Il condominio

Di

Editore: Anabasi

3.7
(2003)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8841730307 | Isbn-13: 9788841730300 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Lagorio

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 2

    un libro del suo tempo, gli anni 70, in cui l'unica 'storia' possibile è quella dell'immotivata, immotivabile, regressione allo stato brado dell'uomo di un iperaccessoriato futuro. scrittura top, imma ...continua

    un libro del suo tempo, gli anni 70, in cui l'unica 'storia' possibile è quella dell'immotivata, immotivabile, regressione allo stato brado dell'uomo di un iperaccessoriato futuro. scrittura top, immagini che rimangono, ma se dovessi dire che Ballard è stato per me una rivelazione, francamente, no.

    ha scritto il 

  • 3

    pensate ad un palazzo di 40 piani e mille appartamenti, elegante, residenziale e modernissimo. All'inizio è un paradiso, un sistema unico ed indipendente (all'interno vi sono scuole, nidi, piscine, ri ...continua

    pensate ad un palazzo di 40 piani e mille appartamenti, elegante, residenziale e modernissimo. All'inizio è un paradiso, un sistema unico ed indipendente (all'interno vi sono scuole, nidi, piscine, ristoranti, centri commerciali, decine di ascensori, un innovativo sistema di raccolta rifiuti etc). Eppure qualcosa si rompe, simbolicamente inizia con la mancanza di luce in alcuni piani del mezzo...da qui inizia la decadenza del condominio e dei suoi abitanti. Tutto diventa una lotta ed un'ascesa dicoloro che abitano i piani inferiori per raggiungere i superiori. I corridoi diventano pattumiere così come l'esterno dove si concentrano uccellacci, molti ascensori vengono transennati, nella piscina galleggiano rifiuti, cani e persone. Gli appartamenti dove prima si celebravano feste diventano teatro di uccisioni e stupri. Ballard usa molto la simbologia ed un linguaggio cinematografico. Personalmente ho trovato l'idea di base ottima, ma poi nelle pagine un pò troppa ripetizione

    ha scritto il 

  • 5

    "In seguito, mentre mangiava del cane seduto sul balcone, il dottor Robert Laing ripensò agli insoliti avvenimenti che si erano succeduti all'interno dell'enorme condominio nel corso dei tre mesi prec ...continua

    "In seguito, mentre mangiava del cane seduto sul balcone, il dottor Robert Laing ripensò agli insoliti avvenimenti che si erano succeduti all'interno dell'enorme condominio nel corso dei tre mesi precedenti."

    ha scritto il 

  • 4

    Concordo con le precedenti osservazioni sul simbolismo di Ballard, ma quello che scrivo oggi è un'osservazione che mi ha suscitato a caldo la lettura di questo romanzo crudele, con poca speranza, a t ...continua

    Concordo con le precedenti osservazioni sul simbolismo di Ballard, ma quello che scrivo oggi è un'osservazione che mi ha suscitato a caldo la lettura di questo romanzo crudele, con poca speranza, a tratti fastidioso.

    Due aspetti mi hanno toccato: la voglia irrefrenabile di sentirsi parte del gruppo escludendo e denigrando chi non appartiene allo stesso insieme di persone (e la psicologia sociale ha scritto trattati su questo punto che esemplificano i meccanismi e le dinamiche) e il bisogno di regole - questa invece è una mia deduzione.
    Quanti si scocciano delle regole che la società "più o meno civile" in cui viviamo ci impone? Ecco ne Il condominio di Ballard vige l'assenza di regole, la supremazia dell'istinto. Nel precipitare verso la brutalità e l'assenza di rispetto c'è una forte componente legata "oggi faccio quello che mi pare": le persone non si lavano, buttano l'immondizia ovunque, non vanno più a lavorare (e non dico altro...). L'assenza di un ordine senza che ci sia un istinto animale vero, provoca caos e orrore. Con "istinto animale vero" intendo quello che permette agli animali di muoversi in base a comportamenti di fuga, di attacco legati alla sopravvivenza della specie e poco altro, non al capriccio. L'uomo in balia dell'istinto è un animale non necessariamente guidato dalla sopravvivenza.

