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Il collezionista

Di

Editore: Mondadori

3.6
(149)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804468653 | Isbn-13: 9788804468653 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    gli essere umani non cambiano, quindi la storia si ripete

    Tibor ha un'umorismo particolare e per spiegarti le cose va sempre a rasentare l'assurdità.
    In questo libro la voce narrante è quella di un vaso.
    Tale vase è vecchio di migliaia d'anni e quindi ne ha viste di cotte e di crude.
    Contrappone le genti dei tempi nostri a quelle del p ...continua

    Tibor ha un'umorismo particolare e per spiegarti le cose va sempre a rasentare l'assurdità.
    In questo libro la voce narrante è quella di un vaso.
    Tale vase è vecchio di migliaia d'anni e quindi ne ha viste di cotte e di crude.
    Contrappone le genti dei tempi nostri a quelle del passato,
    snocciolando una serie di catalogazioni e statistiche imperniate su carattere e aspetto fisico.
    Tante le conoscenze e innumerevoli le storie narrate dal coccio.
    Fischer espone le assurdità con un'ottima scrittura.
    Il tutto ruota intorno ad un'iguana congelata e ad un vasetto di barbatietole sottaceto.
    L'avevo già apprezzato nel suo "sotto il culo della rana",
    sicuramente leggerò altro di suo.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 2

    Delle fasi che non ho mai superato (e la cosa non mi preoccupa)

    Intendiamoci: la sottoscritta (lo ammetto spudoratamente) non ha mai (mai) superato la fase animista che solitamente si attraversa attorno ai tre- quattro anni.


    Definisci fase animista: trattasi, per intenderci, di quel momento dell'esistenza di un essere umano in cui il tenero cucciolo d' ...continua

    Intendiamoci: la sottoscritta (lo ammetto spudoratamente) non ha mai (mai) superato la fase animista che solitamente si attraversa attorno ai tre- quattro anni.

    Definisci fase animista: trattasi, per intenderci, di quel momento dell'esistenza di un essere umano in cui il tenero cucciolo d'uomo, dopo essere andato inavvertitamente a sbattere, mettiamo, contro lo spigolo di un tavolo, vi si rivolge apostrofandolo duramente , offeso terribilmente, con profonde espressioni del tipo "cattivo tavolo" o simili, generate dall'incrollabile convinzione che gli oggetti (cattivo tavolo compreso) posseggano un'anima, una volontà, un'esistenza propria e consapevole, insomma.

    A dimostrazione della mia personalissima e fors'anche deprecabile condizione vi confesserò che: la mia bicicletta si chiama Giorgia e siamo amiche da anni; la mia macchina si chiama Marisa e ci stiamo reciprocamente sui co**** da quando ci siamo conosciute; il mio pc si chiama astolfo ed é un tipo riservato e di poche parole; la macchinetta del caffè che abita nella mia cucina si chiama Carmela ed é molto gentile.
    E via dicendo.

    Insomma, non si può certo dire che io non fossi più che predisposta a leggere un libro in cui la protagonista é una ciotola che parla.

    Però.
    Se: la ciotola in questione si rivela di una supponenza al limite della sopportabilità.
    Se: gli esseri umani con cui entra in contatto sono
    a. Delle archeologhe con la stabilità affettiva di un panda in via di estinzione
    b. Una sessuomane priva di qualsiasi profondità storica o psicologica

    E se, in aggiunta a questo, le storie che il suddetto vaso antico ricorda e snocciola boriosamente per tutto il libro sono paragonabili alle peggiori barzellette che hanno come protagonisti un italiano, un inglese e un francese...

    ...bhè, diciamo che quanto meno non è il mio genere, ecco.

    Semplicemente: non è il mio genere.

    (Non se ne abbia a male chi me l'ha consigliato)

    ha scritto il 

  • 4

    occhi che osservano dalla ciotola sullo scaffale...

    Rosa ha sfiga con gli uomini, non che non riesca a interessarli, ma quando arriva al dunque la lasciano là sul più bello, con il dubbio di aver fatto qualcosa di sbagliato


    Nikki è uno strumento di piacere ambulante


    la ciotola sumerica si gode i fuochi d'artificio dallo scaffale in a ...continua

    Rosa ha sfiga con gli uomini, non che non riesca a interessarli, ma quando arriva al dunque la lasciano là sul più bello, con il dubbio di aver fatto qualcosa di sbagliato

    Nikki è uno strumento di piacere ambulante

    la ciotola sumerica si gode i fuochi d'artificio dallo scaffale in alto

    e il lettore si sganascia dalla risate

    tutto qua
    ma vale sicuramente la lettura...

    ha scritto il 

  • 4

    Rosa ha una sfiga in amore che non si capisce. Gente passa per casa sua, la porta a letto, poi prende e sul più bello se ne va. Nikki si fa qualsiasi cosa si muova, uomini, donne, trans, testimoni di geova, chiunque. Piomba a casa di Rosa e scompiglia il tutto finchè il suo passato sadomaso torna ...continua

    Rosa ha una sfiga in amore che non si capisce. Gente passa per casa sua, la porta a letto, poi prende e sul più bello se ne va. Nikki si fa qualsiasi cosa si muova, uomini, donne, trans, testimoni di geova, chiunque. Piomba a casa di Rosa e scompiglia il tutto finchè il suo passato sadomaso torna a cercarla e il suo lesbo-butch passato la salva.
    Una ciotola racconta la storia, infinite leggende e tipologie umane.
    Geniale. Spiace solo che Nikki non completi l'opera totale di ninfomania.

    ha scritto il 

  • 4

    Dotato di una formidabile memoria, colto, collezione dei suoi stessi collezionisti : il vaso co-protagonista di questo romanzo. Amori, sotterfugi, furti, seduzione...un racconto bizzarro e ironico.

    ha scritto il 

  • 5

    Un uomo che scrive un romanzo dal punto di vista di un vaso (esatto, un vaso) e il suddetto romanzo, invece che una stronzata immonda, è uno spasso, mette alla prova la mia eterosessualità.

    (amo', si fa per dire, eh).

    ha scritto il 

  • 5

    L'arte del linguaggio creativo

    Grande prova di scrittura e di linguaggio creativo.
    Fosse mio lo dedicherei alla ragazza che porta un paio di orecchini che evocano un passante intento a lottare per entrare in un edificio in fiamme allo scopo di salvare alcuni bambini rimasti intrappolati dentro.
    La mia ammirazione p ...continua

    Grande prova di scrittura e di linguaggio creativo.
    Fosse mio lo dedicherei alla ragazza che porta un paio di orecchini che evocano un passante intento a lottare per entrare in un edificio in fiamme allo scopo di salvare alcuni bambini rimasti intrappolati dentro.
    La mia ammirazione per Tibor Fischer è così mal dissimulata che potrei serenamente ed esplicitamente renderla manifesta.
    Perchè, di grazia, mi scrivi così di rado?

    ha scritto il