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Il cobra

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.3
(111)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880460316X | Isbn-13: 9788804603160 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Paul Deveraux, ex agente della CIA, che già i lettori di Forsyth hanno conosciuto come uno dei protagonisti del “Vendicatore”, viene incaricato dal presidente degli Stati Uniti di dirigere un' operazione volta a distruggere il traffico mondiale della cocaina. L'obiettivo è l'annientamento dell'impero economico creato dal capo del cartello colombiano Don Diego Esteban. Grazie a delle intercettazioni Deveraux riesce a mettere le mani sulla figlia di un potente socio in affari di Don Diego e mettendola agli arresti per potere cosi ricattare il padre. Questi non esita a consegnargli una serie di nomi di persone coinvolte nel traffico di droga scatenando una lotta senza precedenti.
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  • 3

    A me piace il modo di scrivere "ingegneristico" di Forsyth: quasi senza personaggi (a volte dice il nome di qualcuno di essi, tanto per poterli ricordare, ma in realtà sono solo "funzioni", senza personalità), molto tecnico e documentato (soprattutto sui dettagli), portato avanti esclusivamente d ...continua

    A me piace il modo di scrivere "ingegneristico" di Forsyth: quasi senza personaggi (a volte dice il nome di qualcuno di essi, tanto per poterli ricordare, ma in realtà sono solo "funzioni", senza personalità), molto tecnico e documentato (soprattutto sui dettagli), portato avanti esclusivamente dalle azioni (pensieri quasi a zero), asciutto e pratico. Ma questo libro non è granché, perché troppo irrealistico. Divide le persone in criminali ed onesti, quasi non esistesse un'ampia zona grigia. E per questo non può essere credibile un azione forte contro il mercato della droga, proprio perchè molta parte dell'economia "normale" è fondata sui capitali criminali. E' molto naïf trattare la lotta alla droga come fosse davvero solo una questione puramente militare.

    ha scritto il 

  • 2

    Descrizione: un ex agente della Cia, viene incaricato dal presidente U.S.A. di comandare un' operazione volta a distruggere il traffico mondiale della cocaina. Crudo e incalzante dall'inizio alla fine. In questo libro non c'è spazio per i sentimenti, tranne quello della vendetta. La narrazione è ...continua

    Descrizione: un ex agente della Cia, viene incaricato dal presidente U.S.A. di comandare un' operazione volta a distruggere il traffico mondiale della cocaina. Crudo e incalzante dall'inizio alla fine. In questo libro non c'è spazio per i sentimenti, tranne quello della vendetta. La narrazione è avvincente e la lettura scorre veloce. Ottime le descrizioni sul mercato della droga, sulle connivenze, di chi aiuta i narcotrafficanti per denaro. Deludente il finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il cobra.

    Un libro a metà strada tra un saggio sulla cocaina )e il mercato che movimenta) e un poliziesco. Il Cobra viene incaricato di studiare se esiste un metodo per stroncare l'afflusso della polverina magica nel mondo. Il Cobra chiede tempo per valutare la cosa e poi dice si è possibile. Inizia così u ...continua

    Un libro a metà strada tra un saggio sulla cocaina )e il mercato che movimenta) e un poliziesco. Il Cobra viene incaricato di studiare se esiste un metodo per stroncare l'afflusso della polverina magica nel mondo. Il Cobra chiede tempo per valutare la cosa e poi dice si è possibile. Inizia così un lento prepararsi all'attacco al cartello colombiano che detiene la maggior parte della coca in circolazione (e tutte le gang che da loro si servono). Con i mezzi tutti a sua disposizione (DEA, FBI, CIA, Scotland yard e un enorme quantitativo di soldi e tecnologia) il Cobra si prepara con calma ad attuare il suo piano.

    Incredibili le informazioni dettagliate di come e con chi il mercato continua ad esistere, la connivenza di chi si presta per denaro ad aiutare i colombiani, come il cartello consegna la sua merce, chi è in affari con chi. Sembra quasi un documento dall'interno dello stesso cartello e similari.

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro avvincente che ti tiene legato alla lettura finché non lo finisci. Il presidente degli Stati Uniti decide di porre fine ai traffici di cocaina e a questo scopo concede carta bianca a un uomo e al suo gruppo, istituito per l'occasione. Molto ben scritto. La vicenda di fantasia è però m ...continua

    È un libro avvincente che ti tiene legato alla lettura finché non lo finisci. Il presidente degli Stati Uniti decide di porre fine ai traffici di cocaina e a questo scopo concede carta bianca a un uomo e al suo gruppo, istituito per l'occasione. Molto ben scritto. La vicenda di fantasia è però molto ben ancorata alla realtà e lo scenario storico del traffico di cocaina è raccontato fedelmente.

    ha scritto il 

  • 5

    Cavoli! Mi ero dimenticata quanto, anni fa, mi piacesse leggere Forsyth. Questo libro me lo ha fatto ricordare. Credo che comincerò a rileggere gli altri (che però - se non ricordo male - erano più complicati in termini di nomi ed intrecci). Una bella storia, molto attuale, che - chissà - potrebb ...continua

