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Il conquistatore del mondo

Vita di Gengis Khan

By René Grousset

(72)

| Paperback | 9788845925931

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Book Description

9 Reviews

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    Un meraviglioso racconto, così sembra questa biografia dello storico Grousset della vita di uno dei più spietati condottieri della storia, Gengiz Kahn. Un racconto perché il testo ha un tale ritmo di scrittura, una capacità di narrare fatti, gesta e ...(continue)

    Un meraviglioso racconto, così sembra questa biografia dello storico Grousset della vita di uno dei più spietati condottieri della storia, Gengiz Kahn. Un racconto perché il testo ha un tale ritmo di scrittura, una capacità di narrare fatti, gesta e personaggi e un'ironia tali da non farlo sembrare un'opera di saggistica, ma di fantasia, di epica moderna. La vita dell'imperatore mongolo è tratteggiata fin dall'infanzia seguendo una continuità di azioni che fanno perfettamente percepire al lettore la grandezza strategica del condottiero. Uno straccione analfabeta e senza terra, questi era Gengiz Kahn, ma uomo di straordinarie intelligenza, lungimiranza, carisma, violenza, umiltà e giustizia. L'imperatore mongolo era adorato dal suo popolo, amato da una moglie, Borte, influente, rispettata e costantemente tradita, senza che rispetto e tradimenti potessero costituire una contraddizione. Un uomo giusto, ma senza pietà e senza misericordia che fece sterminare interi popoli, uccidere parenti stretti, trucidare traditori anche se avevano tradito un nemico. Mise a ferro e fuoco Pechino, Bukhara, le città persiane, quelle turche. Non ebbe quasi mai rispetto né capacità di capire la vita della città, lui nomade vissuto a cavallo. Perpetrò interi genocidi, non ebbe pietà per vecchi, donne o bambini. Era sempre in prima linea, fedele alla parola data e pretendendo fedeltà e coerenza. Costruì tuttavia un impero liquido, senza scrittura, senza istituzioni solide, senza veri e propri eredi. Alla sua morte si sfaldò perché nessuno dei suoi figli riuscì a ereditarne il prestigio. Da leggere. Appassionante.

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    Luca B Fornaroli said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sarà che su Gengis Khan è praticamente impossibile non avere un'idea, magari bislacca, di chi sia stato e cosa abbia conquistato, leggere questa biografia mi è risultato quasi un dovere autoimposto, giusto per non tralasciare uno dei personaggi che h ...(continue)

    Sarà che su Gengis Khan è praticamente impossibile non avere un'idea, magari bislacca, di chi sia stato e cosa abbia conquistato, leggere questa biografia mi è risultato quasi un dovere autoimposto, giusto per non tralasciare uno dei personaggi che hanno segnato la memoria collettiva non solo dell'Asia centrale, vero interesse di questo momento per me, ma pure l'inconscio europeo e medio-orientale.
    Poi, sulla brutalità del Conquistatore, sui mezzi a dir poco selvaggi di cui si serviva per sottomettere città e popoli al suo dominio, mi sa che non aveva nulla da insegnare a nessuno. Forse le torture praticate in Europa ben prima dell'Inquisizione erano pratiche civili? Forse la Cina era meno raccappricciante nelle punizioni inferte ai nemici o ai traditori? Forse erano meno disgustosi gli inglesi o gli spagnoli? Giusto per ricordare che forse l'unica vera colpa di Gengis Khan è che era un Attila: dove passava lui (e i suoi), non restava in piedi niente e nessuno. Pare che la sua idea di bellezza naturale fosse la steppa e non sapesse che farsene di una città: quindi la distruggeva. E noi, che di steppa sappiamo poco e tutto di città, vediamo in questo il segno dell'autentico selvaggio. E lo era, selvaggio. Non conosceva la scrittura, il cui utilizzo ha imparato ad apprezzare arrivando in Persia ma sospettando sempre chi la praticava di usare la parola scritta per burlarsi di lui. Non gl'importava niente di architettura, dipinti, manufatti preziosi. Razziava sete, oro, cavalli, schiavi: tutto ciò che poteva tornargli utile per compensare i suoi uomini o per farne dono a qualche reuccio o Khan che avrebbe trucidato il minuto dopo averlo ammansito con il dono.
    Niente che non si sapesse o non si potesse immaginare, insomma.
    Particolarmente tedioso nel libro l'aspetto maniacalmente geografico nella descrzione delle conquiste da parte dell'autore. Nomi difficili da leggere, per chi come me non ha dimestichezza con nomi dalla grafia illeggibile.
    Altra noia, l'elenco ripetitivo e dettagliato del parentame, di figli, nipoti, mogli, amanti, nemici, amici. Uno stuolo impressionante di personaggi di cui a un certo punto, a parte quei due o tre che gli vivevano a fianco o erano nemici da sempre, fanno perdere un po' il filo della storia senza che il sapere o non sapere come si chiamasse un figliastro o un'amante occasionale sia così fondamentale.
    O forse è che l'epopea di Gengis Khan ha così pochi spunti di fascino per me che ogni nome in più ha finito per irritarmi senza aggiugermi niente.
    Voto 3 su 5, solo per il lato conoscenza storica.

