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Il compagno segreto / The Secret Sharer

Twin Stories, 1

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

3.9
(328)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Ballerini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Corriere della sera propone una serie di piccoli capolavori della letteratura inglese e americana, in italiano con testo originale a fronte.
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  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/08/25/il-compagno-segreto-joseph-conrad/

    “Abbassai subito gli occhi. Non si addiceva certo al mio ruolo incoraggiare risa di scherno a bordo della mia nave. Si ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/08/25/il-compagno-segreto-joseph-conrad/

    “Abbassai subito gli occhi. Non si addiceva certo al mio ruolo incoraggiare risa di scherno a bordo della mia nave. Si aggiunga, inoltre, che conoscevo poco i miei ufficiali. A causa di alcuni avvenimenti di nessuna importanza particolare, tranne che per me, mi era stato assegnato il comando della nave soltanto da una quindicina di giorni. Né sapevo molto del resto dell’equipaggio. Tutti quegli uomini erano insieme da diciotto mesi o giù di lì, e la mia posizione era quella dell’unico estraneo a bordo. Ne ho fatto cenno perché la circostanza ha il suo peso su quanto segue. Ma ciò che sentivo di più era il fatto di essere estraneo alla nave; e se devo dire tutta la verità, ero, in certo qual modo, estraneo persino a me stesso. Essendo io il più giovane a bordo (se si eccettua il secondo ufficiale), e ancora senza il collaudo di una posizione di grande responsabilità, ero propenso ad accettare come scontata la competenza degli altri. Dovevano semplicemente essere all’altezza del compito; ma, in quanto a me, mi chiedevo se mi sarei mostrato degno di quel concetto ideale della propria personalità che ogni uomo formula nel suo intimo.”
    (Joseph Conrad, “Il compagno segreto”, ed. Bur Rizzoli)

    Circa l’abilità di narratore di Joseph Conrad avevo già avuto, in passato, diverse prove, da “Cuore di tenebra” e “La linea d’ombra” al romanzo “Il caso”. Con “Il compagno segreto”, anch’essa storia ambientata sul mare, ne ho avuta ulteriore conferma. Conrad si muove a proprio agio nella dimensione breve del racconto, sviluppando una vicenda che, prendendo spunto da un fatto di cronaca, si presta a interpretazioni simboliche che vanno oltre l’avventura di cui sono protagonisti il Capitano-narratore e il fuggiasco Leggatt. Il tema del doppio, che così tante volte ha trovato ospitalità nella letteratura di tutti i tempi, è oggetto di questo racconto magistrale, che forse (a mio parere) pecca solo un po’ nella parte finale, ma che comunque si legge tutto d’un fiato.
    Il Capitano-narratore, di cui non a caso non scopriremo mai il nome, si sente un estraneo sulla nave che comanda da pochi giorni; giovane, sa che tutto il resto dell’equipaggio è consolidato e, pur stimolato dal ruolo, avverte un senso d’inquietudine alla vista dell’immobilità immensa delle acque dinanzi a lui. A scuoterlo da questa situazione, giunge, appunto, il suo doppio, Leggatt, che letteralmente sbuca dagli abissi marini dopo essere scappato dalla propria nave. Leggatt, ex primo ufficiale, è reo di aver ucciso un marinaio in circostanze che, tuttavia, appaiono assolverlo agli occhi del Capitano, che non solo lo accoglie a bordo, ma lo nasconde nella propria cabina. Questo dà il là agli accadimenti fattuali e mentali del racconto. La “misteriosa comunione” che s’instaura tra i due uomini, la somiglianza anche fisica, diventa per il Capitano fonte sia di paure sia di una nuova e strana vitalità, quasi che solo vedendosi nell’altro egli possa riappropriarsi anche di sé.

    “Stando attaccato alla biscaglina, come un nuotatore che si riposa, la fosforescenza gli guizzava sulle membra ad ogni minimo movimento; ed egli appariva spettrale, argenteo, simile a un pesce. Era anche muto come un pesce. Né faceva mossa per uscire dall’acqua. Era inconcepibile che non tentasse di salire a bordo, e alquanto preoccupante sospettare che, forse, non lo volesse. Le mie prime parole furono sollecitare proprio da quella perplessa incertezza.
    - Che è successo? - chiesi con tono normale, parlando al viso rivolto all’insù, esattamente sotto il mio.
    - Un crampo, - rispose senza alzare il tono. Poi, leggermente ansioso, - Dico, non c’è bisogno di chiamare nessuno.
    - Non ne avevo intenzione, - risposi.
    - Siete solo in coperta?
    - Sì.
    Ebbi la vaga impressione che fosse sul punto di mollare la scaletta per filarsela a nuoto sotto il mio sguardo - misteriosamente come era venuto. Ma, per il momento, quella creatura che aveva tutta l’aria di essere venuta su dal fondo del mare (era certo la terra più vicina al bastimento) chiese soltanto che ora fosse.”

