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Il codice di Newton

Di

Editore: Piemme - serie oro

3.0
(274)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8856603020 | Isbn-13: 9788856603026 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Clara Pasetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
A Cambridge, in una fredda mattina di pioggia, un corpo viene ritrovato nel fiume limaccioso che scorre intorno all'università. Galleggia tra i giunchi avvolto in un cappotto rosso; stretto in mano, un antico prisma di vetro. Si tratta di Elizabeth, storica inglese ossessionata dal XVII secolo e dall'alchimia, che stava indagando sulle misteriose circostanze legate all'assegnazione di una cattedra del Trinity College a Isaac Newton, nel 1667. Quell'anno, due docenti erano morti cadendo dalle scale, in apparente stato di ubriachezza; un terzo era morto di polmonite, dopo aver passato la notte in un campo sempre sotto gli effetti dell'alcol; e l'ultimo era stato espulso per malattia mentale, lasciando liberi dei posti all'interno della confraternita. Una semplice coincidenza forse, che però aveva fatto la fortuna del giovane scienziato. Ora il libro di Elizabeth, "l'Alchimista", resta incompiuto: quando Lydia, giovane amica di Elizabeth, acconsente a terminare l'opera in qualità di ghost-writer, strani episodi iniziano a tormentarla. Improvvisi lampi di luce che danzano sui muri, documenti che spariscono e ricompaiano altrove e la sagoma di una figura umana, avvolta in una pesante cappa. Rossa come le toghe che indossavano i professori emeriti nel Seicento.
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    A Cambridge, in una fredda mattina di pioggia, un corpo viene ritrovato nel fiume limaccioso che scorre intorno all’università. Galleggia tra i giunchi avvolto in un cappotto rosso; stretto in mano, un antico prisma di vetro.
    Si tratta di Elizabeth Vogelsang, storica inglese ossessionata dal xvii ...continua

    A Cambridge, in una fredda mattina di pioggia, un corpo viene ritrovato nel fiume limaccioso che scorre intorno all’università. Galleggia tra i giunchi avvolto in un cappotto rosso; stretto in mano, un antico prisma di vetro. Si tratta di Elizabeth Vogelsang, storica inglese ossessionata dal xvii secolo e dall’alchimia, che stava scrivendo una biografia su Newton e sui suoi possibili legami con le reti alchimistiche dell’epoca. Negli anni in cui il giovane Isaac iniziava a frequentare il Trinity College, a Cambridge si erano verificate una serie di morti misteriose, sulle quali Elizabeth stava indagando. Ora però il suo libro, "L’alchimista", resta incompiuto, le sue scoperte sepolte sotto la polvere e i mille oggetti stravaganti – antichi manoscritti, teschi di animali e conchiglie – che affollano gli scaffali del suo Studio. Quando Lydia Brooke, giovane amica di Elizabeth, acconsente a terminare l’opera in qualità di ghost-writer, strani episodi iniziano a tormentarla. Improvvisi lampi di luce che danzano sui muri, documenti che spariscono e ricompaiono altrove e la sagoma di una figura umana che la segue di continuo e poi fugge via, avvolta in una pesante cappa. Rossa come le toghe che indossavano i professori emeriti nel Seicento. Intanto Cambridge è colpita da una serie di episodi di violenza sempre più efferati. E quando la catena degli eventi precipita trasformandosi in una scia di sangue, Lydia si renderà conto che tra le morti di oggi e quelle di quattro secoli prima esiste uno stretto legame, e che alcuni fantasmi non possono essere messi a tacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ghostwalk

    Un altro caso di titolo fuorviante, non c'è alcun codice segreto alla base dell'indagine che si sviluppa nel romanzo. Tutto ruota attorno ad una biografia su sir Isaac Newton, sulla sua ascesa come docente di Cambridge e sulla morte misteriosa di alcuni docenti di quell'università tra gli anni 16 ...continua