    Ne Il condominio il capriccio è padrone, subdolo, traditore e per alcuni affascinante.
    Il condominio di Ballard è un incubo, forse per la paura che qualcosa di anche lontanamente simile possa realizzarsi.

    ha scritto il 

  • 1

    Ci si perde per strada

    L'avvio era perfetto, l'idea veramente interessante ma lo sviluppo centrale del libro è noioso fino all'inverosimile. Non so... forse l'intento era di ingenerare nel lettore una ripetitività che in qu ...continua

    L'avvio era perfetto, l'idea veramente interessante ma lo sviluppo centrale del libro è noioso fino all'inverosimile. Non so... forse l'intento era di ingenerare nel lettore una ripetitività che in qualche modo evocasse il tema ossessivo del libro...può darsi, ma con me non ha funzionato molto. Ho provato a sospendere per un po' ma a riprenderlo non ce la faccio proprio. Getto la spugna.

    ha scritto il 

  • 5

    riletto a distanza di molti anni, si conferma un capolavoro assoluto, uno tra i massimi di Ballard. Ora che ho potuto confrontare le traduzioni, devo dire che quella della vecchia edizione Urania non ...continua

    riletto a distanza di molti anni, si conferma un capolavoro assoluto, uno tra i massimi di Ballard. Ora che ho potuto confrontare le traduzioni, devo dire che quella della vecchia edizione Urania non se la cava male a confronto della più recente edizione feltrinelli, ma è penalizzata da pesanti sforbiciate nei passaggi più sessualmente espliciti. Quindi l'urania è consigliabile solo per la bellissima copertina di Karel Thole

    ha scritto il 

  • 3

    ottima sceneggiatura per un film

    ma dal punto di vista narrativo, definirei stile e scrittura di J.G. Ballard 'casuali', affrettati in punti che meriterebbero invece approfondimento, e ripetitivi in altri. L'argomento trattato, in ...continua

    ma dal punto di vista narrativo, definirei stile e scrittura di J.G. Ballard 'casuali', affrettati in punti che meriterebbero invece approfondimento, e ripetitivi in altri. L'argomento trattato, invece, è affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    Tutti odiano le riunioni di condominio. Circondati da autentiche facce da culo, ci lanceremo sul primo malcapitato vicino pur di sfogare la nostra rabbia repressa. Perché il vicino fa cacare il suo ca ...continua

    Tutti odiano le riunioni di condominio. Circondati da autentiche facce da culo, ci lanceremo sul primo malcapitato vicino pur di sfogare la nostra rabbia repressa. Perché il vicino fa cacare il suo cane vicino all'entrata principale, annaffia i fiori bagnandoci i panni stesi, fa casino nelle ore più assurde e ci guarda con ostentata superiorità. Questa può essere la vita di condominio, un inferno, una lotta di sopravvivenza. Ballard non deve aver avuto una buona vita condominiale e la sua frustrazione l'ha riversata durante la stesura di questo romanzo breve (sia mai che un libro di Ballard arrivi alle 300 pag).
    La trama in realtà è molto semplice, tre diversi protagonisti di tre estrazioni sociali diverse conducono allegramente la loro vita all'interno di un complesso all'avanguardia. I giorni passano nella tranquillità all'interno della loro prigione fatta di consumismo, alienazione e festini. Ma questa pantomima non è programmata per durare in eterno. Ed ecco che piano, piano succede qualcosa. Il complesso comincia ad avere un declino nei servizi e i suoi abitanti possono solo impazzire in una spirale delirante. Si creano gruppi organizzati all'interno dell'edificio e inizia così una gara di sopravvivenza degna del migliore Mad Max. Sembra di trovarsi dinnanzi a una vicenda post apocalittica fatta di stupri, violenza e distruzione. La pazzia contorna le diverse vicende dei nostri tre personaggi principali sino all'epilogo finale. Lo scopo finale non è solo riflettere sulla natura umana ma anche sull'alienazione di una certa concezione architettonica tanto cara negli anni '70. Con una critica precisa agli arrampicatori sociali a coloro che pur di emergere distruggono la loro natura umana diventando bestiali. Sì perché lo scopo finale di due personaggi principali è la prevaricazione, sino ad arrivare all'attico dell'architetto che ha progettato lo stabile. Una corsa all'apogeo che metterebbe fine alle lotte intestine decretando il sovrano del condominio. Il taglio che usa Ballard é estremamente cinematografico, inteso ed a tratti orrorrifico. Mi sorprende che nessun produttore di film o di serie televisive non si sia adoperato per trasformare questo romanzo eccellente in un opera cinematografica di sicuro successo.
    Ballard risulta come al solito preciso nelle descrizioni, mai ridondante e avvincente. Non posso che consigliarlo spassionatamente, sopratutto a quelli che vorrebbero leggere qualcosa di originale, critico ma non eccessivamente prolisso e palloso.

    ha scritto il 

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