Il conte di Montecristo

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.6
(7661)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1279 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Portoghese , Polacco , Russo , Olandese , Ungherese

Isbn-10: 8860738997 | Isbn-13: 9788860738998 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonia Marza

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , Tascabile economico , Cofanetto

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione di una trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l'aiuto anche di uno stile agile e incalzante.
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  • 4

    Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, co ...continua

    Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione di una trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l'aiuto anche di uno stile agile e incalzante.

    Da capolavoro del romanzo popolare a capolavoro del romanzo: la storia della fortuna del Conte di Montecristo si potrebbe condensare nella lenta caduta di un aggettivo. Fin dal suo primo apparire, in quella Francia degli anni quaranta dell'Ottocento che era il più fervido e convulso laboratorio delle rivoluzioni europee, la storia dell'eroe borghese Edmond Dantès, eponimo della sfortuna e dell'ingiustizia, che si trasforma in spietato giustiziere, fu accolta dalle migliaia di avidi lettori di feuilleton come la più iperbolica incarnazione dello spirito del tempo. Un successo fulmineo, sancito dall'immediato passaggio all'edizione in volume e da un incredibile numero di ristampe e traduzioni. Ma fin da subito, quell'aggettivo, "popolare", suonò, in tutta una parte della critica colta, come una netta discriminazione, se non come una condanna. Il lettore potrà seguire, nelle pagine della Prefazione di Claude Schopp, la ricostruzione della vicenda critica del romanzo. Schopp, che ha dedicato tutta una vita di studi a Dumas, disvela con precisione le ambizioni di una scrittura sapientemente costruita per portare all'estremo la tensione e la complicità del lettore. Situa, in una parola, il Montecristo nel posto che merita: all'apice della più felice stagione del romanzo europeo.

    ha scritto il 

  • 5

    E' impossibile non amare Edmond Dantés, come pure annoiarsi leggendo questo romanzo: il ritmo è incalzante, la scrittura è scorrevole, il plot è accattivante e pieno di colpi di scena. La ciliegina su ...continua

    E' impossibile non amare Edmond Dantés, come pure annoiarsi leggendo questo romanzo: il ritmo è incalzante, la scrittura è scorrevole, il plot è accattivante e pieno di colpi di scena. La ciliegina sulla torta è l'ironia tipica dell'autore che lo rendono davvero un capolavoro!

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo della Speranza

    Basandomi sulle varie trasposizioni televisive e cinematografiche del Conte di Montecristo (tra le quali la migliore per me resta quella Rai con Andrea Giordana), credevo che questo libro elogiasse la ...continua

    Basandomi sulle varie trasposizioni televisive e cinematografiche del Conte di Montecristo (tra le quali la migliore per me resta quella Rai con Andrea Giordana), credevo che questo libro elogiasse la sottile arte della vendetta. Leggendolo, invece, mi sono reso conto che questo romanzo altro non è che il trionfo della speranza. Un capolavoro da centellinare nel tempo! Dumas è un mito!

    ha scritto il 

  • 5

    Orfana di Edmond

    Mi sento troppo piccina al cospetto di Dumas e della sua opera, quindi non mi sento in grado di recensire questa meraviglia. Posso soltanto dire che ho adorato leggere questa magnifica opera e che non ...continua

    Mi sento troppo piccina al cospetto di Dumas e della sua opera, quindi non mi sento in grado di recensire questa meraviglia. Posso soltanto dire che ho adorato leggere questa magnifica opera e che non credo ci sarà mai un altro libro che mi farà sentire "eletta". Impeccabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Vendetta freddissima

    Se è vero che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, in questo caso il piatto rischia di andare a male, perché per consumarlo Dumas impiega oltre 2000 pagine non sempre necessarie.
    Certo tut ...continua

