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Il compagno

Di

Editore: Einaudi

3.8
(1003)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806189271 | Isbn-13: 9788806189273 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Al contrario dell'ingegnere Stefano de Il carcere o del professor Corrado de La casa in collina, il protagonista de Il compagno non è un intellettuale. Qui Pavese immagina un giovanotto piccolo-borghese, scioperato e incolto, messo di fronte alle proprie responsabilità. Pablo, chiamato così perché suona la chitarra, vive a Torino, la città in cui è nato, ma soffre il disagio esistenziale di un'epoca, tra la guerra di Spagna e la Seconda guerra Mondiale, in cui il regime fascista continua a perdere presa sul popolo e quel consenso entusiasta che era stato fonte di sicurezza inizia a creparsi. Pablo cerca di chiudere gli spiragli, di colmare quelle mancanze ideologiche che causano spaesamento e disagio. Lascia Torino alla volta di Roma, e qui, nella confusione, s'inventa una disciplina, per tornare alla città natale più motivato e deciso a fare effettivamente qualcosa. Il compagno non è il miglior libro di Pavese ma uno dei più commoventi, lo stesso autore ne Il mestiere di vivere lo riconosce, parlandone con vibrante compostezza : "8 ottobre 1948. Riletto, ad apertura di pagina, pezzo del Compagno. Effetto di toccare un filo di corrente. C'è una tensione superiore al normale, folle, uno slancio continuamente bloccato. Un ansare."
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  • 4

    Letture torinesi in quel di Berlino

    Lo dice l'incipit. Non è il miglior romanzo di Pavese. Per quanto sia il più politico (politico poi è da vedere, perché chi non vive da vicino certe situazioni - o chi non le ha vissute attraverso i propri cari - non può comprenderlo fino in fondo).
    Da "privilegiata" in senso territoriale ( ...continua

    Lo dice l'incipit. Non è il miglior romanzo di Pavese. Per quanto sia il più politico (politico poi è da vedere, perché chi non vive da vicino certe situazioni - o chi non le ha vissute attraverso i propri cari - non può comprenderlo fino in fondo).
    Da "privilegiata" in senso territoriale (nel senso che conosco bene i torinesi, nonché la loro elegante deboscia) posso dire che la figura di Pablo è perfetta in ogni suo tratto. La lentezza del pensiero, delle risposte, dell'atto in generale, rappresenta al meglio la figura del giovane torinese che agisce un po' alla volta, e non si sbilancia mai.
    Afferrato dalla libreria di un amico a Berlino durante le vacanze, portato in giro per la capitale, posato in una panchina di Alexanderplatz, sull'erba del Tiengarten, aperto sotto l'arco di Brandeburgo. La bellezza dei libri sta anche nei posti in cui li si legge. Si, non eccezionale, ma per la sottoscritta carico di ricordi

    ha scritto il 

  • 0

    Il romanzo è chiaramente diviso in due parti.
    Nella prima Pablo è un ragazzo al bivio, senza interessi o passioni, che vive a Torino suonando la chitarra fra un'osteria e l'altra.
    Nella seconda Pablo è a Roma, fuggito da Torino dopo aver incontrato e subito la sua prima vera passione: ...continua

    Il romanzo è chiaramente diviso in due parti.
    Nella prima Pablo è un ragazzo al bivio, senza interessi o passioni, che vive a Torino suonando la chitarra fra un'osteria e l'altra.
    Nella seconda Pablo è a Roma, fuggito da Torino dopo aver incontrato e subito la sua prima vera passione: Linda.
    C'è un equilibrio narrativo fra le due parti, non solo quantitativo ma anche qualitativo. L'ago della bilancia lo spezza il titolo: il compagno. Termine con connotazione ovviamente politica perché Pablo, a Roma, trasforma quella continua tensione al rinnovamento di sé presente a Torino in una partecipazione attiva all'antifascismo romano divenendo, appunto, un "compagno".
    C'è tutto Pavese qua: la tragicità della vita, dell'essere nella vita, del rapporto uomo-donna; c'è il carcere; c'è sopratutto l'educazione umana.

    ha scritto il 

  • 1

    Che sòla.

