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Il conquistatore del mondo

Vita di Gengis Khan

Di

Editore: Adelphi (L'oceano delle storie, 15)

3.9
(26)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 337 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845925935 | Isbn-13: 9788845925931 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena Sacchini

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: History , Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un meraviglioso racconto, così sembra questa biografia dello storico Grousset della vita di uno dei più spietati condottieri della storia, Gengiz Kahn. Un racconto perché il testo ha un tale ritmo di scrittura, una capacità di narrare fatti, gesta e personaggi e un'ironia tali da non farlo sembra ...continua

    Un meraviglioso racconto, così sembra questa biografia dello storico Grousset della vita di uno dei più spietati condottieri della storia, Gengiz Kahn. Un racconto perché il testo ha un tale ritmo di scrittura, una capacità di narrare fatti, gesta e personaggi e un'ironia tali da non farlo sembrare un'opera di saggistica, ma di fantasia, di epica moderna. La vita dell'imperatore mongolo è tratteggiata fin dall'infanzia seguendo una continuità di azioni che fanno perfettamente percepire al lettore la grandezza strategica del condottiero. Uno straccione analfabeta e senza terra, questi era Gengiz Kahn, ma uomo di straordinarie intelligenza, lungimiranza, carisma, violenza, umiltà e giustizia. L'imperatore mongolo era adorato dal suo popolo, amato da una moglie, Borte, influente, rispettata e costantemente tradita, senza che rispetto e tradimenti potessero costituire una contraddizione. Un uomo giusto, ma senza pietà e senza misericordia che fece sterminare interi popoli, uccidere parenti stretti, trucidare traditori anche se avevano tradito un nemico. Mise a ferro e fuoco Pechino, Bukhara, le città persiane, quelle turche. Non ebbe quasi mai rispetto né capacità di capire la vita della città, lui nomade vissuto a cavallo. Perpetrò interi genocidi, non ebbe pietà per vecchi, donne o bambini. Era sempre in prima linea, fedele alla parola data e pretendendo fedeltà e coerenza. Costruì tuttavia un impero liquido, senza scrittura, senza istituzioni solide, senza veri e propri eredi. Alla sua morte si sfaldò perché nessuno dei suoi figli riuscì a ereditarne il prestigio. Da leggere. Appassionante.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà che su Gengis Khan è praticamente impossibile non avere un'idea, magari bislacca, di chi sia stato e cosa abbia conquistato, leggere questa biografia mi è risultato quasi un dovere autoimposto, giusto per non tralasciare uno dei personaggi che hanno segnato la memoria collettiva non solo del ...continua

    Sarà che su Gengis Khan è praticamente impossibile non avere un'idea, magari bislacca, di chi sia stato e cosa abbia conquistato, leggere questa biografia mi è risultato quasi un dovere autoimposto, giusto per non tralasciare uno dei personaggi che hanno segnato la memoria collettiva non solo dell'Asia centrale, vero interesse di questo momento per me, ma pure l'inconscio europeo e medio-orientale. Poi, sulla brutalità del Conquistatore, sui mezzi a dir poco selvaggi di cui si serviva per sottomettere città e popoli al suo dominio, mi sa che non aveva nulla da insegnare a nessuno. Forse le torture praticate in Europa ben prima dell'Inquisizione erano pratiche civili? Forse la Cina era meno raccappricciante nelle punizioni inferte ai nemici o ai traditori? Forse erano meno disgustosi gli inglesi o gli spagnoli? Giusto per ricordare che forse l'unica vera colpa di Gengis Khan è che era un Attila: dove passava lui (e i suoi), non restava in piedi niente e nessuno. Pare che la sua idea di bellezza naturale fosse la steppa e non sapesse che farsene di una città: quindi la distruggeva. E noi, che di steppa sappiamo poco e tutto di città, vediamo in questo il segno dell'autentico selvaggio. E lo era, selvaggio. Non conosceva la scrittura, il cui utilizzo ha imparato ad apprezzare arrivando in Persia ma sospettando sempre chi la praticava di usare la parola scritta per burlarsi di lui. Non gl'importava niente di architettura, dipinti, manufatti preziosi. Razziava sete, oro, cavalli, schiavi: tutto ciò che poteva tornargli utile per compensare i suoi uomini o per farne dono a qualche reuccio o Khan che avrebbe trucidato il minuto dopo averlo ammansito con il dono. Niente che non si sapesse o non si potesse immaginare, insomma. Particolarmente tedioso nel libro l'aspetto maniacalmente geografico nella descrzione delle conquiste da parte dell'autore. Nomi difficili da leggere, per chi come me non ha dimestichezza con nomi dalla grafia illeggibile. Altra noia, l'elenco ripetitivo e dettagliato del parentame, di figli, nipoti, mogli, amanti, nemici, amici. Uno stuolo impressionante di personaggi di cui a un certo punto, a parte quei due o tre che gli vivevano a fianco o erano nemici da sempre, fanno perdere un po' il filo della storia senza che il sapere o non sapere come si chiamasse un figliastro o un'amante occasionale sia così fondamentale. O forse è che l'epopea di Gengis Khan ha così pochi spunti di fascino per me che ogni nome in più ha finito per irritarmi senza aggiugermi niente. Voto 3 su 5, solo per il lato conoscenza storica.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia epica di Gengis Khan, dagli avi alla sua morte, una storia fatta soprattutto di combattimenti e violenza ma raccontata egregiamente in questo libro datato 1944. Mappe più dettagliate e una bibliografia di riferimento non sarebbero state una brutta cosa, anzi..

