Il commissario Bordelli

Di

Editore: Guanda, I Narratori della Fenice

3.6
(1000)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8882462064 | Isbn-13: 9788882462062 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Firenze, estate 1963. La città è deserta per le vacanze e assediata dal caldoe dalle zanzare. Il commissario Bordelli passa la notte a rigirarsi nellelenzuola, dopo giornate di banale routine estiva sbrigata da quei pochirimasti, come il poliziotto Mugnais e il nuovo arrivato, Piras. Quand'ecco cheuna telefonata gli annuncia una morte misteriosa: una ricca signora vienetrovata morta, accanto al letto un bicchiere con le gocce per l'asma e sulcomodino il flacone perfettamente chiuso. Ma è difficile pensare a un attaccoimprovviso della malattia, come spiega l'anatomopatologo. Bordelli indaga suisingolari personaggi che frequentavano la villa della donna, tutti dotati diun alibi di ferro, ma c'è qualcosa che non lo convince.
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  • 4

    Mi ha creato un po' di assuefazione ! molto, molto carino.

    A volte penso :"cos'è che mi piace in un libro?" e colto da una vena da critico professionista mi rispondo "la trama avvincente, l'immedesimazione nei personaggi, le emozioni che suscita, l'argome ...continua

    A volte penso :"cos'è che mi piace in un libro?" e colto da una vena da critico professionista mi rispondo "la trama avvincente, l'immedesimazione nei personaggi, le emozioni che suscita, l'argomento trattato, l'ambientazione, il modo di scrivere" e potrei continuare.
    Tutto vero ma la risposta è più semplice: un libro mi piace "quando mi piace!"

    Scritta l'idiozia giornaliera, un classico esempio di quanto detto è questo libro di mr Vichi (che mi ricorda il cartone animato del bambino vichingo coi capelli rossi ma non credo centri nulla!!!). È semplice, lineare, simpatico, sentimentale, coinvolgente, il tutto senza eccessi ma ti ritrovi con la voglia di leggerlo in ogni momento! Bordelli (il protagonista) mi ha ricordato subito il commissario Ballistreri (di Costantini), Montalbano e, verso la fine del libro, la signora Fletcher, come si fa a non amarlo?!

    Non assegno le famose 5 stelle per un banalissimo motivo: mi aspettavo un colpo di scena finale che invece non c'è stato e ci sono rimasto un po' male, ma con i decimali sarebbe da 4,8.
    Bravo Vichi il vichingo, ci rivedremo presto.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un commissario ex partigiano solitario e dall’animo buono, un’anziana signora molto ricca morta nel sonno, un movente fin troppo facile per i sospettati, indizi difficili da trovare per i ...continua

    Ingredienti: un commissario ex partigiano solitario e dall’animo buono, un’anziana signora molto ricca morta nel sonno, un movente fin troppo facile per i sospettati, indizi difficili da trovare per incolparli.
    Consigliato: a chi vuole la giusta conclusione ad ogni crimine e ingiustizia, a chi cerca un giallo scorrevole, lineare e ordinato.

    ha scritto il 

  • 3

    Un commissario gentiluomo

    Un libro giallo a tinte chiare. Lettura scorrevole con molte riflessioni e divagazioni sulla vita al di fuori del commissariato per il protagonista. Molte sono i ricordi sul suo passato durante la gue ...continua

    Un libro giallo a tinte chiare. Lettura scorrevole con molte riflessioni e divagazioni sulla vita al di fuori del commissariato per il protagonista. Molte sono i ricordi sul suo passato durante la guerra (lo stesso Franco Bordelli ringrazia Marco Vichi per la presenza di questi episodi atti a ricordare cosa è stata la guerra con una lettera all'autore).

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro che leggo di Vichi e del Commissario Bordelli e mi è piaciuto molto, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nella resa dell'Italia degli anni '60. Un po' più fiacca la trama ...continua

    Primo libro che leggo di Vichi e del Commissario Bordelli e mi è piaciuto molto, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nella resa dell'Italia degli anni '60. Un po' più fiacca la trama gialla. Non so quanti dei bei personaggi di contorno torneranno negli altri episodi. Immagino che Diotallevi e Piras ci saranno, ma spero di ritrovare anche Dante, Rosa, Botta e chissà magari anche Annina ed Elvira

    ha scritto il 

  • 3

    Primo romanzo di Vichi che affronto e l'ho trovato carino. Lettura leggera e scorrevole, ci si affeziona facilmente al commissario Bordelli. Forse mi aspettavo una soluzione del caso un pò più articol ...continua

    Primo romanzo di Vichi che affronto e l'ho trovato carino. Lettura leggera e scorrevole, ci si affeziona facilmente al commissario Bordelli. Forse mi aspettavo una soluzione del caso un pò più articolata.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo sentito nominare Vichi ma non avevo letto mai nulla, questo l'ho comprato per caso e devo dire che non è male anche se non eccelle. Leggerò altre cose del commissario Bordelli prima di giudicare ...continua

    Avevo sentito nominare Vichi ma non avevo letto mai nulla, questo l'ho comprato per caso e devo dire che non è male anche se non eccelle. Leggerò altre cose del commissario Bordelli prima di giudicare appieno.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Avevo letto diversi romanzi dei giallisti toscani (Gori, Gucci, Malvaldi, Montani, ecc.), e vivevo come una grave lacuna quella di non aver ancora letto alcun romanzo di Marco Vichi che avesse per pro ...continua

    Avevo letto diversi romanzi dei giallisti toscani (Gori, Gucci, Malvaldi, Montani, ecc.), e vivevo come una grave lacuna quella di non aver ancora letto alcun romanzo di Marco Vichi che avesse per protagonista il "mitico" commissario Bordelli, che tra l'altro compare anche in altri libri di Gori. Ebbene, la delusione è stata piuttosto grande. Uno stile semplice semplice, da buon "compito scolastico", una scrittura che non appassiona, una vicenda gialla striminzita striminzita, pochissimi personaggi (per lo più macchiettistici), qualcuno dei quali addirittura inutile. Pagine e pagine di eventi inutili, mancanza evidente di caratterizzazione dei personaggi (si staglia appena appea l'"umanità" dei tanti ex carcerati e di Bordelli). Lo stesso Bordelli è una figura piuttosto abbozzata e tagliata con l'accetta, un anticonformista progioniero di malinconia e nostalgia (pedanti e ripetitivi gli inserti in cui emerge questo ripensare al passato). Da qualche personaggio ci si sarebbe aspettato di più e invece... puff! sparisce nella massa.
    Insomma, un libro (e un personaggio) decisamente sopravvalutati, nonostante il successo che hanno fatto. Se volete leggere di buoni gialli toscani, scritti molto bene, con personaggi ben più calibrati, ambientazioni realistiche e vive, non soffermatevi certo su Vichi: ricorrete piuttosto agli altri scrittori che ho ricordato all'inizio della recensione. Il più simile per impostazione alle storie di Vichi è Leonardo Gori, ma quanto è più talentuoso Gori, quanto più belli i suoi personaggi, quanto più strutturate e complesse le vicende, quanta più padronanza ha Gori della materia narrativa (dal punto di vista dello stile, del contenuto, dei personaggi, della profondità, della capacità evocativa) rispetto a Vichi! E il suo personaggio, Bruno Arcieri è di una complessità e umanità unica se paragonato al bozzettistico, macchiettistico e superficiale Bordelli! Tra Gori e Vichi, scelgo Gori tutta la vita!

    ha scritto il 

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