Il colombre

e altri racconti

Di

Editore: Mondadori Scuola

4.1
(474)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804252588 | Isbn-13: 9788804252580 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Erica Gadola

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il fantastico mondo di Buzzati

    Il Colombre, il mostro marino che dà il titolo alla raccolta, fin troppo esemplificativa metafora di tutte le ansie metafisiche di Buzzati, le stesse che troviamo nella sua opera più conosciuta, “Il d ...continua

    Il Colombre, il mostro marino che dà il titolo alla raccolta, fin troppo esemplificativa metafora di tutte le ansie metafisiche di Buzzati, le stesse che troviamo nella sua opera più conosciuta, “Il deserto dei tartari”, insieme a tutti gli altri racconti ci accompagna come una presenza oscura lungo tutte le più varie sfaccettature formali e stilistiche dei vari racconti di questo maestro del narrare breve. A dispetto di un una scrittura colloquiale, apparentemente non colta, con una lingua secca e non artificiosa figlia del suo impiego come cronista al Corriere della Sera (dalla quale molti racconti traggono spunto o ne costituiscono l’olio motore) il fantastico irrompe nel quotidiano, nella consuetudine, nei luoghi conosciuti accendendo una luce che trasfigura la stessa realtà o la sua percezione.
    L’ amaro rimpianto per l’amore mancato del dittatore assoluto che ha il dominio della terra del racconto “E se” è in fondo lo stesso del protagonista del racconto che dà il titolo alla raccolta dove il mostro che il protagonista aveva sempre fuggito, al momento estremo, beffardamente si mostra come la promessa di una felicità arrivata oramai fuori tempo massimo, ormai svanita. Per passare ad ambientazioni Lyncheane del tipo il giardino all’inizio e alla fine del film “Velluto blu” dove sotto un apparente tranquillità, (dentro di noi forse?) pullula la vita, la lotta e la distruzione insita nella natura, questa lotta che agisce invisibile e nascosta sotto un placido velo di pace e serenità, proprio quella che un grande narratore come Buzzati riesce a farci vedere squarciando il velo delle nostre certezze consolidate ed aprendo al fantastico che in molti casi ha aspetti orrorifici o mi viene in mente da un “Torbido amore “ con l’irrompere prepotente dell’enigma nella stessa modalità per chi lo ha visto del film di Glazer “Under the skin” con l’irrompere di un alieno sulla terra a sconvolgere la vita dei malcapitati che gli capitano sotto tiro.
    Paradossi giocati sul filo di speculazioni sull’arte e sulla letteratura stessa ne “Il mago”, isterismi vari, esiti raccapriccianti di dolci ossessioni come in “Schiavo” o “L’ascensore” o ancor di più in “la piccola Circe”, o meno dolci come in “Teddy Boys”, angosciose solitudini ne “Il cane vuoto”, fino alle più intimiste e commosse confessioni in altrettanto bellissimi racconti come “Le gobbe del giardino e “I due autisti”. O semplicemente gli esiti surreali ma sempre giocati e originati da situazioni reali, anzi iper-reali in una visione della realtà che ci circonda paranoica ed ossessiva come nel racconto “il Logorio”. Questo che è un po’ un vero e proprio credo estetico si mostra palesemente infine nel romanzo breve che chiude il volume “Viaggio all‘inferno” tramite l’affascinante espediente della scoperta di una porta dell’inferno durante l’ispezione ai lavori alla metropolitana di Milano. Da qui si apre un mondo sconosciuto dove l’autore si sbizzarrisce per raccontarci un mondo Dantesco e per molti versi così simile al mondo convulso e folle delle nostre città (nella fattispecie Milano) e approfitta per parlarci, forse anche troppo, di sé, delle sue stesse visioni ed ossessioni, speculando continuamente su temi che evidentemente gli stanno a cuore tanto da farci perdere in alcuni casi nel continuo macerare delle sue speculazioni.
    Ogni singolo racconto costruisce un mondo anche dove non ce lo aspetteremmo, lo costruisce perché demolisce quello certo del realismo per aprirci l’altra faccia della realtà. Quella del fantastico con il quale comunque dovremo fare i conti, con la quale ogni opera letteraria che si voglia definire tale, almeno secondo me, deve fare i conti.

    ha scritto il 

  • 4

    Viva i racconti!

