Il combattimento

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.9
(148)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 244 | Formato: Altri

Isbn-10: 888490207X | Isbn-13: 9788884902078 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
Nel 1975 il grande Muhammad Ali, alias Cassius Clay, incontrò sul ring diKinshasa, nello Zaire, un altro campione, George Foreman. Quest'ultimo siserviva del silenzio, della tranquillità e dell'intelligenza per intimoriregli avversari. E non era mai stato sconfitto prima. Muhammad Ali era alculmine della sua potenza fisica, della sua arroganza e del suo talento. Dueuomini, due grandi campioni e due personalità opposte ma entrambestraordinarie. Questo libro descrive la preparazione, il clima, la tensionedelle settimane che precedettero l'evento, l'allenamento, il comportamento deidue rivali e, infine, l'evento stesso.
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  • 4

    Il combattimento di Alì contro Foreman in quel di Kinshasa è probabilmente l'incontro pugilistico più famoso della storia. Mailer ne La sfida trasmette in pieno l'atmosfera del The Rumble in the Jungl ...continua

    Il combattimento di Alì contro Foreman in quel di Kinshasa è probabilmente l'incontro pugilistico più famoso della storia. Mailer ne La sfida trasmette in pieno l'atmosfera del The Rumble in the Jungle, cogliendo efficacemente le implicazioni politiche e sociali di una sfida epica. Come ulteriore merito i capitoli sull'incontro vero e proprio sono praticamente perfetti: sembra quasi di stare a bordo ring.
    Uno dei migliori libri sportivi che mi sia capitato di leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Norman Mailer racconta la sfida Alì - Foreman, disputata in Africa nel 1975, evento storico, probabilmente quello che si può definire "il match più importante nello sport della boxe".
    Racconta l'episo ...continua

    Norman Mailer racconta la sfida Alì - Foreman, disputata in Africa nel 1975, evento storico, probabilmente quello che si può definire "il match più importante nello sport della boxe".
    Racconta l'episodio sportivo, con l'attesa, lo svolgimento e la conclusione, ma, nel contempo, illustra la situazione politica e sociale di quegli anni.
    Molto interessante, tuttavia ho dato solo tre stelle, forse per le aspettative troppo elevate visto che mi era stato descritto come un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    “Ali boma yé, Ali boma yé”

    Il 29 ottobre del 1974, a Kinshasa, Zaire (che oggi sarebbe la Repubblica Democratica del Congo) si disputò quella che sarebbe passata alla storia come “The Rumble in the Jungle”; ovverosia, l’incontr ...continua

    Il 29 ottobre del 1974, a Kinshasa, Zaire (che oggi sarebbe la Repubblica Democratica del Congo) si disputò quella che sarebbe passata alla storia come “The Rumble in the Jungle”; ovverosia, l’incontro di pugilato fra il campione del mondo in carica George Foreman e Mohammad Ali. Il fu Classius Clay, nel 1967 si era visto strappare di dosso la cintura di campione del mondo come ritorsione al suo rifiuto di arruolarsi nell’esercito per andare a combattere in Vietnam (“I Vietcong non mi hanno mai chiamato negro”). Dopo tre anni e mezzo gli fu finalmente riconsegnata la licenza per combattere ma il suo primo tentativo di riprendersi il titolo lo vide perdente contro Joe Frazier. Nel frattempo, un giovine virgulto texano, dopo essersi aggiudicato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Messico ’68, si era preso lo scettro di campione del mondo massacrando lo stesso Frazier.

    L’incontro tra Foreman e Ali era attesissimo, era stato presentato come un evento epocale, e non fu certo per caso se un grande scrittore come Norman Mailer lo seguì passo passo. A Kinshasa, casa del dittatore Mobutu, non si sarebbero affrontati solo due grandi pugili ma due modi di intendere la vita. Foreman era silenzioso, mentre Ali parlava e parlava e parlava; Foreman si teneva a debita distanza dall’agone politico, mentre Ali ci sguazzava dentro come un’anatra nello stagno (tanto da autodefinirsi il Kissinger nero - Ali era convinto di poter fare tanto per il “suo popolo”; e lo fece), Foreman era dotato di una forza sovrumana e colpiva duro come nessuno, mentre Ali era agile e veloce (“Vola come una farfalla e pungi come un’ape” gli ripeteva il suo allenatore). Ali rappresentava una figura di riferimento per i neri (e aveva dalla sua tutto il tifo degli africani) mentre Foreman era visto come una specie di rinnegato tutto preso dalla voglia di compiacere l’uomo bianco. E poi Foreman aveva 25 anni mentre Ali ne aveva 32 e, in fondo, un po’ tutti (tranne i simpatizzanti a vario titolo del Ku Klux Klan) parteggiavano per Ali, ma temevano non tanto la sua sconfitta quanto la sua dipartita.

