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Il circo dell'arte e del dolore

Di

Editore: Scritturapura

4.0
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889022205 | Isbn-13: 9788889022207 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Silvia Cosimini ; Illustrazione di copertina: Marco Avoletta

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Yosoy è un’insolita compagnia teatrale insediatasi nell’antico lanificio di Álafoss.
Sembra che alcune esibizioni rasentino il miracoloso e gli artisti sappiano superare ogni limite fisico.
Un libro struggente sulla natura del dolore e della sensibilità, in cui reale e surreale si fondono in maniera magistrale dando vita a un mondo onirico, come in un grande film di David Lynch.
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  • 4

    Mi è rimasto questo strano gusto per il diverso, un qualcosa che lo rende più umano e comprensibile. Ci sono talmente tanti diversi in questo libro che dopo poco tutti quanti sembrano solo diversamente normali e, come quasi sempre succede,scopri che sono semplicemente più sensibili e capaci, più ...continua

    Mi è rimasto questo strano gusto per il diverso, un qualcosa che lo rende più umano e comprensibile. Ci sono talmente tanti diversi in questo libro che dopo poco tutti quanti sembrano solo diversamente normali e, come quasi sempre succede,scopri che sono semplicemente più sensibili e capaci, più o meno volontariamente, a dare una forma a quello che i "normali" manco si accorgono di provare

    ha scritto il 

  • 3

    quanto immenso dolore

    narrazione filosofica un moderno "Candido" su i significati del dolore, della percezione e della coscienza. a tratti disturbante ma sempre carico di significati allegorici. l'andamento narrativo si arrota un po su alcune fasi, ma i nodi vengono al pettine. Consigliato a chi apprezza uno sguardo c ...continua

    narrazione filosofica un moderno "Candido" su i significati del dolore, della percezione e della coscienza. a tratti disturbante ma sempre carico di significati allegorici. l'andamento narrativo si arrota un po su alcune fasi, ma i nodi vengono al pettine. Consigliato a chi apprezza uno sguardo crudo, durissimo e di immensa tristezza alla nostra società. Una struttura narattiva più semplice ne avrebbe favorito la diffusioine (trasuda dalle pagine la laurea in filosofia dell'auitrice e una certa peculiare tristrezza glaciale islandese). Troppa fretta nelle pagine finali.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro davvero molto particolare.
    Pur avendogli dato 4 stellette, faccio fatica a comprendere se mi sia piaciuto o no. La storia è decisamente bizzarra, ma allo stesso tempo ti fa riflettere...anche su quanto siamo disposti a fare e , in alcuni casi, perdere pur di dimostrare qualcosa. La st ...continua

    Libro davvero molto particolare.
    Pur avendogli dato 4 stellette, faccio fatica a comprendere se mi sia piaciuto o no. La storia è decisamente bizzarra, ma allo stesso tempo ti fa riflettere...anche su quanto siamo disposti a fare e , in alcuni casi, perdere pur di dimostrare qualcosa. La storia dei personaggi ti resta dentro con angoscia e tanta tristezza.
    Forse l'ho trovato "scomodo"...non saprei. Scritto comunque molto bene. Complimenti a questa "sconosciuta"... ed è un vero peccato

    ha scritto il 

  • 3

    PARTICOLARE!!!

    Mai ci fu termine più appropriato per questo libro!E'veramente strano, a tratti grottesco, struggente, molto intenso, profondo, interessante e vale la pena di leggerlo!I meriti sicuramente vanno anke alla traduttrice che usa uno stile semplice e scorrevole. E' un'analisi psicologica davvero geni ...continua

    Mai ci fu termine più appropriato per questo libro!E'veramente strano, a tratti grottesco, struggente, molto intenso, profondo, interessante e vale la pena di leggerlo!I meriti sicuramente vanno anke alla traduttrice che usa uno stile semplice e scorrevole. E' un'analisi psicologica davvero geniale delle forme di dolore, di alienazione sociale, di solitudine. Devo ammettere che per le prime 60-70 pag. mi sono chiesta più volte: "Che razza di libro sto leggendo???" poi sono entrata nella storia e ho cercato di condividere i pensieri e la mente dei vari personaggi. Quello che mi spinge a dare tuttavia un voto basso per quello che in realtà il libro mi ha dato (darei un 4-) è la fine. Le ultime 10 pagine soprattutto sono forse un pò troppo frettolose e "superficiali" ( se si può utilizzare questo termine per un libro del genere) rispetto a quello che volevo e che avrebbero fatto di questo libro un capolavoro!Inoltre alcune parti sono come lasciate a metà, poco chiare, forse per la voglia di dire troppe cose e non riuscire ad affrontarle tutte con il giusto spessore. Sarebbe interessante leggere altre opere tradotte di quest'autrice islandese giovane e poco nota perchè rappresenta davvero una novità interessante nel panorama letterario e sicuramente convincente. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 5