    È un peccato che quello del racconto sia un genere non pienamente apprezzato da tutti i lettori.
    In parte, senz’altro per via di gusti letterari personali; in parte, per via di precise strategie edito ...continua

    È un peccato che quello del racconto sia un genere non pienamente apprezzato da tutti i lettori.
    In parte, senz’altro per via di gusti letterari personali; in parte, per via di precise strategie editoriali che ne scoraggiano forse la pubblicazione a favore di quella di opere di più ampio respiro in cui gli editori vedono migliori prospettive commerciali. Eppure a questo bistrattato genere si sono dedicati fior fior di scrittori, sia in epoca passata che in tempi più recenti se non contemporanei (mi vengono in mente, giusto per fare un esempio, i nomi di due premi Nobel per la letteratura: Grazia Deledda e Alice Munro).
    Dino Buzzati, indubbiamente, è tra gli autori che hanno saputo rendere un’arte lo scrivere narrativa breve. Infatti, se da un lato il suo nome è legato a famosi romanzi sempre in auge, di cui è persino superfluo citare i titoli, dall’altro è stato reso grande anche da una notevole quantità di racconti all’attivo. Molto bella e godibile questa sua raccolta che spazia dal mare aperto al chiuso di un sanatorio, dall’alto dei cieli all’inferno meno prevedibile, dal deserto più misterioso alle anonime strade di qualche città d’oltreoceano. Vari i temi trattati, da quelli storici a quelli fantastici, sacri e profani, e tanti gli spunti di riflessione emersi.
    Ironica e inquietante, malinconica e spiazzante, la penna di Buzzati ci regala piccole storie senza tempo che, talmente spesso sono intense, sembrano riempire più di una manciata di pagine, a partire da “Il colombre”, un vero gioiello che ho ritrovato con sommo piacere dopo quasi trent’anni; ma non sfigurano nemmeno diversi altri titoli contenuti in questo libro, tra cui “Il cane che ha visto Dio”, “Il re a Horm el-Hagar”, “La creazione”, “Appuntamento con Einstein” e “Sette piani”. Nel complesso, davvero una piacevolissima lettura che, per chi come me ama la narrativa racchiusa in angusti spazi, conferma la validità di un genere letterario di tutto rispetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Buzzati è sempre Buzzati

    Che io adoro. Quindi sono di parte!!!

    Una raccolta di racconti. L'ennesima.
    Fra tutti spicca IL COLOMBRE, ma ce ne sono di altrettanto belli. Faccio fatica a preferire questo ...continua

    Buzzati è sempre Buzzati

    Che io adoro. Quindi sono di parte!!!

    Una raccolta di racconti. L'ennesima.
    Fra tutti spicca IL COLOMBRE, ma ce ne sono di altrettanto belli. Faccio fatica a preferire questo o quello.

    Solita scrittura semplice e molto incisiva di Buzzati, ciò che sempre colpisce e stupisce nel mondo dell'editora in cui, spesso, la bravura di uno scrittore si misura dal numero di paroloni e di concetti difficili che troviamo nelle pagine lette.
    Qui la semplicità è invece segno di profondità, d'intelligenza sopraffina, di sensibilità e di idee intriganti e modernissime.
    Una delizia per gli occhi, il cuore ed il cervello.

    ha scritto il 

  • 5

    Buzzati non delude!

    Dino Buzzati non delude mai, soprattutto quando scrive racconti brevi: questa raccolta contiene oltre cinquanta storie, che spaziano per genere, protagonisti e vicende: dalla parabola della creazione ...continua

