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Il crollo

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 40)

3.6
(83)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845924831 | Isbn-13: 9788845924835 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Ottavio Fatica

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il testo col quale, nel 1936, Francis Scott Fitzgerald raccontò quello che aveva sempre sostenuto non esistere: il secondo atto nella vita di un americano. Scegliendo, impietosamente, la sua.
Nel «Crollo» - anatomia di una coscienza delirante, autopsia effettuata sulla propria pelle, sermone funebre e canto del cigno - Francis Scott Fitzgerald riesce a dare, con un tocco di classe e uno di disastro, il nucleo magico di sé.
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  • 4

    Letto in formato epub, per un lavoro cui tenevo molto e che mi ha "costretto" a conoscere un autore che non avevo voglia di conoscere e che mi sarei persa.


    "Di tutte le forze naturali, se ce n’è una che non si trasmette è la vitalità […] uno ce l’ha o non ce l’ha, come la salute o gli occh ...continua

    Letto in formato epub, per un lavoro cui tenevo molto e che mi ha "costretto" a conoscere un autore che non avevo voglia di conoscere e che mi sarei persa.

    "Di tutte le forze naturali, se ce n’è una che non si trasmette è la vitalità […] uno ce l’ha o non ce l’ha, come la salute o gli occhi castani o l’onore o una voce baritonale”

    ha scritto il 

  • 4

    Penna amara

    Sono così poche le pagine di questo libro - o piuttosto di questi tre articoletti strappati alla penna amara di Fitzgerald - che si leggono in poco più di mezz'oretta. Ma ciò non toglie nulla all'eleganza di questo autore che descrive qui il proprio crollo con fredda poesia. Lui è il "piatto cre ...continua

    Sono così poche le pagine di questo libro - o piuttosto di questi tre articoletti strappati alla penna amara di Fitzgerald - che si leggono in poco più di mezz'oretta. Ma ciò non toglie nulla all'eleganza di questo autore che descrive qui il proprio crollo con fredda poesia. Lui è il "piatto crepato" del secondo articolo, il fragile, l'uomo colpito che più non si rialza ma si accinge a capire la sua caduta, ed a spiegarcela.
    "Io avevo solo bisogno di pace assoluta per arrivare a capire come mai avessi maturato un atteggiamento triste nei confronti della tristezza, un atteggiamento malinconico nei confronti della malinconia, e un atteggiamento tragico nei confronti della tragedia."

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tre articoli sulla depressione. Come tre racconti in sequenza. Brevi. Veri. Scritti daddìo (anche con apostrofo).


    Un lettore pragmatico e superficiale potrebbe sintetizzare una trama. Del tipo: sentirsi come "un piatto crepato" e dopo aver scartato la soluzione di scappare nei mari de ...continua

    Sono tre articoli sulla depressione. Come tre racconti in sequenza. Brevi. Veri. Scritti daddìo (anche con apostrofo).

    Un lettore pragmatico e superficiale potrebbe sintetizzare una trama. Del tipo: sentirsi come "un piatto crepato" e dopo aver scartato la soluzione di scappare nei mari del sud o in un altro Altrove ("La famosa «fuga», ovvero «piantare tutto in asso», è una gita in una trappola"), pensare di venirne fuori appendendo alla porta il cartello "cave canem".

    Un lettore pignolo al contrario potrebbe esercitarsi a lungo. Per esempio sulla frase con cui l'autore ci dice che sta vivendo "una deflazione di tutti i miei valori". Per tentare di capire (senza riuscirci) se si stia parlando di economia, di filosofia o di psicologia. E per concludere che le grandi depressioni in qualsiasi campo se ne parli e in qualsiasi secolo le si collochino si somigliano in un modo che fa paura.
    (Ci siamo lamentati per mezza vita dell'inflazione, dell'eccesso di denaro circolante e di ideali, più o meno buoni. Passeremo l'altra mezza a lamentarci della deflazione, cioè della sparizione - peraltro con una contemporaneità sospetta - di denaro e idee?).

    Alla fine della giostra, "Un critico maldisposto potrebbe liquidare il tutto come il piagnisteo di un bambino viziato". Così si dice nella postfazione. Epperò ci si risponde; e come meglio non si potrebbe: "questo vale per quasi tutta la poesia".

    ha scritto il 

  • 3

    "ma per i crackers da sgranocchiare di notte andrà benissimo..."

    Provate a leggere The Crack-Up in inglese. La traduzione italiana qui è davvero brutta. Non prende il ritmo né la scorrevolezza del parlato elegante dell'originale, cercando di rendere letterario (la parola difficile e astratta) quel che letterario (nel senso di bacucco e aulico) nel linguaggio d ...continua

    Provate a leggere The Crack-Up in inglese. La traduzione italiana qui è davvero brutta. Non prende il ritmo né la scorrevolezza del parlato elegante dell'originale, cercando di rendere letterario (la parola difficile e astratta) quel che letterario (nel senso di bacucco e aulico) nel linguaggio di Fitzgerald non è mai. E come se non bastasse l'inglese irreale, la traduzione Adelphi inverte pure il titolo della seconda parte con quello della terza. Nonostante tutto, Fitz emerge come un genio senza pelle e qui, si scortica vivo. Se la 'resa dei conti' fosse un genere letterario Il Crollo ne sarebbe l'epitome.

    ha scritto il 

  • 3

    "... la sensazione di trovarmi al crepuscolo in un poligono di tiro deserto, con un fucile scarico in pugno e i bersagli abbattuti. Nessun problema in vista: semplicemente un silenzio, e come unico rumore il mio respiro." (p. 26)

    ha scritto il 

  • 3

    Mister Fitzgerald sarebbe riuscito a rendere avvincente pure la descrizione del parcheggio di un ipermercato al sabato pomeriggio.


    Questo libretto davvero microscopico contiene tre articoli scritti per una rivista nell'ultimo travagliato periodo della sua vita, e la lucidità rassegnata con ...continua

    Mister Fitzgerald sarebbe riuscito a rendere avvincente pure la descrizione del parcheggio di un ipermercato al sabato pomeriggio.

    Questo libretto davvero microscopico contiene tre articoli scritti per una rivista nell'ultimo travagliato periodo della sua vita, e la lucidità rassegnata con la quale affronta la descrizione del suo crollo psicologico unita alla maestria che contraddistingue il suo stile letterario ne fanno comunque una lettura interessante; l'ottima traduzione italiana costituisce un ulteriore punto a favore.

    "Una volta, quando la linfa scorreva nelle vene come merce esente da dogana, il tentativo di spartirla con altri era andato regolarmente incontro allo smacco; per mischiare ulteriormente le metafore, la vitalità non << si attacca >> mai. Uno ce l'ha o non ce l'ha, come la salute o gli occhi castani o l'onore o una voce baritonale."
    ...
    "Sto imparando a mettere nella voce quella causticità compita che fa sentire alla gente come, lungi dall'essere benvenuta, sia non dico a malapena tollerata ma tenuta senza tregua sotto torchio."

    ha scritto il