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Il conte di Montecristo

By Alexandre Dumas (padre)

(254)

| Others | 9788881839384

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Book Description

Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero,misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionatoa Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa dibonapartismo, rima Continue

Il romanzo fu pubblicato nel 1844. Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero,misteriosamente ricco, mette a soqquadro l'alta società parigina. Imprigionatoa Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa dibonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittimadella rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dalmagistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l'evasione, cadrà laterribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione diuna trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l'aiutoanche di uno stile agile e incalzante.

1104 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La forza ammaliatrice della scrittura di Dumas non si smentisce nemmeno stavolta. Il romanzo narra la discesa agli inferi (rappresentata dalla prigione del Castello d'If) del giovane Edmond Dantés, vittima sacrificale dell'odio di tre uomini, e del s ...(continue)

    La forza ammaliatrice della scrittura di Dumas non si smentisce nemmeno stavolta. Il romanzo narra la discesa agli inferi (rappresentata dalla prigione del Castello d'If) del giovane Edmond Dantés, vittima sacrificale dell'odio di tre uomini, e del suo rocambolesco ritorno al mondo umano da uomo nuovo, o si potrebbe dire da superuomo, il Conte di Montecristo. Obiettivo del Conte sarà quello di vendicarsi dei suoi carnefici, obiettivo che pian piano, verso la fine, comincerà ad essere mitigato dalla pietà. Ciò che ho apprezzato di meno è stato il troppo spazio dato a personaggi e ad avvenimenti trascurabili, seppure abbiano anch'essi un'utilità nell'economia del romanzo, infatti Dumas non lascia niente al caso e alla fine tutti i conti tornano.

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    Il genio dei pensieri said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Immenso

    Un grande romanzo, un autore davvero magistrale.
    In qualche punto è un po' troppo surreale, per questo solo 4 stelle.

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    Carlo Mingone said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Davvero uno dei più bei libri mal scritti mai letti

    Ahimè si tocca con mano che questo libro è stato congeniato sotto la spada del denaro: il nostro fantasioso autore veniva pagato a riga, a quanto pare!
    Ci sono pezzi di conversazioni che uccidono la voglia di leggere tutto, pagine che ahimè ho saltat ...(continue)

    Ahimè si tocca con mano che questo libro è stato congeniato sotto la spada del denaro: il nostro fantasioso autore veniva pagato a riga, a quanto pare!
    Ci sono pezzi di conversazioni che uccidono la voglia di leggere tutto, pagine che ahimè ho saltato a piè pari, stralci per i quali mi son chiesta il senso...ma il libro è divino...
    Unica pecca? Secondo me che Benedetto avrebbe dovuto sposare e figliare con Eugenia affinchè tutto fosse ancora più eclatante.
    Detto questo, forse la figura di Mercedes è quella a cui non ho ancora deciso che ruolo dare...per fortuna che ci ha pensato l'autore!

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    Cecilia Zironi said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La perfezione

    Ho trovato questo libro semplicemente perfetto!
    893 pagine divise in capitoli brevi e di facile e veloce lettura, in cui si susseguono a ritmo serratissimo vicende appassionanti e concatenate tra loro in un caleidoscopio di fatti, colpi di scena, tra ...(continue)

    Ho trovato questo libro semplicemente perfetto!
    893 pagine divise in capitoli brevi e di facile e veloce lettura, in cui si susseguono a ritmo serratissimo vicende appassionanti e concatenate tra loro in un caleidoscopio di fatti, colpi di scena, travestimenti e misteri, in cui Dumas descrive personaggi indimenticabili (Edmond Dantès-Conte di Montescristo, l'abate Faria, il vecchio Noitier) che si muovono in luoghi (Marsiglia, l'isola di Montecristo, Roma, la Parigi dell'Ottocento) evocativi e magistralmente tratteggiati.
    La complessa trama è aiutata da uno stile di scrittura semplice e molto chiaro, ricco di dialoghi e di descrizioni mai pesanti o pedanti. Inoltre, il piano di vendetta, terribile e sublime al tempo stesso, ideato dal protagonista, ingiustamente incarcerato per un delitto non commesso e deciso a vendicarsi una volta evaso dalla prigione, appassiona il lettore agli avvenimenti narrati, che si articolano senza tregua e appassionando pagina dopo pagina, per concludersi in un finale degno di un libro che è senza dubbio un capolavoro e che da oggi rientra a pieno titolo nella Top Five dei miei libri preferiti in assoluto.
    Un consiglio vivissimo: leggete questo libro! Sono certo che non vi deluderà!

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    Claudio said on Aug 21, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Solo chi abbia provato l’estremo dolore è in grado di percepire l’estrema felicità. Bisogna aver voluto morire per sapere quanto è bello vivere...

    Non troverò mai parole adatte a descrivere la bellezza e la perfezione di questo libro, quindi mi farò aiutare direttamente dalle parole di Dumas...

