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Il cimitero di Praga

By Umberto Eco

(99)

| eBook | 9788858702574

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Book Description

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  • 1 person finds this helpful

    È il primo romanzo di Eco che riesco a continuare e finire, quindi ehi, urrà!

    Bisognerebbe dire che chiamarlo romanzo è difficile, perché c'è da ricordare che più che un romanziere Eco è un intellettuale, un intellettuale furbo che ha deciso di mett ...(continue)

    È il primo romanzo di Eco che riesco a continuare e finire, quindi ehi, urrà!

    Bisognerebbe dire che chiamarlo romanzo è difficile, perché c'è da ricordare che più che un romanziere Eco è un intellettuale, un intellettuale furbo che ha deciso di mettere in forma di romanzo le sue ricerche e riflessioni perché raggiungano un pubblico molto più ampio di un saggio sicuramente valido e ben scritto, ma che rimarrebbe tra gli esperti del settore o poco oltre. Non c'è da sorprendersi perciò se i suoi romanzi sono infarciti di date, fatti e riferimenti storici.

    In questo romanzo, in più, Eco sfida tutti noi con un tema spinoso, secondo me, e ci sfida a non risolverla con un "il protagonista non lo sopporto" rapido per affrontare il tema dell'antisemitismo in Italia (Piemonte, diciamo) e in Europa ben prima che Hitler apparisse in scena. La storia, romanzata nella persona del protagonista, racconta di come sono nati i Protocolli di Sion che poi saranno citati anche nel Mein Kampf e saranno usati come prova della minaccia sionista da molti facinorosi personaggi che fanno parte del nostro passato.

    Secondo me è utile ricordare queste vicende: il nazismo si è addossato le colpe dell'antisemitismo europeo, tuttavia spesso ci dimentichiamo che questo odio razziale ha radici millenarie e non è stato un problema dei soli tedeschi. Non sto giustificando quello che hanno fatto i nazisti, sia ben chiaro, sto solo dicendo che le origini culturali di questo odio sono ben precedenti al 1925 e alla pubblicazione del libro di Hitler. In particolare, ho la sensazione che noi italiani tendiamo ad assolverci in materia: nei miei studi di storia nei vari cicli scolastici, mi ricordo di aver studiato, parlando di tempi più antichi, la diaspora di Tito, mi ricordo le varie espulsioni da paesi come la Spagna, i ghetti in vari paesi del vecchio continente... Però per dire, mi ricordo di aver studiato il ghetto di Venezia solo perché è ambientazione di una grossa parte del Mercante di Shakespeare, e ho scoperto di una cacciata di ebrei dallo stato Pontificio nel XVII secolo solo perché cercavo materiale per una fanfiction AU su Big Bang Theory nella Firenze di Galileo, e avevo bisogno di sapere cosa fare di Howard. Non mi ricordo di aver mai studiato di leggi razziali nel nostro paese prima dell'alleanza con Hitler. Ora, magari la mia memoria fa più cilecca di quello che sono disposta a credere, o anche io rimuovo nozioni scomode che non si accordano col mio paradigma culturale, e chiedo a voi che mi leggete se mi sbaglio, però alla fine non vi sembra che la scuola sembri suggerire che la discriminazione in Italia sia iniziata su ordine di Hitler, sottintendendo che prima invece non vi fossero sentimenti di odio nei confronti degli ebrei? Eppure tali leggi sarebbero rimaste un po' lì se non ci fosse stato un sentimento di astio abbastanza comune nei confronti di questo popolo... Oltre al problema del razzismo e di una misoginia senza ritorno.

    Un altro grande tema di questo libro è la massoneria e legata ad esso il satanismo: più che altro, la fame di cospirazioni e di complotti per tenere distratta la neonata idea di massa e allo stesso tempo montare l'odio comune verso determinate categorie. Eh, ora ce la meniamo con le scie chimiche, centoquarant'anni fa eran ancora per le messe nere, che comunque sono sempre un grande evergreen. I libri sono ancora una volta protagonisti di Eco, libri che vengono presi, ripresi, copiati, manipolati, usati come ispirazione e ripubblicati, più e più volte e con scopi sempre più meschini.

    Leggere questo libro è una sfida: siamo sfidati a non cedere alla dissonanza cognitiva, a non chiudere il libro perché il protagonista è insopportabile in quanto non solo razzista, antisemita, misogino e xenofobo, ma che pur essendo bravo nel falsificare documenti commette un casino dietro l'altro, perché non è in grado di leggere e comprendere gli schemi politici in cui rimane invischiato nella sua lotta contro gli ebrei.

    È tosto, tostissimo, e richiede molta forza di volontà e diversi libri più "light" in mezzo per arrivare in fondo, ma è brillante nel registro di narrazione. Manco a dirlo, mi è piaciuto un sacco. E sono motivata a ritentare coi classici di Eco, finalmente.

    PS: ieri ero a Camogli per il festival della comunicazione è mi è passato vicino LUI mentre discutevo il libro con una mia amica. Chissà che ha pensato di me, gaaaaah! L'imbarazzo!

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    Rowena said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Perfecta lectura para los interesados en las intrigas político-religiosas de la Europa del siglo XIX que, entre otras cosas, llevaron a la edición de diversos libelos antisemitas. La historia se cuenta a través de un personaje muy interesante, un fal ...(continue)

    Perfecta lectura para los interesados en las intrigas político-religiosas de la Europa del siglo XIX que, entre otras cosas, llevaron a la edición de diversos libelos antisemitas. La historia se cuenta a través de un personaje muy interesante, un falsificador de documentos bastante maquiavélico. El libro en sí me ha parecido una obra de erudición y de literatura impecables, pero me he perdido tantas veces en disquisiciones políticas y tantas otras me ha costado seguir leyendo, que no me queda más remedio que darle tres estrellas. En cualquier caso, recomiendo al que lea este libro que alterne su lectura con repasos a la historia francesa e italiana del siglo XIX, más que nada para poder disfrutar más de la trama.

