Il cristallo e la via della luce

Sutra, tantra e dzog-chen

Di

Editore: Astrolabio Ubaldini

4.4
(13)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Altri

Isbn-10: 8834008944 | Isbn-13: 9788834008942 | Data di pubblicazione: 

Genere: Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Compilato in base alle registrazioni degli insegnamenti orali dati da Namkhai Norbu in diverse parti del mondo, questo libro esamina i vari livelli del sentiero spirituale dal punto di vista del sommo insegnamento, che nello Dzog-chen è presentato direttamente dal maestro al discepolo fin dall’inizio del loro rapporto.
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    nonostante le condizioni esterne di vita e la cultura fossero diverse, la condizione fondamentale di ogni individuo non è differente ( p.22 )
    se l'energia di un individuo è disturbata, né il suo corpo ...continua

    nonostante le condizioni esterne di vita e la cultura fossero diverse, la condizione fondamentale di ogni individuo non è differente ( p.22 )
    se l'energia di un individuo è disturbata, né il suo corpo né la sua mente saranno ben equilibrati ( p.23 )
    ( tantra ) quando c'è più legna [ passioni ] c'è più fuoco [ realizzazione ] ( p.38 )
    non sono le circostanze a influenzare una persona; quello che condiziona è il proprio attaccamento ( p.39 )
    se comprendiamo noi stessi comprendiamo la natura dell'universo ( p.58 )
    attaccamento e avversione sorgono dall'ignoranza, radice della visione dualistica ( p.59 )
    attraverso una percezione fondamentalmente sbagliata della realtà, l'individuo entra nella confusione del dualismo ( p.61 )
    la realizzazione non è una conoscenza riguardante l'universo, ma è l'esperienza diretta della sua natura ( p.62 )
    come la luce del sole cadendo sul cristallo viene riflessa e rifratta da esso, provocando l'apparizione di raggi e di figure dei colori dello spettro che sembrano separati dal cristallo, ma sono in effetti funzioni della sua caratteristica natura, così anche l'energia propria di un individuo, percepita dai suoi sensi, si manifesta come un mondo di fenomeni apparentemente esterni. in realtà non c'è niente di esterno all'individuo o di separato da lui ( p.64 )
    noi viviamo proiettando l'esistenza di un io come separata dal mondo esterno, che cerchiamo di manipolare per essere soddisfatti. ma finché rimaniamo nella condizione dualistica, la nostra esperienza è sempre accompagnata da un senso di perdita, di paura, di ansia, di insoddisfazione ( p.66 )
    noi facciamo col nostro ego ogni tipo di gioco. il risultato di tutto questo sforzo è che ci costruiamo da soli una gabbia ( p.71 )
    se un uccello ha vissuto tutta la sua vita in gabbia forse non sa di poter volare ( p.73 )
    bisogna realmente voler uscire da tutte le gabbie ( p.73 )
    la natura della realtà non rientra nei limiti della logica, e quindi può essere spiegata solo per mezzo di paradossi ( p.76 )
    ogni stato mentale ha il suo corrispondente modo di respirare ( p.78 )
    le varie posizioni del corpo influenzano il modo di respirare ( p.78 )
    ( yantra yoga ) lo scopo della pratica è la cosiddetta respirazione naturale, un modo di respirare non condizionato da fattori emotivi, fisici o ambientali ( p.78 )
    l'energia vitale sottile del corpo, legata al respiro, è chiamata prana in sanscrito ( p.81 )
    l'energia sottile nella sua forma essenziale, chiamata kundalini in sanscrito ( p.81 )
    la salute di un essere umano dipende dalla corretta circolazione del prana ( p.81 )
    poiché viveva immerso nei sogni del futuro, anche il presente gli sfuggì ( p.100 )
    alcune divinità tantriche indossano come ornamento una corona con cinque teschi, che rappresenta il superamento delle cinque passioni ( p.103 )
    la malattia dello sforzo per raggiungere un risultato è abbandonata, rimanendo nello stato naturale ( p.103 )
    tutti i sensi, compresa la mente, creano l'illusione di un mondo esterno, separato dal soggetto che lo percepisce ( p.104 )
    realizzazione totale significa la fine assoluta dell'illusione, la fine della sofferenza ( p.112 )
    per attuare perfettamente la nostra umanità, questa realizzazione deve essere il nostro scopo. altrimenti, come il buddha ha messo in rilievo, viviamo al pari di un bambino che, assorto a giocare con i suoi giocattoli, non si accorge che la casa è in fiamme ( p.112 )
    solo attraverso la nostra realizzazione ci è possibile aiutare gli altri, poiché si manifestano in noi la capacità necessarie a guidarli verso il raggiungimento dello stesso stato ( p.112 )
    per aiutare gli altri bisogna cominciare aiutando noi stessi ( p.112 )
    ognuno di noi deve veramente assumersi le proprie responsabilità, e ciò è possibile solo lavorando per incrementare la nostra consapevolezza, per diventare coscienti ( p.112 )
    un cambiamento su piccola scala può portare un cambiamento su scala maggiore; l'azione di un essere che sta progredendo verso la realizzazione può esercitare un potere, sia come influenza spirituale sottile che come influenza concreta nella società ( p.113 )
    tutti contribuivano secondo i propri mezzi al mantenimento della comunità ( p.113 )
    come un'ape cerca il nettare da tutti i tipi di fiore, si cerchino gli insegnamenti dovunque; come un cervo che va a trovare un posto tranquillo per pascolare, si cerchi la solitudine, per digerire tutto quello che si è raccolto. come un pazzo, al di là di ogni limite, si vada ovunque piaccia, vivendo come il leone, libero da tutte le paure ( p.115 )
    lo stato primordiale dell'individuo, la sua essenza è il vuoto, la sua natura è il manifestarsi continuamente, senza interruzione ( p.123 )
    lo stato primordiale, in cui si entra durante la contemplazione, è la condizione fondamentale, immutabile in ogni individuo, non ha bisogno di essere creata. questo stato è stato solo ostruito dal sorgere della visione impura, come risultato dell'attaccamento. quando il praticante supera questi ostacoli rientrando nello stato primordiale, diventa come un bambino appena nato, la sua consapevolezza diventa nuda e chiara come quello di un neonato, che in ogni istante guarda il mondo senza giudizio ( p.124 )
    lo yantra lavora con un sistema di movimenti del corpo collegati con la respirazione, più che con posizioni fisse, che sono invece alla base dello hatha yoga ( p.132 )
    un'estatica danza di trasformazione, in cui l'immutabile essenza interiore trascende il costante mutare delle apparenze esteriori ( p.133 )
    la meditazione sull'impermanenza di tutti i fenomeni dovrebbe portare a un atteggiamento di gioiosa libertà dall'attaccamento ( p.133 )

    ha scritto il