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Il circolo Pickwick

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(1654)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 946 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano

Isbn-10: 881712897X | Isbn-13: 9788817128971 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Dauphiné

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Cofanetto , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Descrizione del libro
Questa prima opera di Dickens non è un vero e proprio romanzo ma unavariopinta raccolta di avventure di personaggi che girano attorno alloscombinato circolo Pickwick, costituito dall'eccentrico Samuele Pickwick e daibizzarri Tracy Tupman, Augustus Snodgrass, Nataniele Winkle.
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  • 4

    che strano libro...

    a me i "mattoni" di Dickens piacciono, ma questo nasce male, saltella si ripete... però resisti, ti affezioni, e i personaggi ti sbocciano fra le pagine. La struttura "a puntate" è troppo evidente, le digressioni lo appesantiscono, ma alla fine vorresti avere un amico come Sam, e naturalmente un ...continua

    a me i "mattoni" di Dickens piacciono, ma questo nasce male, saltella si ripete... però resisti, ti affezioni, e i personaggi ti sbocciano fra le pagine. La struttura "a puntate" è troppo evidente, le digressioni lo appesantiscono, ma alla fine vorresti avere un amico come Sam, e naturalmente un altro come il signor Pickwick.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Circo anzichè il Circolo

    Un circo di personaggi e situazioni, alcune esilaranti e fuori dal tempo altre più noiose e, ai giorni nostri, estremamente scontate. Il Pickwick è un personaggio nel suo stato attualissimo, fuori dal tempo, un po' il "vedranone" incallito e un po' sfigato che oggi troviamo spesso nelle nostre vi ...continua

    Un circo di personaggi e situazioni, alcune esilaranti e fuori dal tempo altre più noiose e, ai giorni nostri, estremamente scontate. Il Pickwick è un personaggio nel suo stato attualissimo, fuori dal tempo, un po' il "vedranone" incallito e un po' sfigato che oggi troviamo spesso nelle nostre vite. I pickwickiani sono delle macchiette che sole, senza il loro leader, scompaiono nella narrazione. Una lettura lunga e prolissa ma un capolavoro della letteratura e della società, un dipinto di ciò che gli inglesi erano e in fin dei conti, forse, lo sono ancora per certi versi.

    ha scritto il 

  • 0

    Il problema è che tra me e Dickens c'è qualche problema. Quindi per il momento lo accantono (chissà magari non sarà proprio un abbandono definitivo).

    ha scritto il 

  • 3

    un supplizio

    Una seconda chance al Dickens bisognava che gliela dessi, dopo la delusione dell'auto celebrativo Copperfield , facendomi prendere per mano da un altro suo eroe vittoriano, il Pickwick. L'inizio sembrava promettente, si percepisce l'entusiasmo di un giovane scrittore, la bravura narrativa è limpi ...continua

    Una seconda chance al Dickens bisognava che gliela dessi, dopo la delusione dell'auto celebrativo Copperfield , facendomi prendere per mano da un altro suo eroe vittoriano, il Pickwick. L'inizio sembrava promettente, si percepisce l'entusiasmo di un giovane scrittore, la bravura narrativa è limpida, talentuosa, marchio di fabbrica indiscutibile dello scrittore inglese per tutta la sua carriera e stupisce piacevolmente l'inventiva, la fertile capacità di creare storie nella storia. I protagonisti sono i suoi, appena abbozzati, fedeli alla propria parte, ma mediocri attori, prevedibili, scontati, privi di pathos se non nel patetico; si erge, unico degno di nota, il simpatico Sam Weller, vero protagonista comico del romanzo. Se la prima metà del romanzo è piacevole, brillante, se non geniale, l'inizio della seconda metà registra un tracollo da cui il libro non si risolleverà più, e la lettura diventa un supplizio. Per lo scrittore inglese questo fu il primo scritto che riuscì a pubblicare in feulletton, e rappresentava per lui l'opportunità di entrare nel mondo editoriale tanto agognato; la stesura dei capitoli , come accadeva sovente all'epoca, procedeva pari passo con la pubblicazione dei periodici letterari su cui erano destinati. L'enorme successo che ebbe all'esordio con i primi atti di questo romanzo d'appendice, magnetizzò su di lui l'attenzione di molti editori dell'epoca: era un giovane scrittore dall'innato talento narrativo, trattava tematiche sociali forti, sempre rispettoso dell'ordine stabilito, un rivoluzionario all'arma bianca, quella della bontà, un progressista reazionario, l'ideale per accaparrarsi quella nuova e numerosa classe di lettori che si affacciava al mondo editoriale dell'epoca, la media borghesia.Ed ecco che il caro Charles, nel mezzo di questo lavoro si vide aprire un'infinità di portoni, ma il contratto andava rispettato ed il profitto non prevedeva perdite per penali; il Pickwick andava finito. Così le vicende diventano una brodaglia annaquata all'inverosimile, ripetitive, banali, scontate, insignificanti, in cui ormai la stesura non prevedeva più lo spreco di cartucce creative, come detto su, un vero supplizio portarlo a termine. Il padre del romanzo sociale ha l'unico merito, a mio modesto parere, di essere l'ispirazione di due mostri sacri quali Tolstoj e Hugo, lui ha dato lo stimolo fermandosi allo stato embrionale, loro hanno portato questa forma narrativa a livelli di eccellenza letteraria. Ma io sicuramente con Dickens ho chiuso.

