Il corso delle cose

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 423)

3.8
(1198)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8838914729 | Isbn-13: 9788838914720 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un paese della Sicilia, trent'anni fa. Vito è un solitario, soprannominato"ombra", anche se la sua vita ombre non ne ha. Una sera subisce un attentato.Un errore di persona? Secondo il maresciallo è un avvertimento, ma Vito noncapisce. Cosa si vuole da lui? Perché è minacciato? Lo capirà tardi, e l'amaraverità gli darà il coraggio che non pensava di possedere. Primo romanzo diCamilleri il cui titolo prende spunto da una frase di Merleau-Ponty, "il corsodelle cose è sinuoso", frase che si adatta a una certa realtà siciliana, unarealtà che sembra sfuggire dalle mani dell'osservatore, intessuta di moventiumani elementari ma oscuri, di gesti cerimoniali che alludono a una secondanatura, a un'ipotesi dell'uomo non misurabile con i parametri della logica.
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  • 4

    L'esordio di Camilleri

    Avendo conosciuto Camilleri col Birraio di Preston, ho scoperto con sorpresa che in realtà è “Il corso delle cose” il primo romanzo che ha scritto. E giustamente, come in ogni degno esordio, Camiller ...continua

    Avendo conosciuto Camilleri col Birraio di Preston, ho scoperto con sorpresa che in realtà è “Il corso delle cose” il primo romanzo che ha scritto. E giustamente, come in ogni degno esordio, Camilleri enuncia in una postfazione le ragioni del suo modo di scrivere, in dialetto, popolare eppure letterario, un mistero che non è Camilleri il primo a scoprire.
    “Quando cercavo una frase o una parola che più si avvicinava a quello che avevo in mente di scrivere la trovavo nel mio dialetto o meglio nel “parlato” di casa mia”.
    E per fugare i dubbi legati al pregiudizio di ciò che dovrebbe essere la lingua scritta, Camilleri rilegge Gadda e il suo pasticciaccio, ne risente l’eco nelle sue frasi siciliane e per nostra fortuna si convince definitivamente a non trasformare in italiano il suo dialetto. Impiegherà poi dieci anni a farsi pubblicare il romanzo da un piccolo editore, Lalli che praticamente non ha distribuzione. Dobbiamo quindi ringraziare il successo del Birraio di Preston se questa piccola (solo perché breve) perla di sicilianità è stata ripubblicata da Sellerio.

    Il corso delle cose è un bellissimo poliziesco, di quelli col finale capace di sorprendere. Il protagonista è Vito, un uomo qualunque che ha sempre vissuto ligio alle “regole” della sua comunità, ma si ritrova improvvisamente di fronte a una minaccia incombente ma misteriosa di cui non sa spiegarsi la ragione. Il lettore è chiamato a dipanare con Vito l’intricata matassa, accompagnato da Camilleri nel decifrare il simbolismo degli avvenimenti e il non detto di chi sa. Un’immersione di sicilianità, dove il corso delle cose non è lineare ma sinuoso, degna del migliore Sciascia, di cui in questo libro Camilleri appare il vero erede.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire.... Non ci sono molte parole per giustificare questo artista, già con questo romanzo fa capire di sapere il fatto suo.
    Spettacolare!!
    Camilleri mette nel romanzo tutto l'amore che sente per l ...continua

    Che dire.... Non ci sono molte parole per giustificare questo artista, già con questo romanzo fa capire di sapere il fatto suo.
    Spettacolare!!
    Camilleri mette nel romanzo tutto l'amore che sente per la sua patria, sia nel bene che nell male. Riesce a comunicare tranquillamente il tenore di vita e operandi della popolazione siciliana. La parte che mi ha fatto ridere, ma che rispecchia la realtà è una frase che con poche parole racconta tutto. Il tenente Corba spiega al capitano della finanza che i siciliani ammazzano con spiegazione, il morto aveva le scarpe sul torace, significato che non sarebbe più scappato.
    In tutta questa vicenda ne paga le conseguenze Vito un uomo che x non mettersi contro nessuno ha sempre fatto la parte dell'ombra apparendo quando la rissa fosse terminata, purtroppo però non sempre può andare per il verso giusto e nonostante la sua strategia, sarà coinvolto a sua insaputa a molto di più...

