Il conte di Montecristo

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri)

4.6
(7987)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1360 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Portoghese , Polacco , Russo , Olandese , Ungherese

Isbn-10: 8811379679 | Isbn-13: 9788811379676 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Ambientato nella Francia della Restaurazione e della monarchia di Luigi Filippo, tra il 1815 e il 1839, “Il conte di Montecristo” è la storia di un'ingiustizia subita, riscattata da una vendetta portata alle sue estreme conseguenze. È anche una storia di onnipotenza: Edmond Dantès, vittima innocente dell'invidia dei suoi calunniatori, li distrugge sul loro stesso terreno, li «suicida» utilizzando gli stessi strumenti grazie ai quali sono diventati ricchi e potenti. Come un moderno super-eroe, nella sua vendetta riassume in sé il bene e il male, si confronta con i limiti stessi della condizione umana, superandola: la vittoria è giusta ma amara, la vera liberazione è sempre oltre, altrove. “Il Conte di Montecristo” è il romanzo più completo di Dumas, una sorta di testo vivente in cui si intrecciano e coesistono il contesto storico, le vicende individuali e l'immaginazione
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  • 5

    "Aspettare e sperare"

    Dopo aver divorato I tre moschettieri qualche anno fa, ho appena terminato questa altra celebre opera letteraria di Alexandre Dumas.

    Quello che ho letto è essenzialmente un lungo romanzo di avventura ...continua

    Dopo aver divorato I tre moschettieri qualche anno fa, ho appena terminato questa altra celebre opera letteraria di Alexandre Dumas.

    Quello che ho letto è essenzialmente un lungo romanzo di avventura con protagonista Edmond Dantès, un giovane marinaio che subirà molte ingiustizie e che, col tempo, si vendicherà con quelli che gli hanno rovinato la vita (diventando il Conte di Montecristo). Quindi il tema che percorre tutta la storia, anzi l'intera storia ruota attorno alla tematica della vendetta. Facilmente ci si immedesima con il protagonista, si tifa con lui per sopravvivere a quella ingiusta prigionia durata 14 anni nel Castello d'If, l’anima di Edmond è un anima ferita e rabbiosa che non ha più la capacità di volgersi agli altri con fiducia ne tanto meno di ricercare la felicità.

    Bello, molto scorrevole, appassionante, non ci si stanca di continuare la lettura e di sapere come andranno a segno le varie trappole del conte che metterà a segno e con cui punirà i suoi nemici. Dumas ci descrive di come un uomo buono e generoso, dopo quello che subisce ingiustamente, si può trasformare in un vendicatore vittorioso, una sorta di preistorico Superman. Verso il finale, quando Montecristo ritrova la sua ex promessa sposa Mercedes, l'autore riesce bene a farci capire che nell' anima del conte non c’è più spazio per lo slancio e la fiducia verso il prossimo di cui avrebbe bisogno per continuare ad amare la sua donna. E’ un uomo consumato dalla rabbia per l’ingiustizia delle privazioni a cui è stato condannato. L'autore, inoltre, ci delinea il personaggio di Dantes divenuto conte come un personaggio divino, che grazie al "pretesto" del denaro (diventa ricco grazie all'abate Faria che incontra in prigione) riuscirà ad inoltrarsi nella nobiltà francese e ritroverà e si farà amici i suoi nemici.

    Come struttura è un romanzo d'appendice, ovvero pubblicato a puntate su una rivista fra il 1844 e il 1846. Ammetto che in certi punti potrebbe risultate noioso, ma questo accade perché avvengono tantissime storie e situazioni che spesso ci si trova smarriti, ma d'altronde stiamo parlando di oltre 1000 pagine, quindi è naturale stancarsi ad un certo punto. Difatti io ho dovuto interrompere la lettura un paio di volte e ho letto contemporaneamente alti romanzi per staccare un po', ciò però non toglie che rimanga una lettura appassionante e scorrevole e si merita tutte e cinque le stelle senza alcun dubbio.