    ha scritto il 

  • 0

    Affascinante epopea di brutalità, freschezza, rapidità e fugacità, raccontata con entusiasmo e senza mai annoiare.
    Mi ha fatto sorridere leggere come l'autore nonostante l'evidente ammirazione per Gengis Khan, i suoi guerrieri e le loro imprese, definisca spesso e senza mezzi termini i mongoli "s ...continua

    Affascinante epopea di brutalità, freschezza, rapidità e fugacità, raccontata con entusiasmo e senza mai annoiare. Mi ha fatto sorridere leggere come l'autore nonostante l'evidente ammirazione per Gengis Khan, i suoi guerrieri e le loro imprese, definisca spesso e senza mezzi termini i mongoli "selvaggi" e "barbari" con una franchezza che oggi verrebbe tacciata di razzismo.

    ha scritto il 

  • 0

    Le gesta di Temujin sotto il grande cielo azzurro

    La storia dell'Asia centrale in genere si studia poco, però il nome di Gengis Khan lo conoscono tutti. La biografia del condottiero mongolo piena di tradimenti, passioni, vendette e gesta eroiche - dove la slealtà viene punita con ferocia e la lealtà premiata con larghezza - fa proprio venire ...continua

    La storia dell'Asia centrale in genere si studia poco, però il nome di Gengis Khan lo conoscono tutti. La biografia del condottiero mongolo piena di tradimenti, passioni, vendette e gesta eroiche - dove la slealtà viene punita con ferocia e la lealtà premiata con larghezza - fa proprio venire voglia di scoprire questo territorio lontano tra la taiga, la steppa e il deserto. E magari di piantarci sopra la yurta .

    ha scritto il 

  • 5

    Si legge come una veloce calvalcata nell'arida steppa mongola.
    Grousset ha scrittura felice capace di restituirci i panorami, la natura, gli uomini di questa terra magnifica chiamata Mongolia.
    Un territorio grande cinque volte l'Italia, in gran parte non coltivabile, attualmente abitato da circa ...continua

    Si legge come una veloce calvalcata nell'arida steppa mongola. Grousset ha scrittura felice capace di restituirci i panorami, la natura, gli uomini di questa terra magnifica chiamata Mongolia. Un territorio grande cinque volte l'Italia, in gran parte non coltivabile, attualmente abitato da circa 2.800.000 abitanti. Terra ricchissima di materie prime, che oggi fanno gola a tanti purtroppo. Un unico appunto: la "ricostruzione narrativa dei fatti" della vita del grande condottiero e delle sue conquiste, ci dice Grousset nella sua brevissima introduzione, é fatta sulla base di alcuni testi arrivati sino a noi. Peccato che se ne faccia solo un breve accenno, appunto in questa introduzione, e poi non se ne parli più e tantomeno alla fine del libro si é pensato di mettere una breve bibliografia.

    ha scritto il 

  • 4

    un racconto preciso e affascinante della vita di un grande uomo e una descrizione minuziosa di luoghi e ambienti. Leggere le vicende di Temujin narrate da Grousset è coinvolgente e stimolante, e il lato umano del grande condottiero te lo fa sentire vicino ed ammirare.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro con qualche anno sulle spalle ma affascinante nella narrazione e, per quanto io avessi poche informazioni sulle vicende narrate, mi pare abbastanza accurato nella descrizione degli eventi.

    ha scritto il