    “La sfida”, di Norman Mailer, è un appassionante reportage su quel match. L’autore ci porta con sé nel cuore dell’Africa e ci racconta dei preparativi, degli allenamenti sostenuti dai due contendenti e, in fine, dell’incontro vero e proprio. Tuttavia, se avesse scritto solo di questo, dubito che il suo libro sarebbe diventato tanto famoso/importante. Al contrario, Mailer colse l’occasione per ragionare di questioni sociali e in particolare della situazione dei neri in America, regalandoci un’opera adatta anche a quelli che non hanno mai fatto a pugni o visto un incontro di boxe in TV.

    https://www.youtube.com/watch?v=EAXTvi2W6JA

    ha scritto il 

  • 2

    sono andata avanti principalmente per la prosa di mailer, avevo già visto il documentario che ne è stato tratto e - per una volta - il film funziona meglio del libro. Qui la portata sociale e politica ...continua

    sono andata avanti principalmente per la prosa di mailer, avevo già visto il documentario che ne è stato tratto e - per una volta - il film funziona meglio del libro. Qui la portata sociale e politica del match di Kinshasa emerge solo tra le righe, e non si avverte la pressione di Ali dovuta ai lunghi anni passati lontano dal ring. In compenso i tipi umani dei due pugili e relativi entourage sono resi meravigliosamente; l'ideale, credo, sia leggere il libro e poi guardare Quando eravamo re'.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi non ha il coraggio di accettare dei rischi non conclude nulla nella vita

    Avevo letto Moehringer sulla vita di Agassi e l'avevo trovato un buon libro. Chi lo ha iper stellato, si procuri La sfida, scommetto che a fine lettura darà una ritoccatina al firmamento. Norman Maile ...continua

    Avevo letto Moehringer sulla vita di Agassi e l'avevo trovato un buon libro. Chi lo ha iper stellato, si procuri La sfida, scommetto che a fine lettura darà una ritoccatina al firmamento. Norman Mailer racconta dell'incontro di pugilato più famoso della storia: The Rumble in The Jungle, disputato da Muhammad Alì e George Foreman il 30 ottobre 1974 a Kinshasa. Quando nel terzo capitolo comincia a parlare di sé in terza persona, diventa irresistibile
    “Ora, il nostro uomo di saggezza aveva un vizio. Scriveva di se stesso. Non solo descriveva gli eventi ai quali si trovava ad assistere, ma anche il piccolo effetto che lui stesso aveva su tali eventi. Ciò irritava i critici. Parlavano di viaggi dell’ego e della dimensione poco attraente del suo narcisismo. Queste critiche non gli facevano troppo male. Lui aveva già avuto una storia d’amore con se stesso nella quale aveva esaurito una buona quantità di sentimento.”
    Il nostro uomo di saggezza è uno che scrive con i pennarelli colorati, mica con la penna d'oca
    -silenzio tra il pubblico (simile a quello che scende nella foresta dopo uno sparo)
    Portatemi a cena dove servono similitudini come questa e io a fine pasto andrò in cucina a complimentarmi con il cuoco e in seguito, aprirò Anobiiadvisor per cercare il ristorante, accendere tutte le stelle ed esagerare sulla location e la cortesia dei camerieri.
    E' uno spasso leggere l'ironico Mailer che lentamente si fa serio per proporre un'interessante riflessione antropologica sui neri d'America e quelli d'Africa. The Match non è un semplice resoconto, spazia dalla politica, alla società che sta cambiando. Mailer analizza con bravura tutti gli uomini al seguito dei due pugili, ne mette in luce qualità e difetti, ci accompagna nelle galleria dei pesi massimi che hanno fatto la storia della boxe, arrivando infine al giorno del The Rumble in The Jungle. La maestria con cui il nostro uomo di saggezza racconta la sua interazione con Foreman e Alì, nei giorni che precedono l'incontro, rende il libro molto piacevole da leggere. Durante la narrazione ho contato cinque omaggi ad Hemingway con toni dall'ossequioso, al critico passando per il divertito.
    Un altro aspetto interessante del libro è il rapporto fra sport e superstizione. Da sempre presente nelle varie discipline, qui si impasta con la stregoneria nera e con concetti quali Kuntu, nommo, n'golo. Mailer, di nuovo, è bravo a far emergere lo scettico punto di vista occidentale nei confronti di queste credenze. Il libro deve molto al piccolo effetto dell'autore sugli eventi: quell'effetto diventa romanzo, contribuisce a dare respiro e leggerezza alla storia ed essa «vola come una farfalla, punge come un’ape» (*1)
    Congratulazioni a Mailer e ad Alfredo Colitto per la bella traduzione.

