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Il congresso di futurologia

By Stanislaw Lem

(180)

| Others | 9788871683805

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Book Description

Un celebre astronauta partecipa all'ottavo Congresso di Futurologia. Arena delcongresso: un Hilton Hotel di dimensioni ciclopiche, in Costaricana. L'Hiltonpullula di eventi, convention, simposi, mentre fuori, per le strade, impazzala rivoluzione. Spe Continue

Un celebre astronauta partecipa all'ottavo Congresso di Futurologia. Arena delcongresso: un Hilton Hotel di dimensioni ciclopiche, in Costaricana. L'Hiltonpullula di eventi, convention, simposi, mentre fuori, per le strade, impazzala rivoluzione. Sperduto fra le segretarie in topless del raduno degli EditoriLiberati, morigerati Collezionisti di Fiammiferi, esimi psichiatri, nel mezzodei "lavori" l'astronauta viene narcotizzato, prelevato da un elicotterodell'esercito americano e alloggiato in una casa di cura. Lì, viene ibernato.Passa qualche decennio, e nel luglio 2039, riprende coscienza in un mondo,ovviamente, molto diverso. Un mondo pieno di marchingegni diabolici, in cuituttavia non sono i robot a dominare la scena.

21 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    niente da dire, Lem alla massima potenza.
    Non capisco una cosa, però, nella prima pagina c'è una frase che non significa un cavolo.
    Mi chiedo, la causa è:
    1- una traduzione imprecisa
    2 - una distrazione dell'autore a cui nessuno, finché era in vita, ...(continue)

    niente da dire, Lem alla massima potenza.
    Non capisco una cosa, però, nella prima pagina c'è una frase che non significa un cavolo.
    Mi chiedo, la causa è:
    1- una traduzione imprecisa
    2 - una distrazione dell'autore a cui nessuno, finché era in vita, ha mai avuto il coraggio di porre rimedio per non incorrere nel peccato di hybris.
    3 - una minchiatona mia, che avevo sonno e mi sono confuso?

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    Manuppo, Popolello e il Cisternario said on Jan 22, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Aldol Darkene Triptizol. Noan Anasclerol. Aggresium Frustrandol, Flagellina e Furiasol

    Più giù più giù, sto precipitando forse sto volando più giù più giù.
    Non so dire, in realtà, se questo libro mi sia piaciuto o meno.
    L'idea di base, quella di un'astronauta che partecipa all'ottavo congresso mondiale di futurologia in Costari ...(continue)

