Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il contagio

Come la 'ndrangheta ha infettato l'Italia

By Michele Prestipino,Giuseppe Pignatone

(26)

| Paperback | 9788842098348

Like Il contagio ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Con un'esperienza maturata alla procura di Palermo, Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino sono i magistrati che hanno portato in Calabria i metodi investigativi messi a punto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino contro Cosa Nostra. Con le loro in Continue

Con un'esperienza maturata alla procura di Palermo, Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino sono i magistrati che hanno portato in Calabria i metodi investigativi messi a punto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino contro Cosa Nostra. Con le loro indagini hanno rivelato la faccia torbida delle relazioni tra la 'ndrangheta e il Paese ufficiale: non soltanto imprenditori e politici, ma perfino ufficiali dei carabinieri, magistrati e collaboratori dei servizi segreti pronti al doppio gioco per favorire le latitanze dei boss e gli affari delle cosche. Un gioco pericoloso, dal quale la 'ndrangheta è uscita spesso vincente, perché ha contagiato trasversalmente tutta la società. In queste pagine il racconto, curato da Gaetano Savatteri, in presa diretta e con rivelazioni inedite, dei due magistrati, sulle ragioni per cui la 'ndrangheta è riuscita a infiltrarsi anche nelle regioni più ricche d'Italia, come la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, con un sistema di colonizzazione rigidamente regolato: a Milano si guadagna, in Aspromonte si decide. Un sistema antichissimo capace di stare al passo con i tempi. Forse la sfida più difficile dello Stato, che impegna tutta l'Italia sulla frontiera di Reggio Calabria.

2 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Il libro costituisce la trascrizione di un dialogo a tre tra il giornalista Gaetano Savatteri e due magistrati di primissimo piano, Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino, i quali, tra il 2008 e l'inizio del 2012, sono stati Procuratore della Repubb ...(continue)

    Il libro costituisce la trascrizione di un dialogo a tre tra il giornalista Gaetano Savatteri e due magistrati di primissimo piano, Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino, i quali, tra il 2008 e l'inizio del 2012, sono stati Procuratore della Repubblica (il primo) e Procuratore della Repubblica Aggiunto di Reggio Calabria.

    Il volumetto ha il merito di offrire, in sole 180 pagine, un quadro completo delle caratteristiche che ha assunto, negli anni, la 'ndrangheta, una delle associazioni criminali più potenti sulla faccia della terra.
    I vari capitoli in cui si snoda il dialogo coprono i diversi aspetti del fenomeno criminale, in un continuo confronto tra la precedente esperienza palermitana e gli anni reggini. Non va dimenticato, infatti, che i magistrati dialoganti hanno all'attivo, tra le diverse indagini, quelle che hanno portato, nel corso degli anni, alla cattura, nel 2006, di Bernardo Provenzano, alla condanna di investigatori infedeli e del presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro. L'idea di fondo, che permea il volume, è se il 'metodo' palermitano si possa applicare ad altre realtà criminali e sia, in definitiva, proficuo anche applicato altrove.

    Il libro affronta, nei primi anni, il dato 'storico-giudiziario' di partenza, per poi spiegare le modalità di esercizio del potere e del consenso da parte della 'ndrangheta, i rapporti con l'imprenditoria e con la politica, l'infiltrazione negli apparati statali. Affronta, poi, alcune sovrastrutture pregresse ormai diventati luoghi comuni (l'impermeabilità della 'ndrangheta al pentitismo) e, infine, il racconto di un percorso a tratti entusiasmante, a tratti drammatico (gli attentati del 2010).

    E' un libro consigliato a chi sia appassionato di cronaca giudiziaria, ed ha il pregio di essere onesto e caratterizzato dalla dichiarata volontà di non mitizzare i magistrati intervistati (che pure, forse, lo meriterebbero). Un altro dato da non trascurare è che le affermazioni dei magistrati sono tutte fondate su risultanze processuali.

    Is this helpful?

    fperronecapano said on Sep 4, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La Sentenza Crimine ha costituito per la storia della lotta alla ‘ndrangheta un punto di svolta fondamentale tanto nella conoscenza del fenomeno criminale in sé quanto nell’analisi della sua evoluzione storica ed organizzativa. Si è trattato di un pr ...(continue)