    Se posso darti un consiglio, o lettore, non spaventarti dalla mole di questo romanzo: lo so, anche io ho pensato la tua stessa cosa, ovvero: "e chi se lo legge questo mattonazzo adesso?" (io stesso ho impiegato ben 4 mesi per leggerlo, con pause incluse). Fidati, ne vale la pena, sarà un'esperienza che ricorderai per molto tempo. In questa storia vi troverai l'essenza dell'avventura, la storia d'amore infranta, le perdite e le delusioni della vita, la lotta contro il destino e contro i nemici, il rialzarsi e il ricominciare da zero per poi vendicarsi con calma e sangue freddo. Ti giuro, alla fine ti lascia senza parole, e vorresti come Morrell e Valentine esclamare: "Chissà se lo rivedremo ancora!"
    "Aspettare e sperare".

    ha scritto il 

  • 4

    Di questo libro è già stato scritto tutto: non mi dilungherò quindi a raccontare le vicende che riempiono fittamente le 1500 e passa pagine della mia edizione. Mi limiterò ad elencare quelli che secon ...continua

    Di questo libro è già stato scritto tutto: non mi dilungherò quindi a raccontare le vicende che riempiono fittamente le 1500 e passa pagine della mia edizione. Mi limiterò ad elencare quelli che secondo me sono i pregi e i difetti. Tra i primi posso annoverare un ritmo quasi sempre incalzante che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino all'ultimo, cosa piuttosto rara in un libro così lungo; la descrizione della psicologia dei personaggi e dei meccanismi che muovono le azioni umane piuttosto precisa e, ahimè, fin troppo vicina al vero; la capacità di suscitare interrogativi sull'essere umano. Tra i difetti c'è la descrizione di situazioni al limite del credibile e un finale che, a conti fatti, non mi ha convinta per niente. Inoltre ho trovato irritante la figura di Edmond Dàntes nelle vesti di conte di Montecristo, incarnazione del detto "la vendetta è un piatto che va consumato freddo" ma, soprattutto, elevazione a strumento di Dio. Quando è comparso sulla scena come Montecristo ho fatto davvero fatica a farmelo piacere. Il mio personaggio preferito è stato di gran lunga il signor Noirtier, padre di Villefort, procuratore del re. Vecchio, paralitico, privo anche dell'uso della parola, si esprimeva soltanto con lo sguardo, ma con una forza e una determinazione fuori dal comune.  È stato uno dei pochi personaggi che non avesse scheletri nell'armadio, coerente e giusto fino all'ultimo respiro. Questa lettura ha un grandissimo valore aggiunto: la compagnia di un gruppo di amiche anobiane con le quali ho intrapreso questa avventura. Nel corso della lettura abbiamo scambiato opinioni, commenti, sospetti, aspettative e qualche confronto su passi non chiarissimi, quando ci capitava di perderci nella fitta e a volte confusa rete della trama. Grazie ragazze, di cuore!

    ha scritto il 

  • 5

    Non avendo frequentato assiduamente il genere soltanto ora mi è più chiaro il termine feuilleton, il romanzo d’appendice. Ed essendo questo di Dumas uno dei più famosi non poteva capitarmi di meglio. ...continua

    Non avendo frequentato assiduamente il genere soltanto ora mi è più chiaro il termine feuilleton, il romanzo d’appendice. Ed essendo questo di Dumas uno dei più famosi non poteva capitarmi di meglio. Ho avuto anche l’impressione che Dumas mi “menasse un po’ per l’aia”, soprattutto all’inizio, quando tutto si compie in poche battute e il nostro “eroe” Edmond Dantès finisce imprigionato. Poi c’è l’abate Faria e tutto si modifica e si compie. Nasce Montecristo e saranno problemi per molti.
    Ecco, l’idea della vendetta non è male, però a pensarci bene “che pensiero diabolico!” Tutta una vita a studiare il modo migliore per vendicarsi. Edmond fai paura! Che poi mica li picchia a mani nude (io avrei fatto così), no, lui organizza la vendetta partendo da lontanissimo, cerca la miglior punizione che sia anche contrappasso dantesco. Per me se l’è vissuta male questa vita il buon Edmond, poteva godersela molto meglio con tutto quei denari. Grande “romanzone”, che ha l’andamento del thriller (per tenere incollati e fedeli i lettori per due anni, al momento della prima pubblicazione, ci vuole tanta maestria) e che soltanto grazie a questo mi ha tenuto incollato alla lettura. Mi aspettavo però il finale con i fuochi artificiali, super effetti speciali, dopo cotanta grazia. Invece il Conte si spegne così, come un vecchio porco bukowskiano (alcol escluso). Ma forse è il miglior finale possibile.