    ha scritto il 

  • 5

    Il corso delle cose è sinuoso

    Il primo romanzo di Andrea Camilleri mostra già, in nuce, temi e motivi che ritroviamo nei libri successivi, non si può fare a meno di immergersi nei colori vividi che l'autore ci dipinge davanti agli ...continua

    Il primo romanzo di Andrea Camilleri mostra già, in nuce, temi e motivi che ritroviamo nei libri successivi, non si può fare a meno di immergersi nei colori vividi che l'autore ci dipinge davanti agli occhi.
    Se vi va fate un salto a questo link e leggete la mia recensione completa di questo libro: http://www.libri.we-news.com/recensioni-libri/i/263-recensione-il-corso-delle-cose-libro-di-andrea-camilleri

    ha scritto il 

  • 3

    Vede, signor capitano, da noi hanno il gusto non solo di ammazzare, ma di ammazzare con la spiegazione.

    Un paesino della Sicilia, gli abitanti che si conoscono da tutta la vita, le tradizioni secolari e un avvertimento: un proiettile che scheggia l'intonaco della casa di Vito Macaluso, proprietario di u ...continua

    Un paesino della Sicilia, gli abitanti che si conoscono da tutta la vita, le tradizioni secolari e un avvertimento: un proiettile che scheggia l'intonaco della casa di Vito Macaluso, proprietario di un pollaio, proprio a ridosso della festa di San Calogero. Un dramma sta per consumarsi, ma non è chiaro il movente e nessuno vuole parlare, in un clima di omertà e di indifferenza, a cui si arrende persino la vittima designata, incapace di denunciare il fatto e rassegnato all'inevitabile epilogo.
    Come in un copione prestabilito, il paese si fa scenario di questo regolamento di conti ineluttabile, e a nulla valgono gli sforzi e i pedinamenti dei carabinieri e della guardia di finanza.
    Camilleri descrive con lucido distacco le usanze radicate nella sua terra, dallo sguaiato e quasi blasfemo fervore religioso che si manifesta nelle processioni, fino alla falsa discrezione con cui si trattano gli episodi di mafia. Come Pirandello, a cui è stato molte volte accostato, ricorre a una sottile ironia per rendere ancora più verosimili vizi e virtù di questo popolo.
    Superbo l'episodio in cui il forestiero Bartolini (proveniente di Torino) diventa oggetto dello sfottìo e del dileggio dei siciliani, che sembrano beffarsi delle sue origini nordiche. Altrettanto grandioso il protagonista, un ignavo incapace di prendere alcuna decisione, sempre piegato ad assecondare tutti pur di non arrivare mai allo scontro, fino a che non decide, suo malgrado, di prendere di petto la propria vita.
    Rispetto ad altri romanzi dello stesso autore ho faticato a seguire le vicende, spesso non riuscivo a capire esattamente cosa stesse succedendo, perché molto viene lasciato all'immaginazione; anche la trama è piuttosto piatta, ma, nonostante tutto, il risultato è un libro che scorre e che emoziona.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2015/07/il-corso-delle-cose-anno-iv-lettura-17.html

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    - Che tramonto bello! - fece il maresciallo Corbo scostando per un attimo il fazzoletto che teneva premuto sul naso. - Ce ne sono, dalle parti tue, tramonti così? -

    http://www.incipitmania.com/incipit ...continua

    - Che tramonto bello! - fece il maresciallo Corbo scostando per un attimo il fazzoletto che teneva premuto sul naso. - Ce ne sono, dalle parti tue, tramonti così? -

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/c/il-corso-delle-cose-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

  • 3

    IL CORSO DELLE COSE

    Nessuno voleva pubblicare il romanzo d’esordio di colui che sarebbe diventato un grande Maestro della Letteratura Italiana: Andrea Camilleri. Nella prefazione al libro “ Il corso delle cose”, ambienta ...continua