    (*1)
    Verso la metà dell’ultimo round si fece risentire Bundini. Ben noto ai lettori delle pagine sportive (era l’inventore di: «Vola come una farfalla, pungi come un’ape») aveva di solito una personalità ancora più intensa per centimetro quadrato di quella di Ali.
    [300]

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo reportage della leggendaria sfida Alì-Foreman.
    Non si limita ovviamente solo all'incontro (peraltro narrato magistralmente), ma a tutto quello che è venuto prima.
    Scrittura brillante e acuta, ...continua

    Stupendo reportage della leggendaria sfida Alì-Foreman.
    Non si limita ovviamente solo all'incontro (peraltro narrato magistralmente), ma a tutto quello che è venuto prima.
    Scrittura brillante e acuta, il libro si divora e sembra di avere vissuto anche noi, in prima persona, quelle settimane eccezionali nel Congo/Zaire.

    ha scritto il 

  • 4

    La sfida

    Non mi intendo di boxe e non ho mai provato una gran simpatia per Cassius Clay-Muhammad Alì, ritenendolo (a torto o a ragione) uno sbruffone di grande talento.
    Eppure questo reportage romanzato, che f ...continua

    Non mi intendo di boxe e non ho mai provato una gran simpatia per Cassius Clay-Muhammad Alì, ritenendolo (a torto o a ragione) uno sbruffone di grande talento.
    Eppure questo reportage romanzato, che francamente ha che fare con la boxe solo marginalmente ed è comprensibile anche dai profani come il sottoscritto, mi ha colpito per almeno due ragioni.
    In primo luogo l'ego smisurato di Mailer riscontrato in altri romanzi qui si fa piccolo piccolo, quasi prostrato all'ombra del gigante di Louisville: è evidente il fascino che Alì esercita sullo scrittore, e non si tratta solo di una suggestione sportiva.
    Il secondo punto riguarda proprio il carisma di Alì, quasi soverchiante se paragonato a quello del riservato Foreman: Alì è stato in grado di usare la sua fama per ergersi a simbolo della lotta di classe, trasformando l'evento sportivo in un grande momento di aggregazione degli uomini di colore, e rendendo l'incontro in sé in una rivincita dell'Africa intera contro la potenza nordamericana.
    Sì, forse l'Alì pubblico era uno spaccone, ma quella era la sua missione: ergersi a simbolo invincibile per dare forza e speranza alla sua gente.
    Sempre meglio di alcuni sportivi pallonari dei nostri giorni, fanfaroni ignoranti che si accontentano di immortalarsi in un selfie con l'eccentrico SUV e la sciacquetta di turno.

    ha scritto il 

  • 5

    La sfida del genio

    Cassius Clay o Muhammad Alì che lo si voglia chiamare, resta comunque il genio del pugilato. La sfida contro Foreman un capolavoro e il racconto scritto da Norman Mailer un brano sportivo d'altri temp ...continua

    Cassius Clay o Muhammad Alì che lo si voglia chiamare, resta comunque il genio del pugilato. La sfida contro Foreman un capolavoro e il racconto scritto da Norman Mailer un brano sportivo d'altri tempi. Si legge come una storia di avventura, si coglie ogni sfumatura del prima-durante-dopo incontro, si conosce lo spirito dell'Africa. Geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    Rumble in the Jungle.

    Un romanzo storico, un reportage sportivo, una commedia moderna...uno dei migliori libri in circolazione per gli appassionati del genere.
    Chi ama la boxe sarà felice delle descrizioni da bordo campo e ...continua

    Un romanzo storico, un reportage sportivo, una commedia moderna...uno dei migliori libri in circolazione per gli appassionati del genere.
    Chi ama la boxe sarà felice delle descrizioni da bordo campo e delle rivelazioni da backstage, ma chi è interessato alla cultura in generale, sarà soddisfatto di trovare fra le righe un'analisi d'epoca, ricca di riferimenti e citazioni e descritta in maniera sapiente ed angosciante.
    L'incontro fra le corde è soltanto il movente di uno dei migliori scritti del settore.

    ha scritto il