Il corso delle cose

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 423)

3.8
(1221)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8838914729 | Isbn-13: 9788838914720 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un paese della Sicilia, trent'anni fa. Vito è un solitario, soprannominato"ombra", anche se la sua vita ombre non ne ha. Una sera subisce un attentato.Un errore di persona? Secondo il maresciallo è un avvertimento, ma Vito noncapisce. Cosa si vuole da lui? Perché è minacciato? Lo capirà tardi, e l'amaraverità gli darà il coraggio che non pensava di possedere. Primo romanzo diCamilleri il cui titolo prende spunto da una frase di Merleau-Ponty, "il corsodelle cose è sinuoso", frase che si adatta a una certa realtà siciliana, unarealtà che sembra sfuggire dalle mani dell'osservatore, intessuta di moventiumani elementari ma oscuri, di gesti cerimoniali che alludono a una secondanatura, a un'ipotesi dell'uomo non misurabile con i parametri della logica.
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  • 4

    Uno dei primi romanzi scritti da Camilleri e in questa storia ci troviamo già immersi nelle atmosfere thrilling tipiche della sua produzione successiva. Si nota qui la ricerca di un linguaggio più con ...continua

    Uno dei primi romanzi scritti da Camilleri e in questa storia ci troviamo già immersi nelle atmosfere thrilling tipiche della sua produzione successiva. Si nota qui la ricerca di un linguaggio più consono agli usi, costumi e abitudini locali, quel linguaggio che, poi unico e inimitabile, diventerà il contrassegno della sua produzione narrativa . La vicenda presenta un mistero apparentemente insolubile ma che tale non sarà, ovviamente. Inaspettato il colpo di scena finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il corso delle cose è sinuoso

    Visto il numero di libri pubblicati da Andrea Camilleri, più di cento, si potrebbe pensare che la sua carriera narrativa sia stata sempre accompagnata dal successo. Invece il suo primo romanzo “Il cor ...continua

    Visto il numero di libri pubblicati da Andrea Camilleri, più di cento, si potrebbe pensare che la sua carriera narrativa sia stata sempre accompagnata dal successo. Invece il suo primo romanzo “Il corso delle cose” fu pubblicato solo nel 1978, dopo tanti rifiuti e numerose peripezie, da un editore a pagamento che voleva sfruttare il lancio dello sceneggiato “La mano sugli occhi” derivato da questa opera prima.
    “Il corso delle cose” è un giallo atipico, molto siciliano che risente dell'influenza di Sciascia e Pirandello, i due numi tutelari di Sciascia che fu riscoperto una ventina d'anni dopo la prima edizione, grazie alla fama delle indagini di Salvo Montalbano.
    Il romanzo ricorda direttamente, per la trama e per l'ambientazione psicologica alcune delle migliori opere di Sciascia come “Il giorno della civetta” e “A ciascuno il suo” e costruisce sin dall'inizio una comunità peculiare in cui la comunanza di certi simboli e di consolidate abitudini cementa un visione del mondo condivisa.
    “i siciliani, che hanno fama di non parlare, in realtà parlano, a mezza voce, cifrati, ma parlano, basta saperli interpretare.” (pag 28)
    “Racconta una leggenda che due siciliani, accusati in un paese straniero di non sa sa quale reato, fossero stati messi in celle separate perché fra loro non comunicassero prima dell'interrogatorio. Portati l'indomani davanti al re straniero, si erano rapidamente scambiata una talìata. - Maestà- aveva allora gidato una guardia, siciliano anch'esso- E' tutto inutile. Parlarono!” (pag.44)
    Un morto ammazzato nelle campagne di Vigata e un tentato omicidio creano nel paese un clima teso ma proprio il minacciato non ne capisce il motivo “perché è uno scecco gessaro che fa sempre la stessa strada avanti e indietro per trent'anni senza alzare mai la testa.” Come il professor Laurana in “A ciascuno il suo” Vito paga la sua incapacità “semiologica” a capire i segni, l'aria che tira in un paese che tutto sa e tutto tace.
    In questo prototipo dei gialli successivi Camilleri studia la possibilità di adeguare il linguaggio narrativo a quello parlato perché, come afferma nel libro “La lingua batte dove il dente duole” scritto con Tullio De Mauro, doveva trovare “l'equilibro che poteva essere rotto dalla scelta delle parole in lingua (…) per seguire il flusso di un suono, componendo una sorta di partitura che invece delle note adopera il suono delle parole per arrivare ad un impasto unico, dove non si riconosce più il lavoro strutturale che c'è dietro. Il risultato deve avere la consistenza della farina lievitata pronta a diventare pane.”

    ha scritto il 

  • 5

    Buona la prima!

