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Il corpo del capo

Di

Editore: Guanda

3.6
(107)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860885426 | Isbn-13: 9788860885425 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Il corpo è oggi un capitale da spendere. E' la moneta-corpo, il corpo-progetto. Ecco il campo di intervento di Silvio Belusconi.
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  • 3

    Più interessante per le letture che propone (e da cui di fatto parte) che per le tesi espresse, che girano intorno a cose in parte già masticate, e comunque volenti o nolenti digerite dalla maggior ...continua

    Più interessante per le letture che propone (e da cui di fatto parte) che per le tesi espresse, che girano intorno a cose in parte già masticate, e comunque volenti o nolenti digerite dalla maggior parte degli italiani

    ha scritto il 

  • 1

    L'idea era certamente interessante e forse avrebbe meritato una trattazione meno raffazzonata. L'autore non si spreca troppo e cita in continuazione questo e quello, che secondo lui hanno avuto ...continua

    L'idea era certamente interessante e forse avrebbe meritato una trattazione meno raffazzonata. L'autore non si spreca troppo e cita in continuazione questo e quello, che secondo lui hanno avuto proprio delle belle idee, per esempio questa e quest'altra. Inoltre tutto il pensierino su come Andy Wharol avrebbe rappresentato Berlusconi, con tanto di conversazione immaginaria, è superfluo e anche un po' ridicolo. Mi aspettavo ben di più di un bignami.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante lo spunto del saggio di Belpoliti, meno riuscita la realizzazione: la riflessione si sofferma più sul Berlusconi dei tardi anni '70. giovane imprenditore dell'edilizia e delle ...continua

    Interessante lo spunto del saggio di Belpoliti, meno riuscita la realizzazione: la riflessione si sofferma più sul Berlusconi dei tardi anni '70. giovane imprenditore dell'edilizia e delle telecomunicazioni, ma del Berlusconi politico post-1994 c'è poco. Probabilmente l'impossibilità di pubblicare gran parte delle immagini utilizzate negli ultimi venticinque anni a fini propagandistici ha influito sulla profondità dell'analisi. C'è il Capo ma, paradossalmente, manca il suo corpo (che però doveva essere il fulcro della trattazione). Non mancano però intuizioni notevoli, come la "transessualità" di Berlusconi, o la "maschera dell'intimità", che pare prodroma della sua tv del reality.

    ha scritto il 

  • 0

    Che inutile astruseria

    Terminata la lettura di questo libretto, mi sono domandata: se non fosse per la promessa accattivante, ma non mantenuta, (la rivelazione del perchè l'immagine del capo sia il segreto principe del ...continua

    Terminata la lettura di questo libretto, mi sono domandata: se non fosse per la promessa accattivante, ma non mantenuta, (la rivelazione del perchè l'immagine del capo sia il segreto principe del suo successo politico), se non fosse per i riferimenti a Jung e all'Istituto Luce ( per spiegare il valore della fotografia e dei filmati nell'ascesa di Hitler e di Mussolini), se non fosse per le innumerevoli citazioni (da Susan Sonntag a Braudillard), se non fosse per la copertina (che ne impone l'acquisto), questo libretto esisterebbe ? Risposta: NO. Questo libretto venderebbe? Risposta: NO. Sembra una tesi universitaria scritta in modo sbrigativo, forzato e sconclusionato. Per non parlare della piccineria dei commenti sui gusti artistici personali; che appendere nelle proprie stanze dei Canaletto signfichi essere Bauscia (spaccone in dialetto milanese), mi sembra quanto meno azzardato. Ci sono dei Canaletto appesi anche in altre dimore, per esempio la Villa Necchi di via Mozart a Milano, proprietà del benemerito FAI. Abbiamo capito che non gli piace il cavaliere, ma che non gli faccia le pulci anche su quello, pena diventare puerile. Magari , averlo, un Canaletto o magari accontentarmi di un Bellotto o di un Marieschi :-D Se conoscessi qualcuno che possiede un Canaletto, gli chiederei di farmelo ammirare, e penserei :" Beato lui " ,altro che . Quanto poi al supposto ritratto ordinato a Andy Wahrol, siamo nella fantascienza . Povero Belpoliti, cosa non si farebbe pur di pubblicare. Anni fa hanno detto (ingiustamente ) della Waste Land di Thomas Eliot: Tutte le citazioni che infila come un diadema sulla testa del suo rospo non ne fanno una opera di poesia. La critica calza a pennello in questa sede: tutte le citazioni non fanno del rospo di Belpoliti un saggio sociologico-filosofico di valore.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono rimasta delusa da questo breve saggio di Marco Belpoliti, dedicato ad esaminare il modo di offrirsi al pubblico da parte del nostro Presidente del Consiglio. L’autore prende in esame una serie ...continua

