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Il conte di Montecristo

Di

Editore: G. Nerbini

4.6
(7250)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 534 | Formato: Rilegato in pelle | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Portoghese , Polacco , Russo , Olandese , Ungherese

Isbn-10: A000079101 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un capolavoro

    Ho aspettato lungo tempo prima di leggere questo classico della letteratura, e davvero non capisco perchè avessi tutto questo timore di leggerlo, perchè ora che l'ho finito posso dire di averlo adorat ...continua

    Ho aspettato lungo tempo prima di leggere questo classico della letteratura, e davvero non capisco perchè avessi tutto questo timore di leggerlo, perchè ora che l'ho finito posso dire di averlo adorato. Il volume così imponente può spaventare, ma Dumas è riuscito a mettere su una trama davvero avvincente e intricata, che incolla il lettore alle pagine del libro. Inizialmente su alcuni capitoli ammetto di aver fatto un pò di fatica ad andare avanti perchè non capivo bene quali fossero i collegamenti con la storia, ma andando avanti l'intreccio si fa chiaro, si cominciano a delineare i fatti e a ricollegare storie e personaggi, e dal quel momento in poi la storia mi ha letteralmente incollato alle pagine. Quasi mi dispiace di averlo terminato, la figura del conte di Montecristo è decisamente affascinante e mi mancherà parecchio!

    ha scritto il 

  • 5

    Attendre et espérer

    Nel momento in cui, leggendo le ultime pagine, i vostri occhi s'inumidiranno di lacrime; nel momento in cui, chiuso per l'ultima volta, vacillerete prima di riporlo; nel momento in cui le parole final ...continua

    Nel momento in cui, leggendo le ultime pagine, i vostri occhi s'inumidiranno di lacrime; nel momento in cui, chiuso per l'ultima volta, vacillerete prima di riporlo; nel momento in cui le parole finali riecheggeranno nella vostra mente come un intrascurabile mantra... Ebbene, quello sarà il momento in cui vi renderete conto di aver vissuto una delle migliori avventure della vostra vita, di quelle capaci di modellare la vostra condotta per il resto della vostra vita. Chapeau.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Data la mia scarsa propensione a leggere classici nutrivo seri dubbi sul leggere o meno questo libro…poi è saltato fuori un GdL e ho pensato fosse l’occasione giusta…male che andava, lo abbandonavo…
    D ...continua

    Data la mia scarsa propensione a leggere classici nutrivo seri dubbi sul leggere o meno questo libro…poi è saltato fuori un GdL e ho pensato fosse l’occasione giusta…male che andava, lo abbandonavo…
    Devo dire che l’inizio mi è particolarmente piaciuto. Sono stata colpita dalla velocità con cui accadevano i fatti e dai vari colpi di scena, tanto da pensare che si trattava di un classico atipico dal momento che i pochi che avevo letto in precedenza erano tutti terribilmente lenti ed è proprio questo fatto a farmi passare la voglia di leggerne altri.
    Come dicevo, l’inizio l’ho trovato davvero avvincente, diciamo che mi è piaciuta tutto fino a quando viene ritrovato il tesoro. Durante la lettura sono stata particolarmente coinvolta dalla parte ambientata in prigione, dove il nostro Edmond conosce quella meravigliosa persona che è Faria che ho paragonato subito a Leonardo Da Vinci in quanto a genialità. Devo dire ho trovato il tutto un po’ esagerato, va bene inventarsi le cose, ma quando è troppo è troppo, eppure qui anche il troppo c’è stato bene, nonostante tutto. Bella anche la parte dell’evasione, il modo in cui essa è avvenuta.
    Dopo il ritrovamento del tesoro devo dire che sono stata meno coinvolta dalla vicenda, certo, non vedevo l’ora che si compisse la vendetta nei confronti di quei due abominevoli esseri che rispondevano al nome di Danglars e Villefort , ma ho trovata un po’ noiosa la parte successiva. Mi è piaciuto quando Edmond, sotto altre spoglie, non ricordo il nome esatto, è andato dal suo vecchio padrone, Morrel, ormai caduto in miseria, per aiutarlo…se lo meritava, è stato l’unico che si è preoccupato per lui quando l’avevano arrestato ma il periodo successivo, quello del carnevale romano soprattutto, l’ho letto svogliatamente, con scarso interesse, anche se ho trovato interessante il personaggio di Luigi Vampa.
    Il libro recupera invece molti punti nella parte francese, da quando il Conte prende residenza a Parigi le cose si fanno più interessanti, c’è aria di vendetta nell’aria ed io esulto. Il capitolo della cena ad Ateuil ad esempio è un esempio di quello che mi piace di questo libro. Certo, poi ci sono anche momenti poco interessanti anche qui…la tirano troppo per le lunghe sia con i matrimoni che con i funerali, ma in generale questa parte mi è piaciuta molto, in particolare il personaggio di Maximilien Morrel ma anche Albert, nonostante il padre è venuto su molto bene, probabilmente grazie alla mamma.
    Mi hanno fatta divertire anche i vari travestimenti del Conte, l’abate Busoni in primis.
    Il finale è davvero degno di una puntata di Carramba che sorpresa, ma sono stata davvero contenta del ricongiungimento tra Maximilien e Valentine, soprattutto per lui che è stato uno dei miei personaggi preferiti di tutto il libro insieme all’abate Faria.
    Mi è dispiaciuto che le donne non siano state molto considerate da Dumas, è vero che ci sono ma non hanno avuto grande rilievo nella storia, Mercedes a parte forse, ma anche lei non ha avuto molto spazio. Peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    meraviglioso! Non fatevi spaventare dalla mole! Non vorrete più staccarvi!