    Un altro caso di titolo fuorviante, non c'è alcun codice segreto alla base dell'indagine che si sviluppa nel romanzo. Tutto ruota attorno ad una biografia su sir Isaac Newton, sulla sua ascesa come docente di Cambridge e sulla morte misteriosa di alcuni docenti di quell'università tra gli anni 1664-1668 e altre morti negli anni 2001-2002. Lydia B. è una scrittrice, ex studentessa di Cambridge ed ex collaboratrice di Elizabeth Vogelsang, studiosa del 1600 e autrice di una biografia su Newton. Elizabeth muore annegata prima di terminare il libro e Lydia viene incaricata dal figlio della donna, suo ex amante, di terminare il lavoro della madre. Da qui in poi si intrecciano varie storie, complotti del governo per alcune armi "da laboratorio", gruppi di animalisti alquanto violenti, spiriti che riemergono dal passato. E' un bel romanzo retto da una scrittura solida e "avvolgente", ti impedisce di lasciarlo finché non l'hai terminato, e questo credo sia un buon segno per un buon libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Partenza intrigante e sicuramente un grosso lavoro per trovare riferimenti, personaggi e testimonianze scritte dei tempi di Newton. Procedendo però perde mordente e capacità di coinvolgimento. Poco plausibile anche come remake di una storia di fantasmi di stampo vittoriano.
    Tremendo poi il finale ...continua

    Partenza intrigante e sicuramente un grosso lavoro per trovare riferimenti, personaggi e testimonianze scritte dei tempi di Newton. Procedendo però perde mordente e capacità di coinvolgimento. Poco plausibile anche come remake di una storia di fantasmi di stampo vittoriano. Tremendo poi il finale, che più politically correct non c'è. Perchè tutto sto impianto narrativo per poi aver paura di offendere qualcuno andando fino in fondo. Meglio allora invece di Newton scegliere un personaggio di fantasia e farlo credere reale

    ha scritto il 

  • 1

    In una parola : sconclusionato!

    il Publishers weekly scrive:"Magnifico. Dopo averlo letto, vi augurerete che Rebecca Stott abbia molte altre storie da raccontare:"
    Io rispondo: "... ma anche no!", questo libro è solo una gran confusione! non si capisce come i personaggi si relazionino , dove si trovino nel tempo e nello spazio ...continua

    il Publishers weekly scrive:"Magnifico. Dopo averlo letto, vi augurerete che Rebecca Stott abbia molte altre storie da raccontare:" Io rispondo: "... ma anche no!", questo libro è solo una gran confusione! non si capisce come i personaggi si relazionino , dove si trovino nel tempo e nello spazio, la trama assurda e senza un minimo di logica è buttata lì in modo superficiale ; chi legge si trova ad arrivare arrancando alla fine per poi pensare BOHHHHHH! cara signora Stott o lei cambia modo di scrivere o cambia mestiere....io voto per la seconda!

    ha scritto il 

  • 1

    Tutto sommato non è un libro brutto ma mi sembra sopravvalutato dalla passaparola che lo ha fatto vendere centinaia di migliaia di copia. Ovviamente ci sono romanzi decisamente più appassionanti e trascinanti.

    ha scritto il 

  • 3

    Mentre la parte storica è interessante molto ben documentata e tiene desta l'interesse del lettore, la trama "gialla" resta debole, come se l'autore non ne fosse convinto e l'avesse scritta quasi per aver un pretesto per esporre la sua ricerca su Newton e l'ambinte in cui lo scienziato è vissuto. ...continua

    Mentre la parte storica è interessante molto ben documentata e tiene desta l'interesse del lettore, la trama "gialla" resta debole, come se l'autore non ne fosse convinto e l'avesse scritta quasi per aver un pretesto per esporre la sua ricerca su Newton e l'ambinte in cui lo scienziato è vissuto. .

    ha scritto il 

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