Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il circolo Pickwick

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(1637)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 946 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano

Isbn-10: 881712897X | Isbn-13: 9788817128971 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Dauphiné

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Cofanetto , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Travel

Ti piace Il circolo Pickwick?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Questa prima opera di Dickens non è un vero e proprio romanzo ma unavariopinta raccolta di avventure di personaggi che girano attorno alloscombinato circolo Pickwick, costituito dall'eccentrico Samuele Pickwick e daibizzarri Tracy Tupman, Augustus Snodgrass, Nataniele Winkle.
Ordina per
  • 5

    Mi rispecchiano molto i caratteri di questi signori imbranati, dotati di spirito di osservazione del naturale, e amore per gli scorci più belli (umani e naturali) e che risolvono tutti i loro problemi ...continua

    Mi rispecchiano molto i caratteri di questi signori imbranati, dotati di spirito di osservazione del naturale, e amore per gli scorci più belli (umani e naturali) e che risolvono tutti i loro problemi buttando soldi a destra e a manca.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi rispecchiano molto i caratteri di questi signori imbranati, dotati di spirito di osservazione del naturale, e amore per gli scorci più belli (umani e naturali) e che risolvono tutti i loro problemi ...continua

    Mi rispecchiano molto i caratteri di questi signori imbranati, dotati di spirito di osservazione del naturale, e amore per gli scorci più belli (umani e naturali) e che risolvono tutti i loro problemi buttando soldi a destra e a manca.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono partita con l'aspettativa di sorridere molto, se si tratta di un romanzo umoristico uscito dalla penna, seppur acerba, di un certo Dickens non posso che essere sempre positiva.
    Nei primi capitoli ...continua

    Sono partita con l'aspettativa di sorridere molto, se si tratta di un romanzo umoristico uscito dalla penna, seppur acerba, di un certo Dickens non posso che essere sempre positiva.
    Nei primi capitoli ho preso coscienza del fatto che forse non mi sarei "divertita" come credevo, ho fatto conoscenza con i quattro personaggi principali e li ho seguiti nelle loro avventure rocambolesche, ho notato fin da subito l'acerbità dell'opera e i difetti, purtroppo il romanzo risente del fatto di essere stato pubblicato a puntate, ogni capitolo è quasi un'avventura a se stante e, oltre ai personaggi, ha ben poco in comune con quello precedente.

    Le impressioni iniziali non erano delle migliori: il romanzo stenta a prendere piede e si capisce subito che il circolo Pickwick è solo un pretesto per mettere in scena i diversi personaggi.
    Così conosciamo immediatamente il presidente del circolo e i suoi tre accompagnatori, li accompagniamo capitolo per capitolo nella loro avventura alla scoperta dei più diversi animi umani e per lo più assistiamo a incidenti i cui malcapitati saranno proprio i quattro protagonisti: il signor Pickwick, il signor Winkle, il signor Snodgrass e il signor Tupman.
    Ora, uno dei difetti maggiori del romanzo, dovuto sicuramente alla giovinezza dello scrittore, ahimé sta proprio nei personaggi: purtroppo ad eccezione di Pickwick i suoi tre compari sono solo delle piccole macchiette facili da dimenticare, se all'inizio incuriosiscono perchè si dimostrano con i fatti proprio il contrario di quello di cui si vantano (mi ricordo per esempio dello sportivo Winkle che non sa montare a cavallo o del poeta Snodgrass che non compone nemmeno un verso) man mano vengono lasciati da parte dallo stesso scrittore che, credo, si sia reso conto della loro debolezza. Certo saranno partecipi e avranno un loro finale ma l'entrata in scena del vero comico pickwickiano li metterà in ombra.