    "Tutta la saggezza umana sarà in queste due parole: aspettare e sperare!"

    Il libro si apre su una s ...(continue)

    Non troverò mai parole adatte a descrivere la bellezza e la perfezione di questo libro, quindi mi farò aiutare direttamente dalle parole di Dumas...

    "Tutta la saggezza umana sarà in queste due parole: aspettare e sperare!"

    Il libro si apre su una scena portuale: una nave sta per attraccare al porto, condotta da un giovane uomo, Edmond Dantès, che grazie alle sue capacità e al suo buon carattere, sta per diventare Capitano in giovanissima età e grazie a questa nuova nomina potrà aiutare il padre ormai anziano e potrà sposare la ragazza di cui è innamorato, Mercedes...
    Nulla sembra poter sconvolgere la sua felice esistenza, fin quando Edmond non viene accusato di essere un bonapartista e imprigionato ingiustamente; a causa della gelosia di chi lo circonda e di altre infauste circostanze, Edmond viene giudicato colpevole e rinchiuso in una delle segrete del Castello d'If dove passerà 13 lunghi anni meditando la sua vendetta...
    Tutti quanti in un modo o nell'altro conoscono la trama di questo libro o almeno parte di essa, molti avranno sicuramente visto una delle trasposizioni cinematografiche dedicate a questo capolavoro, io invece me ne sono sempre tenuta lontana, perchè volevo leggere prima il romanzo, volevo leggere la storia del Conte, sapendo che l'avrei amata e così è stato. E come poteva essere altrimenti? Come si fa a non amare un libro del genere, uno di quei libri che oggi non si scrivono più?
    Avevo già avuto un assaggio del genio di Dumas con "I tre moschettieri", ma è in questo libro, da tutti definito il suo capolavoro, che se ne comprende davvero la portata!

    "Imparare non è sapere; ci sono gli eruditi e i sapienti: è la memoria a fare i primi, ma è la filosofia che fa i secondi."

    Edmond passa anni in prigione, anni in cui crede di diventare pazzo, finchè non conosce un altro prigioniero, l'abate Faria, che con pazienza prende il ragazzo sotto la sua ala protettiva, insegnandogli tutto ciò che sa e facendo di Edmond un uomo colto.
    Oltre a tutto il sapere ricevuto, Edmond ottiene in eredità un tesoro inestimabile e grazie ad esso diventa il Conte di Montecristo e inizia ad attuare i suoi progetti di vendetta contro chi lo ha accusato ingiustamente e lo ha fatto marcire in una cella per 13 anni...

    "L'odio è cieco, la collera sorda, e colui che vi mesce la vendetta, corre pericolo di bere una bevanda amara..."

    Fin dove ci si può spingere per vendetta? A cosa è disposto l'uomo per raggiungere i suoi scopi, per quanto malvagi e subdoli siano?
    E una volta raggiunta la vendetta, si è davvero felici?
    Questi sono solo alcuni dei quesiti che Dumas solleva, narrandoci la storia della vendetta del Conte, che si scontra però con la coscienza dello stesso protagonista, che si rende conto di aver sbagliato a pensare di potersi ergere a Dio e decidere il fato di chi lo circonda...
    Verso la fine del romanzo, il dubbio di Edmond si fa sempre più forte e, complice anche il rapporto che instaura con gli altri personaggi del romanzo, inizia a cambiare i suoi piani, a fare eccezioni durante il cammino e a scoprirsi più umano di quel che credeva...

    La storia, la trama, i personaggi, tutto in questo romanzo è indimenticabile! La storia è appassionante, la mole del romanzo non dovrebbe spaventare chi si accinge a questa lettura, perchè le pagine scorrono via veloci, dopo aver iniziato non riuscirete a fermarvi e, come me, vi ritroverete a leggere le ultime righe senza rendervi conto di essere arrivati alla fine!
    Non parlerò dello stile dell'autore, non mi soffermerò su particolari tecnici, perchè mi sembra superfluo: Dumas è definito il padre del romanzo storico, è stato un autore prolifico, uno fra gli scrittori francesi più famosi di sempre, quindi non credo proprio di poter aggiungere altro!
    Gli intrecci nella trama, i mille colpi di scena sono talmente ben studiati che comprendo perfettamente chi all'epoca della sua pubblicazione, leggendolo a puntate, aspettava con impazienza di poter leggere il continuo della storia!

    "Si ama sempre ciò che nuoce."

    Ho amato questo romanzo, credo che l'abbiate capito, la storia mi ha appassionato e mi sono affezionata ai molteplici personaggi, alcuni dei quali mi sono entrati nel cuore e non credo che li dimenticherò facilmente!
    Il Conte di Montecristo è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto ed è entrato prepotentemente fra i miei preferiti...
    A questo punto non mi resta che invitare chiunque non l'abbia ancora letto, a procurarsi una copia di questo meraviglioso romanzo e a perdersi nella prosa di Dumas e nella storia di Edmond!

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    Morgana said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

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