    Nessuno voleva pubblicare il romanzo d’esordio di colui che sarebbe diventato un grande Maestro della Letteratura Italiana: Andrea Camilleri. Nella prefazione al libro “ Il corso delle cose”, ambientato in una Sicilia post bellica dove si intravedono tutte le potenzialità di quello che sarebbe diventato uno degli scrittori italiani più amati, l’autore stesso ci racconta che una delle sue massime ambizioni sarebbe stata quella di ambientare il suo racconto a Londra o a “Nuovaiorca”, ma avendo di queste città solo informazioni cinematografiche o televisive aveva dovuto rinunciare all’idea. Così, questa storia di fantasia, aveva deciso di calarla “para para” nelle strade e nelle case che ben conosceva, pur sapendo di poter incappare in qualche sventurata coincidenza. Ma delle parti sue e dei suoi compaesani aveva la presunzione di conoscere tutto, persino di indovinare i loro pensieri pur conservando la consapevolezza di potersi sbagliare.
    Il paesino siciliano dove si svolge il racconto si prepara alla festa di San Calogero.
    Nelle campagne limitrofe viene ritrovato un cadavere dentro un sacco. Sopra il corpo un paio di scarpe. Il Maresciallo Corbo (forse l’antesignano di Montalbano?) e i suoi sottoposti sono impegnati a risolvere il caso, che sembra in odor di mafia.
    Vito è un allevatore di polli onesto e mai implicato in nessun guaio, anzi lui è un un uomo ombra che si tiene sempre lontano dai guai per il suo carattere timido e schivo. Ma riceve un avviso inaspettato: dei colpi di pistola mentre sta rincasando. Cosa mai può aver fatto per ricevere questo avvertimento? L’angoscia di Vito è sempre più grande, mentre cerca di pensare a quale azione da lui commessa possa aver suscitato una reazione simile. Sa che la sua vita è in pericolo. Le rappresaglie continuano e lui vaglia ogni ipotesi possibile senza successo. Ma il Maresciallo Corbo ha un sospetto: fosse che l’”ammazzatina” e l’attentato a Vito siano in qualche modo legate? Anche Vito pian piano comincia a capire di essersi trovato per caso in mezzo a cose più grandi di lui fino al triste e amaro epilogo ordito da quel corso sinuoso delle cose che spesso riesce a coinvolgerci anche se ne siamo estranei.
    Il seme della scrittura del Maestro Camilleri è finalmente piantato. Il germoglio della ricerca di quel suo personalissimo stile, dei suoi imperdibili personaggi, della coralità umana che li avvolge è finalmente seminato, pronto a crescere e a raccogliere intorno a sé sempre più appassionati ed entusiasti lettori.
    Sembra impossibile che ci siano voluti 10 lunghi anni ( il romanzo fu scritto nel periodo tra il Primo Aprile 1967 e il 27 Dicembre del 1968), durante i quali l’autore niente più scrisse, come bloccato. Bompiani, Garzanti, Feltrinelli, Marsilio, Mondadori e tanti altri editori, rifiutarono la pubblicazione. Finchè una riduzione televisiva in tre puntate, diretta da Pino Passalacqua e intitolata “La mano sugli occhi” gli diede un po’ di credito e la Casa Editrice Lalli (nel 1978) decise di darlo alle stampe anche se il romanzo, poco pubblicizzato e non distribuito, non ebbe visibilità. Molti anni dopo, con “La forma dell’acqua”, la prima avventura del Commissario Montalbano, pubblicato e voluto da Elvira Sellerio fece la fortuna dell’autore e quella della casa editrice che si salvò dal fallimento tornando in auge con questo e con tutti gli altri libri che Camilleri scrisse in seguito raggiungendo, ad ogni sua nuova pubblicazione, i vertici delle classifiche.

    ha scritto il 

  • 3

    il ragazzo deve crescere

    E' il primo Camilleri. E' una promessa che sarà soddisfatta.
    Questo libro, letto dopo tante opere di Camilleri non mi ha convinto del tutto, non che sia sgradevole, ma ci siamo abituati troppo bene, l ...continua

    E' il primo Camilleri. E' una promessa che sarà soddisfatta.
    Questo libro, letto dopo tante opere di Camilleri non mi ha convinto del tutto, non che sia sgradevole, ma ci siamo abituati troppo bene, le parole in siciliano sono poche, la storia è un po' contorta, c'è poca ironia.
    Che vuoi farci, il ragazzo è giovane, ma crescerà.

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo d’esordio. Nel giro di pochi giorni due avvenimenti scuotono la tranquillità di un paesino siciliano e di un onesto e tranquillo lavoratore: ma, ovviamente, l’apparenza inganna. 6

    ha scritto il 

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