    Il punto di svolta sta proprio nell'arrivo del personaggio comico dickensiano per eccellenza: quell'onesto domestico alle dipendenze del signor Pickwick in onore del quale è stato forgiato il famoso termine "wellerismo", Sam Weller.
    Con il suo, immagino, accento cockney fa del suo umorismo e del suo sarcasmo un'arma vincente: ogni discussione e ogni dialogo saranno accesi dai suoi motti, irriverenti e non, e sarà proprio la sua ironia a far sorridere anche quel lettore che per la prima metà del romanzo si sarà sentito perplesso.
    Con la sua entrata in scena il miglioramento toccherà anche il protagonista del romanzo, nonostante fin da subito la sua figura spicchi sulle altre, non c'è dubbio che il fedele accompagnatore aiuterà l'evoluzione del personaggio che, a dirla tutta, saprà già da solo conquistarsi l'affetto del lettore.
    Pickwick è un anziano esponente della medio-alta borghesia che ormai conquistatosi una certa sicurezza economica vuole partire all'avventura, sempre gentile e garbato, è un emblema di generosità e di ingenuità che purtroppo lo porteranno ad essere spesso vittima di truffatori ma l'innata spontaneità e la profonda bontà del suo carattere gli porteranno però anche una fedele cerchia di amici, insomma è un personaggio che non potrà entrare nel cuore di ogni lettore.

    Ultimo personaggio che, a parer mio, deve essere ricordato è il truffatore che condizionerà dall'inizio alla fine l'avventura del povero Pickwick: Jingle. La sua entrata è particolare, sin dall'inizio si capisce che ci troviamo di fronte ad un personaggio ambiguo ed eccentrico, un uomo che inganna facilmente e i nostri ingenui viaggiatori si accorgeranno troppo tardi della sua pericolosità e continueranno a inseguirlo fino ad un inaspettato incontro. Devo confessare che mi ha ricordato vagamente Fagin soprattutto per la pietà che entrambi mi hanno suscitato a fine romanzo.

    Oltre all'entrata in scena di Weller credo che sia significativo anche l'episodio della causa legale Bardle-Pickwick per la quale il nostro povero protagonista viene ingiustamente accusato di aver ingannato la padrona di casa con una mancata promessa di matrimonio; dal processo sarà emessa una condanna di risarcimento che il nostro giusto e onesto Pickwick si rifiuterà di pagare, reputando la pena ingiusta, con la conseguenza di venir rinchiuso nella prigione dei debitori.
    Ho detto significativo perchè da questo momento in poi il registro del romanzo cambia ed è proprio qui che ho riconosciuto il Dickens che successivamente diverrà: il tema ricorrente della prigione per debiti si fa sentire e viene analizzato dall'interno attraverso capitoli cupi e ricchi di descrizioni della prigione e la sua miseria.

    Ce ne sarebbe ancora da dire, ma concludendo posso dire che Il circolo Pickwick risente dell'essere un romanzo a puntate e una prima opera, la storia diventa davvero interessante solo nella seconda metà e molti personaggi sono solo delle piccole macchiette...devo dire però che nonostante i difetti mi è piaciuto, sono arrivata all'ultimo capitolo e mano a mano che mi avvicinavo all'ultima pagina sentivo che qualcosa si stava perdendo, perchè l'amicizia tra Sam e Pickwick è una di quelle che tutti nella vita vorremmo e perchè per quanto quest'opera sia distante dal Dickens che più amo, questo autore ha sempre la capacità di sapermi scaldare il cuore.

    "- Benissimo! - Approvò Sam. - Ragione di più perchè abbiate sempre qualcuno vicino che vi capisce, che vi tiene allegro e in ordine. Se volete uno pùi fine di me, benissimo, prendetelo pure; ma salario o non salario, congedo o non congedo, con vitto e alloggio o senza, quel Sam Weller che avete preso nella vecchia locanda del Borough, starà sempre con voi, sia quel che sia e ci si mettano pure tutti a contrastarlo, nessuno riuscirà mai a impedirgliero!"

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro con all’interno molti altri libri, creati dalle innumerevoi vicende di cui, il più delle volte, sono vittime i pickwickiani, un gruppo di filantropi capitanati dal signor Pickwick. Non spaven ...continua

    Un libro con all’interno molti altri libri, creati dalle innumerevoi vicende di cui, il più delle volte, sono vittime i pickwickiani, un gruppo di filantropi capitanati dal signor Pickwick. Non spaventatevi dalle molte pagine, equivoci surreali e divertenti si susseguono, capitolo dopo capitolo rendendo la lettura scorrevole in attesa che agli sventurati capiti qualcos’altro. Tutti maturano e traggono esperienza da ciò che gli accade e al ritorno a casa avranno stretto, profondi legami sia fra di loro che con chi il destino gli ha fatto incontrare.

    ha scritto il 

  • 5

    “È finita e non c'è più nulla da fare, e questa è già una consolazione , come dicono in Turchia quando tagliano la testa dell'uomo sbagliato.”

