Il coraggio della verità

Il governo di sé e degli altri II. Corso al Collège de France (1984)

Di

Editore: Feltrinelli (Campi del sapere)

4.6
(15)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 362 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880710475X | Isbn-13: 9788807104756 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Mario Galzigna , F. Gros

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Descrizione del libro
Quello del 1984 è l'ultimo corso tenuto da Michel Foucault al Collège de France. Già malato, comincia le lezioni solo a febbraio per terminarle alla fine di marzo. Muore pochi mesi dopo, il 25 giugno. Queste circostanze gettano una luce particolare sul corso, che si è portati a leggere come una sorta di testamento spirituale, dove il tema della morte ricorre frequentemente. Il corso prosegue e radicalizza le analisi condotte l'anno precedente. Anche qui, la domanda centrale ruota intorno alla funzione del "dire-il-vero" e al ruolo che la verità riveste nell'ambito della politica e dei rapporti di potere. Si tratta in sostanza di stabilire, nell'ambito della democrazia, un certo numero di condizioni etiche che sono irriducibili alle regole formali del consenso ma che fanno appello alla dimensione morale individuale: il coraggio di fronte al pericolo e la coerenza. Foucault ritorna alle radici della filosofia greca, rivalutandone l'idea di democrazia contrapposta a ogni forma di tirannia, antica e moderna. Nella morte di Socrate non emerge la paura di morire, ma l'angoscia di non poter portare a compimento la propria "missione essenziale", il compito che dà senso a una vita. Attraverso una rivalutazione del pensiero dei cinici viene sottolineata sia l'importanza di un radicale ritorno all'elementarità dell'esistenza sia lo "scandalo della vita vera": al tempo stesso provocazione pubblica e pratica filosofica, che comporta un accoglimento dell'essenzialità delle cose.
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    Dopo poche pagine può venire mal di testa. Merita sopportare e andare avanti, magari anche solo ricordando che di lì a poco dalla fine di queste lezioni Foucault sarebbe morto, e che già lo sapeva. ...continua

    Dopo poche pagine può venire mal di testa. Merita sopportare e andare avanti, magari anche solo ricordando che di lì a poco dalla fine di queste lezioni Foucault sarebbe morto, e che già lo sapeva.

    Enciclopedica ricostruzione della lontana origine dell’impegno a dire la verità “vera”, vera per Socrate, i Cinici, per Foucault, l’unica verità utile agli uomini: la verità su se stessi. Avere il coraggio di renderla pubblica è l’inizio della “buona filosofia”, quella, ne è convinto Foucault (ed io pure) che si fa Etica e Politica impicciandosi con generosità, ovvero prendendosi cura, degli stili di vita dei singoli e delle collettività.

    Da Foucault s'impara la pazienza dell'archeologo della mente, il rigore del filologo pedante, l'inventiva del filosofo azzardoso. Leggerlo non è uno scherzo, ma basta mettere il Presente al posto del remoto Passato che spulcia e ci si rende conto di quanto il suo accanimento alla ricerca della verità ci sia utile per smettere di lasciarsi vivere (condizionare, convincere, manipolare) e trovare il coraggio di vivere.

    Nel suo genere, impegnativo, un capolavoro.

    ha scritto il