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Il condominio

Di

Editore: Anabasi

3.8
(1873)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8841730307 | Isbn-13: 9788841730300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Lagorio

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    L'attenzione del Ballard degli anni Settanta si è spostata dalle catastrofi naturali a quelle sociali e in questo libro il suo pessimismo raggiunge una delle punte più acide, ma il risultato finisce per essere inferiore alle promesse iniziali. Gli abitanti di un gigantesco e lussuoso complesso re ...continua

    L'attenzione del Ballard degli anni Settanta si è spostata dalle catastrofi naturali a quelle sociali e in questo libro il suo pessimismo raggiunge una delle punte più acide, ma il risultato finisce per essere inferiore alle promesse iniziali. Gli abitanti di un gigantesco e lussuoso complesso residenziale regrediscono lentamente verso lo stato di natura non appena nei loro costosissimi appartamenti iniziano a emergere inattese magagne sottolineate da black-out sempre più lunghi e diffusi. Lasciati a loro stessi, si rinchiudono in pratica nell'edificio dando inizio dapprima a una serie di feste sfrenate che ben presto degenerano in una sorta di guerra senza quartiere. In una fase iniziale, lo scontro ha i connotati della lotta di classe, con la ricchezza e il benessere che aumentano salendo verso l'alto, ma poi anche questi tenui legami saltano e il tutti contro tutti ha come conseguenza il sorgere di nuove aggregazioni che paiono prendere spunto dai tempi delle caverne. Come si vede, un'idea di base forte e complessa, il cui sviluppo però non soddisfa pienamente, forse perchè il materiale avrebbe potuto essere più efficacemente trattato in un racconto anzichè con un romanzo che, in varie parti, segna un certo calo di tensione narrativa. A parte il fatto che la sospensione dell'incredulità dev'essere forte per ammettere che una comunità di migliaia di persone venga ignorata dal mondo esterno per tre mesi benchè faccia di tutto per non passare inosservata, quello che manca è una linea narrativa forte che sappia fare da catalizzatore per i vari spunti disseminati qua e là. L'attenzione si sposta tra tre personaggi principali, anch'essi molto caratterizzati socialmente: il ricchissimo architetto Royal, che ha progettato il palazzo, l'altoborghese dottor Laing - un medico che non ha mai curato nessuno e conferma la sua ignavia lungo la vicenda - e il fotografo Wilder, esponente della piccola borghesia che si mette in testa di sfidare Royal realizzando una specie di scalata (alla lettera) sociale. Attorno a loro, circola una folla di figure, ognuna con la sua bella dose di nevrosi e follia, che devono lottare per una non facile sopravvivenza: fra di esse, le donne hanno un ruolo assai subalterno, da vittima sacrificale, il che ha dato origine a qualche accusa (forse non così campata per aria) di misoginia. In ogni caso, l'atmosfera che permea queste pagine, sono poco più di duecento, è contrassegnata da una bella dose di claustrofobia e angoscia che finiscono per insinuarsi sotto pelle al lettore anche perchè si finsice per pensare che su molti aspetti l'autore abbia ragione: peccato perciò che l'effetto venga rovinato da uno sviluppo non all'altezza.

    ha scritto il 

  • 3

    La bestialità umana può raggiungere livelli inimmaginabili se lasciata libera di proliferare

    Consigliato da un cliente della libreria che me lo ha gentilmente prestato è letto in una settimana scarsa, alla fine quella del titolo è l'unica considerazione che mi viene in mente. Sicuramente l'idea e l'intuizione sono geniali: un condomino che offre tutti i confort può essere un'ottima culla ...continua