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    Kittymol77 said on Nov 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia epica di Gengis Khan, dagli avi alla sua morte, una storia fatta soprattutto di combattimenti e violenza ma raccontata egregiamente in questo libro datato 1944.
    Mappe più dettagliate e una bibliografia di riferimento non sarebbero state una ...(continue)

    La storia epica di Gengis Khan, dagli avi alla sua morte, una storia fatta soprattutto di combattimenti e violenza ma raccontata egregiamente in questo libro datato 1944.
    Mappe più dettagliate e una bibliografia di riferimento non sarebbero state una brutta cosa, anzi..

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    Leone di Cleopatra said on Mar 6, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Affascinante epopea di brutalità, freschezza, rapidità e fugacità, raccontata con entusiasmo e senza mai annoiare.
    Mi ha fatto sorridere leggere come l'autore nonostante l'evidente ammirazione per Gengis Khan, i suoi guerrieri e le loro imprese, defi ...(continue)

    Affascinante epopea di brutalità, freschezza, rapidità e fugacità, raccontata con entusiasmo e senza mai annoiare.
    Mi ha fatto sorridere leggere come l'autore nonostante l'evidente ammirazione per Gengis Khan, i suoi guerrieri e le loro imprese, definisca spesso e senza mezzi termini i mongoli "selvaggi" e "barbari" con una franchezza che oggi verrebbe tacciata di razzismo.

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    Saffron Moon said on Dec 3, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le gesta di Temujin sotto il grande cielo azzurro

    La storia dell'Asia centrale in genere si studia poco, però il nome di Gengis Khan lo conoscono tutti. La biografia del condottiero mongolo piena di tradimenti, passioni, vendette e gesta eroiche - dove la slealtà viene punita con ferocia e la lea ...(continue)

    La storia dell'Asia centrale in genere si studia poco, però il nome di Gengis Khan lo conoscono tutti. La biografia del condottiero mongolo piena di tradimenti, passioni, vendette e gesta eroiche - dove la slealtà viene punita con ferocia e la lealtà premiata con larghezza - fa proprio venire voglia di scoprire questo territorio lontano tra la taiga, la steppa e il deserto. E magari di piantarci sopra la yurta .

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    sempreinbilico said on May 5, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mix di romanzo, biografia, leggenda. Piacevolissimo.

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    Ortens84 said on Feb 24, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (72)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 337 Pages
  • ISBN-10: 8845925935
  • ISBN-13: 9788845925931
  • Publisher: Adelphi (L'oceano delle storie, 15)
  • Publish date: 2011-xx-xx
  • Also available as: Hardcover
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