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Il crogiuolo

By Arthur Miller

(166)

| Hardcover | 9788806070137

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Book Description

Terza opera teatrale di Miller, che si differenzia decisamente dalle due precedenti: 'Erano tutti miei figli' e 'Morte di un commesso viaggiatore'.
Siamo nel XVII secolo, a Salem, dove una folle esplosione di fanatismo religioso travolge la com Continue

Terza opera teatrale di Miller, che si differenzia decisamente dalle due precedenti: 'Erano tutti miei figli' e 'Morte di un commesso viaggiatore'.
Siamo nel XVII secolo, a Salem, dove una folle esplosione di fanatismo religioso travolge la comunità portando la paranoia e le rivalità personali a livelli mostruosi e aberranti. Il processo alle streghe di Salem diventa qui mezzo per parlare della caccia alle streghe che imperversava nell'america maccartista degli anni cinquanta, un'accusa decisa e intensa che lascia scossi e invita ad una profonda riflessione sulla natura umana.

16 Reviews

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  • 11 people find this helpful

    "Vedevo uomini consegnare la propria coscienza ad altri uomini e ringraziarli della possibilità che essi gli davano di farlo. (...) Il crogiulo è nato dallo sgomento e dalla ribellione di fronte al <mistero di abdicare alla propria coscienza>."

    E' incredibile come queste parole, a distanza di più di 50 anni siano ancora tristemente attuali.
    E anche la seguente affermazione di Miller è particolarmente sconvolgente, alla fine di questo 2012, dopo l'infelice esternazione di quel pessimo prete ...(continue)

    E' incredibile come queste parole, a distanza di più di 50 anni siano ancora tristemente attuali.
    E anche la seguente affermazione di Miller è particolarmente sconvolgente, alla fine di questo 2012, dopo l'infelice esternazione di quel pessimo prete di Lerici che giustificava i troppi femminicidi che avvengono nel nostro paese "La caccia alle streghe fu una tremenda manifestazione del panico che si diffuse in tutte le classi quando la bilancia incominciò a pendere in favore di una maggiore libertà individuale."
    La spinta a scrivere questo dramma fu per Miller il maccartismo, ma credo che qualunque tipo di intolleranza e di avversione nei confronti di cambiamenti sociali e politici possa ben adattarsi all'interpretazione di quest'opera. E' però sconfortante constatare che, dal 1600 ad oggi (passando per la metà del secolo scorso), poco sia cambiato e che la lotta alle streghe (siano donne che rifiutano di ricoprire il ruolo che, secondo alcuni, naturalmente loro compete, o uomini (donne) che amano uomini (donne) che rivendicano il diritto di essere considerati coppie o "comunisti" che pretendono equità sociale)non sia ancora terminata.

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    essebi64 said on Jan 1, 2013 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "...Perchè è il mio nome! Perchè non potrò averne un altro nella mia vita! ... Come potrei vivere senza il mio nome? vi ho dato la mia anima lasciatemi il nome!"

    "... Non offrir loro il tuo pianto! Le lacrime li fanno gioire! Fagli vedre la tua dig ...(continue)

    "...Perchè è il mio nome! Perchè non potrò averne un altro nella mia vita! ... Come potrei vivere senza il mio nome? vi ho dato la mia anima lasciatemi il nome!"

    "... Non offrir loro il tuo pianto! Le lacrime li fanno gioire! Fagli vedre la tua dignità, fà del tuo cuore un sasso e servitene per trascinarli in fondo e farli affogare."

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    Lollobrigida said on Sep 11, 2011 | Add your feedback

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    Le nostre vite, il rapporto con noi stessi e con la collettività sono un crogiolo dove istanze opposte e diverse si fondono, si intersecano, si amalgamo. Riportare ciò che accade a un filone unico, ad una causa ultima, è pressoché impossibile perché ...(continue)