    Più giù più giù, sto precipitando forse sto volando più giù più giù.
    Non so dire, in realtà, se questo libro mi sia piaciuto o meno.
    L'idea di base, quella di un'astronauta che partecipa all'ottavo congresso mondiale di futurologia in Costaricana, durante il quale succede davvero di tutto (sfiorando l'assurdo), è un'idea molto originale.
    La prima metà del romanzo, sebbene leggermente caotica, è la parte che più ho preferito. Non tanto per come sia strutturata la narrazione, quasi totalmente priva di dialoghi e di informazioni chiare circa cosa stia succedendo, quanto piuttosto per ciò che l'autore narra, rendendolo visionario a tal punto da sembrare quasi plausibile, almeno nel mondo in cui ci troviamo.
    Lem, infatti, inventa un mondo nel quale è possibile controllare le emozioni grazie a delle sostanze chimiche; assumendo una pasticca di Felicitol e una di Euforiasol è possibile passare, in brevissimo tempo, da uno stato emotivo negativo al rasentare l'euforia. Un mondo in cui le guerriglie urbane si gestiscono non attraverso il lancio di lacrimogeni ma tramite le BAP, bombe d'amore per il prossimo. Così chi ha dato inizio allo scontro, mosso da un impetuoso slancio d'affetto, cercherà di abbracciare e baciare il nemico.
    Alcuni aspetti di questo romanzo mi hanno ricordato Philip K. Dick (le emozioni controllate, ad esempio, sono presenti in "Ma gli androidi sognano le pecore elettriche?", sebbene nel romanzo di Dick il controllo non avvenga tramite psicofarmaci ma attraverso dei codici); non so bene se si tratta di scopiazzature (chi ha copiato da chi?), di semplici tributi o di somiglianze dovute al fatto che gli autori siano praticamente contemporanei. Il visionario mondo di Lem, comunque, non è neanche lontanamente simile a quello di Dick che risulta più complesso, diversamente strutturato.
    La seconda parte del romanzo, scritta come se si trattasse di un diario personale, è sì meno caotica ma anche, secondo me, meno coinvolgente.
    Lo scrittore non approfondisce del tutto alcune informazioni, lasciando che stiano lì, come a prender polvere. Lo stesso accade anche con alcuni personaggi, tra i quali Aileen. Chi è? Che ruolo ha nella vita di Tichy? Apparentemente sembra nessuno, dato che l'autore non si prende la briga nemmeno di descrivercela fisicamente eppure, secondo me, poteva essere un personaggio interessante se fosse stata sviluppata in modo migliore.
    Verso quasi la fine del libro anche alcuni dialoghi sembrano inutili al fine dello sviluppo della trama. Il professor Trottelreiner, ad un certo punto, durante un incontro con il nostro Tichy, ci investe di informazioni confuse, senza approfondirle. Rimangono così inutili nozioni sui termini che verranno, un giorno, impiegati per indicare oggetti, situazioni, persone che non esistono ancora.
    Interessante, invece, l'ultima parte del romanzo che ci porta a riflettere su quanto la società influisca sul nostro modo di percepire la realtà che ci circonda. Ciò di cui Tichy si rende conto, ciò che i suoi occhi e le sostanze del professor Trottelreiner gli mostreranno, possiede, se vogliamo, tinte macabre e un po' dark.
    Con uno stile che ci porta sempre a domandarci se ciò che stiamo leggendo stia davvero accadendo al protagonista o sia una delle sue innumerevoli allucinazioni, Stanislaw Lem descrive, nel dettaglio, un mondo allo stremo delle sue forze e ci lascia intuire che dietro alla perfezione che pensiamo di star vivendo si nasconda una triste realtà, celata abilmente da chi ci governa. Uno scenario agghiacciante che, se ci riflettiamo, non sembra poi così assurdo.

    Recensione presente anche sul mio blog: http://librangoloacuto.blogspot.it/2012/08/recensione-i…

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    Nereia said on Aug 16, 2012 | Add your feedback

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    L'astronauta Ijon Tichy viene invitato ad un congresso di futurologia presso uno stato del centro America, la Costaricana, che ricorda alquanto lo stato libero di Bananas di Woody Allen. L'alloggio consiste in un hotel dalle dimensioni inconcepibili ...(continue)

    L'astronauta Ijon Tichy viene invitato ad un congresso di futurologia presso uno stato del centro America, la Costaricana, che ricorda alquanto lo stato libero di Bananas di Woody Allen. L'alloggio consiste in un hotel dalle dimensioni inconcepibili ed il congresso verte sulle questioni che affliggono l'umanità in sovrannumero su un pianeta dalle capacità pur sempre finite.

    La Costaricana è afflitta da una guerra civile ed i lavori del congresso sono funestati dall'attacco americano durante il quale Tichy viene prelevato da quest'ultimi ed ibernato, per svegliarsi diversi decenni dopo in un mondo estremamente mutato. Diversamente dalla fantascienza più comune, la scienza non ha prodotto invenzioni tecnologiche legate all'informatica, quali computer o robot estremamente evoluti, ma ha virato verso la modificazione della percezione che l'uomo ha del mondo. Questo grazie all'incredibile quantità di farmaci dagli effetti più disparati che possono anche far avere allucinazioni di qualsiasi tipo e per qualsiasi durata di tempo; si parla infatti di farmacocrazia, chimicocrazia o qualsiasi altro neologisma che vi possa venire in mente :).

    Ad aprire gli occhi di Tichy sul mondo che lo circonda è il suo vecchio mentore, il professore Trottelreiner, anch'egli ibernato e risvegliatosi in questa nuova realtà, dove si è appassionato di una nuova "materia umanistica", consistente nel creare un nuovo linguaggio che prenda il posto della lingua precedente. Non vedete un'analogia con "1984" di Orwell? In questo modo si vuole creare una rottura col passato e rendere più facile l'accettazione delle novità.

