Il condominio

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica 1755)

3.7
(2203)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8807817551 | Isbn-13: 9788807817557 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paolo Lagorio ; Illustrazione di copertina: Antonio Sant'Elia

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli da loro stessi. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e con mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a istinti primordiali e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale anche di gerarchia sociale, si trasforma in un incubo.
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  • 3

    Non ho letto quasi nulla di Ballard: molti, troppi anni fa ahimé, sia Crash che una vecchia raccolta di racconti targata Urania mi avevano lasciato un'impressione controversa, di uno stile che non riu ...continua

    Non ho letto quasi nulla di Ballard: molti, troppi anni fa ahimé, sia Crash che una vecchia raccolta di racconti targata Urania mi avevano lasciato un'impressione controversa, di uno stile che non riusciva a prendere forma, rimanendo invischiato nelle ossessioni che voleva esprimere. Tuttavia, da un pezzo tenevo d'occhio questo Il Condominio, da molti giudicato come un punto di riferimento irrinunciabile della distopia contemporanea. E' in effetti un romanzo suggestivo, direi più antropologico che fantascientifico, dove un enorme grattacielo dotato di comfort tecnologici di alto livello (immaginati negli anni Settanta, quindi oggi irrimediabilmente datati) finisce per diventare una sorta di ecosistema chiuso per i suoi molti (mille?) abitanti, attratti proprio dall'eventualità di poter definire un sistema avulso dal mondo esteriore, in cui le regole della civiltà vengono sospese e si torna a una contrapposizione tribale che fa perno sul piano di appartenenza, in una escalation sempre più ferina, insensata ma incontenibile. Poche le concessioni alla spettacolarità, proprio come se al di là dell'ipotesi surreale si volesse porre l'accento sull'attendibilità antropologica della vicenda. E' indubbiamente il pregio ma anche, a mio avviso, il principale difetto di questo romanzo, che finisce per pagare - sia pure parzialmente - pegno alla tesi che vuole dimostrare. Confermando una volta ancora, casomai ce ne fosse stato bisogno, il rischio in cui spesso va ad inciampare la "fiction di scopo".

    ha scritto il 

  • 3

    - un romanzo alquanto disturbante perchè rivela uno dei lati più negativi della nostra società. La storia è quella di un condominio super tecnologico dotato di piscine, spazi per i bambini, supermerca ...continua

    - un romanzo alquanto disturbante perchè rivela uno dei lati più negativi della nostra società. La storia è quella di un condominio super tecnologico dotato di piscine, spazi per i bambini, supermercato, parcheggi...insomma un condominio super ma... ben presto la convivenza tra i vari vicini si fa sempre più ardua. La loro lotta degenera e con essa degenera lo stato dell'edificio. Mentre l'edificio inizia a perdere tutte le sue funzionalità (numerosi black out, ascensori non funzionanti, spazzatura che si accumula etc. etc.) i condomini danno il peggio di se stessi. C'è chi fa di tutto per scalare ai piani superiori (i piani sono diventati divisori delle varie classi sociali), chi incolpa gli altri, e c'è anche chi cerca di adattarsi alla situazione e guarda indifferente lo sfacelo. Si passa da piccoli sgarbi ad atti criminali, fino ad arrivare all'omicidio. Molte immagini descritte sono particolarmente crude e confesso che ogni tanto mi prendevo una pausa dalla lettura. un' escalation di violenze per arrivare alla metà finale cioè "la costituzione di un regno in cui i loro impulsi più devianti fossero finalmente liberi di manifestarsi, in qualsiasi modo. A quel punto la violenza fisica sarebbe finalmente cessata.". Immagini forti e tutto molto esagerato ma...in fondo in fondo non tanto distante da alcune realtà

    ha scritto il 

  • 3

    La violenza latente in noi esce fuori

    Prima opera di Ballard che leggo.

    Scritto nel 1975, l'autore inglese ci presenta una storia tutta ambientata nel claustrofobico e immenso grattacielo - altamente tecnologico - di quaranta piani e cont ...continua

    Prima opera di Ballard che leggo.

