Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il conto delle minne

Di

Editore: Mondadori

3.5
(972)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804591684 | Isbn-13: 9788804591689 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

Ti piace Il conto delle minne?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ogni anno nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti dei dolci in onore della Santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le "minne", la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle. La drammatica vicenda rivela una delle regole del mondo maschile: "... devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane". Parte da qui il "cuntu", il racconto, della storia di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie. Per ciascuna di loro, fino alla piccola Agatina che dovrà diventare grande, le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell'orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.
Ordina per
  • 3

    Se avessi, se potessi, se fossi erano tre fessi che andavano in giro per il mondo

    Il conto delle minne è un romanzo che racconta la storia di un paesino del Sud, vista attraverso le ricette e gli occhi di nonna Agata che insegna alla nipote tutti i segreti della cucina e della vita.


    “Perché devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si senton ...continua

    Il conto delle minne è un romanzo che racconta la storia di un paesino del Sud, vista attraverso le ricette e gli occhi di nonna Agata che insegna alla nipote tutti i segreti della cucina e della vita.

    “Perché devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane”

    La voce narrante è quella della nipote Agatina, trascurata dai genitori che passano il loro tempo a litigare, ma confortata dalla nonna, che coglie sempre l’occasione per metterla in guardia contro gli uomini.

    "Agata, è inutile che studi perché ti devi sposare, sei femmina e al destino non si scappa"

    Bellissima tutta la prima parte del romanzo, ricca di ricordi, di leggende, di storie, di proverbi, di profumi e di costumi.

    L’ultima parte del libro, quasi un romanzo erotico abbastanza inconcepibile a mio parere, vede Agatina ritornare in Sicilia dopo un lungo allontanamento. Nonostante l'emancipazione di cui si vanta, si umilia ancora di più delle donne che l’hanno preceduta sottomettendosi ad un uomo che non vale nulla e perdendo quasi completamente la propria individualità.

    Il libro è certamente scorrevole e di facile lettura. Ma ho faticato a capirne la morale; troppi temi senza connessione tra loro. E poi mi viene una considerazione: ma come mai queste donne intelligenti, colte ed emancipate sono spesso vittime consenzienti di uomini indegni che le umiliano e le schiavizzano?

    ha scritto il 

  • 3

    Perplessa.

    Prima parte -> deliziosa.


    Seconda parte -> tediosa.


    Terza parte -> morbosa.


    Sembra quasi che le tre parti non siano opera della stessa mano.


    L'inizio proprio carino (solo per questo metto le tre stelline, ma son proprio scarse), viene rovinato completamente dall'accozz ...continua

    Prima parte -> deliziosa.

    Seconda parte -> tediosa.

    Terza parte -> morbosa.

    Sembra quasi che le tre parti non siano opera della stessa mano.

    L'inizio proprio carino (solo per questo metto le tre stelline, ma son proprio scarse), viene rovinato completamente dall'accozzaglia e dal gusto, per me un po' dubbio, della terza parte, in cui si mischia sesso, malattia, amore lesbico e di tutto un po', in maniera inverosimile e irritante.

    Mah!

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro di 300 pagine diviso in tre parti di 100 pagine l'una. Nelle prime due la protagonista rivive la sua infanzia passata soprattutto con i nonni raccontando, dai ricordi atavici fino al suo ingresso all'università, tutta la Sicilia del secolo scorso.
    Piacevole e interessante come tut ...continua

    Un libro di 300 pagine diviso in tre parti di 100 pagine l'una. Nelle prime due la protagonista rivive la sua infanzia passata soprattutto con i nonni raccontando, dai ricordi atavici fino al suo ingresso all'università, tutta la Sicilia del secolo scorso.
    Piacevole e interessante come tutti i racconti delle nonne.
    Poi nella terza parte alla protagonista, appena laureata, succede di tutto e anche di più. Troppe esperienze, troppi temi, troppo poco credibile tutta questa roba raccontata in sole 100 pagine, sembra quasi il riassunto del sequel delle prime due parti che hanno un ritmo e un'atmosfera completamente diverse.
    Secondo me ci stava bene un finale meno frettoloso e meno eclatante, più in linea con la premessa insomma.

    ha scritto il 

  • 4

    IL CONTO DELLE MINNE

    “ Il conto delle minne deve essere pari:
    due seni e due dolci per ogni fanciulla”

    Giuseppina Torregrossa, ginecologa, prosegue la ormai lunga lista di medici che scrivono, forse perché la sua professione e la scrittura hanno qualcosa in comune: entrare nel cuore della gente, ascol ...continua

    “ Il conto delle minne deve essere pari:
    due seni e due dolci per ogni fanciulla”

