Il condominio

Di

Editore: Anabasi

3.7
(2075)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8841730307 | Isbn-13: 9788841730300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Lagorio

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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  • 4

    I primi due capitoli di questo libro mi avevano annoiata a morte, tanto da considerare l'idea di abbandonarne la lettura. Ma determinata, l'ho voluto continuare, e sono contenta della scelta fatta.
    Al ...continua

    I primi due capitoli di questo libro mi avevano annoiata a morte, tanto da considerare l'idea di abbandonarne la lettura. Ma determinata, l'ho voluto continuare, e sono contenta della scelta fatta.
    Alla fine il libro mi é piaciuto, e se non fosse stato per quei due primi capitoli avrei dato cinque stelle piene.
    Ad avermi colpita é stato innanzitutto il parallelismo con l'800, infatti il condominio viene presentato come una società divisa in classi, dalla piú povera, il proletariato, all'oligarchia, divise dalla borghesia.
    C'é il richiamo all'obiettivo marxista di abbattere questo sistema di classi, poiché solo con l'annullamento delle differenze sarà possibile la pace.
    Quindi sembra che la lotta sociale dell'Ottocento si ripeta in un nuovo secolo, caratterizzato, però dalla tecnologia. Ed é proprio per questo che la situazione é diversa.
    La tecnologia che permette all'uomo di nascondere le proprie perversioni, che saltano fuori quando l'elettricità va via.
    Questo libro ci ricorda che nonostante l'uomo senta di progredire grazie allo sviluppo tecnologico, questo non lo priverà mai di quella parte animalesca e primitiva, anzi sembra proprio facilitare tutta la perversione che la società ha represso. A questo proposito un passo importante é quello in cui un personaggio, Talbot, dice: "Qui il modello non sembra essere il buon selvaggio, piuttosto, direi, il nostro sé post-freudiano e nient'affatto innocente, violentato da un'educazione all'evacuazione troppo indulgente, dalla devozione per il nutrimento al seno e dall'amore genitoriale...Una miscela ovviamente piú pericolosa di qualsiasi cosa abbiano dovuto sopportare i nostri antenati vittoriani. I nostri vicini hanno tutti avuto un'infanzia che piú felice non si poteva, ma sono comunque arrabbiati. Forse é perché non hanno mai avuto la possibilità di diventare perversi..."
    Alla luce di ciò il condominio sembra quasi rappresentare in termini molto surrealisti il nostro inconscio, pervaso da lotte e perversioni, celate nel buio, che potrebbero a causa di un evento scatenante venire alla luce.
    Lo stile, mentre si legge diventa piacevole, e mi sono resa conto di alcune similitudini molto poetiche per nulla banali come " I muscoli del suo volto minuto erano stati scossi da una irregolare sequenza di tremori, come fossero dei saltimbanchi che cercavano di atterrare al posto giusto" e "Il nome si era staccato da lei, come il numero di un atleta, portato via da una raffica di vento".
    É un libro che fa riflettere molto, trasuda di filosofia, sociologia, antropologia e psicologia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Higher than the Sun

    The High-Rise of the title is, as the Italian translation of the title suggests, a 40-storey “condominium” that hosts some 2,000 families and thousands of people.
    All the luxurious flats have been re ...continua

