Il cimitero di Praga

Di

Editore: Bompiani

3.2
(4833)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 900 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Olandese , Portoghese , Francese , Norvegese , Greco , Inglese , Tedesco , Svedese

Isbn-10: 8858702573 | Isbn-13: 9788858702574 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 1

    Se questo è Eco

    Senza giri di parole: questo libro è una presa in giro. Inutile, vacuo, privo di significato e pieno di noia. Più che un romanzo è un affastellarsi di affettata erudizione. Il che, di per sé, non sare ...continua

    Senza giri di parole: questo libro è una presa in giro. Inutile, vacuo, privo di significato e pieno di noia. Più che un romanzo è un affastellarsi di affettata erudizione. Il che, di per sé, non sarebbe necessariamente male: il Nome della rosa era un capolavoro, il Cimitero di Praga è semplice spazzatura. In Italia Eco non può esser criticato, all'estero il Cimitero è stato stroncato. Ma al di là di tutto, dopo averlo finito ti chiedi cosa ti ha dato, cosa di quel che hai letto ti rimarrà dentro: la risposta non è che un desolato e imbarazzante silenzio.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo storico

    Proprietà linguistica dell'autore: 10 e lode
    Conoscenza e approfondimenti storici: 10 e lode
    Divertimento nella lettura: 7

    L'inizio è un po' lento, ma poi il libro decolla bene ed è abbastanza gustoso ...continua

    Proprietà linguistica dell'autore: 10 e lode
    Conoscenza e approfondimenti storici: 10 e lode
    Divertimento nella lettura: 7

    L'inizio è un po' lento, ma poi il libro decolla bene ed è abbastanza gustoso per i primi due terzi. Poi secondo me si arrotola troppo sulla parte storica (e su un argomento personalmente non molto appassionante) abbandonando l'aspetto romanzesco e calando abbastanza di tono.
    L'impressione complessiva è di un autore con mostruose conoscenze della storia e della lingua italiana, ma che non riesce completamente nell'intento di avvincere il lettore dall'inizio alla fine, dando troppa importanza alla parte saggistica, che ha indubbiamente un suo valore, ma non è quello che ti aspetti affrontando un romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Le prove!

    Da ora quando leggo sui giornali che sono state trovate le carte che provano la colpa degli avversari bellici/politici, penso a Simone Simonini e rido. Eco ha costruito un ottimo e memorabile personag ...continua

    Da ora quando leggo sui giornali che sono state trovate le carte che provano la colpa degli avversari bellici/politici, penso a Simone Simonini e rido. Eco ha costruito un ottimo e memorabile personaggio. Le critiche di una eccessiva pedanteria storica (la vertigine per la compilazione) sono comprensibili, ma il lavoro è monumentale.

    ha scritto il 

  • 2

    Eco: Svecchiamoci!

    L'impronta di Eco è ovviamente evidente in tutto il libro. Si percepisce la profonda cultura storica dell'autore e la necessarietà da questi provata di contestualizzare gli eventi trattati fornendo mi ...continua

    L'impronta di Eco è ovviamente evidente in tutto il libro. Si percepisce la profonda cultura storica dell'autore e la necessarietà da questi provata di contestualizzare gli eventi trattati fornendo minuziose ed eccessive digressioni e descrizioni storiche. Il linguaggio è forbito e a tratti complesso. La narrazione lenta, tediosa e con sbalzi temporali disorientanti. La trama è interessante anche se costellata di eventi che tendono a complicarla in maniera forzata ed artificiosa, quasi come se l'autore avesse sentito il bisogno di "allungare il brodo" per non ridurre il romanzo a " mero giallo a sfondo storico". In conclusione ne sono rimasta annoiata pur apprezzando la cultura e l'immensa bibliografia posta a suo fondamento. Irrileggibile: Una volta é più che sufficiente.

    ha scritto il 

  • 0

    "Il cimitero di Praga" di Umberto Eco

    "Abbiamo un'ambizione senza limiti, un'ingordigia divoratrice, un desiderio di vendetta spietato e un odio intenso."

    Nella Parigi del 1897 il capitano e falsario Simone Simonini- su consiglio di uno “ ...continua

    "Abbiamo un'ambizione senza limiti, un'ingordigia divoratrice, un desiderio di vendetta spietato e un odio intenso."

    Nella Parigi del 1897 il capitano e falsario Simone Simonini- su consiglio di uno “studentello” austriaco, un certo Sigmund Freud (Froide) - inizia a scrivere un diario-autobiografia con il tentativo di riprendersi dalla grave amnesia che lo ha colpito. Ma ben presto tale scritto si trasforma in un epistolario in cui interviene frequentemente l'abate Dalla Piccola, abitante di un miniappartamento collegato alla dimora di Simonini e allacciato strettamente al protagonista, tanto che ciò che uno non ricorda lo ricorda bene l'altro.
    Percorrendo un lungo lasso di tempo che va dal 1830 al 1897, la scrittura svela progressivamente nei dettagli la personalità di quest'uomo camaleontico, egoista, anticlericale, antigesuita e strenuamente antisemita, il quale tenta con ogni mezzo (più illecito che non) di costruirsi un buon patrimonio per poter godere della vita e soprattutto del buon cibo (l'opera presenta ironicamente numerose ricette).

