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Il cortile dei girasoli parlanti

Di

Editore: Piemme

3.0
(65)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8856619733 | Isbn-13: 9788856619737 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
La bambina che giocava con il soldatino ussaro; il prete che andava a dir messa in un eremo di monaci bizantini; Zia Anja e zia Nini, le migliori sferruzzatrici del paese; Gabriel Attarian, l'armeno che voleva imparare l'italiano... I personaggi di questo magico viaggio narrativo palpitano di vitalità e di splendore. Si rimane intrappolati nelle loro storie sospese tra due mondi: quello onirico, che vive di sogni e di fiabe, e quello concreto, che narra di vita contadina, di terre lontane, di affetti familiari, di fede. Ogni storia - quasi una spigolatura - contiene una folgorazione di saggezza, una scheggia di luce che viene a illuminare l'oscurità del quotidiano ridestandoci a un "senso" o, meglio, a un "frammento di senso": il valore delle nostre radici, la custodia della memoria, la consapevolezza del nostro stare e agire nel mondo. Sono racconti in cui la Arslan declina i temi che più le sono cari: la questione armena e l'insensatezza della guerra, ma anche la spontaneità dell'infanzia, la natura madre e matrigna, l'odio che contamina e deturpa, la forza invincibile dell'amore. Una galleria di voci e di volti, che parlano di una sapienza antica, che non c'è più.
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  • 3

    Una raccolta di pensieri, brevi racconti di una pagina. A volte sintesi brillanti, a volte semplici note.
    Non ho trovato una grande caratterizzazione nel complesso, ma è stata ugualmente una lettura piacevole, non impegnata.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro di brevi racconti attraverso cui l'autrice rievoca, con scrittura fluida e armoniosa, memorie personali, caldi ricordi d'infanzia, piccoli eventi incisi nel cuore e nella mente, sapori, odori, immagini che richiamano singole storie e significati universali. Tra le righe affiora l'attacca ...continua

    Un libro di brevi racconti attraverso cui l'autrice rievoca, con scrittura fluida e armoniosa, memorie personali, caldi ricordi d'infanzia, piccoli eventi incisi nel cuore e nella mente, sapori, odori, immagini che richiamano singole storie e significati universali. Tra le righe affiora l'attaccamento alle origini e alla tradizione armena, ma anche la consapevolezza del male di ieri e di oggi, l'esperienza del dolore e della malattia, attraversate da una luce che zampilla comunque su tutto. Si percepisce la gioia del cibo, dei profumi, dell'altro, di tutte le piccole e grandi cose buone per lo spirito e il corpo, ovvero la gioia della vita nella sua pienezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che non avrei mai pubblicato.
    La purezza, la delicatezza e l'intimità tangibili e dolenti talvolta, che trapelano vividi e lucidi da questi scorci di memoria, sono irrimediabilmente inquinati dall'anima commerciale e venale della pubblicazione. La quale regala, infine e per questo ...continua

    Un libro che non avrei mai pubblicato.
    La purezza, la delicatezza e l'intimità tangibili e dolenti talvolta, che trapelano vividi e lucidi da questi scorci di memoria, sono irrimediabilmente inquinati dall'anima commerciale e venale della pubblicazione. La quale regala, infine e per questo suo carattere materialistico, la detestabile impressione che si sia disposti a dare in pasto alla macchina dei soldi qualunque cosa di sè. E quest'impressione, specie a posteriori, sovrasta indegnamente l'altra impressione che lascia la lettura, che è quella piacevole di avere a che fare con una scrittura piana e soave che ricorda i racconti dei nonni, quei racconti che incantano e finiscono all'improvviso; una scrittura piana, immediatamente fruibile e godibile, libera da moralismi o sentimentalismi nella sua scarna e secca valenza commemorativa.
    Peccato (non per il libro, ma per la vanità umana...).

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo, 77 racconti che durano una paginetta, che sono delle chicche dei ricordi della scrittrice, in cui si intravede un modo di vivere di una volta, ma in cui a tratti ci si riconosce.
    Molte belle frasi e anche qualche racconto da incorniciare.

    ha scritto il 

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