    E' uno dei pochi non-Montalbano di Camilleri che ho letto finora e mi fa ripromettere di leggerne ancora (molti) altri: si sente molto l'influenza de Il giorno della civetta sciasciano (in fondo era i ...continua

    E' uno dei pochi non-Montalbano di Camilleri che ho letto finora e mi fa ripromettere di leggerne ancora (molti) altri: si sente molto l'influenza de Il giorno della civetta sciasciano (in fondo era il primo romanzo di Camilleri). E non può essere che un bene.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma come fa?

    Sai quando fai un sogno preciso, preciso, intifico, intifico, con tutti i personaggi credibili, veri più del vero, e situazioni familiari, quotidiane, di vita locale, di tradizioni che conosc ...continua

    Sai quando fai un sogno preciso, preciso, intifico, intifico, con tutti i personaggi credibili, veri più del vero, e situazioni familiari, quotidiane, di vita locale, di tradizioni che conosci bene e che fanno parte del tuo trascorso?
    Poi ti svegli. E sai che un sogno è tutta un'elaborazione del tuo cervello, che mescola, associa, connette pezzi e persone e luoghi di un passato-presente e crea una pantomima solo per distrarti, per far si che il tuo corpo riposi.
    Io mi sento così, quando giro l'ultima pagina di un romanzo di Camilleri. E un sogno lo è, perché non esiste nella realtà. È un romanzo di fantasia, come ci tiene a precisare all'inizio.
    Ma, allo stesso modo di quando apro gli occhi e mi sembra di aver vissuto realmente quei luoghi da poco abbandonati, sono convinta di aver letto una storia fatta di ricordi veri.
    Solo che non sono i miei.

    ha scritto il 

  • 4

    Camilleri mi stupisce sempre...

    L'ho completato in una settimana ma praticamente l'ho finito in due volte. Non è il Camilleri di Montalbano e pur essendo un giallo, a risolverlo non è il protagonista nè il commissario di turno ma be ...continua

    L'ho completato in una settimana ma praticamente l'ho finito in due volte. Non è il Camilleri di Montalbano e pur essendo un giallo, a risolverlo non è il protagonista nè il commissario di turno ma bensì "il corso delle cose", l'evolversi naturale degli eventi che porta ad un finale inaspettato

    ha scritto il 

  • 4

    L'esordio di Camilleri

    Avendo conosciuto Camilleri col Birraio di Preston, ho scoperto con sorpresa che in realtà è “Il corso delle cose” il primo romanzo che ha scritto. E giustamente, come in ogni degno esordio, Camiller ...continua

    Avendo conosciuto Camilleri col Birraio di Preston, ho scoperto con sorpresa che in realtà è “Il corso delle cose” il primo romanzo che ha scritto. E giustamente, come in ogni degno esordio, Camilleri enuncia in una postfazione le ragioni del suo modo di scrivere, in dialetto, popolare eppure letterario, un mistero che non è Camilleri il primo a scoprire.
    “Quando cercavo una frase o una parola che più si avvicinava a quello che avevo in mente di scrivere la trovavo nel mio dialetto o meglio nel “parlato” di casa mia”.
    E per fugare i dubbi legati al pregiudizio di ciò che dovrebbe essere la lingua scritta, Camilleri rilegge Gadda e il suo pasticciaccio, ne risente l’eco nelle sue frasi siciliane e per nostra fortuna si convince definitivamente a non trasformare in italiano il suo dialetto. Impiegherà poi dieci anni a farsi pubblicare il romanzo da un piccolo editore, Lalli che praticamente non ha distribuzione. Dobbiamo quindi ringraziare il successo del Birraio di Preston se questa piccola (solo perché breve) perla di sicilianità è stata ripubblicata da Sellerio.

    Il corso delle cose è un bellissimo poliziesco, di quelli col finale capace di sorprendere. Il protagonista è Vito, un uomo qualunque che ha sempre vissuto ligio alle “regole” della sua comunità, ma si ritrova improvvisamente di fronte a una minaccia incombente ma misteriosa di cui non sa spiegarsi la ragione. Il lettore è chiamato a dipanare con Vito l’intricata matassa, accompagnato da Camilleri nel decifrare il simbolismo degli avvenimenti e il non detto di chi sa. Un’immersione di sicilianità, dove il corso delle cose non è lineare ma sinuoso, degna del migliore Sciascia, di cui in questo libro Camilleri appare il vero erede.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire.... Non ci sono molte parole per giustificare questo artista, già con questo romanzo fa capire di sapere il fatto suo.
    Spettacolare!!
    Camilleri mette nel romanzo tutto l'amore che sente per l ...continua