    Le nostre vite, il rapporto con noi stessi e con la collettività sono un crogiolo dove istanze opposte e diverse si fondono, si intersecano, si amalgamo. Riportare ciò che accade a un filone unico, ad una causa ultima, è pressoché impossibile perché molte sono le ragioni che sottendono un fenomeno. Anzi, i fenomeni sono portati avanti dalle concatenazioni di istanze singolari: da qui deriva la responsabilità di cui ogni individuo deve divenire consapevole e, in seconda battuta, farsi carico. E' un romanzo morale (lo stile narrativo mi rende difficile ricordare che è, in realtà, un testo teatrale). Certo è evidente il riferimento al maccartismo, che interessa in quanto esempio del' esercizio del pregiudizio, dell'arroganza di credersi nel giusto, della volontà di imporre uno sguardo sulle cose e di chiudersi a ogni possibile modifica dello stesso; c'è una riflessione sulla storia americana, sempre un po' vissuta "in trincea", contro un qualcosa che voglia metterla a repentaglio, fossero gli autoctoni indiani, il pensiero europeo e i modelli sociali da esso derivanti, o il dubbio che non si possa vivere di solo mito della frontiera e relativo pioniere. C'è anche il guardare a quei meccanismi che permettono il fanatismo, cercare, nel raccontarli, di capirli così da poterli disinnescare (niente come una suggestione/allucinazione condivisa può deflagrare con la stessa potenza di una bomba). E' un'umanità fragile, l'umanità di Miller. Sempre in procinto di cadere e che se rimane in piedi vi riesce non senza sforzo e non senza dubbio. Alla verità ci si può avvicinare solo per approssimazione, con questo intendendo sia un avvicinamento graduale sia la consapevolezza che probabilmente, alla Verità, non si arriverà mai. E quel che è certo è che qualsiasi tentativo di processare l'invisibile agli occhi, di processare un'idea, è, ancor prima di ingiusto, solo foriero di morte.

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    Chiara Desiderio said on May 14, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Paura e repressione

    Il crogiuolo di Arthur Miller, opera drammatica in tre atti, è la riscrittura dello storico processo alle streghe di Salem, tenutosi nel primi secoli della colonizzazione del Nuovo Mondo. Salem, piccola cittadina di contadini, nel Massachusetts, terr ...(continue)

    Il crogiuolo di Arthur Miller, opera drammatica in tre atti, è la riscrittura dello storico processo alle streghe di Salem, tenutosi nel primi secoli della colonizzazione del Nuovo Mondo. Salem, piccola cittadina di contadini, nel Massachusetts, terra di frontiera a ridosso delle foreste allora abitate dagli indiani d’America, è al centro di un evento di sangue: qui infatti, presieduto dal vicegovernatore della provincia, ha luogo un grande processo per stregoneria, il quale, sulla base delle delazioni di alcune ragazzine, condannerà alla morte per impiccagione diverse donne appartenenti alla comunità, accusate di essere delle streghe. L’autore interpone, alla parte viva del dramma, numerosi interventi atti a offrire una spiegazione plausibile della follia collettiva che ha portato ai processi di Salem. Il clima da Caccia alle streghe a detta dell’autore

    “Fu una tremenda manifestazione del panico che si diffuse in tutte le classi quando la bilancia cominciò a pendere in favore di una maggiore libertà individuale”

    Le repressioni, per l’autore, sono un modo, il solo conosciuto dai gruppi umani più primitivi, per organizzare la vita della comunità. La rabbia sociale, da porre in relazione con un’impari distribuzione di proprietà, ricchezze e potere è il carburante che permette al fuoco dello scandalo di diffondersi. D’altronde Miller è consapevole, in questa sua riscrittura di un evento storico così torbido e crudele, della perniciosa azione dei sensi di colpa, delle paure, dei desideri repressi e frustrati, di cui è profondamente pervasa la piccola comunità di Salem, la cui vita è interamente regolata dalla religione e dai suoi ministri. Le rivalità di classe e di sangue, l’intolleranza per ciò che non è ritenuto normale, nonché le proiezioni di un inconscio suggestionato dalle eterne tribolazioni del peccato, sono la cifra di un male sociale molto terreno e tanto poco diabolico o stregonesco. La tenebrosità del periodo storico – siamo nel XVII secolo – con il suo fondo di paure e di ingiustizie, richiama alla memoria un altro momento della storia Americana non dissimile per cupezza e crudeltà: gli anni cinquanta del secolo decimonono, o sia gli anni del maccartismo e della caccia alla Strega Comunista. E come a Salem sono le delazioni e le false confessioni che salvano il corpo dinanzi al tribunale dei potenti, pazienza se perdono l’anima, così le medesime accuse e falsità tengono in piedi la sedicente House Committee on Un-American Activities (HCUA), sotto la presidenza del senatore McCarthy. Ma d’altronde il parallelo è più insinuante e pervicace e mi sembra di una attualità sconcertante, per quel fondo di fanatismo e coscienze obnubilate o vendute che riguarda la nostra contemporaneità politica. Dice Miller:

    “Non fu soltanto la nascita del maccartismo a provocarmi, ma qualcosa che appariva molto più fatale e misterioso. Era il fatto che una campagna politica… fosse in grado di creare non soltanto terrore, ma una nuova realtà soggettiva, una nuova mistica che stava a poco a poco assumendo addirittura una colorazione sacra… vedevo uomini consegnare la propria coscienza ad altri uomini e ringraziarli della possibilità che essi gli davano di farlo”

    Resta l’evidenza del parallelismo tra il processo di Salem e il clima di delazioni e infamia che travolse l’America delle purghe maccartiste. Ma torniamo al dramma. Dal capoluogo amministrativo arrivano i giudici e si istruisce il processo. Lo presiede il vicegovernatore Danforth. Questi dà credito alle accuse di un gruppo di ragazze che per suggestione, malafede e vanità sostengono di essere sotto i perniciosi e malefici influssi di alcune donne della comunità. E siccome alla condanna si scampa soltanto confessando di essere a propria volta vittime e accusando altri, il processo finisce per assumere proporzioni gigantesche, e l’intera Salem ne è coinvolta. Bisogna confessare che nonostante una certa schematicità nella delineazione dei vari personaggi, essi ben servono il messaggio complessivo dell’opera. Il dramma si fonda infatti sulla sua coralità: non sarà quindi tanto il singolo personaggio a risultare significativo quanto piuttosto l’insieme, il Crogiuolo appunto, spazio chiuso nel quale si compenetrano i vari elementi.

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    fbrz said on May 14, 2011 | Add your feedback

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    Arthur Miller scrisse questo dramma come denuzia del maccartismo (fenomeno relativamente al quale, del resto, la definizione di "caccia alle streghe" è ampiamente invalsa nell'uso), scegliendo di rappresentare alcune fasi del famoso processo contro l ...(continue)