    Consigliato da un cliente della libreria che me lo ha gentilmente prestato è letto in una settimana scarsa, alla fine quella del titolo è l'unica considerazione che mi viene in mente. Sicuramente l'idea e l'intuizione sono geniali: un condomino che offre tutti i confort può essere un'ottima culla per le paranoie, esasperazioni e follie dell'uomo. Dopo un black out si scatena l'inferno e il condominio diventa una sorta di giungla dove la sopravvivenza appartiene ai più forti e a coloro che riescono a mantenere un briciolo di lucidità. La scrittura non lascia niente all'immaginazione, lo schifo e il degrado che l'uomo, lasciato libero di agire, può raggiungere non sono minimamente taciuti. Nota a sfavore il fatto che non vi sia una vera e propria storia, così come non vi è un vero e proprio finale se non accennato a sommi capi e lasciato alla nostra immaginazione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il mio primo approccio a Ballard, e penso che continuerò....

    Condominio nel centro di Londra, 40 piani, 1000 appartamenti, una società in pratica che ci vive all'interno, ognuno con proprio lavoro ben caratterizzato. Lo stabile ha ogni comodità possibile immaginabile (supermercato, piscina, banca), ad un certo punto un piccolo blackout al sistema elettrico ...continua

    Condominio nel centro di Londra, 40 piani, 1000 appartamenti, una società in pratica che ci vive all'interno, ognuno con proprio lavoro ben caratterizzato. Lo stabile ha ogni comodità possibile immaginabile (supermercato, piscina, banca), ad un certo punto un piccolo blackout al sistema elettrico, crea il panico.
    Da questo punto in poi il romanzo è un climax negativo di violenza, anarchia, bestialità del genere umano.

    I protagonisti peggiorano uno dopo l'altro, le loro professioni diventano "futili" e ormai la loro vita 'è' il condominio. Tutti cercano di ambire all'alto, sia nella vita (che ormai non c'è più) che nel condominio (infatti anche gerarchicamente ai piani superiori c'è chi comanda).

    L'autore forse si perde un attimo sul "plot" nudo e crudo (succede poco o niente) ma l'idea è ottima e mi piace lo stile di scrittura, semplice e immediato. Inoltre, anche il finale circolare non è che mi convinca tanto ma forse è una riflessione dell'autore sull'antropologia umana.

    Ora sono incuriosito su altri scritti di Ballard

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo interessante, meno banale di quello che si potrebbe pensare leggendo la trama, narrativamente forse non brillantissimo ma comunque efficace.
    Anche con finale a sorpresa.
    Però ad essere sincero, non mi ha colpito molto. Non saprei dire perché, forse il motivo è che questa visio ...continua

    Romanzo interessante, meno banale di quello che si potrebbe pensare leggendo la trama, narrativamente forse non brillantissimo ma comunque efficace.
    Anche con finale a sorpresa.
    Però ad essere sincero, non mi ha colpito molto. Non saprei dire perché, forse il motivo è che questa visione troppo cinica e disincantata dell'umanità la trovo un po' inverosimile.

    ha scritto il 

  • 3

    Okay, la metafora della società. Okay, le considerazioni antropologiche e sociali. Okay, tutte le connessioni tra sesso, violenza e repressione degli impulsi. Ma la narrazione dov'è? Il romanzo dov'è? Purtroppo "Il Condominio" parte da un'idea eccezionale, ma lo sviluppo prende fin dal principio ...continua

    Okay, la metafora della società. Okay, le considerazioni antropologiche e sociali. Okay, tutte le connessioni tra sesso, violenza e repressione degli impulsi. Ma la narrazione dov'è? Il romanzo dov'è? Purtroppo "Il Condominio" parte da un'idea eccezionale, ma lo sviluppo prende fin dal principio (forse per scelta?) una direzione quasi più rivolta al saggio, che al raccontare davvero una storia. Dal principio alla fine Ballard disattende la più elementare regola dello scrivere, ovvero "show, don't tell". Invece lo scrittore racconta moltissimo e mostra pochissimo (a tratti si ha quasi la sensazione che sia un peccato di pigrizia, piuttosto che una scelta), con il risultato di non riuscire a coinvolgere il lettore e di lasciarlo distaccato e annoiato di fronte alle vicissitudini dei vari protagonisti. Insomma, potenziale enorme, considerazioni interessanti, ma sviluppo che non mi ha coinvolto e mi ha lasciato freddo e deluso.

