Il cimitero di Praga

Di

Editore: Bompiani (Narratori italiani)

3.2
(4923)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 523 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Olandese , Portoghese , Francese , Norvegese , Greco , Inglese , Tedesco , Svedese

Isbn-10: 8845266222 | Isbn-13: 9788845266225 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustrazione di copertina: Pierluigi Buttò

Disponibile anche come: eBook , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, scomparso in mare nei pressi dello Stromboli, il falso bordereau di Dreyfus per l’ambasciata tedesca, la crescita graduale di quella falsificazione nota come I protocolli dei Savi Anziani di Sion, che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi in una Parigi della Comune dove si mangiano i topi, colpi di pugnale, orrendi e puteolenti ritrovi per criminali che tra i fumi dell’assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, barbe finte, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d’appendice di stile ottocentesco, tra l’altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Ecco di che contentare il peggiore tra i lettori. Tranne un particolare. Eccetto il protagonista, tutti gli altri personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Ma chi lo sa, quando ci si muove tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, può accadere di tutto. Anche che l’unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti, e assomigli moltissimo ad altri che sono ancora tra noi.
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  • 4

    Di questo romanzo mi è piaciuto soprattutto come si intrecciano e confondono magistralmente la Storia, cioè i fatti storici reali, che sono ben di più di una semplice cornice del romanzo, con la finzi ...continua

    Di questo romanzo mi è piaciuto soprattutto come si intrecciano e confondono magistralmente la Storia, cioè i fatti storici reali, che sono ben di più di una semplice cornice del romanzo, con la finzione e il complotto. Il tema del complotto e della falsificazione (oggi diremmo "fake news"), anche se riferito a un contesto molto diverso, lo trovo particolarmente attuale...
    Più di una volta sono andato a cercare (grazie, Google) per curiosità personaggi (a parte il protagonista, sono quasi tutti personaggi realmente esistiti) ed eventi storici citati. :D
    Lo consiglierei a chi ha apprezzato "Il pendolo di Foucault", dato che riprende da quest'ultimo il tema del complotto. Rispetto a quest'ultimo, però, l'ho trovato decisamente più facile da leggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    message in a bottle

    Eco è stato comprensibilmente ossessionato per tutta la vita dal criterio di verità e del suo gemello satanico, la creazione volontaria di falsi. Era un semiologo, quindi un filosofo, nessuna sorpresa ...continua

    Eco è stato comprensibilmente ossessionato per tutta la vita dal criterio di verità e del suo gemello satanico, la creazione volontaria di falsi. Era un semiologo, quindi un filosofo, nessuna sorpresa. Se n'era già occupato nel bel "Pendolo di Foucault", una genesi dello schema generale del falso e del suo fratello organizzato: il complotto. Mentre nel Pendolo però i personaggi veri erano tutti letterati o eruditi o avventurieri morti, qui cerca con un triplo salto mortale di fare agire dei vivi. Non solo, di farli agire durante alcuni complotti o azioni in genere poco conosciuti dai più, citati di solito in quei libri che iniziano con la controstoria o "la verità su" eccetera. Anche se oggi sugli interventi massonici nell'impresa dei Mille se ne sa (chi vuole, naturalmente) parecchio, le premesse erano gustose. Tutti i personaggi tranne pochissimi sono esistiti ed hanno fatto ciò che hanno fatto. Naturalmente fare aderire eventi distanti come rami di un unico tronco è impossibile, ci vuole l'elemento unificatore: almeno un personaggio e qualche comprimario.

    Eco dal salto è caduto, ed è caduto pure male.

    Ciò che è riuscito ad Ellroy colla trilogia underground qui è un noiosissimo monocorde trascinarsi di storie che nonostante la obiettiva drammaticità, l'uso di schemi e stili del feuilleton più feroce e bieco, strappano dei vabbé ad ogni capitolo.

    Simone Simonini (SS: monogramma appropriato per il facitore dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, un mattone della cattedrale dell'odio Mein Kampf, e pure di Servizio Segreto) incomincia bene, un frustrato signor nessuno, odiatore professionista - il primo capitolo coll'enunciazione di tutti gli stereotipi negativi di chiunque cui s'attacca è ottimo, poi procede stanchissimamente nonostante gli appioppi pure un Alter-ego Doppelganger Antiblockiersystem Direkteinspritzung, tale abate Dalla Piccola, in realtà vittima (uccisa dallo stesso Simonini) che rinasce in lui ormai schizofrenico, motivo per il quale colloquia pure col dottor Freud per cercare salvezza alla sua compromessa psiche.

    Troppa roba. Sale, pepe, pimento, cayenna e col curry che la zuppa ha sapore.

    Cui si aggiungono siparietti didascalici dove Eco spiega la sua visione caricaturale dei servizi segreti, molto '68ina, un po' contraddittoria visto che nel romanzo, c'è più d'uno di bastardi e figli della Gran P. ecc che nei servizi se la cavano eccezionalmente bene. I personaggi, Simonini Dalla Piccola e Narratore, nonostante l'uso di caratteri tipografici distinti, parlano tutti come un anziano eruditissimo professore insigne di semiologia nato ad Alessandria, vissuto a Milano con cattedra a Bologna e rubrica fissa su L'Espresso.

    Che cerchi poi di togliersi (forse) qualche sassolino '68ino, il tono - omettendo i nomi - in più di un capitolo sembra d'essere ai tempi dell'omicidio Calabresi - non aiuta, men che meno se lo scopo fosse di fare arrivare un messaggio occulto a chi di dovere.

    Si può mettere anche un messaggio in una bottiglia e lanciarlo nell'oceano, ma non è considerato efficace.

