Il condominio

Di

Editore: Anabasi

3.7
(2236)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8841730307 | Isbn-13: 9788841730300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Lagorio

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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  • 4

    Un libro che nella sua brevità riesce a suscitare inquietudine e angoscia, trascinando il lettore verso una climax crescente di crudeltà. L'ho trovato di sicuro profetico e visionario, per certi versi ...continua

    Un libro che nella sua brevità riesce a suscitare inquietudine e angoscia, trascinando il lettore verso una climax crescente di crudeltà. L'ho trovato di sicuro profetico e visionario, per certi versi, anche attuale. Ballard ha saputo scavare a fondo nella psiche umana tracciandone un ritratto veritiero e sconcertante; l'uomo è l'animale più crudele di tutti, vittima di pulsioni e istinti che lo portano ad agire con una violenza indicibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro forte, forte per l' anno 2017 suppongo voglia dire che per gli anni 70 fu uno shock. Sicuramente profetico, idea molto intelligente (il signore delle mosche con trama vagamente simile uscirà alm ...continua

    Libro forte, forte per l' anno 2017 suppongo voglia dire che per gli anni 70 fu uno shock. Sicuramente profetico, idea molto intelligente (il signore delle mosche con trama vagamente simile uscirà almeno 10 anni dopo), a volte ripetitivo, a volte (molte) con frasi un pò troppo oscure o contorte, ci narra la storia di 3 personaggi che vivono nello stesso condominio insieme ad altri 997 condòmini e di quello che succede quando le leggi sociali "normali" iniziano a venire meno (per motivi sostanzialmente sociali) e quando iniziano a venire meno viene davvero sovvertito tutto fino a tornare ai primordi della civiltà. Non mi è dispiaciuto affatto, non avevo mai letto niente di Ballard. In qualche modo come dicevo prima per la troppa "filosofia" anche un pò oscura lo ritengo un filo datato ma comunque godibilissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea è buona e sicuramente rimane nell'immaginario, sia come metafora della vita (homo homini lupus) che come trasposizione di una riunione di condominio dove si scatenano gli istinti peggiori dell' ...continua

    L'idea è buona e sicuramente rimane nell'immaginario, sia come metafora della vita (homo homini lupus) che come trasposizione di una riunione di condominio dove si scatenano gli istinti peggiori dell'umanità. Senza parlare poi del degrado, la pericolosità, la sporcizia che per una volta è appannaggio di case di ricchi invece che di una bidonville di periferia. Però è così irritante, fastidioso, negativo e soprattutto ripetitivo che la lettura mi è risultata lenta e faticosa. Forse complice il caldo, ma questo libro ha reso le ore di lettura ancora più spiacevoli di quanto possano aver fatto afa, caldo, zanzare e tedio.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando ho preso in mano "Il condominio" venivo da una brutta lettura di oltre mille pagine, quindi sono bastate poche righe per farmi entusiasmare di questo libro.
    Divertente, intelligente, carico di ...continua

    Quando ho preso in mano "Il condominio" venivo da una brutta lettura di oltre mille pagine, quindi sono bastate poche righe per farmi entusiasmare di questo libro.
    Divertente, intelligente, carico di significato.
    Purtroppo, tutto questo, non è durato fino in fondo, seppure sia un testo di meno di duecento pagine.
    Forse J.G. Ballare avrebbe fatto meglio a farne un racconto, piuttosto che un romanzo. La trama va troppo oltre, non si capisce bene quale sia il lasso di tempo entro il quale si svolgono gli eventi, il finale resta col colpo in canna.

    ha scritto il 

  • 4

    Che vincano gli psicotici. Solo loro capivano cosa stava accadendo.