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da: Peppe.

    Tutto conduce al classico tema del doppio di sè, volutamente il tema rientra in un filone classico della ricerca letteraria, che accomuna Dostoevskij a Pirandello a Calvino. Poche pag ...continua

    Letto da: Peppe.

    Tutto conduce al classico tema del doppio di sè, volutamente il tema rientra in un filone classico della ricerca letteraria, che accomuna Dostoevskij a Pirandello a Calvino. Poche pagine per affrontare in modo completo l'unione dell'immagine di sè in fasi della propria vita che con scelte diverse, a partire da condizioni di partenza simili, portano a futuri differenti.

    ha scritto il 

  • 4

    "I needed no more. I saw it all going on as though I were myself inside that other sleeping-suit."

    Altro racconto di "bonaccia" per Conrad. Un racconto all'apparenza più semplice degli altri, quasi una semplice storia per bambini. In realtà si tratta di un opera molto più complessa di ciò che appar ...continua

    Altro racconto di "bonaccia" per Conrad. Un racconto all'apparenza più semplice degli altri, quasi una semplice storia per bambini. In realtà si tratta di un opera molto più complessa di ciò che appare, in cui il Capitano deve riuscire a mettere da parte le sue paure, il disagio che porva a ritrovarsi a capo di una nave e di un equipaggio già consolidato, in cui sembra non esserci spazio per lui e in cui deve ritagliarsi un suo ruolo. Qui il Capitano non è un giovane alle prime armi, come in quel piccolo capolavoro "The Shadow Line" (altro racconto di "bonaccia"...), ma sembra esserne invece il legittimo prosecutore.
    Il nostro protagonista troverà la forza necessaria a prendere le redini del suo viaggio grazie all'incontro con il fuggitivo Leggatt, suo alter-ego in cui riflette tutte le sue ansie e le sue paure. Riconosce in lui una parte di sè a tal punto da dubitare della sua reale esistenza (sia un fantasma? un cadavere?), ma che dovrà riuscire a lasciare andare per poter affrontare la nuova avventura che la vita gli riserva.
    Ennesima sorprendente prova di Conrad, che riesce in ben poche pagine e in ben pochi ambienti (la sua cabina e la sala comune), a trasmettere un'ansia, una tensione e un immedesimazione nei "due" Capitani che tiene incollati al libro, nonostante il tema del doppio sia uno fra i più abusati degli ultimi anni.
    Bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Tempo fa avevo scritto un commento (cancellandolo dopo poco tempo, non ero convinto) affermando che in questo racconto probabilmente si risolve il caso Jekyll-Hyde; forse non mi sbagliavo, ma avevo bi ...continua

    Tempo fa avevo scritto un commento (cancellandolo dopo poco tempo, non ero convinto) affermando che in questo racconto probabilmente si risolve il caso Jekyll-Hyde; forse non mi sbagliavo, ma avevo bisogno di pensarci ancora su, spesso sono avventato in slanci di questo tipo, mai preponderati. Rileggendo Il Master of Ballantrae successivamente ho trovato quello che credo essere l'anello mancante; prendendo in considerazione il dualismo bene-male, ne' Lo strano caso è presente quell'individuo che nella sua persona vede scisse in maniera netta le due inclinazioni, incapace di controllarle e incapace di prenderne coscienza. Nel Master Stevenson presenta invece due individui che apparentemente presentano l'uno - debole e "buono" - la tendenza al bene, mentre l'altro - intrigante, malvagio - al male; in questo caso gli eventi porteranno i due individui a vedere mescolate le due inclinazioni finchè non è più possibile dire con certezza quale delle due prevale nell'uno e nell'altro. Ecco, questa foschia probabilmente viene diradata nel momento in cui ne' Il compagno segreto il capitano, passeggiando sul ponte, scorge quello che per tutto il tempo verrà identificato come il suo doppio; questa consapevolezza inconscia, l'unità d'intenti con esso e la fermezza delle decisioni nei confronti del suo destino appaiono come un perfetto bilanciamento delle due inclinazioni presenti in Stevenson, ancora una volta due individui - uno perfettamente delineato, l'altro quasi incolore - le cui azioni esulano completamente i concetti di bene e male, la dualità non c'è più. Credo che continuerò a rifletterci in eterno, in ogni caso, dato che difficilmente mi congederò da questo capolavoro, che rileggo continuamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Breve ma bello. Molto comprensibile e corredato di note per i termini "tecnici". Ho apprezzato molto anche l'edizione con traduzione in italiano anche se ero interessato solo al testo in lingua. ...continua

