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Il cimitero di Praga

Di

Editore: Bompiani

3.2
(4724)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 900 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Olandese , Portoghese , Francese , Norvegese , Greco , Inglese , Tedesco , Svedese

Isbn-10: 8858702573 | Isbn-13: 9788858702574 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Postfazione di Eco :tutti i personaggi, ad eccezione del protagonista Simone Simonini e di alcune figure minori (come ad esempio il notaio Rebaudengo), "sono realmente esistiti e hanno fatto e detto l ...continua

    Postfazione di Eco :tutti i personaggi, ad eccezione del protagonista Simone Simonini e di alcune figure minori (come ad esempio il notaio Rebaudengo), "sono realmente esistiti e hanno fatto e detto le cose che fanno e dicono in questo romanzo"[5].
    Questo libro è geniale , ma riconosco che non si può apprezzare senza un certo interesse storico e per le letture un “pò pesanti e impegnative”.
    Con la creazione del protagonista Simone Simoni e il suo “alterego” da sdoppiamento di personalità Umberto Eco ci introduce al mondo della creazione di documenti falsi nell’ottocento per giustificare scelte politiche o creare reazioni popolari.
    Il fine del libro credo sia dimostare in modo letterario come tutto ciò alla fine ha portato alla creazione dei Protocolli dei Savi di Sion (falso documento sulla presunta congiura ebraica per la conquista del mondo) e l’importanza storica che ne ha conseguito (Adolf Hitler lo usò nel Mein Kampf per giustificare il suo antisemitismo).

    ha scritto il 

  • 1

    Aburrido, pesado, lioso

    Me ha decepcionado tanto como me sorprendió gratamente El Nombre de la Rosa. Si lo he conseguido terminar ha sido sólo por cabezonería, pero en ningún momento ha llegado a engancharme. Quizás el plant ...continua

    Me ha decepcionado tanto como me sorprendió gratamente El Nombre de la Rosa. Si lo he conseguido terminar ha sido sólo por cabezonería, pero en ningún momento ha llegado a engancharme. Quizás el planteamiento del principio prometía algo más, pero el resto un tedio.

    ha scritto il 

  • 3

    Come un Forrest Gump ante litteram, Simone Simonini attraversa la seconda metà dell'800, prima nel regno sabaudo poi a Parigi, testimone o protagonista di intrallazzi e complotti. Interessante la part ...continua

    Come un Forrest Gump ante litteram, Simone Simonini attraversa la seconda metà dell'800, prima nel regno sabaudo poi a Parigi, testimone o protagonista di intrallazzi e complotti. Interessante la parte sul risorgimento italiano, più pesante la seconda metà, anche perchè i fatti storici mi sono meno noti.

    ha scritto il 

  • 2

    Freddo

    Erudito, intelligente, acuto nel narrare i meccanismi del complotto e dei complottasti (parla dei protocolli dei savi di sion ma potrebbe andar bene anche con le scie chimiche). Però molto artificioso ...continua

    Erudito, intelligente, acuto nel narrare i meccanismi del complotto e dei complottasti (parla dei protocolli dei savi di sion ma potrebbe andar bene anche con le scie chimiche). Però molto artificioso e molto, molto freddo. Non riesci mai ad appassionarti ai personaggi, né il principale ne gli altri, e così sfuma l'interesse

    ha scritto il 

  • 0

    Le tematiche trattate le ho trovate piuttosto affini a quelle presenti ne "Il pendolo di Focault",salvo per la storia dei "Setti savi di Sion".
    Superato lo scoglio iniziale, non indifferente(la prima ...continua