    Ma di cosa parla esattamente questo libro? Della formazione di Pablo? Come avviene esattamente? Com'era il protagonista, Pablo, all'inzio del libro? Come si differenzia esattamente dal Pablo alla fine? Perchè prende coscienza politica? D'accordo. Ma perchè esattamente questo avviene? Che cosa è c ...continua

    Ma di cosa parla esattamente questo libro? Della formazione di Pablo? Come avviene esattamente? Com'era il protagonista, Pablo, all'inzio del libro? Come si differenzia esattamente dal Pablo alla fine? Perchè prende coscienza politica? D'accordo. Ma perchè esattamente questo avviene? Che cosa è che lo fa scattare? Chi sono tutti i personaggi che gli stanno attorno, di cui non si capisce nè cosa fanno, nè cosa li muove, cosa li interessa? Lo stesso Pablo, ma chi è costui? Uno che "ama la vita" ? Uno che suona la chitarra, che va per bar a divertirsi - ma che è talmente scialbo che non è possibile che si tratti della stessa persona. Un libro vuoto. Inutile. Ingiustamente celebrato. Leggo poi sul retro di copertina: "Amelio, l'amico che sa realizzarsi nella vita." Cioè? Come? Non si capiva chi fosse prima dell'incidente e poi dopo l'incidente tutto quello che sappiamo di lui è che va a vivere al pian terreno per via delle gambe e che lavora in un negozio. "Linda, forse il più bel personaggio femminile di Pavese". Davvero? Ma chi è Linda? Una smorfiosa buona a fare il broncio e nient'altro. Infine leggo dal pugno stesso di Pavese: "Il presente libro è la storia di un'educazione e di una scoperta. Come i giovani delle classi colte borghesi maturassero alla vita e alla storia negli ultimi anni del fascismo, ci è stato raccontato da molti. Resta a tutt'oggi da indagare come ci siano arrivati gli altri - i proletari e gli incolti. L'autore di questo libro si illude di esserci riuscito, ma ha provato." No, l'autore di questo libro ci ha sicuramente provato, ma non ci è riuscito.

    ha scritto il 

  • 5

    Come un martello

    Ho letto ormai sei libri di Cesare,e ormai la mia impressione è che lui abbia conosciuto nella sua vita un numero infinitesimale di gente - che può essere Deola al bar, Pablo con la chitarra o Cate silenziosa e ignorante - e che sia riuscito a collocarli, concretamente, solo attraverso un periodo ...continua

    Ho letto ormai sei libri di Cesare,e ormai la mia impressione è che lui abbia conosciuto nella sua vita un numero infinitesimale di gente - che può essere Deola al bar, Pablo con la chitarra o Cate silenziosa e ignorante - e che sia riuscito a collocarli, concretamente, solo attraverso un periodo storico che a lui è evidentemente costato parecchio. I libri di Pavese si possono sovente trovare noiosi. "La bella estate" è stato il primo libro suo che ho letto, e una volta concluso ho pensato: "Eh beh? Non parla assolutamente di niente. Ma è meraviglioso". Più precisamente, sento questo autore particolarmente vicino e non riesco a trascurare - anche nei suoi romanzi apparentemente "nulli", un qualcosa di correlato tra me e lui.
    Sarà assurdo, sarà infantile, ma io sostengo che Cesare Pavese abbia amato ogni singola persona incontrata per strada, cogliendone più o meno l'essenza. Questo non è già abbastanza?

    ha scritto il 

  • 0

    All’inizio pensi la prima parte si poteva tagliare parecchio, poi anche la seconda, poi che il libro poteva anche non scriverlo, alla fine concludi che non è speciale ma qualcosa di interessante forse ce l’aveva.
    Nella prima parte ti lascia solo un senso di vacuità, Pablo che gironzola con ...continua

    All’inizio pensi la prima parte si poteva tagliare parecchio, poi anche la seconda, poi che il libro poteva anche non scriverlo, alla fine concludi che non è speciale ma qualcosa di interessante forse ce l’aveva.
    Nella prima parte ti lascia solo un senso di vacuità, Pablo che gironzola con gli amici, Pablo che va ai bar, Pablo che balla con una ragazza, il grigiore di una vita che non ha un senso e perciò impiega il tempo a stravaccarsi qua e là cercando di andare avanti, tempo inutile; più o meno le sensazioni che prova il lettore a leggere questa parte. Vabbè, però ha il senso di raccontare questo vuoto, lo squallore di una gioventù allo sbaraglio in un mondo vacuo, il disagio esistenziale eccetera eccetera.
    Nella seconda parte va un po’ meglio, lo stile è sempre quello, frasi secche che si susseguono rapidamente senza soffermarsi su niente, non c’è molta sostanza, tanto che evaporano immediatamente senza lasciare un granchè; però qualche contenuto in più c’è, Pablo va a Roma e inizia a prendere coscienza di sé e di una nuova vita, di un nuovo modo di vedere il mondo, vuole capire come vanno le cose; “Bisogna studiare, non le sciocchezze che insegnavano a noialtri, ma com’è che si legge il giornale, com’è fatto un mestiere, chi comanda nel mondo…per saper fare a meno di quelli che studiano, per non farsi fregare da loro”
    Però anche questo tema va come gli altri, scorre veloce e non ti entra.
    Che dire, bello non è, forse se si riuscisse a entrare nel suo ritmo saprebbe raccontarti quello che voleva dirti, io ho visto scorrere veloce tanto grigio e poi passato via mi è venuto il dubbio che forse aveva appena un briciolo di potenzialità, nient’altro.

