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Il conformista

Di

Editore: Bompiani - Fratelli Fabbri

3.9
(461)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 393 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese

Isbn-10: A000158762 | Data di pubblicazione:  | Edizione 29

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Conforme è bello, conforme è giusto

    Voler essere come tutti gli altri per avere la vita perfetta. Marcello ci riesce. E' una spinta più che esterna, è interna, un'idea che gli è chiara già dalla prima giovinezza. Grottesco: un bambino che nella sua presunta purezza è già corrotto nella mente. Una riflessione che fa venire il mal di ...continua

    Voler essere come tutti gli altri per avere la vita perfetta. Marcello ci riesce. E' una spinta più che esterna, è interna, un'idea che gli è chiara già dalla prima giovinezza. Grottesco: un bambino che nella sua presunta purezza è già corrotto nella mente. Una riflessione che fa venire il mal di stomaco.
    Per il resto della sua vita poi beh... Fa quello che fanno tutti. Il conformarsi è una specie di inconscia ossessione, Marcello è un attento osservatore che studia la massa per diventarne la cellula migliore, per omologarsi il più perfettamente possibile.
    Anche l'adesione al partito fascista diventa un'azione dettata da una "moda": era il partito più in vista di qui la sua adesione, non totalmente consapevole dell'ideologia. Del resto... Cosa può importare di un'ideologia malata quando tutti sono infetti? Il suo compito all'interno è quello della spia: cercare le anomalie del sistema e distruggerle. Un professore comunista a Parigi diventa il suo obiettivo ma del resto il professore non è nemmeno la prima vittima...
    Un romanzo dimenticato in un'epoca che ha un disperato bisogno di una letteratura di questo genere. Siamo felici solo se siamo come gli altri e il diverso va isolato perché è portatore di un'idea infetta. Se l'idea si diffonde, il pericolo è che ognuno pensi con la propria testa: la nascita di una società di anarchia del pensiero. Nulla di più pericoloso.
    Per Moravia il fascismo e la vicenda di Marcello sono solo un pretesto per parlare di qualcosa che è tremendamente odierno e abbiamo sotto il naso (dentro il cervello) tutti i giorni.

    ha scritto il 

  • 0

    ✰✰✰✰ molto buono

    Ricordo che fu uno dei romanzi di Moravia che preferii.


    Il protagonista è un uomo che fu un ragazzino particolare, Marcello. E’ bello, vagamente femmineo, e dietro di sé ha lo spettro del proprio istinto sadico (uccide le lucertole, tira sassi al vicino e fionda un gatto, le armi, il pia ...continua

    Ricordo che fu uno dei romanzi di Moravia che preferii.

    Il protagonista è un uomo che fu un ragazzino particolare, Marcello. E’ bello, vagamente femmineo, e dietro di sé ha lo spettro del proprio istinto sadico (uccide le lucertole, tira sassi al vicino e fionda un gatto, le armi, il piacere nell’assistere alle liti dei genitori) e dell’abuso di un pedofilo che proprio giocando sulla passione per le armi lo attira in un trappola in cui Marcello lo ucciderà.
    Nella realtà i genitori poco si dedicano a lui: il padre preso dalle gelosie e forse dai prodromi della follia, la madre dalla sua bellezza e dalla sensualità, l’amico che abita vicino è un bambino insulso. Marcello non ha modo di confrontare le proprie esperienze con qualcuno. I discorsi delle domestiche riportano luoghi comuni che lo terrorizzano. La scuola gli piace: finalmente regole chiare. Ma non esistono regole chiare per rapportarsi coi compagni quando questi lo chiamano Marcellina.
    Nella realtà il pedofilo è a sua volta indeciso. Fino al pomeriggio in cui, alla ricerca della famosa pistola promessa, Marcello incoscientemente civetta con lui. L’abuso non avviene, ma il colpo di rivoltella si.

    Questo cresce sentendosi anormale (inclinazioni sessuali? l’omicidio?) e non vuole sentirsi diverso dagli altri. Nella ricerca della normalità come la società se l’aspetta, vuole sicurezza e la possibilità di allontanare i fantasmi. Siamo nel Ventennio e la normalità era Dio, Patria e famiglia, più i corollari quotidiani.
    Lavora al Ministero, è fascista, anzi spia per il regime, si fidanza con una ragazza della piccola borghesia, giovane, burrosa, piena zeppa di normalità, ha rapporti con lei sessualmente promettenti, la casa, l’arredamento e tutte le minutaglie uguali a quelle di tutte le case (i mobili scuri finto antico, i soprammobili vezzosi, tante ex bomboniere), il matrimonio d’ordinanza.