    ha scritto il 

  • 2

    Uno dei miei problemi, lo so, è che è molto difficile farmi ridere.
    È la maledizione di chi fa ridere.
    E questo libro non mi ha fatto ridere. Mi ha annoiato poco meno di tre uomini in barca, motivo per cui do due stelle, invece di una.
    Peccato, perché avevo fortissime asp ...continua

    Uno dei miei problemi, lo so, è che è molto difficile farmi ridere.
    È la maledizione di chi fa ridere.
    E questo libro non mi ha fatto ridere. Mi ha annoiato poco meno di tre uomini in barca, motivo per cui do due stelle, invece di una.
    Peccato, perché avevo fortissime aspettative, stimando, senza motivo fondato, Dickens.
    Storia senza né capo né coda, costruita (pare) con l'intento di farti interessare ad un particolare aneddoto, salvo poi non svilupparlo.

    ha scritto il 

  • 5

    9/14 la recensione insuperabile è quella di raboni,ascoltabile dopo la lettura dell'ultima puntata nel podcast ad alta voce di radio 3.Consiglio a chi può,l'esperienza della lettura del romanzo seguendo con l'occhio il testo scritto. E' una vera scoperta

    ha scritto il 

  • 4

    Libro completato

    Quando apri l'ultima pagina dell'ebook e leggi "libro completato" sai che hai compiuto un'impresa.
    Perché in fondo il Circolo Picwick lo è.
    Inizi e non vedi la fine.
    Ha un milione di divagazioni.
    E' lunghissimo.
    Non devi disperare.
    Non ti devi distrarre.
    ...continua

    Quando apri l'ultima pagina dell'ebook e leggi "libro completato" sai che hai compiuto un'impresa.
    Perché in fondo il Circolo Picwick lo è.
    Inizi e non vedi la fine.
    Ha un milione di divagazioni.
    E' lunghissimo.
    Non devi disperare.
    Non ti devi distrarre.
    Devi leggere altro nel mentre, ma non troppo da mollare.
    Ma se arrivi alla fine...che soddisfazione!
    Ho deciso che dovevo leggere quest'opera miliare, perché sembra che se non hai letto Pickwick non sei un lettore che meriti rispetto.
    E siccome ogni tanto un classicone me lo leggo, ho iniziato l'avventura.
    E sfatiamo un mito: non è una tragedia. Anzi, ragazzi, fa ridere, ma davvero.
    Insomma, è lunga, lunghissima, non se ne vede la fine, ma ne vare davvero la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Una divertida obra de Dickens, llena de humor, frescura e ironía y que mantiene el interés a través del extenso numero de páginas.
    Entretuvo en su tiempo y entretiene aún hoy en día.

    ha scritto il 

  • 0

    Un dolce addio

    È stata dura dire addio alla figura dominante di queste pagine pullulanti di vita e di ironia.
    È stato come dire addio a un dolce nonnino che, emozionandosi, raccontava con vivaci pennellate di colori avventure vissute o partecipate.
    Il risultato? Ilarità, riflessione, malinconia... L ...continua

    È stata dura dire addio alla figura dominante di queste pagine pullulanti di vita e di ironia.
    È stato come dire addio a un dolce nonnino che, emozionandosi, raccontava con vivaci pennellate di colori avventure vissute o partecipate.
    Il risultato? Ilarità, riflessione, malinconia... Lettura indimenticabile.
    Un classico che ha davvero qualcosa da dire... e lo dice con la grazia di un ciliegio e la forza di una quercia.

    ha scritto il 

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