    Arthur Miller scrisse questo dramma come denuzia del maccartismo (fenomeno relativamente al quale, del resto, la definizione di "caccia alle streghe" è ampiamente invalsa nell'uso), scegliendo di rappresentare alcune fasi del famoso processo contro le streghe tenutosi verso la fine del Seicento nella città di Salem in Massachussets. Benché l'occasione costituisca dunque un accadimento ormai remoto, l'opera conserva ancora un forte valore sia letterario, grazie all'asciutta efficacia dei dialoghi e alla scelta drammaturgicamente azzeccata di concentrarsi su pochi personaggi emblematici, sia simbolico, in quanto la persecuzione dei presunti adoratori del diavolo a Salem o le campagne anticomuniste del senatore McCarthy non sono che due punti d'emersione d'una tendenza sociale purtroppo ricorrente: lo scatenarsi di psicosi collettive a valanga che travolgono il capro espiatorio di volta in volta individuato.
    Se il dramma resta valido, suonano invece molto datati gl'inserti storico-esegetici, dove oltretutto si riscontrano anche errori: un conto, ad esempio, è affermare che il concetto moderno di "diavolo" s'è sviluppato nel cristianesimo, un altro conto è negare che nel paganesimo antico non esistessero (come in ogni religione, d'altronde) forze maligne o demoniache di vario genere: quanto poi alla stregoneria, la sua presenza come delitto negli ordinamenti giuridici europei non dipese solo dall'influsso cristiano, dato che si trattava d'un crimine già previsto e punito dal diritto romano (fin dalle XII Tavole, che parlano infatti dell'incantatio frugum e del malum carmen incantare).
    A me i processi di Salem ne hanno fatti venire in mente spontaneamente altri, avvenuti a Milano e di poco più antichi, quelli contro gli untori al tempo della peste, che formano l’oggetto della manzoniana Storia della colonna infame (ma anche delle precedenti Osservazioni sulla tortura di Verri), ove d’altra parte la magia entrò, tutt'al più, di striscio e in modo episodico, ma, come a Salem, il furore popolare forzò la mano dei giudici a cercare (e, purtroppo, a trovare) colpevoli ad ogni costo, cioè anche a costo di fare strame delle stesse norme di procedura penale allora vigenti – salvo che a Salem i giudici finirono travolti dal loro stesso meccanismo, disgustando la medesima folla di cui all’inizio avevano secondato i vaneggiamenti.
    Basta vedere quale impressione molto forte d'irritualità spiri negli stralci d'istruttoria ricreati da Miller; di là, però, dell'impressione di forte "disordine" che suscita in me la procedura penale anglosassone (anche quella odierna, del resto poco cambiata nella sostanza rispetto a quella di allora), nel caso di Salem credo di avervi colto un aspetto che la rende anche vicina a quella formalmente così diversa del processi manzoniani agli untori: la sensazione, cioè, che i padroni del processo (i giudici nel caso italiano, la corte di giudici e giurati nel caso americano) nel caparbio sforzo di trovare qualche responsabile cambiassero continuamente le regole del giuoco. Se ne può desumere che a Salem, come a Milano per gli untori, il vero disastro fu prodotto dalla difettosa osservanza di regole processuali salde e sicure: perfino in presenza della tortura, praticata in abbondanza da entrambe le corti, e perfino in presenza di superstizioni più o meno grossolane, vive in ambedue gli ambienti sociali e giuridici, quei processi sarebbero stati meno iniqui e sanguinosi se chi li celebrava non avesse potuto agire in modo incontrollato.
    L'opera di Miller, in maniera forse inconsapevole, e la Storia della colonna infame in modo chiaro e aperto attestano che il discrimine non è tra sistema inquisitorio e sistema accusatorio, come amano ripetere i pappagalli di casa nostra infetti dalla solita esterofilia giuridica, ma tra sistemi giurisdizionali che permettono alla difesa un controllo in itinere dell'attività istruttoria, e sistemi che tutt'al più consentono per quest'ultima un controllo a posteriori, e dunque spesso inefficace - inefficace soprattutto se l'esigenza primaria diventa quella di trovare un colpevole perché, come rispose il senato di Milano a un avvocato della difesa, il popolo esclamaua. Anche a Salem il popolo esclamaua: voleva streghe perché morivano vacche e bambini appena nati (come ne perivano anche prima e dopo i processi; e come, nota il Manzoni, sui muri della Milano secentesca chi sa quanta sporcizia e quanti untumi c'erano sempre stati, senza che nessuno vi avesse mai ravvisato fomiti pestilenziali); e nell'America di McCarthy voleva spie comuniste.
    Nell'unico processo di stregoneria collettiva italiano che sia paragonabile (ma molto in piccolo) a quello di Salem, frutto dello zelo controriformistico di Carlo Borromeo nel comasco, Adriano Prosperi rammenta che saltarono fuori, come a Salem, autoaccuse a catena d'infanticidio (prodotte da paura o autosuggestione); per fortuna, la congregazione del Sant'Uffizio, con grave scorno del Borromeo, bloccò il processo quando si accorse che mancavano i riscontri - cioè i cadaveri che le "streghe" avrebbero ucciso coi loro incanti. Per quella volta, l'Inquisizione si dimostrò più intelligente di tanti altri giudici passati e futuri: a dimostrazione che perfino i tribunali che meno siamo soliti figurarci come capaci di equilibrio e moderazione sanno invece darne prova quando si pronunziano seguendo criterî di razionalità e non d'arbitrio e di passione - o, semplicemente, di ricerca d'una "verità" preconcetta.

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    Asclepiade said on May 11, 2011 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (166)
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    • 1 star
  • Hardcover 142 Pages
  • ISBN-10: 8806070134
  • ISBN-13: 9788806070137
  • Publisher: Einaudi (Collezione di teatro; 56)
  • Publish date: 1997-01-01
  • Also available as: Paperback
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