    The High-Rise of the title is, as the Italian translation of the title suggests, a 40-storey “condominium” that hosts some 2,000 families and thousands of people.
    All the luxurious flats have been recently fully occupied as is happening with the other nearby tall units this side west of the Thames, conveniently built in an area just 2 miles from the City of London.
    The excitement for the new life in this trendy building inhabited by professionals is revealed through the crazy and vibrant parties that are held every night on its several floors.
    Relationships and ways seem to anticipate the Eighties (or be a follow-up of the Roaring Thirties). Champagne, designer’s clothes, jewels, upper class style, beauties and flirting and wealth are what these parties are made of. Like in Hollywood, before and after the Oscar ceremony.
    The external narrator takes us from floor to floor following the adventures of the high-rise inhabitants. In particular of Dr. Laing, who lives in the central section, Anthony Royal, one of the architects who planned it and lives on the exclusive top floor and Richard Wilder, a camera operator who occupies a low floor apartment.
    The contagious craze seems to hide for a while a minor accident, the death by drowning of an Alsatian dog in one of the pools of the building. This event does actually anticipate the first of a series of tragic deaths, the death of a jeweller who fell (?) from one of the top floors.
    Strangely, no one seems to bother too much about it, as no one seems to bother about the waste from the parties that is starting to fill the space that leads to the entrance of the building. Broken bottles are spread everywhere, the windshields of cars parked under the condo are crashed. The whole place seems to be contaminated by an atmosphere of negligence and degradation.
    And of violence too.
    Little by little the microcosm that inhabits the place replicates the class division. There are the lower floors, aka working class, the central floors that represent the middle class and, well, the top floors with the decadent wealthy aristocracy.
    While those living at the bottom want to go up (for various reasons: to go to the supermarket, to take the kids to school, even to raid some of the top flats for revenge), the “uppers” start building barricades to block this ascent that might compromise their privileged role. And lifts stop working, one after the other.
    First groups of people of the same floor start to be forming, then simply clans, in a kind of atavistic new social system. Hunters leave their rooms at night in search for food, violence and sex. Dirt is everywhere and symbolizes man’s degradation to a primeval state.
    For a period of time, people go and commute to work everyday, as nothing was happening, just to come back and live their parallel existence in this brutal new dimension.
    Afterwards however the “life in the High-Rise” becomes their only real dimension. Food shortage makes people turn to pets and dogs to satisfy their hunger and to muddy water to quench their thirst.
    The shootdown is built around the destiny of Dr Laing who will end up living with, protecting and feeding his new family ,his wife and another woman - who live as Siamese sisters; Anthony Royal, estranged by the wife and everyone else, who spend his last moments fascinated by the seagulls’ takeover of the top floor garden and will commit suicide by “drowning” in the empty swimming pool; and the Rambo-like Wilder who, after shooting Royal, will finally reach the top floor to willingly surrender and be (presumably) killed by the knives of the surviving women from different floors that seem to have a started a new matriarchal society.
    The last scene is seen through the eyes of Dr Laing who, while bbqing a dog for his 2 women, blissfully savours the destiny of the inhabitants of the opposite unit who are going to start an “indoor” civil war as the one that has just taken place in his own building.

    ha scritto il 

  • 4

    In un'escalation di follia e violenza un condominio di 40 piani abitato da professionisti e dalla borghesia londinese medio-alta degenera progressivamente in una giungla di tutti contro tutti.
    Si iniz ...continua

    In un'escalation di follia e violenza un condominio di 40 piani abitato da professionisti e dalla borghesia londinese medio-alta degenera progressivamente in una giungla di tutti contro tutti.
    Si inizia con i normali e civili motivi di lamentela di ogni condominio, per i disservizi o per le reciproche antipatie. E lentamente si arriva a una guerra e lotta per la sopravvivenza tra clan e individui divisi e identificati dal piano nel quale è l'appartamento acquistato.
    Una rappresentazione metaforica e crudele della lotta per l'affermazione sociale, qui rappresentata dalla conquista del 40° piano e della terrazza.

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro noioso, con probabilmente un alto intento di denuncia psico-sociologica, che mi ha lasciato annoiato e infastidito. Annoiato per la totale mancanza di interesse per le vicende narrate; infast ...continua

    Un libro noioso, con probabilmente un alto intento di denuncia psico-sociologica, che mi ha lasciato annoiato e infastidito. Annoiato per la totale mancanza di interesse per le vicende narrate; infastidito per il forzoso evolversi degli aventi...la trasformazione dei condomini nasce dall'oggi al domani e prosegue in modo anacronistico, inverosimile e inspiegabile.
    Leggete i dépliant pubblicitari dei supermercati, almeno ricavate notizie utili!

