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Il club Dumas

o l'ombra di Richelieu

By Arturo Pérez-Reverte

(562)

| Hardcover | 9788843800964

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251 Reviews

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    Il club Dumas (o L'ombra di Richelieu) è un romanzo di Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 1993 e dal quale è stato tratto il film dal titolo La nona porta, diretto da Roman Polanski. Il libro contiene alcune illustrazioni di Francisco Solé, disegna ...(continue)

    Il club Dumas (o L'ombra di Richelieu) è un romanzo di Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 1993 e dal quale è stato tratto il film dal titolo La nona porta, diretto da Roman Polanski. Il libro contiene alcune illustrazioni di Francisco Solé, disegnate dietro indicazione di Arturo Pérez-Reverte.
    Un importante e anziano collezionista spagnolo, Enrique Taillefer, la cui raccolta di libri antichi è fra le più famose al mondo, commissiona al migliore amico di Corso, Flavio La Ponte, la vendita di un capitolo manoscritto della prima edizione de I tre moschettieri di Alexandre Dumas, che porta il nome de “Il Vino d'Angiò”. Il signor Taillefer però muore prematuramente; si sarebbe impiccato al lampadario dello studio.
    Qui entra per la prima volta in scena Corso, che viene incaricato dal suo confidenziale amico La Ponte, dubbioso sull’autenticità del fascicolo Dumas del defunto Taillefer, per riuscire a scoprire se è originale. Corso ha inizialmente un colloquio con Boris Balkan, influente appassionato di libri antichi che non riesce comunque a provare l’autenticità del capitolo de “I tre Moschettieri”, o almeno non vuole. Quindi Corso si reca presso la villa della vedova Taillefer, Liana Lasauca. La vedova garantisce a Corso l’autenticità del documento in suo possesso, non riuscendo comunque a comprendere il motivo per cui suo marito avrebbe venduto quell'originale di Dumas, a cui era tanto affezionato. Quello stesso giorno Corso ha appuntamento con Varo Borja, che così viene descritto: “…seguiva la pista di libri rari in ogni mezzo per impossessarsene…”, “…il suo catalogo non includeva mai più di una cinquantina di titoli scelti…”. Questa volta Corso arriva in ritardo, e ciò che lo aspetta non è una delle solite valutazione di libri ma una missione. È in un edificio moderno che lo aspetta il suo nuovo cliente che, sotto lo sfondo magico dell’Alcazar aperto dietro le grosse vetrate, gli mostra una delle più affascinanti e insolite collezioni di libri, l'argomento dei quali è il diavolo. Era stato il lavoro di una vita mettere insieme tutti quei libri, e qualcuno avrebbe potuto anche uccidere per averli. La “missione” di Corso riguarda però solo un’opera: Le Nove Porte Del Regno Delle Ombre di Aristide Torchia, uno dei tre identici volumi sparsi per l’Europa, uniche copie sopravvissute dacché il loro autore, accusato di aver scritto quel libro con la complicità di Lucifero in persona, era stato bruciato sul rogo dalla Santa Inquisizione. In fondo al volume nove incisioni, forse tratte dal Delomelanicon, il libro di Lucifero, unica "chiave" di un viaggio oscuro.
    Corso parte prima per Lisbona, poi per Parigi per confrontare la copia di Varo Borja con le altre due: una della collezione Fargas e l’altra della collezione Ungern. Un lungo viaggio attende il detective Corso: seduzioni pericolose, tradimenti e scienze occulte. Un viaggio affrontato assieme ad una ragazza, Irene, "un angelo caduto dal cielo". Due opere, “Il Vino d’Angiò” e “Le Nove Porte”, unite da un legame inspiegabile, un viaggio che, alla fine, appare come un teatrino guidato da forze sovrannaturali.
    Un libro che risulta caricato di troppe aspettative dall’autore, che poi nel finale risulta sbrigativo e quasi uno sminuendo della narrazione. Una piccola nota positiva è lo stile, che risulta molto attento e non approssimativo, ma che allo stesso modo lungo tutto il corso della narrazione spesso scade nella noia e nella pesantezza; c’è anche da dire che in alcuni punti la narrazione poteva essere velocizzata, e invece si sta li a leggere pagine e pagine che risultano superflue. Le storie poi non è che si intreccino così bene, e sembra di stare a leggere una vita in sequenza di Corso. Un libro che ha le intenzioni e le pretese di pura erudizione letteraria, infatti l’autore inserisce qui e li citazioni su citazioni, che sembrano voler avvicinarsi all’impostazione di Eco, ma che poi ne viene sopraffatto.
    Come già detto ne è stato tratto anche un film liberamente ispirato.

    Trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=cS44YABg_XE

    Che sicuramente non vedrò. Pérez-Reverte apprezzo la tua minuziosa ricerca – con i vari documenti corredati –, però cavolo più leggerezza, più leggerezza: non sonnifero per i lettori.

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    Jack said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Foi com grande expectativa que comecei a ler este livro, e fiquei a sentir-me desapontada quando o acabei.
    Foi como que um suplício lê-lo, pois estive praticamente todo o livro à espera que as coisas se tornassem mais interessantes e que o mistério, ...(continue)

    Foi com grande expectativa que comecei a ler este livro, e fiquei a sentir-me desapontada quando o acabei.
    Foi como que um suplício lê-lo, pois estive praticamente todo o livro à espera que as coisas se tornassem mais interessantes e que o mistério, contribuísse para me cativar.
    Mas a verdade é que nada disso aconteceu, a narrativa dava voltas e voltas e nunca saía do mesmo lugar, e no fim fomos parar praticamente de volta ao início, achei que podia ter sido melhor, mas sinceramente não gostei.
    A sinopse faz muito alarde e depois há muita palha pelo meio que dá cabo de tudo e no final nada se resolve, enfim...

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    toiota said on Oct 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho fatto fatica a terminarlo. Non ho capito se è un atto d'amore per Dumas ed il romanzo d'appendice o un tentativo di raccontare delle aspirazioni dell'uomo di conoscere il diavolo (o la sapienza). Romanzo brutto ed inconcludente. L'unico vantaggio ...(continue)

    Ho fatto fatica a terminarlo. Non ho capito se è un atto d'amore per Dumas ed il romanzo d'appendice o un tentativo di raccontare delle aspirazioni dell'uomo di conoscere il diavolo (o la sapienza). Romanzo brutto ed inconcludente. L'unico vantaggio è che mette voglia di rileggere "i tre moschettieri", la cui saga lessi alle scuole medie.

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    Mauricarbone said on Sep 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bella narrazione...meno la storia

    Il tipo di narrazione (inclusi i salti dalla terza alla prima persona) meriterebbero anche 4 stelline, per come riescono a incuriosire il lettore e invogliarlo a continuare.
    La soluzione del groviglio fra le due storie (I 3 moschettieri e Le nove por ...(continue)

    Il tipo di narrazione (inclusi i salti dalla terza alla prima persona) meriterebbero anche 4 stelline, per come riescono a incuriosire il lettore e invogliarlo a continuare.
    La soluzione del groviglio fra le due storie (I 3 moschettieri e Le nove porte) e il moltiplicarsi di personaggi e scenografie (incluse le tante descrizioni e i diversi dialoghi superflui) ne meritano a malapena 3: sbrigativa, quasi tronca e per nulla intrigante.
    Peccato davvero!

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    Roberta.76 said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Perez-Revert si ispira (saccheggia?) l'Umberto Eco del Nome della Rosa e del Pendolo di Foucault fino all'esplicito omaggio alla fine del libro, rifà il verso al Dan Brown del codice da Vinci e di Angeli e Demoni, gigioneggia persino con Dumas a comi ...(continue)

    Perez-Revert si ispira (saccheggia?) l'Umberto Eco del Nome della Rosa e del Pendolo di Foucault fino all'esplicito omaggio alla fine del libro, rifà il verso al Dan Brown del codice da Vinci e di Angeli e Demoni, gigioneggia persino con Dumas a cominciare dal titolo che ovviamente poco ha a che fare con la trama del romanzo. Ne esce un simpatico pastiche, che perde gusto giusto nel finale quando il gioco si fa smaccato e l'autore stanco abborraccia le ultime pagine concludendo sottotono un romanzo che avrebbe meritato un finale più coerente. Tuttavia mi ha fatto venir voglia di riprendere in mano i Tre moschettieri e il Conte di Montecristo ed è forse un merito non disprezzabile

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    Eugenio Angelillo said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

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