Il cinema secondo Hitchcock

Di

Editore: Il Saggiatore (Tascabili)

4.5
(1544)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 311 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8856501090 | Isbn-13: 9788856501094 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Ferrari , Francesco Pititto

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Biografia , Non-narrativa

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Descrizione del libro
Analizzando la vasta produzione di Hitchcock, i due grandi registi parlano di invenzioni visive, montaggio, taglio delle inquadrature, narrazione. Ma il discorso, dall'arte e dalla tecnica, sfocia volentieri nella sfera del sogno,dell'eros, delle emozioni. E svela a poco a poco una figura tra le più enigmatiche e geniali, un maestro per generazioni di registi e spettatori.
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  • 4

    Si piensas que Alfred Hitchcock es uno de los mejores directores de cine de la historia este libro no hará mas que reafirmar tu opinión. Es una apasionante conversación entre dos personas inteligentes ...continua

    Si piensas que Alfred Hitchcock es uno de los mejores directores de cine de la historia este libro no hará mas que reafirmar tu opinión. Es una apasionante conversación entre dos personas inteligentes sobre el arte de narrar con imágenes, analizando todo la obra del genial director inglés. Así entre anécdotas y curiosidades, se habla de como se puede alargar o detener el tiempo en una escena a voluntad, de como se hace que el espectador sepa lo que está pensando un personaje sin que el actor tenga que abrir la boca, de la poca importancia que tienen los «Mac Guffin» y la mucha que tiene conseguir la identificación del espectador con los protagonistas, de que hay que huir del cliché... En resumen el libro es una excelente lección de cine y uno no puede sino lamentar lo poco que se siguen las enseñanzas del maestro en el cine actual. Hoy los géneros del thriller y del terror no hacen mas que repetir las mismas fórmulas, copiar lo que funciona una y otra vez hasta que deja de funcionar, hay que tragarse 100 películas mediocres o flojas para encontrar una en la que se pueda sentir toda la fuerza del suspense.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, un libro di puro divertimento per me, che conoscendo tutti i film di Hitchcock, ho potuto scoprire e quindi apprezzare i “trucchi” studiati dal regista per ottenere scene indimenticabili. Duran ...continua

    Bello, un libro di puro divertimento per me, che conoscendo tutti i film di Hitchcock, ho potuto scoprire e quindi apprezzare i “trucchi” studiati dal regista per ottenere scene indimenticabili. Durante la lunga intervista piano piano si capisce quale sia la filosofia che Hitchcock porta avanti nella sua lunga carriera. Non parte principalmente dal romanzo, agli attori si pensa dopo e non sempre sono quelli che vorrebbe, i dialoghi devono essere interessanti e abbastanza concisi. L’importante sono le scene che al pubblico devono far capire, anche senza parole, lo svolgimento della storia ed esserne conquistato.
    “Francois Truffaut … credo, signor Hitchcock, che il suo procedimento sia antiletterario, strettamente ed esclusivamente cinematografico e…. che subisca l’attrazione del vuoto! La sala cinematografica è vuota, lei la vuole riempire, lo schermo è vuoto, lei vuole riempirlo. Non parte dal contenuto, ma dal contenitore. Per lei, un film è un recipiente che bisogna riempire di idee cinematografiche o, come dice lei spesso, “caricare di emozione”.
    Alfred Hitchcock…. Un film circola nel mondo intero. Esso perde il quindici per cento della sua forza quando è sottotitolato, il dieci per cento soltanto se è ben doppiato, mentre l’immagine rimane intatta anche se è proiettata male. E’ il suo lavoro che viene mostrato, lei è al sicuro e si fa capire nello stesso modo in tutto il mondo.”
    Per quanto mi riguarda ci è riuscito nella maggior parte dei casi. Bravo.
    Questo libro ci presenta solo il regista. Il “maestro” del brivido. Sono tante pagine di puro cinema. Bello.
    Non ci interessa l’uomo con i suoi pregi e difetti, per quello ci sono biografie e gossip.

    A questo punto non mi resta che attingere alla mia videoteca e gustarmi in maniera “tecnicamente” più consapevole la sua produzione. Sarò senz’altro “caricata di emozione”!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto cinema, quanto amore per il cinema in questo classico. Truffaut che intervista Hitchcock con quella passione tipica del ragazzo davanti al suo idolo. Il regista francese omaggia Hitchcock in tu ...continua

    Quanto cinema, quanto amore per il cinema in questo classico. Truffaut che intervista Hitchcock con quella passione tipica del ragazzo davanti al suo idolo. Il regista francese omaggia Hitchcock in tutto il suo cinema, e gli rende omaggio con "Finalmente domenica".

    ha scritto il 

  • 5

    Il vangelo del cinema di suspense

    Per Truffaut, il cinema era il Vangelo e Hitchcock uno dei suoi evangelisti. Basterebbe questa sola idea a descrivere sinteticamente il contenuto del libro, che per molti versi è una meraviglia, un ma ...continua

    Per Truffaut, il cinema era il Vangelo e Hitchcock uno dei suoi evangelisti. Basterebbe questa sola idea a descrivere sinteticamente il contenuto del libro, che per molti versi è una meraviglia, un manuale di cinema da leggere e rileggere, da compulsare, accompagnandosi alla (re)visione di qualche lungometraggio (magari qualcuno dei meno noti).

    ha scritto il 

  • 5

    La finestra sul cinema - rewind

    Ripropongo il commento su questo splendido testo perché ieri sera ho visto al cinema il documentario proprio ispirato alla famosa serie di interviste che Truffaut fece nel ’62 negli studi della Univer ...continua

