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Il cigno nero

Come l'improbabile governa la nostra vita

By Nassim Nicholas Taleb

(440)

| Others | 9788842814788

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Book Description

Cosa pensarono gli europei quando, giunti in Australia, videro dei cigni neri dopo aver creduto per secoli, supportati dall'evidenza, che tutti i cigni fossero bianchi? Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un'esperienza millenaria. Ci ripetono che il futuro è preveContinue

Cosa pensarono gli europei quando, giunti in Australia, videro dei cigni neri dopo aver creduto per secoli, supportati dall'evidenza, che tutti i cigni fossero bianchi? Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un'esperienza millenaria. Ci ripetono che il futuro è prevedibile e i rischi controllabili, ma la storia non striscia, salta. I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l'invenzione della ruota, l'11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo di Google. Sono all'origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. Se il rischio di un attentato con voli di linea fosse stato concepibile il 10 settembre, le torri gemelle sarebbero ancora al loro posto. Se i modelli matematici fossero applicabili agli investimenti, non assisteremmo alle crisi degli hedge funds. Questo libro è dedicato ai cigni neri: cosa sono, come affrontarli, in che modo trame beneficio.

Critics

  • Il cigno nero

    La presentazione e le recensioni di "Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita", saggio di Nassim Nicholas Taleb edito da Il Saggiatore. Cosa pensarono gli europei quando, giunti in Australia, videro dei cigni neri dopo aver creduto pe ... (read full critics)

    Qlibri published on Sat, 27 Nov 2010

7 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    Caro Felician,
    l'altra notte mi sono svegliato verso le quattro in preda all'inquietudine, mi sembrava di ricordare di aver fatto un sogno sgradevole, che aveva a che fare con le etichette, ma i dettagli mi sfuggivano. Tanto per fare qualcosa mi sono alzato e sono andato in cucina, dove un gesto do ... (continue)

    Caro Felician,
    l'altra notte mi sono svegliato verso le quattro in preda all'inquietudine, mi sembrava di ricordare di aver fatto un sogno sgradevole, che aveva a che fare con le etichette, ma i dettagli mi sfuggivano. Tanto per fare qualcosa mi sono alzato e sono andato in cucina, dove un gesto dopo l'altro ho finito per mettermi a mangiare dei biscotti del mulino bianco.
    Si trattava, per l'appunto, dei ritornelli, quelli bianchi e neri, e mentre ne immergevo uno nel latte ho pensato alla frase "inzuppare il biscotto" e mi sono messo a ridere da solo, a lungo, sgangheratamente. C'era qualcosa di terribile in quella risata da mentecatto e allora sempre per fare qualcosa mi sono messo a leggere l'etichetta dei biscotti, come faccio sempre.
    A parte i dati nutrizionali, che tengo in gran conto, amo la lista degli ingredienti e mi sembra che leggendola il sapore dei biscotti migliori. Infatti mi sono sembrati subito più zuccherosi, direi addirittura più cristallini e sgranocchievoli, quando però mi è venuto un dubbio:
    "ma questa etichetta, insomma, è sempre stata così?"
    sono almeno vent'anni che fanno i ritornelli, ci sarà pur stato qualche cambiamento nella ricetta o negli ingredienti, ma come faccio a saperlo egregio Felician? non posso mica fare il confronto con l'etichetta di un anno fa, o di cinque, e chi è che si conserverebbe l'etichetta dei biscotti per vedere se varia la composizione?
    Allora mi sono detto che avrei guardato su internet, ma poi mi è venuto in mente che un'informazione del genere non ci sarà, perchè non importa a nessuno, o meglio importa a gente che non ne discute su internet.
    Ma il fatto che la composizione delle cose varia di nascosto mentre l'aspetto resta uguale, questa idea dico, un'idea molto semplice, si è impadronita di me disordinatamente, si è estesa a tutti i settori dell'esistenza e in breve ha intossicato la mia visione della realtà: e per più preciso dire ha riattivato un pensiero che esisteva già, latente, che è sempre esistito.

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    dhalgren said on Dec 11, 2011 | 7 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    voi siete qui

    Onde sismiche si irradiano violente da punti incogniti sotterranei squassando fragili finti supporti. Mazzi di carte al vento. Foglie morte. Banali apocalissi private. Palazzi crollano nel fragore di una nera domenica d’inverno, un punto soltanto, seppellendo morbidi letti, troppo comodi forse? Pret ... (continue)

    Onde sismiche si irradiano violente da punti incogniti sotterranei squassando fragili finti supporti. Mazzi di carte al vento. Foglie morte. Banali apocalissi private. Palazzi crollano nel fragore di una nera domenica d’inverno, un punto soltanto, seppellendo morbidi letti, troppo comodi forse? Pretese. Anelli si spezzano improvvisi nel silenzio stupefatto di un vile sguardo puntato altrove, anelli di lunghe catene protese all’infinito, solidità stimata apparente, maglie di un tessuto dai colori splendidi e cangianti, quel verde troppo tenero forse, forte la trama, che pure non regge alla spaventose forze che si liberano repentine.
    Impulsi, istanti. Assisto all’esplosione, ne sento l’urto dentro.
    Cado nella consapevole visione di un vento che spazza via consuetudini e radici, cado nel vuoto del perenne divenire, cado, cado agitandomi invano, scivolando lungo una ipotizzata curva di energia libera, in rinnovata attesa di nuovi difficili equilibri. Fatica, dolore, coraggio, difficoltà, movimento o stasi, livelli energetici, sinuose subdole curve di potenziale…attingo al passato, ai sensi, vado per similitudini. Vago, scambio, muovo, oppongo, mescolo, alzo la temperatura, scompongo fino ad arrivare alle furiose molecole, le vedo impazzire, folli di instabilità, deliranti d’energia. Miliardi di rabbiosi incessanti insensati urti, impossibile dirne direzione, percorsi, senso, tempo. Il rozzo manometro segnerebbe sempre delta uguale zero, ma vedo il caos dietro la facciata. Oppongo tutto ciò che ho, per rimanere ferma. Sono forza, sono consumo, sono sensi vigili, sono presidio.
    Intanto il tempo coi suoi neri artigli lacera le incerte vesti che malamente mi riparano, scoprendo oscenità e lividi, e mi getta di nuovo in strada.
    Tutto è guerra, dunque? Tutto è caos?