    Nelle mie frequentazioni con la letteratura islandese (che, me ne sono resa conto solo pochi giorni fa, hanno una storia ormai ventennale alle spalle) non mi era mai capitato di incontrare un libro così particolare, e sinceramente ancora non ho capito perché mi sia piaciuto così tanto. Quasi tutt ...continua

    Nelle mie frequentazioni con la letteratura islandese (che, me ne sono resa conto solo pochi giorni fa, hanno una storia ormai ventennale alle spalle) non mi era mai capitato di incontrare un libro così particolare, e sinceramente ancora non ho capito perché mi sia piaciuto così tanto. Quasi tutte le persone a cui, entusiasta, l'ho consigliato, ne hanno affrontato la lettura per poi fermarsi a pagina 126 circa, e da allora mi guardano in modo strano, perplesse; chi l'ha finito, se poi l'ha mai finito, non me ne ha fatto sapere più nulla, forse per non offendermi; i pochi che hanno risposto al mio entusiasmo (prima fra tutti la consulente letteraria della città, che a sua volta l'ha proposto in tutte le salse, gruppi di lettura compresi) fanno parte di una categoria, mi viene da dire, di fuorviati, di guardoni o come minimo di gente dai gusti letterari bizzarri.
    Eppure... (continua a leggere la recensione su http://www.lanotadeltraduttore.it/circo_dellarte.htm)

    ha scritto il 

  • 4

    Una splendida galleria degli orrori

    Un libro denso, colmo di significati, di personaggi ambigui quanto assolutamente umani nella loro "diversità".
    Una scrittrice che taglia e ricompone la definizione del dolore in modo originale e seducente. Alcune scene toccano e spaventano in un misto di attrazione e repulsione che avvicina ...continua

    Un libro denso, colmo di significati, di personaggi ambigui quanto assolutamente umani nella loro "diversità".
    Una scrittrice che taglia e ricompone la definizione del dolore in modo originale e seducente. Alcune scene toccano e spaventano in un misto di attrazione e repulsione che avvicina al sublime.
    Una lettura che avvolge in un panorama islandese tanto lontano dal mondo quanto celato dentro ognuno di noi.
    Memorabile!

    ha scritto il 

  • 3

    Una terra estrema e solitaria, l'Islanda, si fonde con i personaggi di questo libro che sembrano cercare un senso alle loro difficili esistenze attraverso la spettacolarizzazione del loro corpo.
    Niente sembra impossibile per tentare di raggiungere l'immortalità e superare il dolore che la vi ...continua

    Una terra estrema e solitaria, l'Islanda, si fonde con i personaggi di questo libro che sembrano cercare un senso alle loro difficili esistenze attraverso la spettacolarizzazione del loro corpo.
    Niente sembra impossibile per tentare di raggiungere l'immortalità e superare il dolore che la vita talvolta infligge.
    Ma il dolore non ha un solo significato e ciascuno dei singolari personaggi ne dà una dimostrazione.
    La trama è surreale e, al contempo, i sentimenti e le angosce dei personaggi hanno una loro fisicità.
    La giovane e sconosciuta scrittrice Islandese penso sia un vero talento.

    ha scritto il 

  • 3

    Una scrittrice molto brava. In un'intervista spiego' come la tradizione orale islandese fosse impregnata di digressioni. Uno strumento che utilizza abilmente anche in questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio ero molto perplessa ma gradualmente cresce e si rivela tanto valido quanto inquietante. La laurea in filosofia dell'autrice si sente ma è funzionale all'intreccio, del quale è inutile e impossibile parlare in queste poche righe. Potrebbe essere uno di quei libri epocali, nel senso che ...continua

    All'inizio ero molto perplessa ma gradualmente cresce e si rivela tanto valido quanto inquietante. La laurea in filosofia dell'autrice si sente ma è funzionale all'intreccio, del quale è inutile e impossibile parlare in queste poche righe. Potrebbe essere uno di quei libri epocali, nel senso che descrivono compiutamente il passaggio antropologico dall'uomo del XX secolo a quello del XXI: un uomo tecnologico e ibridato con le macchine, un uomo senza più vergogna perché è possibile farsela togliere chirurgicamente.

    ha scritto il