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho trovato noioso e piuttosto datato. Avrebbe potuto raccontare la stessa storia ed esprimere lo stesso concetto in un racconto breve, e allora sarebbe stata un'interessante critica della modernità ...continua

    L'ho trovato noioso e piuttosto datato. Avrebbe potuto raccontare la stessa storia ed esprimere lo stesso concetto in un racconto breve, e allora sarebbe stata un'interessante critica della modernità (modernità anni Settanta) in chiave socio-psicologica. Ma duecento pagine per descrivermi gli abitanti di un grande palazzo che diventano violenti, paranoici, incivili, sporchi, in preda agli istinti peggiori, peraltro senza alcuna motivazione apparente, be' sono troppe (le duecento pagine, intendo).

    ha scritto il 

  • 2

    Claustrofobico e psicotico

    ...e anche un po' onirico. Ma soprattutto psicotico.
    È la storia di una repentina regressione della civiltà in quel piccolo mondo chiuso che è il condominio.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve recensione su Il Condominio di Ballard

    Pur essendo un libro "terribile" - IL CONDOMINIO di J.G Ballard - ora che l'ho finito di leggere mi manca. Mi è piaciuto molto. Accattivanti gli spunti psico-sociologici, scenografiche le immagini rac ...continua

    Pur essendo un libro "terribile" - IL CONDOMINIO di J.G Ballard - ora che l'ho finito di leggere mi manca. Mi è piaciuto molto. Accattivanti gli spunti psico-sociologici, scenografiche le immagini raccontate con stile surreale e coinvolgente, il tutto costretto in un unico originale scenario che avanza nello Spazio, ma torna indietro nel Tempo istintuale dell'Uomo. Un affascinante libro postmoderno. 5/11/2015

    ha scritto il 

  • 4

    Fantastico libro, un classicone della letteratura distopica.
    Scritto negli anni '70 da questo scrittore londinese, la storia che viene raccontata è in realtà senza tempo: una sorta di fantascienza del ...continua

    Fantastico libro, un classicone della letteratura distopica.
    Scritto negli anni '70 da questo scrittore londinese, la storia che viene raccontata è in realtà senza tempo: una sorta di fantascienza del presente.
    In un enorme, ultramoderno, ultratecnologico condominio londinese di oltre 1000 appartamenti, dotato di ogni genere di servizio e di confort al suo interno, a partire da un guasto all'impianto elettrico, gli abitanti degenerano inesorabilmente nella barbarie e nell'alienazione totale, in un'escalation di violenza e di abbruttimento, dove gli istinti primordiali del genere umano hanno la meglio e dove emerge quanto sia labile e limitato il confine tra le sovrastrutture sociali alla base del vivere democratico e civile e gli istinti umani animaleschi che pervadono ogni essere umano.

    In un'altra chiave di lettura, il condominio assurge anche a simbolo della società: fatta di piani bassi che tendono a voler salire gli ascensori sociali, con tutti i loro limiti, ma vengono tenuti a freno dai piani alti e dal loro potere. E i piani intermedi diventano la zona cuscinetto da asservire alla propria causa, sia dall'alto che dal basso.

    ha scritto il 

  • 3

    Un condominio come metafora della società

    Molto interessante l'idea della degenerazione di un gruppo circoscritto di persone costrette a vivere nello stesso ambiente.
    Purtroppo ho letto questo libro, seppur breve, con molte interruzioni dovut ...continua

    Molto interessante l'idea della degenerazione di un gruppo circoscritto di persone costrette a vivere nello stesso ambiente.
    Purtroppo ho letto questo libro, seppur breve, con molte interruzioni dovute al poco tempo. Consiglio invece una lettura il più possibile continua in modo da memorizzare i personaggi e calarsi meglio nella quotidianità di un condominio di 40 piani con 1000 appartamenti.

    ha scritto il 

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