Il conte di Montecristo

Di

Editore: G. Nerbini

4.6
(7698)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 534 | Formato: Rilegato in pelle | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Portoghese , Polacco , Russo , Olandese , Ungherese

Isbn-10: A000079101 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    ognuno ha ciò che si merita

    Un libro meraviglioso. Un'opera straordinaria. Stile eccezionale e storia accattivante rendono unico il racconto. Mi sono immedesimata fino all'ultimo in Edmond Dantès.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere "Il Conte di Montecristo" è come veder tessere un arazzo da dietro, un nodo alla volta, un filo via l'altro... e solo alla fine guardarlo al dritto e scoprire l'intero disegno. Piacevole ed av ...continua

    Leggere "Il Conte di Montecristo" è come veder tessere un arazzo da dietro, un nodo alla volta, un filo via l'altro... e solo alla fine guardarlo al dritto e scoprire l'intero disegno. Piacevole ed avvincente.
    (Peccato per i molti refusi ed errori di impaginazione di questa edizione (e per i nomi tradotti in italiano: grrrrr!!!!)

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, co ...continua

    Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione di una trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l'aiuto anche di uno stile agile e incalzante.

    Da capolavoro del romanzo popolare a capolavoro del romanzo: la storia della fortuna del Conte di Montecristo si potrebbe condensare nella lenta caduta di un aggettivo. Fin dal suo primo apparire, in quella Francia degli anni quaranta dell'Ottocento che era il più fervido e convulso laboratorio delle rivoluzioni europee, la storia dell'eroe borghese Edmond Dantès, eponimo della sfortuna e dell'ingiustizia, che si trasforma in spietato giustiziere, fu accolta dalle migliaia di avidi lettori di feuilleton come la più iperbolica incarnazione dello spirito del tempo. Un successo fulmineo, sancito dall'immediato passaggio all'edizione in volume e da un incredibile numero di ristampe e traduzioni. Ma fin da subito, quell'aggettivo, "popolare", suonò, in tutta una parte della critica colta, come una netta discriminazione, se non come una condanna. Il lettore potrà seguire, nelle pagine della Prefazione di Claude Schopp, la ricostruzione della vicenda critica del romanzo. Schopp, che ha dedicato tutta una vita di studi a Dumas, disvela con precisione le ambizioni di una scrittura sapientemente costruita per portare all'estremo la tensione e la complicità del lettore. Situa, in una parola, il Montecristo nel posto che merita: all'apice della più felice stagione del romanzo europeo.

    ha scritto il 

  • 5

    E' impossibile non amare Edmond Dantés, come pure annoiarsi leggendo questo romanzo: il ritmo è incalzante, la scrittura è scorrevole, il plot è accattivante e pieno di colpi di scena. La ciliegina su ...continua

    E' impossibile non amare Edmond Dantés, come pure annoiarsi leggendo questo romanzo: il ritmo è incalzante, la scrittura è scorrevole, il plot è accattivante e pieno di colpi di scena. La ciliegina sulla torta è l'ironia tipica dell'autore che lo rendono davvero un capolavoro!

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo della Speranza

    Basandomi sulle varie trasposizioni televisive e cinematografiche del Conte di Montecristo (tra le quali la migliore per me resta quella Rai con Andrea Giordana), credevo che questo libro elogiasse la ...continua

    Basandomi sulle varie trasposizioni televisive e cinematografiche del Conte di Montecristo (tra le quali la migliore per me resta quella Rai con Andrea Giordana), credevo che questo libro elogiasse la sottile arte della vendetta. Leggendolo, invece, mi sono reso conto che questo romanzo altro non è che il trionfo della speranza. Un capolavoro da centellinare nel tempo! Dumas è un mito!

    ha scritto il 

  • 5

    Orfana di Edmond

    Mi sento troppo piccina al cospetto di Dumas e della sua opera, quindi non mi sento in grado di recensire questa meraviglia. Posso soltanto dire che ho adorato leggere questa magnifica opera e che non ...continua

    Mi sento troppo piccina al cospetto di Dumas e della sua opera, quindi non mi sento in grado di recensire questa meraviglia. Posso soltanto dire che ho adorato leggere questa magnifica opera e che non credo ci sarà mai un altro libro che mi farà sentire "eletta". Impeccabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Vendetta freddissima

    Se è vero che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, in questo caso il piatto rischia di andare a male, perché per consumarlo Dumas impiega oltre 2000 pagine non sempre necessarie.
    Certo tut ...continua

    Se è vero che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, in questo caso il piatto rischia di andare a male, perché per consumarlo Dumas impiega oltre 2000 pagine non sempre necessarie.
    Certo tutto è reso sopportabile dal desiderio di sapere come andrà a finire e dall'attrazione che tutti proviamo verso le vicende di chi cerca di vendicarsi di chi gli ha fatto del male. Il concetto di perdono in fondo ci attrae molto meno e Dumas gli dedica pochissime pagine, tanto per dare un contentino al moralismo bigotto del tempo.
    Diciamocelo sinceramente: preferiremmo essere dei Conti di Montecristo o delle Santa Maria Goretti?

    ha scritto il 

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