    Primo libro di J.B. Ballard e devo ammettere che è stato "tosto". Non per il modo di scrivere(molto fluido ) ma per come viene narrato.
    Lo scenario è un grattacielo iper tecnologico, dotato di qualsi ...continua

    Primo libro di J.B. Ballard e devo ammettere che è stato "tosto". Non per il modo di scrivere(molto fluido ) ma per come viene narrato.
    Lo scenario è un grattacielo iper tecnologico, dotato di qualsiasi confort( dalle piscine, al supermarket etc) pensati per essere una vera e propria città verticale.
    Gli inquilini sono divisi in una sorta di gerarchia finanziaria. Ovvero i più ricchi stanno più in alto.
    Ma all'improvviso una serie di black out elettrici innesca sentimenti di violenza, rabbia e invidia tra i condomini. Da qui un escalation di violenze ( dal picchiarsi per finire persino all'omicidio). Unico obbiettivo è la scalata alla vetta del palazzo come simbolo di una libertà e potere. Man mano del progredire di queste violenze si avverte sempre di più questo abbandonarsi agli istinti animali primitivi degli esseri umani. Ma la cosa sconcertante è che al di fuori nessuno sa nulla e nessuno abbandona il palazzo.
    Da pazzi? Beh, sarà pure fantascentifico o quel che si voglia, ma non va poi , tanto lontano dalla vera natura umana.
    Libro forte (a tratti crudo e diretto) ma rivelatore. Un po come Orwell (passatemi il paragone) Ballard in certi aspetti è persino visionario.

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho letto quasi nulla di Ballard: molti, troppi anni fa ahimé, sia Crash che una vecchia raccolta di racconti targata Urania mi avevano lasciato un'impressione controversa, di uno stile che non riu ...continua

    Non ho letto quasi nulla di Ballard: molti, troppi anni fa ahimé, sia Crash che una vecchia raccolta di racconti targata Urania mi avevano lasciato un'impressione controversa, di uno stile che non riusciva a prendere forma, rimanendo invischiato nelle ossessioni che voleva esprimere. Tuttavia, da un pezzo tenevo d'occhio questo Il Condominio, da molti giudicato come un punto di riferimento irrinunciabile della distopia contemporanea. E' in effetti un romanzo suggestivo, direi più antropologico che fantascientifico, dove un enorme grattacielo dotato di comfort tecnologici di alto livello (immaginati negli anni Settanta, quindi oggi irrimediabilmente datati) finisce per diventare una sorta di ecosistema chiuso per i suoi molti (mille?) abitanti, attratti proprio dall'eventualità di poter definire un sistema avulso dal mondo esteriore, in cui le regole della civiltà vengono sospese e si torna a una contrapposizione tribale che fa perno sul piano di appartenenza, in una escalation sempre più ferina, insensata ma incontenibile. Poche le concessioni alla spettacolarità, proprio come se al di là dell'ipotesi surreale si volesse porre l'accento sull'attendibilità antropologica della vicenda. E' indubbiamente il pregio ma anche, a mio avviso, il principale difetto di questo romanzo, che finisce per pagare - sia pure parzialmente - pegno alla tesi che vuole dimostrare. Confermando una volta ancora, casomai ce ne fosse stato bisogno, il rischio in cui spesso va ad inciampare la "fiction di scopo".

    ha scritto il 

  • 3

    - un romanzo alquanto disturbante perchè rivela uno dei lati più negativi della nostra società. La storia è quella di un condominio super tecnologico dotato di piscine, spazi per i bambini, supermerca ...continua

    - un romanzo alquanto disturbante perchè rivela uno dei lati più negativi della nostra società. La storia è quella di un condominio super tecnologico dotato di piscine, spazi per i bambini, supermercato, parcheggi...insomma un condominio super ma... ben presto la convivenza tra i vari vicini si fa sempre più ardua. La loro lotta degenera e con essa degenera lo stato dell'edificio. Mentre l'edificio inizia a perdere tutte le sue funzionalità (numerosi black out, ascensori non funzionanti, spazzatura che si accumula etc. etc.) i condomini danno il peggio di se stessi. C'è chi fa di tutto per scalare ai piani superiori (i piani sono diventati divisori delle varie classi sociali), chi incolpa gli altri, e c'è anche chi cerca di adattarsi alla situazione e guarda indifferente lo sfacelo. Si passa da piccoli sgarbi ad atti criminali, fino ad arrivare all'omicidio. Molte immagini descritte sono particolarmente crude e confesso che ogni tanto mi prendevo una pausa dalla lettura. un' escalation di violenze per arrivare alla metà finale cioè "la costituzione di un regno in cui i loro impulsi più devianti fossero finalmente liberi di manifestarsi, in qualsiasi modo. A quel punto la violenza fisica sarebbe finalmente cessata.". Immagini forti e tutto molto esagerato ma...in fondo in fondo non tanto distante da alcune realtà

    ha scritto il 

  • 3

    La violenza latente in noi esce fuori

    Prima opera di Ballard che leggo.