    Dino Buzzati non delude mai, soprattutto quando scrive racconti brevi: questa raccolta contiene oltre cinquanta storie, che spaziano per genere, protagonisti e vicende: dalla parabola della creazione dell'uomo alla comparsa del mostro marino alla Melville, dalle angosce del giornalista alla terza guerra mondiale, dall'infanzia dell'uomo più crudele del mondo alla giacca magica, dalla sconvolgente violenza che si cela nella natura alle storie di santi in Paradiso, fino ai divertissements sull'amore totale, sulla vecchiaia e sull'ambizione umana.
    Tante sono le suggestioni che questo libro contiene, così come variegati sono i registri utilizzati e la molteplicità di trame. Il colombre è uno di quei libri da tenere sempre sul comodino e, periodicamente, riaprire per respirarne i contenuti.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/03/il-colombre-anno-ii-lettura-16.html?showComment=1362991869709#c1621145781231234011

    ha scritto il 

  • 4

    Letto a scuola in seconda media (con Suor Liana che era una grande!) non l'ho amato tanto all'epoca, forse era un po' presto, però ne conservo un ricordo piuttosto vivo.
    Scrittore interessante, Buzzat ...continua

    Letto a scuola in seconda media (con Suor Liana che era una grande!) non l'ho amato tanto all'epoca, forse era un po' presto, però ne conservo un ricordo piuttosto vivo.
    Scrittore interessante, Buzzati, anche se di suo non ho letto altro (un tentativo con Il deserto dei tartari l'avevo fatto, ma mi metteva angoscia!)
    Forse prima o poi però riproverò, in ogni caso questi racconti li consiglio: si leggono bene, lasciano a volte un po' confusi, ma in maniera piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro amaro, angosciante. Via via che scorri i racconti inizi ad individuare una trama di fili: richiami tra le varie storie accomunate spesso da un sottile umorismo e da un destino feroce che togl ...continua

    Un libro amaro, angosciante. Via via che scorri i racconti inizi ad individuare una trama di fili: richiami tra le varie storie accomunate spesso da un sottile umorismo e da un destino feroce che toglie ogni speranza.
    Nella mente restano scolpite delle immagini in modo indelebile: la ragazza che precipita, la macchina che si schianta... E' come se ogni racconto fosse un dipinto che con la sua immediatezza penetra nel lettore.

    L'ultimo racconto "Viaggi agli inferni del secolo", decisamente più lungo degli altri, è come un sigillo di chiusura: la speranza è tagliata fuori, resta l'amaro in bocca e la sensazione del fiato che viene a mancare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Buzzati più anziano, più cupo, che si sente prossimo alla morte e che ci vuol lasciare le sue ultime parole.
    Questo si evince dalla lettura dei racconti, i più belli, del Colombre.
    Altri racconti i ...continua

    Un Buzzati più anziano, più cupo, che si sente prossimo alla morte e che ci vuol lasciare le sue ultime parole.
    Questo si evince dalla lettura dei racconti, i più belli, del Colombre.
    Altri racconti invece un po' sottotono rispetto alle alte vetta a cui Dino ci ha abituato.
    Nel complesso però il libro è molto bello, leggero e toccante.

    ha scritto il 

  • 5

    Il colombre
    La creazione
    La lezione del 1980
    Generale ignoto
    L'erroneo fu
    L'umiltà
    E se?
    Riservatissima al signor direttore
    L'arma segreta
    Un torbido amore
    ...continua

    Il colombre
    La creazione
    La lezione del 1980
    Generale ignoto
    L'erroneo fu
    L'umiltà
    E se?
    Riservatissima al signor direttore
    L'arma segreta
    Un torbido amore
    Povero bambino!
    Il seccatore
    Il conto
    Week-end
    Il segreto dello scrittore
    Storielle della sera
    Cacciatori di vecchi
    L'uovo
    Diciottesima buca
    La giacca stregata
    Il cane vuoto
    Dolce notte
    L'ascensore
    I sorpassi
    L'ubiquo
    Il vento
    Teddy boys
    Il palloncino
    Suicidio al parco
    Il crollo del santo
    Schiavo
    La Torre Eiffel
    Ragazza che precipita
    Il mago
    La barattola
    L'altare
    Le gobbe in giardino
    Piccola Circe
    Il logorio
    Quiz all'ergastolo
    Jago
    Progressioni
    I due autisti
    VIAGGIO AGLI INFERNI DEL SECOLO

    I - Un servizio difficile
    II - I segreti della <<MM>>
    III - Le diavolesse
    IV - Le accelerazioni
    V - Le solitudini
    VI - L'Entrümpelung
    VII - Belva al volante
    VIII - Il giardino

    ha scritto il 

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