    Giuseppina Torregrossa, ginecologa, prosegue la ormai lunga lista di medici che scrivono, forse perché la sua professione e la scrittura hanno qualcosa in comune: entrare nel cuore della gente, ascoltare le loro storie e dove è possibile apportare guarigione. La Sicilia è il tema ricorrente in tutti i suoi romanzi; una terra, la sua terra, che possiede un tessuto umano significativo che conserva ancora la forza di cambiare e ripartire. Anche il cibo è uno dei motivi conduttori dei suoi romanzi perché è elemento essenziale della quotidianità, in grado di regolare sia i nostri umori che le relazioni con gli altri. E scrivere non è altro che cucinare insieme le parole e far sì che esse possano emanare il loro profumo, inebriando la mente e il cuore.
    Ne “La conta delle minne” suo secondo romanzo edito nel 2009 da Mondadori, Agatina, la voce narrante, ci racconta le vicende dei Badalamenti attraverso quattro generazioni, la sua difficile educazione sentimentale, l’importanza delle donne della sua famiglia soprattutto della nonna Agata da cui ha preso il nome. Il giorno prima della festa di Sant’Agata, patrona di Catania, nonna e nipote preparano con grande accuratezza un dolce delizioso: le minne di Sant’Agata, la “Santuzza” che per sfuggire alle turpi attenzioni del Console Quinziano fu martirizzata subendo l’amputazione dei seni. Nonna Agata, insieme alla sua infallibile e gustosa ricetta delle minne, dispensa all’adorata nipote consigli e saggezze che le potranno essere utili in futuro e la rende partecipe delle vicende familiari più intime. La piccola Agatina, trascurata dai genitori porterà dentro di sé un senso di abbandono e di vuoto che cercherà di colmare a tutti i costi anche commettendo errori che le faranno rischiare la sua integrità fisica e morale. Passione e dolore la travolgeranno ad un passo dalle mete che si era prefissa e solo alla fine, ricordando la storia di tutte quelle donne che l’hanno preceduta, di tutte quelle minne grandi o piccole, belle o brutte, floride o inaridite, sane o “ammalorate”, carezzate o rifiutate, fonte di nutrimento o di piacere, che hanno saputo riportare a galla una femminilità orgogliosa e sapiente nonostante le avversità della vita, saprà trovare finalmente la sua strada seguendo il filo della tradizione e, si spera, senza rinunciare alla sua totale emancipazione dal maschio. E la Santuzza Agata sarà il primo esempio da seguire con il suo messaggio inequivocabile che invita a riappropriarsi del proprio corpo e della propria identità femminile, ad avere fiducia in se stesse e nelle proprie idee e, accettando sfide e difficoltà senza scegliere le strade più facili da percorrere, perseguire solide conquiste e non solo effimeri successi. Un libro avvolgente, profumato, intimo, che all’interno della grande cornice della città di Palermo, con i suoi vicoli, i suoi palazzi antichi, i suoi colori, le sue fragranze o i suoi fetori, le grida degli ambulanti e il cigolio dei carretti e di tutto un popolo brulicante che pullula di vita dentro al suo cuore, trascina in una realtà passata, trasmettendo un senso di appartenenza alla terra e agli antichi affetti comune a tutti noi.

    ha scritto il 

  • 2

    Seguimi sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2014/09/recensione-i…

    Il punteggio di 2 stelline è una media perfetta tra le 4 stelline che merita la prima metà di questo romanzo e le 0 stelline che, a mio parere, merita la seconda metà. Mai mi era capi ...continua

    Seguimi sul blog --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2014/09/recensione-il-conto-delle-minne-di.html