    Scritto nel 1975, l'autore inglese ci presenta una storia tutta ambientata nel claustrofobico e immenso grattacielo - altamente tecnologico - di quaranta piani e cont ...continua

    Prima opera di Ballard che leggo.

    Scritto nel 1975, l'autore inglese ci presenta una storia tutta ambientata nel claustrofobico e immenso grattacielo - altamente tecnologico - di quaranta piani e contenente mille appartamenti. In questa città verticale assisteremo alle storie intrecciate di tre protagonisti, tutti e tre inquilini di tre fasce di classi sociali diverse: in quella bassa conosceremo Richard Wilder, un produttore televisivo, un uomo rude e istintivo, che si prefiggerà lo scopo di giungere fino alla cima del grattacielo per incontrare l'architetto che ha progettato questo capolavoro ingegneristico; nella classe borghese ci sarà il dottor Robert Laing (che sarà il primo ad avvertire l'imminente degrado degli abitanti) che diventerà un cacciatore provetto (tra l'altro il romanzo inizia con lui che divora un pastore tedesco fatto allo spiedo) ed infine l'aristocratico Anthony Royal, uno degli architetti del palazzo, che vive nell'ultimo piano e ha un appartamento lussuoso (scopriremo che il suo sogno era quello di progettare uno zoo). Lentamente assisteremo al degrado sia dei condomini che del grattacielo stesso, al punto che i suoi abitanti regrediranno allo stato barbarico-primitivo (per finire al cannibalismo) e lasceranno liberi i loro istinti più deleteri e devianti. Ad un certo punto mi sembrava di vedere un film stile Resident Evil, in cui gli inquilini sembravano veri e propri zombie che andavano in giro ad ammazzare persone e alla ricerca di cibo e acqua.
    Ballard ci presenta con questa opera come l'uomo moderno può facilmente cadere nella barbarie più gretta e pericolosa, come la violenza è insita in ognuno di noi e la tratteniamo per il quieto vivere, per rispettare le regole che ci sono state imposte dalla società e dalla religione, ma restano chiuse in noi e in un certo senso abbiamo tutti voglia di trasgredirle e di sfogarle non appena ne abbiamo l'occasione. Insomma questo condominio diventerà una vera e propria lotta per la sopravvivenza e ci farà aprire gli occhi su come noi esseri umani viviamo in un malessere psicologico e sociale davvero vicino e latente in ognuno di noi.
    Fa impressione come da piccoli litigi e scaramucce gli inquilini lentamente diventano sempre più pericolosi fino ad arrivare al primo omicidio (un uomo viene lanciato dal grattacielo e muore cadendo sul tettuccio di un'auto) e nello stesso tempo fa riflettere come ciò è presente ai giorni nostri: vedi quanti attentati e quanti attacchi terroristici quasi quotidianamente accadono e avvengono nel mondo. Quest'opera è attualissima, nonostante sia stata scritta oltre quarant'anni fa. Forse lo stile non è molto curato e credo sia stato voluto dall'autore, così come molte violenze e degrado non ci vengono mai spiegate. Ad esempio io non sono riuscito a capire come il dottor Laing non sia scappato dal grattacielo ma vi ritorna per non uscirne più (mi pareva la persona più saggia rispetto alle altre, come dire che tutti in quel palazzo ad un certo punto, pur di liberare i loro istinti, danno di matto).

    ha scritto il 

  • 1

    Troppi errori inaccettabili della traduzione italiana nell'edizione UE Feltrinelli. Sembra sia stata fatta in una nottata con piena fiducia nell'aiuto di Google Traduttore.

    ha scritto il 

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