    Un freddo terrore goccia dopo goccia mi convince al movimento, lento fluire, unico modo. Mi sveglio. Una livida alba si insinua viscida tra le persiane. Piove, non mi ero sbagliata.

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    mitomanu said on Jan 27, 2012 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Trovare quel che non si cerca

    La tesi è suggestiva: quando si cerca qualcosa ostinatamente, si rischia di non trovare nemmeno quel che non si stava cercando:-)
    L'invito è a tenere la mente aperta: intraprendere sì una direzione decisa, ma senza smettere di guardare ed ascoltare tutto quel che si apre dinanzi e di fianco a ... (continue)

    La tesi è suggestiva: quando si cerca qualcosa ostinatamente, si rischia di non trovare nemmeno quel che non si stava cercando:-)
    L'invito è a tenere la mente aperta: intraprendere sì una direzione decisa, ma senza smettere di guardare ed ascoltare tutto quel che si apre dinanzi e di fianco a noi, perchè rischieremmo di perdere di vista tutto quello che il caso ci pone dinanzi agli occhi - e che può essere molto più prezioso ed importante di quel che avevamo in testa all'inizio del cammino.
    La vita, asserisce l'autore, non è cosa che cresce in modo lineare, ma attraverso balzi e strappi determinati in larga parte dal caso.
    Molti passaggi cruciali dell'età moderna (la penicillina, la televisione, internet, ad esempio), sono diventati qualcosa di profondamente diverso - ed inaspettato, ed incisivo sulla vita degli uomini - rispetto a quel che si prospettava quando sono stati individuati.
    Gli eventi storici sono sempre giustificati a posteriori, rintracciando negli eventi quelli che dimostravano con evidenza quel che sarebbe accaduto - peccato che nessuno fosse in grado di identificarli PRIMA:-)
    E quasi mai le previsioni degli esperti, in qualsiasi campo, hanno mai superato l'attendibilità delle previsioni fatte da un qualsiasi tassista di Manhattan - ben consapevole della propria ignoranza delle cose del mondo.

    Insomma, l'argomento è interessante.
    Peccato che il libro sia letteralmente soffocato dalla prolissità, dalla ridondanza e dalla noia in cui lo avviluppa lo smisurato ego dell'autore.

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    Luposelvatico said on Jan 24, 2012 about the Paperback edition | 3 feedbacks

  • Affidarsi all'ignoto

    La cosa più bella di questo libro,è che ogni cosa che viene detta,ogni teoria di Nassim è fondamentalmente banale.Non c'è niente di veramente nuovo (e infatti questa è la critica che la maggior parte delle persone a cui l'ho consigliato hanno mosso).
    Ma c'è qualcosa di magico,nelle sue parole,qualc ... (continue)

    La cosa più bella di questo libro,è che ogni cosa che viene detta,ogni teoria di Nassim è fondamentalmente banale.Non c'è niente di veramente nuovo (e infatti questa è la critica che la maggior parte delle persone a cui l'ho consigliato hanno mosso).
    Ma c'è qualcosa di magico,nelle sue parole,qualcosa in grado di penetrare nella mente di chi è predisposto,di chi probabilmente cerca solamente una via di uscita alla follia della quotidianità!
    Affidarsi al caso,essere contenti di essere nati e grati di potersi svegliare ogni mattina,cogliere le opportunità che ti si presentano davanti e ridere delle sventure,sapere che qualunque cosa tu possa pensare o di cui tu possa essere sicuro,ogni cosa può essere distrutto da un momento all'altro! E l'unica cosa che puoi fare è andare avanti,perché tu sei un cigno nero,ovvero un evento unico,irripetibile,inaspettato e in grado di scuotere le fondamenta di questo mondo!

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    Rumigal said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

  • Ci sono un sacco di punti di vista nuovi, almeno pe rme, in qeusto saggio, e molte conferme su alcune intuizioni che avevo avuto. Non inizierò a giocare in borsa per questo, ma almeno posso essere più distaccata dai problemi, ricordandomi che sono solo, per definizione, passeggeri.

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    ilaria said on Jan 25, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Libri Italiani
  • Others 379 Pages
  • ISBN-10: 8842814784
  • ISBN-13: 9788842814788
  • Publisher: Il Saggiatore
  • Pub date: Jan 01, 2008
  • Also available as: Paperback
  • In other languages:
    • Cover of 'The Black Swan'
      The Black Swan
      (English Books)

    繁體書, 简体书

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