Il crollo

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 40)

3.6
(99)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845924831 | Isbn-13: 9788845924835 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Ottavio Fatica

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura

Ti piace Il crollo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Il testo col quale, nel 1936, Francis Scott Fitzgerald raccontò quello che aveva sempre sostenuto non esistere: il secondo atto nella vita di un americano. Scegliendo, impietosamente, la sua.
Nel «Crollo» - anatomia di una coscienza delirante, autopsia effettuata sulla propria pelle, sermone funebre e canto del cigno - Francis Scott Fitzgerald riesce a dare, con un tocco di classe e uno di disastro, il nucleo magico di sé.
Ordina per
  • 4

    Voi siete il sale della terra. Ma se il sale diventa insipido, con che cosa salarlo? (Matteo, 5,13)

    2012:
    Non c'è molto da dire o da disquisire di fronte alla depressione, al male di vivere. Nulla ha più senso o significato, nulla consola, non si vedono vie d'uscita, non si è nemmeno capaci di alzar ...continua

    2012:
    Non c'è molto da dire o da disquisire di fronte alla depressione, al male di vivere. Nulla ha più senso o significato, nulla consola, non si vedono vie d'uscita, non si è nemmeno capaci di alzarsi dal letto, di affrontare i giorni disperati e poi le notti, e poi di nuovo i giorni. E allora non resta che spegnere il dolore bevendo fino a spappolarsi il fegato, o andare in bagno, prendere una lametta e tagliarsi le vene, ingoiare un tubetto di barbiturici o infilarsi in bocca la canna del gas.... In poche pagine Fitzgerald ci mette a parte della sua disgregazione senza speranza e della inutilità dei tentativi di salvarlo da se stesso, perché "la vitalità non si attacca mai. Uno ce l'ha o non ce l'ha, come la salute o gli occhi castani o l'onore o una voce baritonale" Oh, yes!

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in formato epub, per un lavoro cui tenevo molto e che mi ha "costretto" a conoscere un autore che non avevo voglia di conoscere e che mi sarei persa.

    "Di tutte le forze naturali, se ce n’è una c ...continua

    Letto in formato epub, per un lavoro cui tenevo molto e che mi ha "costretto" a conoscere un autore che non avevo voglia di conoscere e che mi sarei persa.

    "Di tutte le forze naturali, se ce n’è una che non si trasmette è la vitalità […] uno ce l’ha o non ce l’ha, come la salute o gli occhi castani o l’onore o una voce baritonale”

    ha scritto il 

  • 4

    Penna amara

    Sono così poche le pagine di questo libro - o piuttosto di questi tre articoletti strappati alla penna amara di Fitzgerald - che si leggono in poco più di mezz'oretta. Ma ciò non toglie nulla all'eleg ...continua

    Sono così poche le pagine di questo libro - o piuttosto di questi tre articoletti strappati alla penna amara di Fitzgerald - che si leggono in poco più di mezz'oretta. Ma ciò non toglie nulla all'eleganza di questo autore che descrive qui il proprio crollo con fredda poesia. Lui è il "piatto crepato" del secondo articolo, il fragile, l'uomo colpito che più non si rialza ma si accinge a capire la sua caduta, ed a spiegarcela.
    "Io avevo solo bisogno di pace assoluta per arrivare a capire come mai avessi maturato un atteggiamento triste nei confronti della tristezza, un atteggiamento malinconico nei confronti della malinconia, e un atteggiamento tragico nei confronti della tragedia."

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tre articoli sulla depressione. Come tre racconti in sequenza. Brevi. Veri. Scritti daddìo (anche con apostrofo).

    Un lettore pragmatico e superficiale potrebbe sintetizzare una trama. Del tipo: s ...continua

    Sono tre articoli sulla depressione. Come tre racconti in sequenza. Brevi. Veri. Scritti daddìo (anche con apostrofo).

    Un lettore pragmatico e superficiale potrebbe sintetizzare una trama. Del tipo: sentirsi come "un piatto crepato" e dopo aver scartato la soluzione di scappare nei mari del sud o in un altro Altrove ("La famosa «fuga», ovvero «piantare tutto in asso», è una gita in una trappola"), pensare di venirne fuori appendendo alla porta il cartello "cave canem".

    Un lettore pignolo al contrario potrebbe esercitarsi a lungo. Per esempio sulla frase con cui l'autore ci dice che sta vivendo "una deflazione di tutti i miei valori". Per tentare di capire (senza riuscirci) se si stia parlando di economia, di filosofia o di psicologia. E per concludere che le grandi depressioni in qualsiasi campo se ne parli e in qualsiasi secolo le si collochino si somigliano in un modo che fa paura.
    (Ci siamo lamentati per mezza vita dell'inflazione, dell'eccesso di denaro circolante e di ideali, più o meno buoni. Passeremo l'altra mezza a lamentarci della deflazione, cioè della sparizione - peraltro con una contemporaneità sospetta - di denaro e idee?).

    Alla fine della giostra, "Un critico maldisposto potrebbe liquidare il tutto come il piagnisteo di un bambino viziato". Così si dice nella postfazione. Epperò ci si risponde; e come meglio non si potrebbe: "questo vale per quasi tutta la poesia".

    ha scritto il 

  • 3

    "ma per i crackers da sgranocchiare di notte andrà benissimo..."

    Provate a leggere The Crack-Up in inglese. La traduzione italiana qui è davvero brutta. Non prende il ritmo né la scorrevolezza del parlato elegante dell'originale, cercando di rendere letterario (la ...continua

    Provate a leggere The Crack-Up in inglese. La traduzione italiana qui è davvero brutta. Non prende il ritmo né la scorrevolezza del parlato elegante dell'originale, cercando di rendere letterario (la parola difficile e astratta) quel che letterario (nel senso di bacucco e aulico) nel linguaggio di Fitzgerald non è mai. E come se non bastasse l'inglese irreale, la traduzione Adelphi inverte pure il titolo della seconda parte con quello della terza. Nonostante tutto, Fitz emerge come un genio senza pelle e qui, si scortica vivo. Se la 'resa dei conti' fosse un genere letterario Il Crollo ne sarebbe l'epitome.

    ha scritto il 

  • 3

    "... la sensazione di trovarmi al crepuscolo in un poligono di tiro deserto, con un fucile scarico in pugno e i bersagli abbattuti. Nessun problema in vista: semplicemente un silenzio, e come unico ru ...continua

    "... la sensazione di trovarmi al crepuscolo in un poligono di tiro deserto, con un fucile scarico in pugno e i bersagli abbattuti. Nessun problema in vista: semplicemente un silenzio, e come unico rumore il mio respiro." (p. 26)

    ha scritto il