    Mi capita talvolta di pensare che sarebbe bello e stimolante riuscire a cimentarmi con almeno un'opera di Dickens , magari non così ponderosa come questa , letta in lingua originale ma nel frattempo , ...continua

    Mi capita talvolta di pensare che sarebbe bello e stimolante riuscire a cimentarmi con almeno un'opera di Dickens , magari non così ponderosa come questa , letta in lingua originale ma nel frattempo , in attesa di quel giorno , siano benedetti i traduttori quando riescono , come in questo caso, a mantenere intatto il tipico “humour inglese” , magari ricorrendo a qualche artificio “tecnico” , come quello di utilizzare termini del tutto desueti in alternanza ad altri “toscaneggianti” , per rendere meglio i modi di esprimersi della borghesia rispetto a quelli usati dal popolo inglese dell' ''8oo .
    Un romanzo imbastito totalmente su un viaggio intrapreso dall'esimio Samuele Pickwick , socio fondatore del circolo culturale che porta il suo nome , e da tre membri del circolo stesso in qualità di accompagnatori nel corso del quale si sviluppano vicende che danno luogo ad esilaranti disavventure nelle quali si incontrano personaggi indimenticabili che , fra pinte di ponce , boccali di birra e caraffe di acquavite assunte in grande quantità da tutti e senza distinzione di sesso e di ceto , permettono anche di aprire uno scorcio interessante (con una probabile e sottintesa intenzione critica da parte dell'autore) sulle strutture sociali dell'epoca specie in merito all'amministrazione della giustizia.
    Con la sola eccezione del capitolo “La storia dello strano cliente” , unico caratterizzato da una forte carica drammatica, si tratta di una lettura improntata totalmente ad un umorismo che si gusta in ognuna delle godibilissime pagine di un romanzo scritto con uno stile che molti , tra i meno attempati , potrebbero trovare eccessivamente ridondante ed arzigogolato , ma che per me costituisce un momento di evasione in un mondo nel quale , sempre più spesso, faccio fatica a ritrovarmi .
    Ma, come ho appena espresso poco sopra, è sicuramente una questione di età.

    ha scritto il 

  • 4

    che strano libro...

    a me i "mattoni" di Dickens piacciono, ma questo nasce male, saltella si ripete... però resisti, ti affezioni, e i personaggi ti sbocciano fra le pagine. La struttura "a puntate" è troppo evidente, le ...continua

    a me i "mattoni" di Dickens piacciono, ma questo nasce male, saltella si ripete... però resisti, ti affezioni, e i personaggi ti sbocciano fra le pagine. La struttura "a puntate" è troppo evidente, le digressioni lo appesantiscono, ma alla fine vorresti avere un amico come Sam, e naturalmente un altro come il signor Pickwick.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Circo anzichè il Circolo

    Un circo di personaggi e situazioni, alcune esilaranti e fuori dal tempo altre più noiose e, ai giorni nostri, estremamente scontate. Il Pickwick è un personaggio nel suo stato attualissimo, fuori dal ...continua

    Un circo di personaggi e situazioni, alcune esilaranti e fuori dal tempo altre più noiose e, ai giorni nostri, estremamente scontate. Il Pickwick è un personaggio nel suo stato attualissimo, fuori dal tempo, un po' il "vedranone" incallito e un po' sfigato che oggi troviamo spesso nelle nostre vite. I pickwickiani sono delle macchiette che sole, senza il loro leader, scompaiono nella narrazione. Una lettura lunga e prolissa ma un capolavoro della letteratura e della società, un dipinto di ciò che gli inglesi erano e in fin dei conti, forse, lo sono ancora per certi versi.

    ha scritto il 

  • 0

    Il problema è che tra me e Dickens c'è qualche problema. Quindi per il momento lo accantono (chissà magari non sarà proprio un abbandono definitivo).

    ha scritto il 

Ordina per