    Che dire.... Non ci sono molte parole per giustificare questo artista, già con questo romanzo fa capire di sapere il fatto suo.
    Spettacolare!!
    Camilleri mette nel romanzo tutto l'amore che sente per la sua patria, sia nel bene che nell male. Riesce a comunicare tranquillamente il tenore di vita e operandi della popolazione siciliana. La parte che mi ha fatto ridere, ma che rispecchia la realtà è una frase che con poche parole racconta tutto. Il tenente Corba spiega al capitano della finanza che i siciliani ammazzano con spiegazione, il morto aveva le scarpe sul torace, significato che non sarebbe più scappato.
    In tutta questa vicenda ne paga le conseguenze Vito un uomo che x non mettersi contro nessuno ha sempre fatto la parte dell'ombra apparendo quando la rissa fosse terminata, purtroppo però non sempre può andare per il verso giusto e nonostante la sua strategia, sarà coinvolto a sua insaputa a molto di più...

    ha scritto il 

  • 5

    Il corso delle cose è sinuoso

    Il primo romanzo di Andrea Camilleri mostra già, in nuce, temi e motivi che ritroviamo nei libri successivi, non si può fare a meno di immergersi nei colori vividi che l'autore ci dipinge davanti agli ...continua

    Il primo romanzo di Andrea Camilleri mostra già, in nuce, temi e motivi che ritroviamo nei libri successivi, non si può fare a meno di immergersi nei colori vividi che l'autore ci dipinge davanti agli occhi.
    Se vi va fate un salto a questo link e leggete la mia recensione completa di questo libro: http://www.libri.we-news.com/recensioni-libri/i/263-recensione-il-corso-delle-cose-libro-di-andrea-camilleri

    ha scritto il 

  • 3

    Vede, signor capitano, da noi hanno il gusto non solo di ammazzare, ma di ammazzare con la spiegazione.

    Un paesino della Sicilia, gli abitanti che si conoscono da tutta la vita, le tradizioni secolari e un avvertimento: un proiettile che scheggia l'intonaco della casa di Vito Macaluso, proprietario di u ...continua

    Un paesino della Sicilia, gli abitanti che si conoscono da tutta la vita, le tradizioni secolari e un avvertimento: un proiettile che scheggia l'intonaco della casa di Vito Macaluso, proprietario di un pollaio, proprio a ridosso della festa di San Calogero. Un dramma sta per consumarsi, ma non è chiaro il movente e nessuno vuole parlare, in un clima di omertà e di indifferenza, a cui si arrende persino la vittima designata, incapace di denunciare il fatto e rassegnato all'inevitabile epilogo.
    Come in un copione prestabilito, il paese si fa scenario di questo regolamento di conti ineluttabile, e a nulla valgono gli sforzi e i pedinamenti dei carabinieri e della guardia di finanza.
    Camilleri descrive con lucido distacco le usanze radicate nella sua terra, dallo sguaiato e quasi blasfemo fervore religioso che si manifesta nelle processioni, fino alla falsa discrezione con cui si trattano gli episodi di mafia. Come Pirandello, a cui è stato molte volte accostato, ricorre a una sottile ironia per rendere ancora più verosimili vizi e virtù di questo popolo.
    Superbo l'episodio in cui il forestiero Bartolini (proveniente di Torino) diventa oggetto dello sfottìo e del dileggio dei siciliani, che sembrano beffarsi delle sue origini nordiche. Altrettanto grandioso il protagonista, un ignavo incapace di prendere alcuna decisione, sempre piegato ad assecondare tutti pur di non arrivare mai allo scontro, fino a che non decide, suo malgrado, di prendere di petto la propria vita.
    Rispetto ad altri romanzi dello stesso autore ho faticato a seguire le vicende, spesso non riuscivo a capire esattamente cosa stesse succedendo, perché molto viene lasciato all'immaginazione; anche la trama è piuttosto piatta, ma, nonostante tutto, il risultato è un libro che scorre e che emoziona.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2015/07/il-corso-delle-cose-anno-iv-lettura-17.html

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    - Che tramonto bello! - fece il maresciallo Corbo scostando per un attimo il fazzoletto che teneva premuto sul naso. - Ce ne sono, dalle parti tue, tramonti così? -

    http://www.incipitmania.com/incipit ...continua

    - Che tramonto bello! - fece il maresciallo Corbo scostando per un attimo il fazzoletto che teneva premuto sul naso. - Ce ne sono, dalle parti tue, tramonti così? -

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/c/il-corso-delle-cose-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

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