Il club dei suicidi

Di

Editore: Giunti

3.4
(166)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8809751752 | Isbn-13: 9788809751750 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tiziana Lo Porto

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Sul sedile posteriore della macchina il timido protagonista Owen ripensa ai suoi sette tentativi di suicidio fallito. Così inizia "Crash in to me", un romanzo on the road, il viaggio strampalato della strana compagnia dei "Suicide Dogs", quattro teenager legati da un patto di morte. Dopo essersi conosciuti in una chat per aspiranti suicidi, i ragazzi decidono di partire dal New Jersey e attraversare il paese in un pellegrinaggio che toccherà le tombe di alcune celebrità che si sono tolte la vita, dalla poetessa Anne Sexton, prima tappa a Boston, a Kurt Cobain, passando per Judy Garland, Ernest Hemingway e Hunter S. Thompson. Un rituale che dovrebbe preludere al loro stesso suicidio. Scenario drammatico per il traguardo: la Death Valley.
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  • 3

    Adolescenti disadattati che fanno gruppo e iniziano un viaggio alla scoperta di sè stessi. Carino, ma mi aspettavo di meglio, forse avrei preferito personaggi più avvincenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Il club dei suicidi per me è stata una lettura un po' complicata. Non per il tema (avevo già letto Le vergini suicide, per esempio) ma perchè l'avevo iniziato anni fa e non ero riuscita a portarlo a t ...continua

    Il club dei suicidi per me è stata una lettura un po' complicata. Non per il tema (avevo già letto Le vergini suicide, per esempio) ma perchè l'avevo iniziato anni fa e non ero riuscita a portarlo a termine. Ma mi sono obbligata e ora eccomi qui a parlarvene.

    Iniziamo con un piccolo ehm... aneddoto: al mio libro mancano delle pagine. Si vede che non eravamo proprio destinati, eh? In pratica ci sono, di punto in bianco, delle pagine senza scritte. Quindi l'unico motivo per cui sono riuscita a finirlo è la mia gemellina Rowan (Grazie!) che mi ha mandato le foto delle pagine mancanti. Ma perchè tutte a me?!

    Durante la lettura ho anche scoperto cos'è che me l'aveva fatto rimettere sullo scaffale a prendere polvere. Lo stile dell'autore. In pratica: Albert Borris parla attraverso Owen, uno dei quattro ragazzi, e ha un stile davvero... particolare, per non dire strano. C'è qualcosa che non mi ha convinto, ma non riesco davvero a spiegarlo a parole. Sembra quasi privo di emozioni; un continuo susseguirsi di frasi che riportano solo fatti, che non arriva mai alle emozioni vere e proprie. Forse è così che gli adulti vedono i teenager, che non mostrano mai emozioni, chi lo sa. O forse vedono così i suicidi.

    In ogni caso mi è piaciuto scoprire di più su questi quattro personaggi, in particolare su una delle due ragazze, Jin-Ae. Sono tutti piuttosto complessi, come era ovvio, pieni di problemi che oscurano alla loro vista le possibilità di essere felici. Ma è proprio imbarcandosi in questo viaggio che dovrebbe portarli dritti alla tomba che scopriranno che qualcuno che tiene a loro c'è. Soprattutto quelli con cui hanno passato ogni minuto della loro vita per le ultime due settimane. Ed è qui che ho davvero iniziato a provare qualcosa per i personaggi, all'incirca a metà del libro, quando capiscono che forse il suicidio non è davvero quello che vogliono, che forse la strada più facile non è quella che li renderà felici.

    Ma hanno firmato un patto, quindi come faranno a sottrarsi da questo obbligo? E soprattutto, avranno la forza di farlo?

    ha scritto il 

  • 0

    I presupposti e l'idea del libro sono buoni, vuole affrontare un tema molto delicato, il suicidio giovanile... ma purtroppo il testo non regge le aspettative. La scrittura è piatta "falsamento giovani ...continua

    I presupposti e l'idea del libro sono buoni, vuole affrontare un tema molto delicato, il suicidio giovanile... ma purtroppo il testo non regge le aspettative. La scrittura è piatta "falsamento giovanile", i personaggi stereotipati.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro mi ha dato quello che prometteva. Non l'ho iniziato prendendolo seriamente e così non mi ha delusa. E' piacevole da leggere quando si vuole una lettura leggera, senza troppe pretese. Ho t ...continua

    Questo libro mi ha dato quello che prometteva. Non l'ho iniziato prendendolo seriamente e così non mi ha delusa. E' piacevole da leggere quando si vuole una lettura leggera, senza troppe pretese. Ho trovato alcuni punti interessanti e con alcuni spunti di riflessioni, ma per il resto l'ho trovato scontato e i caratteri dei personaggi poco definiti. Il finale è molto banale e si era già capito che alla fine non avrebbero fatto niente. Inoltre ho trovato di cattivo gusto il linguaggio da sms, si poteva benissimo scrivere normalmente e si capiva comunque che si trattava di messaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Giudizio finale decisamente influenzato dall'età del lettore.
    Se avete fino a 15 anni questo libro può (forse)risultare bello e avvincente.
    Oltre i 15 anni è una mezza boiata.

    ha scritto il 

  • 3

    Tema se vogliamo pesante (pensieri e i tentativi di suicidio) di un gruppo di adolescenti affrontato con leggerezza, con un linguaggio derivante da sms, twitter & co. Leggero, ironico, il finale potev ...continua

    Tema se vogliamo pesante (pensieri e i tentativi di suicidio) di un gruppo di adolescenti affrontato con leggerezza, con un linguaggio derivante da sms, twitter & co. Leggero, ironico, il finale poteva essere diverso ma in fondo in fondo ci sta. Anche se più che da adolescenti certe cose sembrano più da 11enni. Giudizio complessivo: carino

    ha scritto il