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Il concetto di Dio dopo Auschwitz

Una voce ebraica

By Hans Jonas

(292)

| Others | 9788870181975

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Book Description

"Hans Jonas abbandona ogni prospettiva storica, sociologica o etica per acquisirne un'altra, del tutto originale: la prospettiva della teodicea. Come può Dio aver permesso la tortura, l'umiliazione ed infine la morte di milioni di ebrei? Come si può Continue

"Hans Jonas abbandona ogni prospettiva storica, sociologica o etica per acquisirne un'altra, del tutto originale: la prospettiva della teodicea. Come può Dio aver permesso la tortura, l'umiliazione ed infine la morte di milioni di ebrei? Come si può ancora accordare a Dio l'attributo della bontà dopo gli orrori che Auschwitz ha conosciuto? L'esistenza di Auschwitz, secondo Jonas, porta a dover ripensare alla radice il concetto di Dio; si deve rinunciare all'idea di un Dio immutabile, onnipotente e al tempo stesso in parte sconosciuto all'uomo".

M. Galletti

28 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Dopo che hai letto questo (e ti sei impegnato a capirlo), senti che il tuo cervello è salito di grado

    Difficilissimo commentare Jonas: o lo si contesta nel dibattito teologico- filosofico, ma non ne ho nè ragione, nè le capacità, oppure non si può fare altro che ringraziare per aver regalato del tempo per una splendida riflessione. Senza mai mettere ...(continue)

    Difficilissimo commentare Jonas: o lo si contesta nel dibattito teologico- filosofico, ma non ne ho nè ragione, nè le capacità, oppure non si può fare altro che ringraziare per aver regalato del tempo per una splendida riflessione. Senza mai mettere in discussione l'esistenza di Dio, Jonas propone la seguente risposta al non intervento divino di fronte all'evento Auschwitz e alla Shoa: pur essendo Dio sofferente (e ne spiega il perché), diveniente e partecipe, nel senso che si prende cura degli uomini, delle sue creature, dal momento in cui Egli ha concesso la libertà all'uomo si è privato della potenza, pertanto Egli non è libero di intervenire ma deve continuare "con muta perseveranza la realizzazione del suo fine incompiuto."

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    Clara Mazzi said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    da Voltaire (Candido)a Jonas: quando il problema della teodicea toglie il sonno (o il senno)

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    Mammamoni67 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Testo estremamente filosofico ma altrettanto intenso nella ricerca ad un dolore incomprensibile come, per il filosofo, è l'onnipototenza di Dio.

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    Mbuzi (arreso all'ebook) said on Dec 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Jonas sostiene un'idea di Dio profondamente diversa dalla tradizione scolastica ebraica e dalle immagini che possiamo desumere dalla lettura della Bibbia: Dio, nel momento originario ed iniziale della Creazione del mondo ex nihilo, si è ritratto in s ...(continue)

    Jonas sostiene un'idea di Dio profondamente diversa dalla tradizione scolastica ebraica e dalle immagini che possiamo desumere dalla lettura della Bibbia: Dio, nel momento originario ed iniziale della Creazione del mondo ex nihilo, si è ritratto in sé stesso, dando luogo ad una contrazione nel proprio intimo, sprofondando dentro di sé e autolimitandosi in base ad una Sua imperscrutabile quanto libera scelta.

    Come detto in quella precedente occasione, Jonas attinge, nella formulazione di tale idea, a piene mani nel "sottobosco" teologico della Qabbalah, conducendo alle estreme conseguenze le riflessioni di Luria. Infatti, come riconosce lui stesso, il

    (recensione completa su: http://alessandropizzo.blogspot.it/search?q=Jonas

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    Alessandro Pizzo said on Jan 2, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Dopo Auschwitz possiamo e dobbiamo affermare con estrema decisione che una Divinità onnipotente o è priva di bontà o è totalmente incomprensibile (nel governo del mondo in cui noi unicamente siamo in condizione di comprenderla). Ma se Dio può essere ...(continue)

    "Dopo Auschwitz possiamo e dobbiamo affermare con estrema decisione che una Divinità onnipotente o è priva di bontà o è totalmente incomprensibile (nel governo del mondo in cui noi unicamente siamo in condizione di comprenderla). Ma se Dio può essere compreso solo in un certo modo e in un certo grado, allora la sua bontà (cui non possiamo rinunciare) non deve escludere l’esistenza del male; e il male c’è solo in quanto Dio non è onnipotente. Solo a questa condizione possiamo affermare che Dio è comprensibile e buono e che nonostante ciò nel mondo c’è il male. E poiché abbiamo concluso che il concetto di onnipotenza è in ogni caso un concetto in sé problematico, questo è l’attributo divino che deve venir abbandonato."
    (pp. 33, 34)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Aug 9, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi attendevo un testo più storico e invece è puramente teologico-filosofico (il che non è un minus, è solo una constatazione). Il punto più interessante che provo a mettere giù in modo "facile" (for dummies come si direbbe, in questo caso dummy è sop ...(continue)

    Mi attendevo un testo più storico e invece è puramente teologico-filosofico (il che non è un minus, è solo una constatazione). Il punto più interessante che provo a mettere giù in modo "facile" (for dummies come si direbbe, in questo caso dummy è soprattutto chi scrive) è l'impossibilità della presenza contemporanea di tre attributi di Dio: bontà, conoscibilità e onnipotenza. Questione sollevata da Auschwitz perché "dopo Auschwitz possiamo e dobbiamo affermare con estrema decisione che una Divinità onnipotente o è priva di bontà o è totalmente incomprensibile".

    In appendice poi ci sono alcune pagine da lui scritte quando a novant'anni volò fino ad Udine per ricevere il premio Nonino, che si concludono con una piccola considerazione sulla condizione umana: "Una volta era la religione a dirci che eravamo tutti peccatori a causa del peccato di origine. Oggi è l'ecologia del nostro pianeta che ci accusa di essere tutti peccatori a causa de l'eccessivo sfruttamento dell'ingegno umano".

    Curioso parallelismo no?

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    Riccardo Spezia said on Mar 11, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Others 56 Pages
  • ISBN-10: 8870181979
  • ISBN-13: 9788870181975
  • Publisher: Il Nuovo Melangolo
  • Publish date: 2004-01-01
  • In other languages: other languages Deutsche Bücher
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