    Sono rimasta delusa da questo breve saggio di Marco Belpoliti, dedicato ad esaminare il modo di offrirsi al pubblico da parte del nostro Presidente del Consiglio. L’autore prende in esame una serie di fotografie pubblicate nei giornali a partire dagli anni ’70 in poi, che lo ritraggono da quando era un giovane cantante d’orchestra nella band dell’amico Fedele Confalonieri fino ai giorni nostri, per giungere alla conclusione che l’immagine del corpo del capo che ci viene trasmessa attraverso quelle fotografie è stata consapevolmente determinata secondo precise modalità atte a indurre lo spettatore a immedesimarsi e renderlo “uno di noi”. Il tutto con continue manipolazioni delle immagini del corpo del capo, effettuate con fotomontaggi (come per far apparire una capigliatura più folta rispetto a quanta ne avesse in realtà), e ultimamente con l’intervento della chirurgia estetica, affinchè il corpo esteriore del capo divenisse vetrina (pubblicitaria) dell’eterna giovinezza. L’argomento è stuzzicante ma rimane in superficie, e nel corso del libro si ripetono gli stessi concetti non proprio originali.

    ha scritto il 

  • 4

    Belpoliti (in questo testo gradevole, ricco di riferimenti a riflessioni ed analisi di autori e studiosi importanti, con un corredo fotografico interessante non tanto per la novità, quanto per la ...continua

    Belpoliti (in questo testo gradevole, ricco di riferimenti a riflessioni ed analisi di autori e studiosi importanti, con un corredo fotografico interessante non tanto per la novità, quanto per la sequenza precisa delle immagini), sostiene - per farla breve e grossolana - che Silvio Berlusconi ha sempre avuto l'ambizione di farsi apprezzare dalla casalinga di Voghera e per questo ha sempre privilegiato la comunicazione di sè e dei suoi valori attraverso le immagini (ancora ai tempi di quando era un giovin rampante imprenditore milanese...), scegliendo in maniera intuitiva come proporsi. Efficace.

    ha scritto il 

  • 4

    Il corpo del capo

    Tutti sono a conoscenza dell'ossessiva cura dell'immagine che caratterizza il personaggio Berlusconi. Questo libro la analizza dal punto di vista sociologico. Ogni immagine pubblica del signor B. è ...continua

    Tutti sono a conoscenza dell'ossessiva cura dell'immagine che caratterizza il personaggio Berlusconi. Questo libro la analizza dal punto di vista sociologico. Ogni immagine pubblica del signor B. è frutto di un calcolo. Ciò che deve giungere al "pubblico" è l'icona dell'eterna giovinezza, della sua rassicurante, sorridente, illimitata e pervasiva presenza. Per ottenere questo effetto Berlusconi ha creato uno staff che ha il solo compito di filtrare le sue immagini. Possono essere rese pubbliche solo le immagini preventivamente approvate. Tutte le altre vengono acquistate e chiuse in cassaforte, da almeno venti anni a questa parte. Questo libro racconta questo aspetto della società italiana, che risulterebbe, a scelta, tra il patetico e il comico se non fosse per il fatto che ormai esso è stato introiettato come parte integrante del nuovo modo di fare politica.

    ha scritto il 

  • 3

    Tema molto interessante. Libro da leggere perché di Berlusconi e del berlusconismo in Italia abbiamo bisogno di saperne sempre di più. Però il libro, molto colto nella sua analisi, lascia un po' ...continua

    Tema molto interessante. Libro da leggere perché di Berlusconi e del berlusconismo in Italia abbiamo bisogno di saperne sempre di più. Però il libro, molto colto nella sua analisi, lascia un po' così... Si basa tutto su una serie di fotografie che vengono analizzate, ma molte di esse non compaiono, perciò occorre immaginarsele (per quanto siano foto note). Alla fine il discorso gira un po' su se stesso e su poche idee ricorrenti: il vuoto dietro la maschera, la maschera dietro l'identità, l'immagine di sé come prodotto pubblicitario, cose così, non molto rivelatrici né inedite.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    il voto è così motivato:non sono un'esperta di semiologia e/o sociologia e, nel leggere questo libro ho spesso avuto la sensazione che l'autore dia di un fatto/immagine una spiegazione/descrizione ...continua

    il voto è così motivato:non sono un'esperta di semiologia e/o sociologia e, nel leggere questo libro ho spesso avuto la sensazione che l'autore dia di un fatto/immagine una spiegazione/descrizione non oggettiva. cita altri studiosi ed esperti della materia estrapolando brani di loro trattati ed incollandoli, mi sembra, senza un filo conduttore. in alcune parti l'ho seguito con difficoltà. in ogni caso ci sono frasi e riflessioni utili a comprendere l'immagine che di sè dà il capo...nello specifico Mr B.! Certo, che il "nostro eroe" è finto come la plastica, dentro e fuori, lo si sente a pelle; l'autore poteva accompagnare meglio il lettore nell'analisi scientifica del concetto.

    ha scritto il