    Nonostante la malignità e ipocrisia, Simonini affascina per la solitudine che lo contraddistingue sin dalla fanciullezza, passata con il nonno. Ma ad intrigare ed avvincere è soprattutto la sua avventurosa vita passata lavorando nell'inventare e sventare complotti. In questo clima di falsità e cospirazioni, pur vivendo al centro di eventi epocali quali i moti carbonari, la spedizione dei Mille, il 1848 , il Secondo Impero di Napoleone III e i fatidici giorni della Comune e nonostante l'intromissione di interventi massonici , messe nere e assalti gesuitici, Simonini continua a lavorare ad un' opera "letteraria" che contraddistingue il vertice della manipolazione della realtà dei fatti storici da dove emerge la sua avversione verso il popolo ebraico e che avrà conseguenze tremende. Inoltre il protagonista ricostruendo queste tortuose vicende riuscirà a comprendere la verità della sua relazione con Dalla Piccola.

    La struttura narrativa di Il cimitero di Praga è a tre voci. Si presenta come un dialogo tra due diari, quello di Simonini e quello dell'abate Dalla Piccola ma tra di essi si inserisce il Narratore che dice di riportare i diari come li ha trovati e cerca di riassumere le parti più ingarbugliate. Ambientata nel periodo storicodella Belle époque (dalla metà dell'800 fino agli inizi del '900, chiamato), caratterizzato dalle tensioni politiche, economiche e sociali , che definisce gli indizi premonitori di quelli che verranno considerati i più grandi sconvolgimenti della storia dell'umanità, la storia, che è costellata da molti personaggi esistiti realmente, è per metà romanzo e per metà documento storico.

    Perfettamente inseriti nel contesto storico della narrazione, i temi soggiacenti al libro respirano però un'aria di attualità, o forse di eternità: cos'è infatti che crea o distrugge la civiltà, che plasma la nostra società adeguandola al tempo e al luogo, se non da sempre (e forse per sempre) il denaro e il potere che da esso ne deriva?

    Barbara (bibliotecaria, Biblioteca San Giorgio)

    ha scritto il 

  • 1

    Una stella è fin troppo

    Lettura molto lenta e tediosa, mai accattivante e interessante.
    Il Cimitero di Praga è sicuramente uno dei libri più noiosi che mi sia mai capitato di leggere, addirittura costringendomi a voltare le ...continua

    Lettura molto lenta e tediosa, mai accattivante e interessante.
    Il Cimitero di Praga è sicuramente uno dei libri più noiosi che mi sia mai capitato di leggere, addirittura costringendomi a voltare le pagine senza leggerle.
    Vi do un solo consiglio: leggete qualcos'altro e non perdete tempo e forze con questa lettura prolissa.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottobre 2011

    Avendo da poco letto “Il nome della rosa” di Umberto Eco, colgo l’occasione per rendere giustizia anche a “ Il cimitero di Praga” di cui scrissi un minicommento all’epoca della sua lettura, commento c ...continua

    Avendo da poco letto “Il nome della rosa” di Umberto Eco, colgo l’occasione per rendere giustizia anche a “ Il cimitero di Praga” di cui scrissi un minicommento all’epoca della sua lettura, commento che poi non pubblicai a suo tempo per paura di avere scritto delle corbellerie, lo pubblico adesso: non è che oggi non ne scriva più di corbellerie, ma me ne preoccupo molto meno…

    Il cimitero di praga, letto a ottobre 2011

    Dopo aver superato a distanza di anni il trauma da aggrovigliamento cerebrale per la lettura de "L'isola del giorno prima", ho riprovato con "Il cimitero di Praga" e con mia grande sorpresa sono riuscito a leggerlo in due giorni e non solo... mi è anche piaciuto! Dopo i primi capitoli si afferra il filo della narrazione che continua a scorrere abbastanza bene tra i vari intrecci spionistici e doppi giochi vari; bella la ricostruzione di un'Europa crepuscolare che ancora si crede il centro del mondo; apprezzabili le varie digressioni filosofiche in forma di dialogo, su tutto la perfetta padronanza (cosa di cui non riesco a fargliene una colpa) di una lingua che sta per scomparire: l'italiano...

    ha scritto il 

  • 1

    bah....

    se avesse scritto solo le ultime 50 pagine sarebbe stato molto bello...
    lettura molto difficile e lenta, forse non sono all'altezza delle sue scritture ma è stato molto duro finire il libro e non lasc ...continua

    se avesse scritto solo le ultime 50 pagine sarebbe stato molto bello...
    lettura molto difficile e lenta, forse non sono all'altezza delle sue scritture ma è stato molto duro finire il libro e non lasciarlo a metà

    ha scritto il 

  • 3

    è un romanzo utile, con tratti di dilettevole tuttavia nonostante non sia affatto noioso non è mai nemmmeno totalmente avvincente.
    Questa volta eco si scaglia contro i pregiudizi razziali, e lo fa mer ...continua

    è un romanzo utile, con tratti di dilettevole tuttavia nonostante non sia affatto noioso non è mai nemmmeno totalmente avvincente.
    Questa volta eco si scaglia contro i pregiudizi razziali, e lo fa meravigliosamente e nel modo migliore: uniformandocisi. Un libro capace di far risvegliare la coscienza, e di far odiare la meschinità del protagonista, un falsario che cerca continuamente di giustificare il suo rovinare gli altri adducendo loro colpe presunte o reali, un uomo abile negli imbrogli, ma mai grande nella sua malvagità, tanto che non incarna nemmeno l'affacinante cattivo: è un cattivo di seconda fascia, che si giostra abilmente nelle trame del mondo senza lasciarne alcuna traccia.
    E cosi è il libro: Eco giostra i suoi personaggi alla perfezione nella storia, incastra tutto e lo fa bene, tuttavia manca sempre quella grandezza che renderebbe questo libro un capolavoro.
    Insomma, è un bel libro, ma manca qualcosa, non chiedetemi cosa perchè dovrei essere superiore a Eco per saperlo, però oh, c'è qualcosa che manca.

    ha scritto il 

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