    Breve ma bello. Molto comprensibile e corredato di note per i termini "tecnici". Ho apprezzato molto anche l'edizione con traduzione in italiano anche se ero interessato solo al testo in lingua.

    ha scritto il 

  • 5

    Di che cosa sarebbe accaduto se il Dr. Jekyll avesse vinto

    Bello quasi quanto The shadow line ; anzi, forse ne è la versione speculare, con il Male che subentra nel ruolo che fu della Morte. E nel trattare i due temi , Conrad rimane insuperabile.

    Come primo ...continua

    Bello quasi quanto The shadow line ; anzi, forse ne è la versione speculare, con il Male che subentra nel ruolo che fu della Morte. E nel trattare i due temi , Conrad rimane insuperabile.

    Come primo libro letto nel 2014 davvero niente male.

    ha scritto il 

  • 5

    E’ un racconto breve, ma ha tutto lo spessore di un grande romanzo, c’è un Conrad insolito, almeno per come lo conosco io, scrittore di viaggi avventurosi, qui il viaggio è prevalentemente introspetti ...continua

    E’ un racconto breve, ma ha tutto lo spessore di un grande romanzo, c’è un Conrad insolito, almeno per come lo conosco io, scrittore di viaggi avventurosi, qui il viaggio è prevalentemente introspettivo e psicologico.
    Inoltre tocca diversi temi affascinanti come il mare, il lato oscuro delle persone, il passaggio dall’età giovanile all’età adulta con l’emancipazione da se stessi e le assunzioni di responsabilità.

    Il giovane capitano, alla sua prima esperienza di comando, salva e nasconde nella sua cabina, un altro giovane ufficiale, naufrago scappato da un’altra nave e ricercato in quanto ha ucciso durante una rissa un membro dell’equipaggio, fin da subito il capitano si identifica nel naufrago come fosse parte di se stesso, la sua immagine lo segue dappertutto, mentre pranza con i suoi ufficiali, mentre assolve i compiti di governo della nave, è sempre nei suoi pensieri, a volte pensa addirittura che l’uomo che nasconde sia solo una proiezione della sua mente.
    Il capitano è pieno di dubbi e timori, insicuro al suo primo comando, a disagio con l’equipaggio, solo la presenza dell’altro legata all’urgenza di salvarlo lo emanciperà dalle sue insicurezze, a tal riguardo le ultime pagine sono stupende, quando di notte azzarderà una manovra di avvicinamento terra difficile e rischiosa, spaventando a morte i suoi ufficiali, ma che eseguirà con pieno successo (in pratica il famoso “inchino”)
    Con la salvezza del clandestino il processo di emancipazione arriva al suo compimento, insieme al clandestino vanno via le sue paure, si afferma come capitano della sua nave guadagnandosi il rispetto dell’equipaggio.
    Le descrizioni del mare, delle atmosfere sulla nave, dell’umore degli uomini, sono a dir poco strepitoso

    ha scritto il 

  • 5

    Preso in biblioteca...

    Trovate il commento a questo racconto di mare ed umanità di Joseph Conrad all'indirizzo: http://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/08/20/review-the-secret-sharer/

    ha scritto il 

  • 4

    Bello ma . . .

    . . . l'ho letto un pò in inglese ed un pò in italiano. Soprattutto perchè c'erano molti termini marinareschi e mi stava, appunto, venendo il mal di mare a forza di leggere un po' a sx ed un po' dx. C ...continua

    . . . l'ho letto un pò in inglese ed un pò in italiano. Soprattutto perchè c'erano molti termini marinareschi e mi stava, appunto, venendo il mal di mare a forza di leggere un po' a sx ed un po' dx. Ciao

    ha scritto il 

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