    Il punteggio di 2 stelline è una media perfetta tra le 4 stelline che merita la prima metà di questo romanzo e le 0 stelline che, a mio parere, merita la seconda metà. Mai mi era capitato, in passato, di cambiare così drasticamente la mia opinione nel corso di una lettura. La prima parte del libro racconta la storia e le vite delle donne appartenenti alla famiglia di Agata, la protagonista e narratrice. Sono tutte donne siciliane, prosperose e affettuose, ottime cuoche e particolarmente legate al culto di Sant'Agata. A lei si affidano affinché protegga i loro seni e la loro vita matrimoniale, dato che sembra che la loro felicità dipenda essenzialmente dalla buona riuscita del matrimonio e dall'affiatamento in camera da letto con il loro sposo.
    Benché io creda tuttora che ci fosse ben altro di cui parlare riguardo alle vite di queste donne, oltre alla loro felicità coniugale, ho trovato l'idea di usare le "minne" e la loro salute come filo conduttore tra le storie molto originale. Lo stile è semplice e diretto, i termini dialettali sono inseriti con scioltezza e non disturbano la lettura, pur non conoscendone affatto il significato (come nel mio caso). Mancano un po' i riferimenti temporali, i fatti sono raccontati in ordine un po' troppo sparso perché non sia inserita almeno una data ma, nel complesso, la prima parte del romanzo aveva catturato la mia attenzione e già ne parlavo con entusiasmo a chiunque mi prestasse attenzione.
    Poi è arrivata la mazzata.
    L'autrice ha improvvisamente cambiato rotta e il romanzo si è trasformato da saga famigliare con qualche dettagli piccante di troppo a romanzo erotico fatto e finito. E a me la svolta non è piaciuta.
    Non mi è piaciuta non solo perché non ho mai sentito il bisogno di leggere un libro erotico per cui mi sono sentita un po' tradita nel trovarmene uno tra le mani quando meno me lo aspettavo, ma soprattutto perché la protagonista che sembrava dover riscattare il nome delle sue antenate, costruendosi una vita solida e autonoma e trovando un compagno con cui ci fosse uno scambio e non misera sottomissione, diventa la peggiore di tutte le donne succubi di un uomo. Diventa l'amante di un uomo possessivo, autoritario e violento e rinuncia alla sua carriera per assecondare i suoi capricci di gelosia. E tutto perché non può rinunciare ai brividi di piacere che prova accoppiandosi con lui.
    Ma che diavolo di senso ha? Cosa dovrebbe significare questa caduta?
    Ho provato a trovare delle attenuanti per questa scelta narrativa ma, con tutta la buona volontà, non ci sono riuscita. Ho pensato che il libro volesse parlare della tragedia delle violenza domestica ma no, la protagonista non condanna mai le azioni del suo amato né mai gli si ribella.
    Ho pensato che il finale avrebbe chiarito tutto ma no: il finale è uno dei più brutti, insensati e vergognosi che abbia mai avuto occasione di leggere.
    Dal mio spoiler intensivo avrete capito che non vi consiglio la lettura di questo romanzo a meno che non siate in cerca di un libro erotico e che non vi interessi del messaggio che il romanzo che leggete cerca di veicolare. In quel caso, state lontani da questo romanzo.

    Altre conclusioni: forse leggerò altro dell'autrice, non lo escludo. Il suo stile non mi è dispiaciuto e magari in altri romanzi ha fatto scelte narrative che apprezzerei di più.
    Inoltre questo romanzo mi ha dato lo stimolo giusto per decidermi a leggere in inglese. Sembrerà assurdo ma trovare così tante parole di cui non conosco il significato e accorgermi che non influivano minimamente sul mio gradimento dell'opera (mi riferisco alla prima parte) mi ha convinta che potrò leggere in lingua! Di questo sarò sempre grata al romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    "...è piuttosto una speciale resistenza di cui sono dotate le donne,anche se qualche volta non ne sono consapevoli. Sono loro che possiedono il segreto della vita, che tessono pazientemente giorno dopo giorno la storia delle loro famiglie e poi la raccontano agli altri perchè ne facciano tesoro." ...continua

    "...è piuttosto una speciale resistenza di cui sono dotate le donne,anche se qualche volta non ne sono consapevoli. Sono loro che possiedono il segreto della vita, che tessono pazientemente giorno dopo giorno la storia delle loro famiglie e poi la raccontano agli altri perchè ne facciano tesoro."
    In queste frasi c'è tutto il senso di un romanzo che immerge il lettore nei sapori, nei profumi, nei colori luminosi della Sicilia, che è terra di donne forti, coraggiose e tenaci anche quando subiscono i soprusi e le umiliazioni dei loro uomini.
    Una scrittura bellissima, resa ancora più preziosa dalle contaminazioni con il dialetto siciliano, avrebbe fatto di questo romanzo un 5 stelle. Mi sono fermata a 4 perchè non ho apprezzato l'eccessiva morbosità dei capitoli centrali nei quali si parla della storia di Agata, la protagonista, con Santino. Molto bello invece il finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Assolutamente a due a due

    Un romanzo che ,come le minne che vanno a coppia, sembra essere costituito da due parti. La prima, ben scritta, con gli odori, i sapori, i suoni di PAlermo e, soprattutto, le forti , sagge e indipendenti femmine siciliane. Improvvisamente, inspiegabilmente, la storia prende una piega diversa: fa ...continua

    Un romanzo che ,come le minne che vanno a coppia, sembra essere costituito da due parti. La prima, ben scritta, con gli odori, i sapori, i suoni di PAlermo e, soprattutto, le forti , sagge e indipendenti femmine siciliane. Improvvisamente, inspiegabilmente, la storia prende una piega diversa: fa la sua comparsa "un minchia qualunque", e la storia diviene il racconto dello spogliarsi della protagonista e voce narrante di ogni qualità, di ogni conquista che avevano fatto le sue antenate, per asservirsi ad una passione puramente sensuale in nome della quale si fA puramente oggetto privo di volontà propria. La finale ribellione lesbica è davvero una sfida troppo spudorata a qualsiasi pretesa di verosimiglianza.

    ha scritto il 

Ordina per