    Scritto nel 1975, l'autore inglese ci presenta una storia tutta ambientata nel claustrofobico e immenso grattacielo - altamente tecnologico - di quaranta piani e contenente mille appartamenti. In questa città verticale assisteremo alle storie intrecciate di tre protagonisti, tutti e tre inquilini di tre fasce di classi sociali diverse: in quella bassa conosceremo Richard Wilder, un produttore televisivo, un uomo rude e istintivo, che si prefiggerà lo scopo di giungere fino alla cima del grattacielo per incontrare l'architetto che ha progettato questo capolavoro ingegneristico; nella classe borghese ci sarà il dottor Robert Laing (che sarà il primo ad avvertire l'imminente degrado degli abitanti) che diventerà un cacciatore provetto (tra l'altro il romanzo inizia con lui che divora un pastore tedesco fatto allo spiedo) ed infine l'aristocratico Anthony Royal, uno degli architetti del palazzo, che vive nell'ultimo piano e ha un appartamento lussuoso (scopriremo che il suo sogno era quello di progettare uno zoo). Lentamente assisteremo al degrado sia dei condomini che del grattacielo stesso, al punto che i suoi abitanti regrediranno allo stato barbarico-primitivo (per finire al cannibalismo) e lasceranno liberi i loro istinti più deleteri e devianti. Ad un certo punto mi sembrava di vedere un film stile Resident Evil, in cui gli inquilini sembravano veri e propri zombie che andavano in giro ad ammazzare persone e alla ricerca di cibo e acqua.
    Ballard ci presenta con questa opera come l'uomo moderno può facilmente cadere nella barbarie più gretta e pericolosa, come la violenza è insita in ognuno di noi e la tratteniamo per il quieto vivere, per rispettare le regole che ci sono state imposte dalla società e dalla religione, ma restano chiuse in noi e in un certo senso abbiamo tutti voglia di trasgredirle e di sfogarle non appena ne abbiamo l'occasione. Insomma questo condominio diventerà una vera e propria lotta per la sopravvivenza e ci farà aprire gli occhi su come noi esseri umani viviamo in un malessere psicologico e sociale davvero vicino e latente in ognuno di noi.
    Fa impressione come da piccoli litigi e scaramucce gli inquilini lentamente diventano sempre più pericolosi fino ad arrivare al primo omicidio (un uomo viene lanciato dal grattacielo e muore cadendo sul tettuccio di un'auto) e nello stesso tempo fa riflettere come ciò è presente ai giorni nostri: vedi quanti attentati e quanti attacchi terroristici quasi quotidianamente accadono e avvengono nel mondo. Quest'opera è attualissima, nonostante sia stata scritta oltre quarant'anni fa. Forse lo stile non è molto curato e credo sia stato voluto dall'autore, così come molte violenze e degrado non ci vengono mai spiegate. Ad esempio io non sono riuscito a capire come il dottor Laing non sia scappato dal grattacielo ma vi ritorna per non uscirne più (mi pareva la persona più saggia rispetto alle altre, come dire che tutti in quel palazzo ad un certo punto, pur di liberare i loro istinti, danno di matto).

    ha scritto il 

  • 1

    Troppi errori inaccettabili della traduzione italiana nell'edizione UE Feltrinelli. Sembra sia stata fatta in una nottata con piena fiducia nell'aiuto di Google Traduttore.

    ha scritto il 

  • 3

    Frasi dal libro

    “C’è una sola regola nella vita – mormorò a se stesso – Finchè senti il profumo dell’aglio, va tutto bene.”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2017/05/29/il-condominio-james-graham-ballard/ ...continua

    “C’è una sola regola nella vita – mormorò a se stesso – Finchè senti il profumo dell’aglio, va tutto bene.”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2017/05/29/il-condominio-james-graham-ballard/

    ha scritto il 

  • 3

    "In futuro, la violenza sarebbe stata un utile mezzo di solidarietà sociale."

    Un condominio, ipertecnologico e lussuosissimo dotato di ogni comfort, di servizi e di strutture di socializzazione. I più abbienti occupano i piani superiori, i meno ricchi i piani inferiori. Un cont ...continua

    Un condominio, ipertecnologico e lussuosissimo dotato di ogni comfort, di servizi e di strutture di socializzazione. I più abbienti occupano i piani superiori, i meno ricchi i piani inferiori. Un contesto dove vivere in una affollata e immensa solitudine.

    Persone distinte e con ruoli sociali di rilievo, all'interno del condominio, si sentono liberi di abbandonarsi alla attualizzazione dei propri istinti più reconditi. Si comincia con feste da sballo ad ogni ora del giorno e della notte per finire a praticare la violenza in ogni forma e contesto immaginabile e possibile.