    ha scritto il 

  • 5

    LETTURA DI GRUPPO Dusty pages - GDL Classici

    Ecco l'ho finito. Non mi sembra vero. Mi ero ormai affezionata ad Edmond Dantes, alias Conte di Montecristo e a tutti i personaggi. Mi mancherà molto andare a dormire solo dopo aver letto qualche capi ...continua

    Ecco l'ho finito. Non mi sembra vero. Mi ero ormai affezionata ad Edmond Dantes, alias Conte di Montecristo e a tutti i personaggi. Mi mancherà molto andare a dormire solo dopo aver letto qualche capitolo di questo meraviglioso libro.

    Non ho mai voluto leggerlo prima, perchè ho sempre avuto il timore che mi potesse annoiare e lasciare libri in sospeso proprio non piace. Invece con mia grande sopresa mi sono ritrovata a leggere senza mai alzare la testa dal libro, senza voler mai smettere di leggere se non arrivata all'ultima pagina.

    La storia si sa. Il povero Edmond Dantes, viene accusato e imprigionato ingiustamente.
    Non dico nient'altro, anche perchè dovete leggerlo come ho fatto io. Vi assicuro che non ve ne pentirete.

    Lettura fluida, divertente, angosicante, piena di soprese, di intrighi che non annoiano mai. Io ho adorato tutto. La trasformazione di Edmond nel Conte e alla fine questo suo tornare in pace con se stesso davvero sono senza parole. Mi si è stretto il cuore..ed ero lì lì per versare una lacrimuccia...

    Meraviglioso. Non trovo le parole per esprimere quanto mi sia piaciuto questo capolavoro. In realtà vrei tante cosa da dire, ma spoilerei troppo. E il bello di questo libro e il non sapere che cosa succede.

    Ecco forse qualche parte l'avrei un pò assottigiliata, ma è stato tutto necessario. Infatti non sono proprio 5 stelle.
    Dumas (padre) è proprio bravo a catturare il lettore. L'ho visto nei "tre moschettieri" ma qui si supera.

    Grazie ragazze per evermi incoraggiato e avermi fatto leggere questo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo archetipico, un classico indiscutibile: per la sensibilità moderna talvolta può dilungarsi un po' troppo, ma il livello è sempre sublime. La prima parte poi, quella della prigionia di Dantes, ...continua

    Romanzo archetipico, un classico indiscutibile: per la sensibilità moderna talvolta può dilungarsi un po' troppo, ma il livello è sempre sublime. La prima parte poi, quella della prigionia di Dantes, è un capolavoro totale.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire...5 stelle non sono sufficienti per votare questo immenso capolavoro....avvincente, emozionante, profondo, coinvolgente, personaggi delineati in maniera sublime e ricchi di sfaccettature, sco ...continua

    Che dire...5 stelle non sono sufficienti per votare questo immenso capolavoro....avvincente, emozionante, profondo, coinvolgente, personaggi delineati in maniera sublime e ricchi di sfaccettature, scorrevole pur essendo il libro più lungo che io abbia mai letto....non un libro, ma IL libro....Edmond Dantes mi mancherà per tutta la vita....

    ha scritto il 

  • 5

    Lo ritengo il più bel libro che abbia mai letto in vita mia, c'è dentro di tutto ma soprattutto quello che anima gli uomini in ogni epoca, il male, la vendetta e soprattutto i soldi

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Non sarà il romanzo più bello che ho letto, ma è sicuramente quello che ho più amato.
    Un uomo imprigionato in una cella oscura viene iniziato alla scienza e alla filosofia da un maestro spirituale; un ...continua

    Non sarà il romanzo più bello che ho letto, ma è sicuramente quello che ho più amato.
    Un uomo imprigionato in una cella oscura viene iniziato alla scienza e alla filosofia da un maestro spirituale; una volta uscito egli non è più quell'uomo, ma un essere rinato in un'altra forma che porrà ordine nel creato, compiendo un'opera di giustizia, rendendo il bene al bene ed il male al male. Lo stesso tesoro che troverà nell'isola di Montecristo, non è il classico forziere dei pirati pieno di dobloni, ma un simbolo: il vero tesoro è quello spirituale.
    Allegoria di ogni iniziazione.

    ha scritto il 

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