per tre quarti di tedeschi è così brutto amare il "Nuovo Stato Tedesco". Tutta funziona per il futuro. E' un ordine positivo.

    Manfred è sconfortato dai finti ideali che sembrano aver sostituito il vecchio sistema borghese. I conflitti familiari e ideologici lo portano a una poco sofferta decisione, in seguito ad un insuccesso - che egli vede come ingiustizia - lavorativo.

    Il Muro qui è assente nella realtà storica, ma presente nei sentimenti e nei ricordi. Christa Wolf ha avuto un coraggio da leoni a non rappresentare un qualcosa di così evidente e doloroso, articolato e ramiforme come una ferita vera. La Wolf non dà nessuna positività di genere che si suole trovare nella letteratura della DDR controllata dallo Stato. Rappresenta la realtà di una storia d'amore divisa e lontana, che sembra avere già dall'infatuazione le fattezze di un ricordo doloroso o, ancora peggio, di un sogno.

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    Manuel said on Oct 21, 2013 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Rita è una brava ragazza

    Rita è una brava ragazza di campagna che, per la prima volta in vita sua, si reca in una grande città per studiare e diventare insegnante, facendo contemporaneamente pratica in uno stabilimento. Incontra un chimico, Manfred, con il quale non resterà ...(continue)

    Rita è una brava ragazza di campagna che, per la prima volta in vita sua, si reca in una grande città per studiare e diventare insegnante, facendo contemporaneamente pratica in uno stabilimento. Incontra un chimico, Manfred, con il quale non resterà insieme. Una banale storia come tante nella vita dei tedeschi della fine della guerra, se…

    Beh, i se sono almeno tre e di vitale importanza.
    La storia si dipana nei tre anni che vanno dal 1958 al 1961. Il muro cristallizza una situazione in divenire che poteva essere altro. Il muro fa da sfondo alla vicenda privata della ragazzina nel momento in cui sta per diventare grande e la storia le chiede se schierarsi dalla parte dell’io o da quella del noi incarnata dal socialismo reale che non la soddisfa.

    Chi si interessa a lei è nientepopodimeno che Christa Wolf .
    Rita è forse un’operaria che magari la Wolf incrociò nel periodo trascorso in una fabbrica di vagoni, rispondendo all’invito del Bitterfelweg ( full immersion degli scrittori nel modo operaio per essere nelle loro opere lo specchio della realtà). Ma non è una biografia perché lo scrittore, per la Wolf” è “persona importante” e non può soggiacere a essere il megafono dell’ideologia dominante acriticamente. “Il cielo diviso” non è un’ opera edificante di socialismo reale, in cui la ragazza lascia il ragazzo perché lui fa la scelta imperialista di rifugiarsi al di là del muro e lei resta al di qua.

    E’ vero che Rita come la Wolf viene dalla campagna e ha visto nello studio il riscatto sia personale, di donna, sia di classe. Ma non è un’ autobiografia. Christa wolf è nata nel ’29 e Rita nel ’40. La prima deve fare i conti con la “colpa” che Rita non può avere: il passato per lei è il presente delle persone che frequenta- a scuola, in fabbrica, nella vita privata- e si manifesta con le particolari modalità con cui si rappresentano nel mondo nuovo o nel mostrarsi uomini nuovi.

    E in ultimo ma non ultimo, Christa Wolf era convinta che autore e autrice possono raccontare la realtà, inventandola in base alla propria esperienza. “E inventare la realtà significa esprimere ciò che in essa non è visibile ma che comunque esiste perché produce degli effetti che si percepiscono all’interno dell’anima, come l’inquietudine, l’angoscia il senso di inadeguatezza.” L’impegno di Christa è, quindi, quello di trovare una lingua in grado di "dire il reale" ancora inaudita. E’ in questo senso un impegno politico.

    E “Il cielo diviso” non è un romanzo banale ma politico. La vita da monadi, di due “io” che tentano di lasciarsi dietro il mondo, è impossibile nel momento in cui il silenzio “pieno” della passione si dimostra, dopo poco, un vuoto che ha bisogno di essere riempito con parole reali che confronti la nostra autentica realtà con quella autentica dell’altro, e non solo privata.
    Rita e Manfred dopo due anni di passioni, in cui hanno tenuto a bada la sensibilità di lei e la freddezza di lui, si lasciano non tanto perché lui sceglie l’ovest ma piuttosto perché agli occhi di Rita non sa motivare “con parole reali” questa scelta. Quello non è un mondo migliore, ma un mondo più facile,dice lui. Lasciarlo non è semplice per Rita. Addirittura tenta il suicidio e è nel periodo della convalescenza, da una stanzetta di una clinica, che ci racconta la sua storia o piuttosto la racconta a se stessa per cercare le ragioni di questa sua scelta.
    Queste ragioni le trova nel volere vivere e lottare per un mondo che privilegi il “noi” anziché “l’Io” e questo mondo è la Germania dell’est in cui, sulla carta, è il bene comune che conta. Rita sente crescere in sé il dovere morale di partecipare, di esserci e contribuire ad una trasformazione della realtà. Invece di ritirarsi, si impegna a compiere ciò che è necessario per attualizzare una trasformazione. La sua.
    E Rita è anche un tantino Christa e trova nel cambiamento del linguaggio l’arma per il cambiamento della società. Il compito dello scrittore, come anche quello di Rita, è quello di trovare le parole per domande semplici e banali che smascherino l’eroe esemplare, ingenuamente lo denudino, mostrandone la vera natura, quella di vuoto ripetitore e che rinsaldino il rapporto con la realtà. In molti romanzi del socialismo reale nella DDR le parole soo slogan, vuoti e sono criticati dalla Wolf per cui ebbe fama di dissidente mentre nell’Ovest quello di collusa.
    Si consiglia di leggerlo “Il cielo diviso”, per capire che tentare il cambiamento dall’interno sia molto più difficile che gettare la spugna.

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    Maria Francesca e basta said on Sep 23, 2013 | 2 feedbacks

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