    C'è un fatto storico del caso Dreyfus che ignoravo: fu lasciato a cuocere all'isola del diavolo non solo per un complotto antiebraico (quello del J'Accuse) ma anche perché i prussiani non capissero che i francesi stavano progettando il cannone da 75 (un loro capolavoro) invece che il 120. Ottimo, ma per 500 pagine pochino direi.

    Ah, ogni tanto il tono col quale s'immedesima nel listare le schifezze attribuite agli ebrei (ai gesuiti, ai massoni) gli scappa un po' di mano. Hai voglia Eco a dire che i personaggi non esprimono l'opinione dell'Autore, vero ma lo stile conta: sembra che dica "attenzione, calmatevi Solomon Brothers o l'Olocausto da tragedia diventerà un record da battere". Giustamente qualcuno s'è allarmato.

    Comunque se dell'Ochrana, del fulminato e corrottissimo ambiente parigino della seconda metà del XIX secolo, dei retroscena della spedizione dei Mille, di svariati arnesi vaticani, del caso Dreyfus e della redazione del clamoroso falso storico dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion non sapeste nulla, il libro varrebbe di più. Fate voi.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente torno a leggere, dopo un bel po' di anni, il mitico Umberto Eco, del quale avevo apprezzato Il nome della rosa, Baudolino, Il pendolo di Foucault e L'isola del giorno prima.

    Nel cimitero d ...continua

    Finalmente torno a leggere, dopo un bel po' di anni, il mitico Umberto Eco, del quale avevo apprezzato Il nome della rosa, Baudolino, Il pendolo di Foucault e L'isola del giorno prima.

    Nel cimitero di Praga troviamo il capitano Simonini che sarà testimone ed artefice di vari avvenimenti storici del diciannovesimo secolo: dalla carboneria all'Unità d'Italia passando per la spedizione dei Mille, dall'Impero di Napoleone III all'affare Dreyfuss passando per l'esperienza della Comune parigina. Incontrando tutta una serie di personaggi storici realmente esistiti.

    Purtroppo, nella mia grande ignoranza storica, non ho apprezzato a pieno questa sua ultima opera, e me ne vergogno. Ma non pensate di leggere un normale libro storico, ma ritorna la caratteristica principe di Eco: ovvero quella di riannodare i fili della storia. E non riesci più a distinguere cosa è inventato e cosa sia realmente accaduto nella realtà, questo mi ricorda ad esempio gli stratagemmi che utilizza in Baudolino.

    Non è di facile lettura, questo è sicuro.

    ha scritto il 

  • 0

    ... Avevo persino dimenticato di averlo abbandonato. Proprio cancellato dal ricordo.
    Ho sempre apprezzato Eco come interprete della realtà, una sorta di guru laico, un maestro più che uno scrittore d ...continua

    ... Avevo persino dimenticato di averlo abbandonato. Proprio cancellato dal ricordo.
    Ho sempre apprezzato Eco come interprete della realtà, una sorta di guru laico, un maestro più che uno scrittore di romanzi.
    Scriveva per addetti ai lavori ed aveva una gran supponenza sia verso i lettori non a par suo e sia (più grave ancora) verso la materia narrata. Peccato non poterglielo più dire.

    ha scritto il 

  • 2

    Ampolloso e autocelebrativo. Mi ha annoiato molto coinvolgendomi solo in alcuni capitoli (pochi). La bravura e la cultura dell'autore (che si vedono bene anche in questo caso) non bastano a salvare un ...continua

    Ampolloso e autocelebrativo. Mi ha annoiato molto coinvolgendomi solo in alcuni capitoli (pochi). La bravura e la cultura dell'autore (che si vedono bene anche in questo caso) non bastano a salvare una scrittura troppo forzata e autocompiaciuta.

    ha scritto il 

  • 3

    A tratti interessante, a tratti noioso.... a tratti ingarbugliato... alla fine ho realizzato che non si tratta solo di un romanzo, mette in risalto eventi che sono stati alla base di reali pensieri e ...continua

    A tratti interessante, a tratti noioso.... a tratti ingarbugliato... alla fine ho realizzato che non si tratta solo di un romanzo, mette in risalto eventi che sono stati alla base di reali pensieri e posizioni politiche .....eventi falsi creati dal niente che hanno portato a conseguenze reali e drammatiche

    ha scritto il 

  • 3

    Ho iniziato a leggere questo libro che mastro Umberto Eco era ancora vivo. Fa effetto... molto effetto. Il libro ricalca lo stile di sempre: tanta ironia, lessico ricchissimo. Soprattutto [...] http:/ ...continua

    Ho iniziato a leggere questo libro che mastro Umberto Eco era ancora vivo. Fa effetto... molto effetto. Il libro ricalca lo stile di sempre: tanta ironia, lessico ricchissimo. Soprattutto [...] http://goo.gl/i37gOl

    ha scritto il 

  • 0

    Lettura difficile, ma ne vale la pena

    Non è un libro di facile lettura, ma alla fine sono contenta di non essermi arresa. È un romanzo storico con basi molto solide (e visto l'autore, su questo aspetto non può esservi alcun dubbio) che pe ...continua

    Non è un libro di facile lettura, ma alla fine sono contenta di non essermi arresa. È un romanzo storico con basi molto solide (e visto l'autore, su questo aspetto non può esservi alcun dubbio) che permette di vivere con un punto di vista inedito eventi della storia recente, e di concatenare situazioni che a un profano non verrebbe mai in mente di concatenare. Dò tre stelle perché non si può negare che sia piuttosto pesante.

    ha scritto il 

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