    Le tematiche trattate le ho trovate piuttosto affini a quelle presenti ne "Il pendolo di Focault",salvo per la storia dei "Setti savi di Sion".
    Superato lo scoglio iniziale, non indifferente(la prima metà del libro) dove l'autore inteccia le vicende del romanzo con fatti storici, riguardanti il risorgimento italiano e la rivoluzione francese, inframezzati da dissertazioni sul cibo tipicamente consumato a quei tempi e sugli ordigni esplosivi, il libro diventa più scorrevole e, l'autore, tende ad abbandonare questa sua "perversione" di dilungarsi sui fatti storici e su dissertazioni più o meno tecniche, mischiandole alla narrazione, concentrandosi così sullo sviluppo della vicenda.
    Aggiungo che la narrazione non si svolge in maniera lineare e cronologica, come spiega l'autore alla fine del libro; motivo per cui, bisogna stare attenti a non perdere il filo del discorso.
    Tutto sommato non mi è dispiaciuto ma, a mio parere, non è uno dei migliori libri di Umberto Eco.

    ha scritto il 

  • 4

    Eco non é mai semplice.

    Quando si prende in mano un libro, un romanzo, di Umberto Eco, si deve sempre stare accorti, perché non é mai quello che ti aspetti. Dici, ecco é un romanzo, vado li, lo leggo e me lo godo. Non é cosí ...continua

    Quando si prende in mano un libro, un romanzo, di Umberto Eco, si deve sempre stare accorti, perché non é mai quello che ti aspetti. Dici, ecco é un romanzo, vado li, lo leggo e me lo godo. Non é cosí. Paradossalmente lo é per i suoi saggi, sono piú diretti, piú attuali e piú assorbibili. Credo che quando scriva un romanzo, lo faccia con una attenzione maniacale per i dettagli, come di chi cerca di elaborare ogni frase che scrive dandogli piú di un senso, ovvero dandogli una profonditá che va assorbita con calma.
    Ecco il cimitero di Praga, che non é forse il suo romanzo migliore, non ha mai ritrovato la verve del nome della rosa o del pendolo di foucault, é comunque una miniera di informazioni, che stanno li e vengono assorbite dal lettore come perle sparse tra la sabbia.
    La storia si dipana in un periodo storico complesso e mutevole, dove avvengono i fatti che hanno forgiato il nostro presente. E come al solito Eco fa della finzione e della mistificazione il suo credo, ne fa il filo conduttore del libro. La storia non é una trama lineare, in questo si vedono tracce di 'Q', ma é un percorso che poi giunge concretamente ad una fine chiara e ben pensata, un finale piú chiaro che in altri suoi romanzi.
    Devo dire una piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia alla stato puro

    Primo romanzo di Eco che ho letto e mi ha fatto innamorare di lui. Bellissimo dall'inizio alla fine, un intreccio fantastico ed avvolgente. Lo consiglio, ma se non amate la storia girate alla larga! ...continua

    Primo romanzo di Eco che ho letto e mi ha fatto innamorare di lui. Bellissimo dall'inizio alla fine, un intreccio fantastico ed avvolgente. Lo consiglio, ma se non amate la storia girate alla larga!

    ha scritto il 

  • 3

    Che Eco sia uno scrittore di valore nessuno lo mette in dubbio. Che sia colto e sappia cose che noi umani nemmeno ci immaginiamo è scontato.
    Il problema è che spesso in questo romanzo ho notato un com ...continua

    Che Eco sia uno scrittore di valore nessuno lo mette in dubbio. Che sia colto e sappia cose che noi umani nemmeno ci immaginiamo è scontato.
    Il problema è che spesso in questo romanzo ho notato un compiacimento fastidioso mentre snocciola dati-nomi-fatti che ha rovinato un po' la lettura, soprattutto nella parte centrale in cui sostanzialmente poco succede e si riallacciano i fili di tutti gli accadimenti descritti.

    D'altra parte non ho resistito al fascino della storia traboccante di personaggi storici dove il protagonista, Simone Simonini, “il solo personaggio inventato di questa storia” è "solo" il collante. Abbastanza scontato il mistero di Dalla Piccola, consente alcune pagine davvero godibili.

    Avendolo letto ora ammetto che le troppe parti che parlano di antisemitismo mi hanno un po' stancata (prendendo atto che non era questo lo scopo dell'autore).

    ha scritto il 

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