    Sembra tutto facile, raggiunto, ma lui comprende di dover pagare in qualche modo questo suo celarsi nella massa con il rinunciare alla propria individualità e alla propria personale libertà.
    Il viaggio di nozze a Parigi sarà l’occasione per individuare un ex professore antifascista, segnalarlo e dare il via al suo assassinio.
    L’assassinio avverrà e lui verrà a sapere che era stato cancellato.
    A Roma, mentre la città festeggia la caduta del fascismo, scopre che il pedofilo non era morto.
    “Io quando ti ho conosciuto ero innocente … e dopo non lo sono più stato, mai più.
    Ma tutti, Marcello, siamo stati innocenti .. E tutti la perdiamo la nostra innocenza, in un modo o nell’altro … è la normalità.””
    Tutto era fasullo, il peccato originale non esiste.
    Ha la percezione di essere solo il tramite per il quale passano forze che lui non controlla: tutto quello che è avvenuto, è avvenuto perché doveva avvenire.

    Moravia ha cercato di rappresentare la borghesia e le sue magagne (fin dagli Indifferenti, La Romana etc), ma come diceva lui era difficile “per un borghese andare contro la propria classe, a meno di una scissione completa di sé stesso”.
    Il fascismo, perché? I valori negativi del singolo diventavano valori positivi a livello nazionale. La meschinità piccolo borghese diventava patriottismo. Per Marcello il prezzo che deve pagare per integrarsi è il delitto e lui accetta.
    L’integrazione nel fascismo si pagava sempre con un delitto. O verso sé stessi andando a morire in guerre inutili o mettendo le proprie ombre a disposizione. Non si diventava criminali perché fascisti, ma si aderiva al fascismo perché qualche fantasma abitava dentro di noi. Una delle possibili interpretazioni: questa è quella di Moravia.

    Comunque questo è soprattutto il romanzo di una solitudine e di un’impotenza. Marcello, pur avvertendole intorno a sé, non ha cercato la dannazione, né la grazia, che sono rimaste brevi lampi, ma solo la normalità fuggendo la verità. Tanti sono i momenti in cui la religione si affaccia nella sua vita, ma non ne ricava alcun aiuto, eppure la conclusione verrà dal cielo.

    Il linguaggio è scabro, essenziale, quanto di più lontano da D’Annunzio (imperante all’epoca della gioventù di Moravia non ha lasciato segni). Ogni tanto c’è uno sprazzo d’immagine poetica, subito lasciata come fosse un cedimento.

    Oggi Marcello avrebbe fatto meno fatica: l’omologazione (ora si dice così) è pressoché totale e, direi, inevitabile e pervasiva. Assolutamente sì.
    23.05.2014

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre interessante la lettura di Moravia. Asciutta, secca, senza pietà per sE e per il lettore. Eppure se ne ricava un piacere non troppo sottile durante la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    ergo?

    lo leggi, la scrittura é scorrevole, ma l'intreccio appare grosso in fondo non accade nulla, la storia del protagonista si perde, provoca qualche riflessione, l'intreccio é scialbo.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/04/03/il-conformista-alberto-moravia/


    “Ricordò improvvisamente che aveva finito le sigarette ed entrò in una tabaccheria, nella galleria di Piazza Colonna. Andò al banco e chiese le sigarette preferite; in quel momento stesso, altre tre persone chied ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/04/03/il-conformista-alberto-moravia/

    “Ricordò improvvisamente che aveva finito le sigarette ed entrò in una tabaccheria, nella galleria di Piazza Colonna. Andò al banco e chiese le sigarette preferite; in quel momento stesso, altre tre persone chiedevano le stesse sigarette e il tabaccaio rapidamente disseminò, sul marmo del banco, davanti le quattro mani che tendevano il denaro, quattro pacchetti identici che con identico gesto le quattro mani ritirarono. Marcello notò che prendeva il pacchetto, lo palpava per vedere se fosse abbastanza morbido e quindi ne lacerava l’involucro nella stessa maniera degli altri tre. Notò pure che due dei tre riponevano come lui il pacchetto in una piccola tasca interna della giubba. Finalmente uno dei tre, appena uscito dalla tabaccheria, si fermava ad accendere la sigaretta con un accendino d’argento, in tutto simile al suo. Queste osservazioni destavano nel suo animo un compiacimento quasi voluttuoso. Sì, era uguale agli altri, eguale a tutti. A coloro che compravano le sigarette della stessa marca e con gli stessi gesti suoi, a coloro che, al passaggio di una donna vestita di rosso, si voltavano a sbirciare, e lui con loro, il fremito delle solide natiche sotto al tessuto sottile del vestito. Sebbene, come per quest’ultimo gesto, la somiglianza talvolta fosse in lui più voluta per imitazione che originata da analoga conformità di inclinazioni”.