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    manzano said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Eco, un maestro della letteratura moderna

    Umberto Eco è uno dei "geni" della letteratura moderna...
    Mai immediato, ha bisogno di essere "digerito" per le prime decine di pagine..
    Poi, quando il ritmo della sua scrittura, i tempi, il linguaggio... sono diventati più familiari al lettore...
    B ...(continue)

    Umberto Eco è uno dei "geni" della letteratura moderna...
    Mai immediato, ha bisogno di essere "digerito" per le prime decine di pagine..
    Poi, quando il ritmo della sua scrittura, i tempi, il linguaggio... sono diventati più familiari al lettore...
    Beh , allora Eco "ti porta" nelle storie, ti sorprende, ti "educa"..
    Romanzo straordinario, affascinanti i personaggi dalle molteplici angolature, ricostruzioni storiche perfette..
    Insieme al "il nome della rosa" , uno dei suoi romanzi più riusciti.

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    MaoK said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tre stelle più o quatto stelle meno meno

    L'idea, la bravura, la storia. Eco c'è, anche se al di sotto di se stesso. Lo azzoppano le digressioni e un tirare inutilmente in lungo sconfinando in alcuni passaggi nella eccessiva prolissità e talvolta ripetitiva. Per altro compensata di picchi di ...(continue)

    L'idea, la bravura, la storia. Eco c'è, anche se al di sotto di se stesso. Lo azzoppano le digressioni e un tirare inutilmente in lungo sconfinando in alcuni passaggi nella eccessiva prolissità e talvolta ripetitiva. Per altro compensata di picchi di alto livello.

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    Gigioprimon said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tenga per sé la Sua saccenteria. E si sa, il troppo stroppia

    “Mi stavo dicendo che quell'uomo seguiva la via sbagliata: non puoi mai creare un pericolo dai mille volti, il pericolo deve averne uno solo, altrimenti la gente si distrae. Se vuoi denunciare gli ebrei parla degli ebrei, ma lascia stare gli irlandes ...(continue)

    “Mi stavo dicendo che quell'uomo seguiva la via sbagliata: non puoi mai creare un pericolo dai mille volti, il pericolo deve averne uno solo, altrimenti la gente si distrae. Se vuoi denunciare gli ebrei parla degli ebrei, ma lascia stare gli irlandesi, i prìncipi napoletani, i generali piemontesi, i patrioti polacchi e i nichilisti russi. Troppa carne al fuoco. Come si fa ad essere così dispersivi?” (Pag 258)

    Ecco, con questa frase mi viene da pensare: “da quale pulpito viene la predica!”
    Sempre il solito Eco: tanta carne al fuoco, troppa brodaglia condisce questo piatto e si rischia di non assaggiare nulla di buono.
    Non c'è bisogno di raccontare tutto lo scibile umano per dimostrare di essere di altri e alti livelli, comportandosi da saccente con il lettore non soltanto indirettamente con quanto scritto, ma con note di ripresa per il lettore in cui gli viene sottolineato come, in realtà, lui si aspetta che il pubblico non sia riuscito a seguire i suoi discorsi, inserendo così tabelle o lasciandolo solo nel suo brodo: certo che non si capisce niente, non ha un filo logico quello che scrive. Se invece il sig. Eco si soffermasse su un solo argomento, senza impasticciare con altri, il suo racconto sarebbe stato degno di appartenere ai grandi della narrativa. E invece no, ma come si suol dire: “il troppo stroppia...” E ben gli sta!

    E cosa dire del suo amato Simonini: un affarista, ipocrita, egoista, spudorato, vittima di un'adolescenza fatta di complotti e paranoie storiche da parte del nonno, il quale lo ha spinto a diventare la iena che effettivamente è.
    Tutti odiano tutti, cristiani contro ebrei, repubblicani contro monarchici, gesuiti contro socialisti, non si capisce più nulla. Tutti odiano tutti, e i motivi sono alquanto fasulli, come lo stesso Eco ha voluto sottolinearci: l'odio nasce da pregiudizi infondati e senza valore, la maggior parte delle volte dal potere economico. Ci poteva insegnare questa perla anche con 250 pagine e non le 400 e passa tirate e sputate con fatica.
    Per non parlare del finale. Ti viene da pensare: “tutta sta storia per 'sto finale?” Mah!
    Descrizione troppo minuziose, a volte al limite del ridicolo, oppure elenchi talmente lunghi da essere completamente saltati e da essere sempre allo stesso punto.

    Io non ci sto a farmi trattare così. Proprio no.
    Sig. Eco, Lei non rispecchia per niente ciò che io considero essere un “Autore”.

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    Darkàla92 said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Del romanzo, per altro bello, ben narrato e ben costruito, ho trovato irritanti le digressioni culinarie che, tutto sommato, a mio parere, potevano essere ridotte di numero e in dettagli.
    Un libro che si legge bene, un po' lento, necessariamente, nel ...(continue)

    Del romanzo, per altro bello, ben narrato e ben costruito, ho trovato irritanti le digressioni culinarie che, tutto sommato, a mio parere, potevano essere ridotte di numero e in dettagli.
    Un libro che si legge bene, un po' lento, necessariamente, nella prima parte, ma che non stanca.
    L'argomento può essere considerato un ampliamento di quanto già trattato da Eco in un altro, riuscitissimo, suo romanzo.

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    Polideuce said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

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