    La Sentenza Crimine ha costituito per la storia della lotta alla ‘ndrangheta un punto di svolta fondamentale tanto nella conoscenza del fenomeno criminale in sé quanto nell’analisi della sua evoluzione storica ed organizzativa. Si è trattato di un procedimento difficile per la sua complessità e per la sua articolazione che ha permesso di confermare una consapevolezza che strisciava da anni nelle riflessioni degli addetti ai lavori: la ‘ndrangheta è una. Lasciata ormai da parte la convinzione che si trattasse di un fenomeno frammentato ed arcaico, la ‘ndrangheta si è rivelata invece una delle organizzazioni criminali più organizzate e strutturate d’Europa, nonché la più pericolosa fra di esse. Dai sequestri degli anni Settanta ed Ottanta la ‘ndrangheta si è lanciata nel mondo trasformandosi in una struttura tentacolare che ha azzardato con successo la scalata al cielo criminale insinuandosi laddove sarebbe stato impensabile che succedesse sia perché il fenomeno veniva considerato una pura espressione “folkloristica” meridionale, sia per più spicce motivazioni geografiche. Eppure si è scoperto che per quanto il cuore e la mente siano rimasti nei più rocciosi e duri paesi calabresi, le braccia, le gambe e la pancia della ‘ndrangheta si sono spostati al nord, nella culla dell’economia, nel ventre prosperoso e ricco del Paese. Crimine, con la sua mole di intercettazioni, di indagini ed incastri ha consacrato al mondo anche una seconda verità difficilmente digeribile e digerita e che pure, anch’essa, serpeggiava da tempo nel sottobosco dell’analisi fenomenologica della ‘ndrangheta: non si tratta più di un fenomeno esclusivamente calabrese. La ‘ndrangheta è viva a San Luca tanto quanto lo è a Milano, a Torino. Una SpA che mischia la tradizione più coriacea dei simboli e della ritualità dialettica alla rampante ascesa economica e politica.
    Il Contagio, saggio curato da Gaetano Savattieri e proposto sottoforma di intervista doppia al Procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone ed al Procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Michele Prestipino, che del procedimento Crimine sono stati i principali fomentatori, offre una panoramica profonda ed allo stesso tempo semplificativa di tutto quello che può essere stato il lavoro per approdare alle rivelazioni di Crimine.
    Ma Il Contagio non è soltanto un importante compendio per la comprensione dei fatti. È soprattutto un interessante strumento per la comprensione del metodo. Pignatone e Prestipino appartengono alla generazione che si è fatta le ossa in Sicilia nella escalation che va dalla scoperta dell’unitarietà di Cosa Nostra alle stragi di Capaci e Via d’Amelio. A Reggio Calabria hanno portato quell’esperienza, ma soprattutto hanno portato un approccio diverso alla metodologia investigativa. In Calabria la chiave di interpretazione delle vicende di ‘ndrangheta era quella della contrapposizione tra i due grandi schieramenti della guerra di mafia del 1986-1991 ed ogni singola cosca veniva vista ed investigata come una realtà a sé stante, distinta dalle altre. Rompere gli schemi con questo approccio ha significato creare una rete connettiva fondata sul dialogo tra tutte le forze di polizia e sul confronto costante tra le indagini di tutta la Direzione distrettuale antimafia reggina e quelle delle altre Dda di altre città, soprattutto di Milano, così da avere a disposizione una mole enorme di dati ed intrecciarli per poterne dare una lettura complessiva. Questo metodo di indagine e questo criterio di valutazione hanno permesso di trovare e comprendere le prove dell’unitarietà della ‘ndrangheta che non erano soltanto le dimostrazioni esogene (il summit di Polsi o la riunione dei capi locale della Lombardia nel salone di Paderno Dugnano), ma soprattutto il lavorio endogeno al sistema, le parole intercettate dei boss, quel costante riferimento ad essere tutti all’interno della stessa cosa (“siamo tutti nella ‘ndrangheta”).
    Utile, chiaro ed importante, Il Contagio si attesta nel solco di quel gruppo di libri necessari per capire quanta più strada di quella immaginata abbia percorso la ‘ndrangheta in Italia e nel mondo. Il vantaggio che concede, rispetto agli altri, è però duplice: offre senza orpelli dialettici una visione chiara ed esaustiva di tutto il procedimento Crimine e, ancora più importante, lo fa dando la parola ai due magistrati che di Crimine hanno costituito l’anima e che in questo modo hanno avuto l’opportunità di fornire una lettura supplementare, arricchita di retroscena e rivelazioni inedite, della Sentenza che avrebbe dovuto costituire il terremoto giudiziario sotto i piedi della ‘ndrangheta.

    Is this helpful?

    Romina Arena said on Jun 27, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (26)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 1 star
  • Paperback 184 Pages
  • ISBN-10: 8842098345
  • ISBN-13: 9788842098348
  • Publisher: Laterza
  • Publish date: 2012-xx-xx
Improve_data of this book

Groups with this in collection