    ha scritto il 

  • 3

    La mamma mi ha portato al parco e c’era una bancarella di libri vecchi e consunti. Allora prendo questo e mi siedo sotto un grande albero, all’ombra, e mi ritrovo in questo enorme fabbricato dove le persone cominciano a dare di matto. Mi chiedo perché, ma non ho risposta. Continuo imperterrita a ...continua

    La mamma mi ha portato al parco e c’era una bancarella di libri vecchi e consunti. Allora prendo questo e mi siedo sotto un grande albero, all’ombra, e mi ritrovo in questo enorme fabbricato dove le persone cominciano a dare di matto. Mi chiedo perché, ma non ho risposta. Continuo imperterrita a seguire la regressione degli inquilini allo stato di natura, quello di Hobbes (senza Calvin), con la violenza come espressione di potere, il sesso senza senso, il presente come annullamento del futuro, la sopraffazione come affermazione di sé, la percezione dell’altro come un ostacolo alla propria esistenza. La dissoluzione dell’umano avviene in un condominio e gli abitanti inspiegabilmente non scappano, vogliono rimanere lì, essere parte della fine. Mi convinco che il segreto di questo racconto lo conoscono solo gli uccelli che vedono tutto dall’alto, come già mi aveva insegnato lo zio Alfred.

    ha scritto il 

  • 3

    Follia del genere umano? Ok, ci sta. Del resto leggendo la sinossi del libro è quello che ci aspettiamo.


    Violenza? Ok, un po' pure quella, date le premesse. Però Ballard si lascia prendere troppo la mano, e pure un po' troppo presto nel libro.


    Per cui, dopo un inizio promettente, d ...continua

    Follia del genere umano? Ok, ci sta. Del resto leggendo la sinossi del libro è quello che ci aspettiamo.

    Violenza? Ok, un po' pure quella, date le premesse. Però Ballard si lascia prendere troppo la mano, e pure un po' troppo presto nel libro.

    Per cui, dopo un inizio promettente, diventa presto violenza gratuita e folle, e il lettore, che quasi si aspettava un romanzo quasi alla '1997: Fuga da New York' ma in piccolo, si ritrova smarrito nel cercare di dare un senso a ciò che legge... e a non trovarlo.

    Dopo aver letto 'Regno a venire' con una certa soddisfazione, questo libro è stato invece una grossa delusione.

    ha scritto il 

  • 5

    Architettura umana

    Sono sempre stata affascinata dall’uso che fa dello spazio J.G. Ballard. In High rise (tradotto in italiano con ‘Il Condominio’, così, tanto per semplificarsi il pane) i suoi personaggi diventano i protagonisti di un universo entomologicamente umido e brulicante che trova nello spazio occupato la ...continua

    Sono sempre stata affascinata dall’uso che fa dello spazio J.G. Ballard. In High rise (tradotto in italiano con ‘Il Condominio’, così, tanto per semplificarsi il pane) i suoi personaggi diventano i protagonisti di un universo entomologicamente umido e brulicante che trova nello spazio occupato la propria cifra sociale; il proprio senso ultimo nel mondo. Il modo in cui Ballard imbeve le geometrie di simboli taglienti, la degenerazione sentimentale che deriva dalla salita fisica progressiva nell’edificio è, visivamente, una delle cose più potenti mai scritte.
    Deriva, abbrutimento, involuzione, distruzione, sono le divinità che presiederanno alla vita di questa nuova comunità umana. E così, nel luogo dove prima c’era un pensiero di famiglia, ora vive la sovversione; dove c’era la ricerca di solitudine, si abbatte l’annullamento di ogni potenzialità dell’anima. Crudele, lucidissimo, sociologicamente necessario. J.G.Ballard è un architetto dell’anima.

    ha scritto il 

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