    Ripropongo il commento su questo splendido testo perché ieri sera ho visto al cinema il documentario proprio ispirato alla famosa serie di interviste che Truffaut fece nel ’62 negli studi della Universal a L.A. a un Hitchcock famosissimo e però poco considerato dai critici americani, mentre era adorato dagli europei. Truffaut, che aveva allora 30 anni, ma era già un apprezzato e premiato autore della nouvelle vague , nonché critico e animatore, assieme a tanti altri colleghi (Rohmer, Rivette, Godard, Chabrol…) , della mitica rivista fondata nel '51 da André Bazin Cahier du Cinéma si preparò meticolosamente all’intervista che mirava a mettere in luce le originali e eccezionali capacità autoriali dell’intervistato.
    Il film nasceva con buone premesse per la preparazione e passione di tutti i soggetti coinvolti nell’operazione (regista è Kent Jones direttore del New York Film Festival, co-sceneggiatore del bellissimo Il mio viaggio in Italia di Scorsese, uno degli sceneggiatori è Serge Toubiana, critico e ex direttore proprio dei "Cahiers du Cinéma",) – ma è tutto sommato deludente: si ha l'impressione che scavi troppo in superficie rispetto al libro e il risulti spezzettato e frammentario. Non sono bastati a renderlo efficace gli interventi di Martin Scorsese, Peter Bogdanovich, Wes Anderson e altri noti registi e critici. In realtà la cosa più interessante è proprio risentire la voce di Hitch che, parlando di Psycho, dice a Truffaut: -cito un po’ a memoria- ““il soggetto era orribile, i protagonisti insignificanti, i personaggi assenti, me è un film che appartiene ai registi a me e a lei” come dire il film è e deve essere una creazione artistica interamente nelle mani del regista!

    Questo è un libro imprescindibile per tutti quelli che amano il cinema. E' impressionante come Francois Truffaut, in una serie di sedute fiume, abbia intervistato Hitchcock mostrando una preparazione stupefacente su ogni singolo fotogramma di tutta la filmografia del regista inglese. La capacità di analisi di Truffaut , che solo un regista del suo talento poteva avere, riesce a scavare in profondità e portare allo scoperto Hitchcock su scelte stilistiche, montaggio, personaggi, psicanalisi, eros... Tutti e due i registi emergono dal libro come giganti, ma l'aspetto che ho trovato più sfizioso è la maniacale attenzione al pubblico e al successo di botteghino che aveva Hitchcock e la sua dichiarazione quasi ingenua sulla volontà di utilizzare i luoghi comuni per rafforzare la comprensione delle immagini: se il film è girato a Parigi si deve vedere la Tour Eiffel. Bella anche la dichiarazione programmatica sul fatto che le storie dei suoi film dovrebbero essere comprese anche senza l'utilizzo del sonoro: la forza e le sfumature anche psicologiche sono tutte nelle immagini, in quello che svelano e in quello che nascondono.

    ha scritto il 

  • 5

    Le cinéma selon Alfred Hitchcock è il frutto dell’intervista o, meglio, delle lunghe conversazioni avvenute tra i due cineasti nell’estate 1962. Questa è la prima edizione italiana, composta da 15 cap ...continua

    Le cinéma selon Alfred Hitchcock è il frutto dell’intervista o, meglio, delle lunghe conversazioni avvenute tra i due cineasti nell’estate 1962. Questa è la prima edizione italiana, composta da 15 capitoli; il testo venne aggiornato e completato da Truffaut dopo la morte di Hitchcock nel 1980 con un sedicesimo capitolo. Prima di questo libro, Hitchcock era considerato, soprattutto negli Stati Uniti, come un grande intrattenitore, il maestro della suspense. Dopo, venne considerato a tutti gli effetti un artista.

    I primi due capitoli parlano dell’infanzia e della giovinezza di Hitchcock, fino ai suoi esordi nel cinema muto (1899-1929); fra il terzo e il quinto capitolo, il dialogo è dedicato al “periodo inglese” del cinema sonoro (1929-1939); i capitoli successivi si occupano del “periodo americano” (1940-1975).
    Dialogando, i due ripercorrono l’intera filmografia hitchcockiana: come è nata l’idea di ogni film, come è stata costruita la sceneggiatura, quali sono stati i problemi di regia, quali i punti critici, le soluzioni originali, gli scarti fra l’attesa e il risultato finale. Ne deriva un quadro avvincente e particolareggiato, senza reticenze: trovandosi di fronte a qualcuno che lo apprezza incondizionatamente e capisce anche le sfumature, Hitchcock scende nei dettagli, regala aneddoti, ricostruisce la realizzazione di molte scene, spiega come è riuscito ad ottenere un certo risultato, come gestiva il lavoro sul set, il rapporto con gli attori, eccetera. I due scavano nel significato di ogni singolo fotogramma.

    ha scritto il 

  • 5

    il cinema secondo hitchoch o il cinema secondo truffaut?

    libro necessario per capire il "movimento" dei Cahiers du cinema,che nasce dalla voglia di conoscere nuovo cinema e nuova vita di essere differenti dal vecchio cinema e dai vecchi critici,e quindi par ...continua

    libro necessario per capire il "movimento" dei Cahiers du cinema,che nasce dalla voglia di conoscere nuovo cinema e nuova vita di essere differenti dal vecchio cinema e dai vecchi critici,e quindi partendo la critica cinematografica dalla conoscenza delle persone e non soltanto da che tipo di film è? e tutta questa passione per la vita e l'arte viene poi trasferita nel loro fare cinema. E poi è anche un modo per conoscere meglio Alfred Hitchcock

    ha scritto il 

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