    Un libro di cui si sente la paura che finisca già dopo poche pagine!
    L'ho appena chiuso e già ne sento la mancanza.
    Una scrittura se pur d'altri tempi, sempre scorrevole, ogni personaggio viene pres ...continua

    Un libro di cui si sente la paura che finisca già dopo poche pagine!
    L'ho appena chiuso e già ne sento la mancanza.
    Una scrittura se pur d'altri tempi, sempre scorrevole, ogni personaggio viene presentato in modo scrupoloso.
    All'inizio ho fatto un po' fatica a collegare le storie dei vari personaggi che vengono riprese a volte dopo molti capitoli. Ma Dumas sa incalzare la lettura, sa incollarti al libro! I capitoli sono brevi e appassionanti.
    pieno di emozioni e colpi di scena.
    Ogni volta che accendevo il reader era come se venissi catapultata in un mondo parallelo, vedevo, sentivo, odoravo ogni cosa, ero spettatrice si, ma era come essere davvero sugli scogli, dentro la cella della prigione, sopra il ponte della nave, distesa sui magnifici tappeti a gustare cibi prelibati!
    Ho pianto, mi sono spaventata, ho gioito, ho provato odio, affetto, speranza.
    Ed è proprio con queste parole che questo capolavoro si chiude:
    "Il Conte ci ha lasciato scritto che l'umana saggezza sta tutta intera in queste due parole: aspettare e sperare"

    ha scritto il 

  • 4

    ma che bel classico!!!

    non me l'aspettavo. guardavo con timore le oltre 1000 pagine, che già intravedevo pesanti come mattoni.
    e invece, sorpresa: pur essendo il linguaggio usato d'altri tempi, e in alcuni tratti non propri ...continua

    non me l'aspettavo. guardavo con timore le oltre 1000 pagine, che già intravedevo pesanti come mattoni.
    e invece, sorpresa: pur essendo il linguaggio usato d'altri tempi, e in alcuni tratti non proprio agevole, la narrazione è sempre scorrevole e avvincente.
    emoziona e rapisce, questa storia di sfortuna, riscatto e vendetta del povero Dantes.
    colpisce la complessità e varietà della trama, l'intreccio, il modo garbato dell'autore di dare un giusto ordine e tanta chiarezza ai frequenti cambi di situazioni, che però tutte si legano in una storia dove il filo non si perde mai.
    interessante anche l'aspetto della onnipresente fede cristiana, che si respira nelle numerose invocazioni dei personaggi, e che si comprende connaturata a uomini di altri tempi.
    un classico che non deve mancare a nessun amante della lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Una trama che crea dipendenza

    Me lo avevano presentato come un libro da massimo dei voti.
    Ai classici mi avvicino sempre con timore, ma questo ti incolla alle pagine, una dopo l'altra ne passano mille e quasi non te ne accorgi. Du ...continua