    Cavoli! Mi ero dimenticata quanto, anni fa, mi piacesse leggere Forsyth. Questo libro me lo ha fatto ricordare. Credo che comincerò a rileggere gli altri (che però - se non ricordo male - erano più complicati in termini di nomi ed intrecci). Una bella storia, molto attuale, che - chissà - potrebbe essere anche vera...

    ha scritto il 

  • 3

    deludente

    Avvincente e coivolgente all'inizio , poi diventa tropppo schematico e ripetitivo . La conclusione è realistica ma per un romanzo di fantapolitica un pò deludente

    ha scritto il 

  • 1

    il mio giudizio su un libro è sempre il risultato di varie componenti: trama, storia, stile e, ovviamente, la caratterizzazione dei personaggi. beh questa ne IL COBRA è completamente assente. Si alternano milioni di comparsate che non vengono approfondite. lo stile sembra più un reportage giornal ...continua

    il mio giudizio su un libro è sempre il risultato di varie componenti: trama, storia, stile e, ovviamente, la caratterizzazione dei personaggi. beh questa ne IL COBRA è completamente assente. Si alternano milioni di comparsate che non vengono approfondite. lo stile sembra più un reportage giornalistico e non mi ha sinceramente appassionato.. passerà del tempo prima di leggere qualcos'altro di F.

    ha scritto il 

  • 3

    Alle sue spalle c’era una tonnellata di cocaina purissima. Prima di essere venduta agli utilizzatori finali, sarebbe stata tagliata fino a sei, sette volte il suo volume iniziale, con l’aggiunta di sostanze chimiche quali benzocaina, creatina, efredina e persino ketamina, un tranquillante per cav ...continua

    Alle sue spalle c’era una tonnellata di cocaina purissima. Prima di essere venduta agli utilizzatori finali, sarebbe stata tagliata fino a sei, sette volte il suo volume iniziale, con l’aggiunta di sostanze chimiche quali benzocaina, creatina, efredina e persino ketamina, un tranquillante per cavalli. Grazie a queste sostanze, l’utilizzatore aveva l’impressione di sperimentare effetti più intensi di quelli che si potevano provare con le quantità di cocaina realmente sniffata. Un ulteriore aumento di volume si poteva ottenere aggiungendo polveri bianche del tutto innocue come il bicarbonato e lo zucchero a velo. Considerato che da ogni chilo di cocaina pura se ne ricavano sette e che era quotata fino a dieci dollari il grammo, ogni chilo di pura sarebbe stata venduta a settantamila dollari. L’autista ne stava trasportando mille chili, l’equivalente di settanta milioni di dollari.

    Se era stato il capitano, doveva aver avvertito i familiari o essersi tenuto in contatto con loro dopo il fatto. La famiglia era composta dalla moglie e tre figli che vivevano nello stesso oscuro villaggio in cui teneva il suo vecchio peschereccio, in una piccola insenatura a est di Barranquilla. Mandò Valdez a parlare con la donna. I bambini non costituiscono un problema. Furono sepolti. Vivi, naturalmente. Sotto gli occhi della madre. Tant’è, lei si rifiutò di confessare. Impiegò parecchie ore a morire, ma non cambiò la sua versione: il marito non le aveva detto niente non aveva fatto niente di male. Alla fine, a Paco Valdez non restò altra scelta che crederle. E comunque non poteva più continuare. Era morta.

    Paul Devereaux aveva studiato a fondo la figura e la personalità di Don Diego Esteban, ritenuto il capo supremo del cartello, senza che però fosse mai possibile dimostrarlo. Aveva conoscenze in alto loco e contribuiva generosamente a tutte le buone cause, purché pubblicizzate. Sovvenzionava scuole, ospedali, borse di studio, e sempre per i poveri del barrio. Finanziava, con maggiore discrezione, non uno ma tutti i partiti politici, compreso quello del presidente Juan Manuel Santos, che aveva giurato di distruggere l’industria della cocaina. E ogni volta faceva in modo che queste donazioni arrivassero alle orecchie di quelli che contavano. Pagava persino gli orfani dei poliziotti e degli agenti di dogana assassinati, anche se i loro colleghi sospettavano chi fosse stato a ordinare la loro uccisione. Ma soprattutto si ingraziava la chiesa cattolica. Non esisteva monastero o canonica di cui lui non contribuisse al restauro. Questo lo rendeva molto visibile, come pure il fatto che partecipava regolarmente alla messa tra i contadini e i braccianti nella chiesa adiacente la sua residenza di campagna, cioè la sua residenza ufficiale, non le molte fattorie di cui era proprietario dietro vari prestanome, nelle quali si incontrava con gli altri membri della fratellanza che aveva creato per produrre fino a ottocento tonnellate di cocaina ogni anno.

    Nella vita Roberto Cardenas era stato un uomo duro, violento, malvagio. Nella morte era un cadavere come tanti. In cinque pezzi, quando la motosega ebbe finito.

    “Per tutta la mia vita, ho servito due padroni. Il mio Dio e il mio Paese. Il mio Dio non mi ha mai tradito.” “Il suo Paese sì?” “Sì” “Come mai?” “Perché non è più il Paese cui ho giurato lealtà da giovane. È diventato corrotto e venale, debole ma arrogante, attento ai desideri degli obesi e degli stupidi. Il legame si è spezzato, la fedeltà non c’è più”

    ha scritto il