    (Alberto Moravia, “ll conformista”)

    Marcello è un funzionario ministeriale, ma ancora di più una spia, ed è incaricato dal regime di andare a Parigi per inseguire un professore, suo vecchio conoscente e attivista anti-fascista. Servendosi di questa trama, e con sullo sfondo il ventennio fascista, Moravia tratteggia la figura del conformista, con esiti che vanno bel al di là dei riferimenti storici, dando sfoggio, anche in questo romanzo, della sua grande capacità di penetrare nella psicologia dei personaggi, mai banali o stereotipati, sempre posti di fronte a scelte, a passioni che scombinano le loro esistenze.
    Ma cosa rende Marcello un conformista? O meglio, chi è il conformista del romanzo? Il conformista desidera la normalità per fuggire dalla sua diversità, ha bisogno di ordine e di sentire che le scelte che egli ha compiuto nella vita non potevano che essere quelle. Il conformista crede che la verità possa essere trovata solo confondendosi nella folla, acquisendone le abitudini, ma ha un segreto ribrezzo dei singoli individui che compongono quella stessa folla di cui vuole fare parte. Il conformista si sposa perché altrimenti diventerebbe l’amante della propria donna, vuole che il suo amore, o ciò che crede tale, sia codificato da autorità che ne certifichino la legalità. Il conformista non crede in Dio, ma si confessa perché anche il prete è un anello della catena della normalità. Persino l’atto sessuale, per il conformista, è solo un modo per non sentirsi diverso dal modello di maschio dominante. Il conformista vuole essere buon marito, buon soldato, buon cittadino, ma il suo concetto di “buono” è strettamente correlato a ciò che gli è stato inculcato da bambino e da suddito.
    “Il conformista” è un romanzo da leggere, per metterci in guardia dal rischio di essere anche noi dei “conformisti” o dei “conformisti dell’anti-conformismo”.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ossessiva ricerca della normalità di un ragazzo cresciuto lontano dall'amore e dal calore di una vera famiglia. Un romanzo graffiante dove si soffre per una vita sfortunata, macchiata e segnata irrimediabilmente dalla prematura perdita dell'innocenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono libri che non puoi dimenticare, per me questo fa parte della categoria. Come dimenticare Marcello con la sua ossessione di "normalità" da ottenere ad ogni prezzo? Giulia con la sua finta ingenuità e la sua naturale voglia di vivere? oppure Lina, sensuale e misteriosa? Il conformista è un ...continua

    Ci sono libri che non puoi dimenticare, per me questo fa parte della categoria. Come dimenticare Marcello con la sua ossessione di "normalità" da ottenere ad ogni prezzo? Giulia con la sua finta ingenuità e la sua naturale voglia di vivere? oppure Lina, sensuale e misteriosa? Il conformista è un romanzo profondo che riesce a turbare e catturare con il suo fascino ambiguo. Ed in fondo rimane lo specchio dell'animo umano, incapace di accettarsi e conoscersi a fondo e portato a nascondersi dietro il conformismo del titolo, pur di non scoprire verità troppo scomode.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Troppo cerebrale...

    ...anzi cervellotico. Fredda l'analisi di una personalità, quella di Marcello il nostro protagonista, che è fredda,come pure quella del suo carnefice Lino, banale quella della moglie e via così.
    Pur tuttavia il contesto tetro, scarno e subdolo del fascismo si evidenzia ma soprattutto si int ...continua

    ...anzi cervellotico. Fredda l'analisi di una personalità, quella di Marcello il nostro protagonista, che è fredda,come pure quella del suo carnefice Lino, banale quella della moglie e via così.
    Pur tuttavia il contesto tetro, scarno e subdolo del fascismo si evidenzia ma soprattutto si intuisce così come nel mio immaginario, quello di uno che non l'ha vissuto.
    Insomma un pò di fatica ma alla fine si riesce a digerire.

    ha scritto il