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Il cinico non è adatto a questo mestiere

Conversazioni sul buon giornalismo

Di

Editore: E/O (Tascabili)

4.2
(105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 107 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876418067 | Isbn-13: 9788876418068 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Curatore: Maria Nadotti

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
"E' sbagliato scrivere di qualcuno senza averne condiviso almeno un po' la vita". E' uno dei temi importanti del Cinico non è adatto a questo mestiere. Conversazioni sul buon giornalismo, un libro "parlato" sul mestiere del giornalista, sulle sue difficoltà e le sue regole, sulle responsabilità degli intellettuali che fanno informazione oggi.
Come si raccontano la povertà, la fame, le guerre? Per essere dei buoni giornalisti bisogna essere mossi da motivazioni etiche? Che rapporto c'è tra realtà e narrazione? Come muoversi tra ricerca della verità e condizionamenti del potere? E' vero che televisione e Internet hanno irreversibilmente cambiato il modo di fare giornalismo?
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  • 4

    maestro

    Il libro riporta diverse interviste in cui lo scrittore affronta il tema del significato e del ruolo del giornalismo.
    della necessità di sapersi mimetizzare, di rinunciare ai privilegi della stampa , di annullarsi per confondersi nella folla e capirne gli umori.
    In un’epoca di giornal ...continua

    Il libro riporta diverse interviste in cui lo scrittore affronta il tema del significato e del ruolo del giornalismo.
    della necessità di sapersi mimetizzare, di rinunciare ai privilegi della stampa , di annullarsi per confondersi nella folla e capirne gli umori.
    In un’epoca di giornalismo urlato, di primi piani sul dolore, di servizi copia incolla,rileggere Kapuscinski ci aiuta a guardare oltre il pezzo di realtà che ci vogliono mostrare. ci invita ad approfondire, invita chi fa del giornalismo una professione a non fermarsi alle fonti ufficiali, a capire la storia è un flusso continuo e l’aggiornamento indispensabile.
    Essere disposti anche ad ammalarsi. Allontandosi dalle concetrazioni della stampa negli alberghi di lusso.
    è un libro di passione per un mestiere che pare scomparso (almeno dai mass media più diffuso) ma è un grande libro di passione e di amore per la realtà. Anche quella, apparentemente, lontana da noi.
    Del tutto controcorrente, dichiara: “oggi, per capire dove stiamo andando non bisogna guardare alla politica, bensì all’arte”.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra i migliori giornalisti di tutti i tempi, Kapuscinski mostra come l'empatia sia indispensabile per essere davvero giornalisti. Un piccolo libro ricco di suggerimenti e di spunti di riflessione. Indispensabile per chi lavora con le notizie.

    ha scritto il 

  • 4

    Il testo è diviso in tre discussioni, molto differenti tra loro riguardo a tematiche e approccio.
    Molto istruttiva e interessante la prima parte, improntata su questioni etiche, dove si affrontano alcuni dei problemi fondamentali ai quali va incontro un giornalista.
    A mio avviso è men ...continua

    Il testo è diviso in tre discussioni, molto differenti tra loro riguardo a tematiche e approccio.
    Molto istruttiva e interessante la prima parte, improntata su questioni etiche, dove si affrontano alcuni dei problemi fondamentali ai quali va incontro un giornalista.
    A mio avviso è meno interessante l'ultima sezione, dove, con un approccio filosofico, si tenta di discutere dell'essere e dell'essenza della scrittura.
    In ogni caso una lettura estremamente stimolante, che apre a riflessioni che meriterebbero uno spazio molto più ampio.

    ha scritto il 

  • 4

    Kapuscinski è un giornalista polacco, che ha cambiato il modo di fare giornalismo, sostenendo che un buon giornalista deve vivere ed immedesimarsi nelle cose di cui racconta, quindi non essere semplicemente la voce narrante di un fatto, ma vivere sulla propria pelle ciò che si vuole raccontare, q ...continua

    Kapuscinski è un giornalista polacco, che ha cambiato il modo di fare giornalismo, sostenendo che un buon giornalista deve vivere ed immedesimarsi nelle cose di cui racconta, quindi non essere semplicemente la voce narrante di un fatto, ma vivere sulla propria pelle ciò che si vuole raccontare, quindi immedesimarsi. Potremmo definire Kapuscinski lo Stanislasky del giornalismo.

    ha scritto il 

  • 5

    un'interessante analisi della professione giornalistica (che punta su umanità, solidarietà ed empatia di chi scrive/fotografa) resa da uno dei migliori (a mio parere) reporter che il Novecento abbia mai avuto

    ha scritto il 

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