    L'ho trovato un racconto di fantascienza atipico e per certi versi un'allegoria della nostra società. L'ultimo episodio che coinvolge Tichy e Trottelreiner è davvero forte ed angosciante, anche se il finale, non troppo convincente, mitiga il tutto lasciando al lettore trarre le conclusioni su cosa sia stato reale o meno della storia narrata. O se sia, addirittura, una visione del futuro imminente.

    La recensione è presso http://www.jhack.it/blog/2012/01/06/il-congresso-di-fut…

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    Jhack ❦ said on Jan 6, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lem nella sua produzione narrativa ha vari stili di scrittura, che spaziano dal serio, al grottesco, al favolistico. In questo romanzo del 1970 abbiamo lo stile grottesco, soprattutto nella prima metà del libro, con una trama che non si capisce dove ...(continue)

    Lem nella sua produzione narrativa ha vari stili di scrittura, che spaziano dal serio, al grottesco, al favolistico. In questo romanzo del 1970 abbiamo lo stile grottesco, soprattutto nella prima metà del libro, con una trama che non si capisce dove voglia andare a parare. Poi piombiamo nella seconda parte, completamente staccata dalla prima (e per molto tempo ci si chiede se nell'opera c'era davvero bisogno della prima parte). In questa seconda parte l'autore fa sfoggio di creatività farmaco-terminologica a lungo andare eccessiva (ma onore ai traduttori che hanno dovuto affrontare l'impresa di rendere i termini in italiano) al servizio di un'idea di fondo che verrà in seguito ripresa, saccheggiata, aggiornata dai vari Matrix, e un po' anche da "Inception".

    Lem scrive bene, ma spesso eccede nel grottesco e nella sovrabbondanza. Inoltre il romanzo presenta il finale probabilmente più brusco e improvviso di tutta la letteratura fantascientifica, che lascia un po' delusi.

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    Nicatel said on Dec 24, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Quando non è possibile modificare la realtà bisogna offuscarla: è l'ultimo dovere umanitario che ci rimane"

    L'ho trovato un ottimo libro, peraltro scritto molto bene. Qualcuno potrebbe obiettare che è un po' troppo monotematico, perché in realtà nel libro non c'è altro se non una serie di viaggi allucinati compiuti dal protagonista. In realtà è proprio que ...(continue)

    L'ho trovato un ottimo libro, peraltro scritto molto bene. Qualcuno potrebbe obiettare che è un po' troppo monotematico, perché in realtà nel libro non c'è altro se non una serie di viaggi allucinati compiuti dal protagonista. In realtà è proprio questa la forza del romanzo. A un certo punto non si capisce più quando un fatto è reale o un'allucinazione, facendo venire seri dubbi anche nel finale. E' un finale vero, o il protagonista è ancora sotto i fumi della droga? Il messaggio di fondo che mi sono permesso di interpretare si potrebbe riassumere così: la vita non è che uno stato mentale. Se qualcosa, dentro di noi, cambia, o per l'effetto di droghe o per fenomeni tipo Matrix o semplicemente per misteriosi fenomeni psicologici, come possiamo accorgerci che quel che stiamo vedendo sia irreale? Quanto ho appena detto si riferisce al messaggio che ho voluto per forza tirar fuori dal libro, in realtà questo romanzo è impostato in maniera del tutto burlesca, ricordando un po' il modo di scrivere del nostro Stefano Benni, quindi non so quanto in realtà sia da prendere sul serio. Comunque è davvero divertente, e in questo Lem mi ha colto di sorpresa. Infatti l'unico altro libro dell'autore che avevo letto era "Solaris", un testo decisamente serioso. Ho trovato molto interessante anche l'idea di una società in cui ogni azione viene compiuta utilizzando specifici psicofarmaci, togliendo qualsiasi spazio alla spontaneità. Attuale? Non saprei, intanto ne consiglio la lettura.
    http://clarkevivo.blogspot.com/2011/12/il-congresso-di-…

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    Sbulf said on Oct 17, 2011 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (180)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
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    • 1 star
  • Others 157 Pages
  • ISBN-10: 8871683803
  • ISBN-13: 9788871683805
  • Publisher: Marcos y Marcos
  • Publish date: 2003-01-01
  • Also available as: Hardcover
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