    "Più la vita del condominio diventava arida e indifferente, maggiori erano le possibilità che offriva loro. Grazie alla sua efficienza, il condominio si assumeva il compito di mantenere la struttura sociale su cui si basava la vita dei suoi abitanti: per la prima volta, annullava in ognuno il bisogno di reprimere qualunque espressione di comportamento antisociale e li lasciava liberi di manifestare tutti gli impulsi devianti o ribelli, che stavano già emergendo come gli aspetti più importanti e interessanti nella vita di ciascun individuo. Sicura dentro il guscio del condominio come i passeggeri a bordo di un aereo guidato da un pilota automatico, la gente era libera di comportarsi come voleva, di esplorare tutti gli angoli più bui che era capace di trovare. Sotto molti aspetti, il condominio era un campione di tutto quanto era stato fatto dalla tecnologia per realizzare l’espressione di una psicologia veramente libera."

    Pensavo il libro fosse una iperbole. Poi ho letto in diverse recensioni il riferimento all'esperimento effettuato a Palo Alto.

    [https://it.m.wikipedia.org/wiki/Esperimento_carcerario_di_Stanford]

    L'uomo in condizioni di deindividuazione [Def. = perdita di autoconsapevolezza e autocontrollo che si sperimenta in determinate situazioni nelle quali l'individuo si trova ad agire all'interno di dinamiche sociali e di gruppo] può dare il peggio di sé
    mettendo in atto azioni con fortissime connotazioni negative (aggressività, crudeltà, e ingiustizia) dalle quali, in altre condizioni, lo stesso soggetto si asterrebbe per intervento di quelle inibizioni e quei divieti dettati da norme morali che, di norma, la mente impone all'agire. E anche in questo caso purtroppo la realtà supera la fantasia [agghiacciante, se vera, la storia del gioco on line blue whale. La rete può trasformarsi in un' istanza del condominium ballardiano?]

    Un libro davvero interessante per l'idea, la cui lettura risulta però non piacevolissima. A parte lo stupore delle prime pagine, la direzione del pensiero dell'autore appare subito chiara. Un exploit di violenze sempre più efferate, talmente tanto caricate, che alla fine smettono [pure] di stupire e indignare. Rimane solo il disgusto. Ma sicuramente centra l'obiettivo.

    ha scritto il 

  • 5

    Palo Alto in un grattacielo

    Preveggente e forte come un pugno nello stomaco questo romanzo di Ballard. Il progressivo imbarbarimento dei condomini isolati dal mondo esterno, mi ha ricordato l'esperimento carcerario che venne con ...continua

    Preveggente e forte come un pugno nello stomaco questo romanzo di Ballard. Il progressivo imbarbarimento dei condomini isolati dal mondo esterno, mi ha ricordato l'esperimento carcerario che venne condotto dalla università di Palo Alto. L'uomo, lasciato solo con sé stesso e con la possibilità di usare del potere sugli altri, cerca di primeggiare, abusandone con cattiveria e sadismo. Arrivando a giustificare sempre le sue azioni più crudeli. Ballard immagina l'estremo delle conseguenze in questo piccolo capolavoro di analisi psicologica e sociologica. L'uomo in realtà è cattivo. Sade andrebbe analizzato con più attenzione perché: il sonno della ragione genera mostri, ma che sono già presenti dentro di noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Inquietante, fastidioso, disturbante...ma e' IL CONDOMINIO, che molto si avvicina ad un saggio sociologico, antropologico e filosofico. Un classico della letteratura contemporanea.

    ha scritto il 

  • 4

    Civiltà placcata argento che grattata rivela l'abisso interiore, il Condominio è una distopia, sicuramente datata nell'ambientazione del grattacielo ma attuale negli esiti (vedasi la serie cinematogr ...continua

    Civiltà placcata argento che grattata rivela l'abisso interiore, il Condominio è una distopia, sicuramente datata nell'ambientazione del grattacielo ma attuale negli esiti (vedasi la serie cinematografica della "Notte del Giudizio").

    ha scritto il 

  • 5

    L' ho trovato un libro semplicemente devastante. La normalità con cui descrive il ritorno alla preistoria di questo gruppo di persone e i loro atti è sconvolgente. Lucido e spietato nel descrivere que ...continua

    L' ho trovato un libro semplicemente devastante. La normalità con cui descrive il ritorno alla preistoria di questo gruppo di persone e i loro atti è sconvolgente. Lucido e spietato nel descrivere quella che puo esser anche definita una metafora della vita. A tratti mi ha ricordato Il Signore Delle Mosche.

    ha scritto il 

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