    Se è vero che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, in questo caso il piatto rischia di andare a male, perché per consumarlo Dumas impiega oltre 2000 pagine non sempre necessarie.
    Certo tutto è reso sopportabile dal desiderio di sapere come andrà a finire e dall'attrazione che tutti proviamo verso le vicende di chi cerca di vendicarsi di chi gli ha fatto del male. Il concetto di perdono in fondo ci attrae molto meno e Dumas gli dedica pochissime pagine, tanto per dare un contentino al moralismo bigotto del tempo.
    Diciamocelo sinceramente: preferiremmo essere dei Conti di Montecristo o delle Santa Maria Goretti?

    ha scritto il 

  • 5

    Ho finito di leggere il libro a novembre e forse, dico forse, solo ora riesco a poter esprimere i sentimenti scossi ed agitati da questa lettura. Premesso che questo libro è stato compagno di un viagg ...continua

    Ho finito di leggere il libro a novembre e forse, dico forse, solo ora riesco a poter esprimere i sentimenti scossi ed agitati da questa lettura. Premesso che questo libro è stato compagno di un viaggio in solitudine dall'altra parte del mondo, per una settimana sono stata da sola con Dumas. Alternativamente leggevo una storia e mi guardavo in uno specchio.
    Non è una novità, i grandi classici sono tali perchè raccontano storie vecchie come il mondo ed è da illusi credere di essere i primi a vivere certe realtà e sentimenti.
    So di poterlo scrivere qui perchè al riparo da "occhi indiscreti" e posso dirlo in quasi totale libertà.
    Dantes ha conosciuto ed avuto l'amore della sua vita, gli è stato tolto. Ha così cercato di vendicarsi per esso e poi si è reso conto che per mille piccoli ed insignificanti motivi non poteva più avere quello che un tempo era suo. Devastante.
    Ancora più devastante sapere che è facilissimo finire così. Quello che è tuo puoi perderlo o buttarlo via con indifferenza o per un piccolo scherzo del destino. Sembra facile poi dire "avanti, riprendilo, è tuo".
    Credo siano i rimorsi di coscienza che parlano per me, però davvero credo che questo libro è riuscito a toccare costantemente corde inespresse e a risvegliare sentimenti mai sopiti. Chapeau a Dumas!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un libro che si legge da solo! Nonostante siano ben 900 pagine è molto scorrevole e si legge facilmente. La trama del libro fino alla parte in cui Dantes va a Montecristo è molto avvincente ed interes ...continua

    Un libro che si legge da solo! Nonostante siano ben 900 pagine è molto scorrevole e si legge facilmente. La trama del libro fino alla parte in cui Dantes va a Montecristo è molto avvincente ed interessante, poi inizia un pò a perdersi nel momento della vendetta. Ho trovato molto interessante le pagine riguardanti i briganti italiani e i modi di vivere in Italia (uno scorcio dell'Italia ottocentesca). Il personaggio di Dantes mi è molto piaciuto all'inizio, ma poi quando diviene il Conte di Montecristo mi risulta antipatico. Trovo invece molto interessanti: la principessa Haydée, il povero Alì, Noirtier, Faria e Luigi Vampa, Villefort (che appaiono descritti psicologicamente molto più di quanto è stato fatto per Dantes). Tutto sommato un bellissimo classico, anche se la trama (nella parte della vendetta) diventa un pò scontata e noiosa in alcuni punti. Villefort, nonostante sia uno degli antagonisti della storia, è quello per cui ho più compassione, e credo che la vendetta fatta contro di lui sia stata la più crudele. Mentre, dal mio punto di vista, quello a doversi meritare la venedetta peggiore sarebbe dovuto essere Danglars (che considero il vero artefice dell'infelicità di Dantes). Un personaggio minore che mi ha destato interesse è Beauchamp, il quale dimostra una vera amicizia nei confronti di Albert. La fine del libro invece mi ha molto colpito, sono contenta che Montecristo abbia scelto l'amore di Haydée e dimenticato Mercedes.

    ha scritto il 

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