Il corpo odiato

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A diciannove anni, Gabriele decide di lasciare il suo piccolo paese perso nell'Appennino marchigiano per andare a vivere in Francia. Parte da un giorno all'altro, senza salutare nessuno: fugge dalla noia di un'infanzia borghese e da una famiglia inca ...Continua
Daniele
Ha scritto il 17/11/14
Avendo anche io attraversato un periodo di conflitto col mio corpo riesco a ritrovarmi perfettamente nei panni del protagonista. Purtroppo la comunità gay, come la società in generale, si basa molto sull'aspetto estetico e si cerca di fare di tutto p...Continua
Asclepiade
Ha scritto il 04/06/14
SPOILER ALERT
Nonostante il finale frettoloso e posticcio, un buon libro: Lecca padroneggia bene la scrittura spezzata, ossessiva e affannosa con cui dà vita ai fantasmi interiori d'un ragazzo che non riesce ad accettare né l'ambiente borghese e provinciale da cui...Continua
tzatziki
Ha scritto il 04/06/14
Per esperienza personale e basandomi sul racconto di amici posso dire che non è facile scoprirsi finocchio; o almeno non lo era negli anni 80/90. Non capisci bene cosa ti sta capitando, ti vergogni, pensi di essere l'unico al mondo. Però noi gay abbi...Continua
Amita
Ha scritto il 29/11/13
nero, cupo, introspettivo, lacerante...questo ed altro si trova dentro a questo meraviglioso viaggio all'interno di un corpo non voluto; una guerra continua con il cibo, con gli occhi degli altri,con se stesso. Si tocca il fondo con un dolore che spe...Continua
Stefano Fiori
Ha scritto il 05/04/13
Il corpo odiato
Vi capita mai di piangere alla fine di un romanzo? e scoprire che magari quella non è la vera fine ma solo l’inizio di un momento profondo e significativo, proprio perché va oltre ogni aspettativa? La fine di un romanzo ti lascia un vuoto incolmabile...Continua

~Deccha
Ha scritto il Mar 28, 2009, 13:57
Ho vissuto prigioniero per paura di vivere davvero. Ora sono libero. La sento, la libertà: è piacevole.
Pag. 66
~Deccha
Ha scritto il Mar 26, 2009, 13:24
Sono sempre stato orgoglioso della mia solitudine. L'ho scelta: l'ho ostentata. Era l'unico modo per riuscire a conviverci.
Pag. 45

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