    Me lo avevano presentato come un libro da massimo dei voti.
    Ai classici mi avvicino sempre con timore, ma questo ti incolla alle pagine, una dopo l'altra ne passano mille e quasi non te ne accorgi. Dumas è un romaziere dalla fantasia inesauribile e nel Conte di Montecristo costruisce una storia gustosa, avvincente, da leggere tutta d'un fiato nonostante la mole.

    ha scritto il 

  • 4

    Ora ditemi ancora che i soldi non fanno la felicità.
    Scherzi e buonismo a parte, Dumas fa centro con un altro libro, sebbene non riesca ad assegnargli il massimo dei voti.
    Se, nei primi capitoli, il v ...continua

    Ora ditemi ancora che i soldi non fanno la felicità.
    Scherzi e buonismo a parte, Dumas fa centro con un altro libro, sebbene non riesca ad assegnargli il massimo dei voti.
    Se, nei primi capitoli, il vostro unico pensiero sarà "ma che ha fatto sto disgraziato per meritarsi tutto questo?", nella seconda fase penserete qualcosa tipo "seeee, vabbè, nemmeno l'FBI".
    In effetti, alcune trovate e scenari sembrano TROPPO surreali, quasi sfociando nel soprannaturale. Capisco il voler concedere al conte un'aura di superiorità, ma ho storto un po' il naso per alcune forzature.

    Tuttavia, inserisco anche Il conte di Montecristo nella categoria "libri da leggere a 15 anni, ma solo se si ha la testa di uno di 30".

    Ps. Consiglio di appuntare i nomi dei personaggi incontrati, per evitare l'effetto Beautiful, tra unioni, figli e titoli nobiliari.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro che ti affascina e ti rapisce in modo sorprendente dalle prime righe tenendoti incollata a lui fino alla fine... Non ho mai amato cosi tanto un libro e consiglio vivamente a tutti di leg ...continua

    Un capolavoro che ti affascina e ti rapisce in modo sorprendente dalle prime righe tenendoti incollata a lui fino alla fine... Non ho mai amato cosi tanto un libro e consiglio vivamente a tutti di leggerlo, perchè merita e perchè sono sicura, ne rimarrete estasiati

    ha scritto il 

  • 4

    All'ormai smaliziato lettore che riprende in mano questo colosso della letteratura dopo 30 anni non possono non apparire le smagliature, le situazioni stiracchiate, i coup-de-theatre e tutto l'armamen ...continua

    All'ormai smaliziato lettore che riprende in mano questo colosso della letteratura dopo 30 anni non possono non apparire le smagliature, le situazioni stiracchiate, i coup-de-theatre e tutto l'armamentario letterario che consentiva a un autore come Dumas di tirarla, per cosi' dire, lunga. Eppure per larghi tratti il Conte di Montecristo avvince, conquista, incatena alle sue pagine con quel personaggio, quell'Edmond Dantes che si pone a meta' tra gli eroi romantici dei Tre Moschettieri e gli uomini nuovi, positivisti, invasi dalla volontà di potenza e dalla fede nella scienza e della tecnica usciti dalla penna di Verne come Robur i conquistatore o il Capitano Nemo. O forse sara' che Dumas riesce a dipingere benissimo la società borghese che prospera in Francia negli anni 30 del XIX secolo, coi suoi banchieri, la sua nobiltà di toga, i suoi giovani avventurieri, le sue ipocrisie matrimoniali risultando persino disarmante nella sua modernità quando si azzarda a raccontare le esperienze psichedeliche con l'hascisc, quando sventola di fronte al lettore adulteri e relazioni lesbiche, coi suoi personaggi cinici e amorali oppure costretti alla perdizione dalla loro umana, umanissima avidità. Tanto moderno che nel finale Dumas prende la sua creatura, il meraviglioso Dantes, e lo riporta da eroe titanico a uomo qualunque che finalmente svuotato dello scopo della sua vita si decide finalmente a costruirsene un'altra senza inseguire il suo passato. Ed e' forse per questo che a distanza di 150 e passa anni lo si continua a leggere e credo che lo si farà ancora a lungo

    ha scritto il 

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