    ha scritto il 

  • 4

    la crescita di Pablo

    Pablo, un ragazzo dall'età indefinita, vive a Torino, la famiglia ha un tabacchi e lui passa il tempo ad annoiarsi, a bere, a suonare la sua chitarra e a cercare la sua identità fra amicizia e amore. Il romanzo inizia in sordina, un pò lento, indefinito e di difficile lettura a causa di un lingua ...continua

    Pablo, un ragazzo dall'età indefinita, vive a Torino, la famiglia ha un tabacchi e lui passa il tempo ad annoiarsi, a bere, a suonare la sua chitarra e a cercare la sua identità fra amicizia e amore. Il romanzo inizia in sordina, un pò lento, indefinito e di difficile lettura a causa di un linguaggio gergale. il personaggio appare vuoto e quasi fastidioso. Poi finalmente Pablo cresce, passano i mesi e lui compie le sue scelte, vive la sua vita, e il romanzo diventa più affascinante e più maturo.
    è un pò noiso, ma ci sono alcune frasi, frasi dette dai personaggi, taglienti, incisive, vere, che contengono tutta la profondità dello scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    Secondo libro di Pavese che leggo. Mi è piaciuto molto molto meno di Paesi tuoi, che già non mi aveva entusiasmato. Credo di attirarmi tutti gli sdegnati giudizi di chi Pavese lo adora, ma io non riesco proprio a farmi coinvolgere dalla sua scrittura secca e scarna. Sono per un linguaggio del tut ...continua

    Secondo libro di Pavese che leggo. Mi è piaciuto molto molto meno di Paesi tuoi, che già non mi aveva entusiasmato. Credo di attirarmi tutti gli sdegnati giudizi di chi Pavese lo adora, ma io non riesco proprio a farmi coinvolgere dalla sua scrittura secca e scarna. Sono per un linguaggio del tutto differente. Per me leggere Pavese è come aggirarmi in un desolato campo brullo in pieno inverno con la nebbia, il gelo e attorno solo grigio. Fisicamente spiacevole…magari ci proverò ancora, perché non demordo e riconosco la grandezza di questo autore, ma a farmelo piacere non ci riesco proprio.

    ha scritto il 

  • 3

    A esser sincera,un poco mi ha annoiato questo libro.O meglio,più che noia,è stata una sensazione di distacco,di completa lontananza da un'attualità nella quale la politica ha perso credibilità e l'adesione definitiva ad una causa sembra una cosa alquanto improbabile.Parla infatti del momento in c ...continua

    A esser sincera,un poco mi ha annoiato questo libro.O meglio,più che noia,è stata una sensazione di distacco,di completa lontananza da un'attualità nella quale la politica ha perso credibilità e l'adesione definitiva ad una causa sembra una cosa alquanto improbabile.Parla infatti del momento in cui,il giovane protagonista,esce dalla propria incoscienza giovanile e prende coscienza del proprio posto nel quadro della lotta contro la schiavitù fascista. Quindi ,forse,un libro soltanto poco attuale almeno in questo momento e in questo stato.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto da: Peppe.


    Qui Pavese mette in luce una parte di società, la parte meno acculturata, che scopre la propia appartenenza di classe, aiutata anche dalle insoddisfacenti prospettive di vita. Una lezione che a scuola non ti danno, come dice il personaggio cardine del romanzo, Pablo, ma le ...continua

    Letto da: Peppe.

    Qui Pavese mette in luce una parte di società, la parte meno acculturata, che scopre la propia appartenenza di classe, aiutata anche dalle insoddisfacenti prospettive di vita. Una lezione che a scuola non ti danno, come dice il personaggio cardine del romanzo, Pablo, ma le cose in effetti succedono, e scegli tu se essere attore o spettatore. Le frasi sono serrate, il romanzo è un fiume in piena che deve travolgere e formare un nuovo lido, dove approdare con il proprio agire.

    ha scritto il 

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