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Il crollo

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 40)

3.6
(88)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845924831 | Isbn-13: 9788845924835 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Ottavio Fatica

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il testo col quale, nel 1936, Francis Scott Fitzgerald raccontò quello che aveva sempre sostenuto non esistere: il secondo atto nella vita di un americano. Scegliendo, impietosamente, la sua.
Nel «Crollo» - anatomia di una coscienza delirante, autopsia effettuata sulla propria pelle, sermone funebre e canto del cigno - Francis Scott Fitzgerald riesce a dare, con un tocco di classe e uno di disastro, il nucleo magico di sé.
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  • 4

    Voi siete il sale della terra. Ma se il sale diventa insipido, con che cosa salarlo? (Matteo, 5,13)

    2012:
    Non c'è molto da dire o da disquisire di fronte alla depressione, al male di vivere. Nulla ha più senso o significato, nulla consola, non si vedono vie d'uscita, non si è nemmeno capaci di alzar ...continua

    2012:
    Non c'è molto da dire o da disquisire di fronte alla depressione, al male di vivere. Nulla ha più senso o significato, nulla consola, non si vedono vie d'uscita, non si è nemmeno capaci di alzarsi dal letto, di affrontare i giorni disperati e poi le notti, e poi di nuovo i giorni. E allora non resta che spegnere il dolore bevendo fino a spappolarsi il fegato, o andare in bagno, prendere una lametta e tagliarsi le vene, ingoiare un tubetto di barbiturici o infilarsi in bocca la canna del gas.... In poche pagine Fitzgerald ci mette a parte della sua disgregazione senza speranza e della inutilità dei tentativi di salvarlo da se stesso, perché "la vitalità non si attacca mai. Uno ce l'ha o non ce l'ha, come la salute o gli occhi castani o l'onore o una voce baritonale" Oh, yes!

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in formato epub, per un lavoro cui tenevo molto e che mi ha "costretto" a conoscere un autore che non avevo voglia di conoscere e che mi sarei persa.

    "Di tutte le forze naturali, se ce n’è una c ...continua

    Letto in formato epub, per un lavoro cui tenevo molto e che mi ha "costretto" a conoscere un autore che non avevo voglia di conoscere e che mi sarei persa.

    "Di tutte le forze naturali, se ce n’è una che non si trasmette è la vitalità […] uno ce l’ha o non ce l’ha, come la salute o gli occhi castani o l’onore o una voce baritonale”

    ha scritto il 

  • 4

    Penna amara

    Sono così poche le pagine di questo libro - o piuttosto di questi tre articoletti strappati alla penna amara di Fitzgerald - che si leggono in poco più di mezz'oretta. Ma ciò non toglie nulla all'eleg ...continua

    Sono così poche le pagine di questo libro - o piuttosto di questi tre articoletti strappati alla penna amara di Fitzgerald - che si leggono in poco più di mezz'oretta. Ma ciò non toglie nulla all'eleganza di questo autore che descrive qui il proprio crollo con fredda poesia. Lui è il "piatto crepato" del secondo articolo, il fragile, l'uomo colpito che più non si rialza ma si accinge a capire la sua caduta, ed a spiegarcela.
    "Io avevo solo bisogno di pace assoluta per arrivare a capire come mai avessi maturato un atteggiamento triste nei confronti della tristezza, un atteggiamento malinconico nei confronti della malinconia, e un atteggiamento tragico nei confronti della tragedia."

    ha scritto il 

  • 4

    Sono tre articoli sulla depressione. Come tre racconti in sequenza. Brevi. Veri. Scritti daddìo (anche con apostrofo).

    Un lettore pragmatico e superficiale potrebbe sintetizzare una trama. Del tipo: s ...continua

    Sono tre articoli sulla depressione. Come tre racconti in sequenza. Brevi. Veri. Scritti daddìo (anche con apostrofo).

    Un lettore pragmatico e superficiale potrebbe sintetizzare una trama. Del tipo: sentirsi come "un piatto crepato" e dopo aver scartato la soluzione di scappare nei mari del sud o in un altro Altrove ("La famosa «fuga», ovvero «piantare tutto in asso», è una gita in una trappola"), pensare di venirne fuori appendendo alla porta il cartello "cave canem".

    Un lettore pignolo al contrario potrebbe esercitarsi a lungo. Per esempio sulla frase con cui l'autore ci dice che sta vivendo "una deflazione di tutti i miei valori". Per tentare di capire (senza riuscirci) se si stia parlando di economia, di filosofia o di psicologia. E per concludere che le grandi depressioni in qualsiasi campo se ne parli e in qualsiasi secolo le si collochino si somigliano in un modo che fa paura.
    (Ci siamo lamentati per mezza vita dell'inflazione, dell'eccesso di denaro circolante e di ideali, più o meno buoni. Passeremo l'altra mezza a lamentarci della deflazione, cioè della sparizione - peraltro con una contemporaneità sospetta - di denaro e idee?).

    Alla fine della giostra, "Un critico maldisposto potrebbe liquidare il tutto come il piagnisteo di un bambino viziato". Così si dice nella postfazione. Epperò ci si risponde; e come meglio non si potrebbe: "questo vale per quasi tutta la poesia".

    ha scritto il 

  • 3

    "ma per i crackers da sgranocchiare di notte andrà benissimo..."

    Provate a leggere The Crack-Up in inglese. La traduzione italiana qui è davvero brutta. Non prende il ritmo né la scorrevolezza del parlato elegante dell'originale, cercando di rendere letterario (la ...continua

    Provate a leggere The Crack-Up in inglese. La traduzione italiana qui è davvero brutta. Non prende il ritmo né la scorrevolezza del parlato elegante dell'originale, cercando di rendere letterario (la parola difficile e astratta) quel che letterario (nel senso di bacucco e aulico) nel linguaggio di Fitzgerald non è mai. E come se non bastasse l'inglese irreale, la traduzione Adelphi inverte pure il titolo della seconda parte con quello della terza. Nonostante tutto, Fitz emerge come un genio senza pelle e qui, si scortica vivo. Se la 'resa dei conti' fosse un genere letterario Il Crollo ne sarebbe l'epitome.

    ha scritto il 

  • 3

    "... la sensazione di trovarmi al crepuscolo in un poligono di tiro deserto, con un fucile scarico in pugno e i bersagli abbattuti. Nessun problema in vista: semplicemente un silenzio, e come unico ru ...continua

    "... la sensazione di trovarmi al crepuscolo in un poligono di tiro deserto, con un fucile scarico in pugno e i bersagli abbattuti. Nessun problema in vista: semplicemente un silenzio, e come unico rumore il mio respiro." (p. 26)

    ha scritto il 

  • 3

    Mister Fitzgerald sarebbe riuscito a rendere avvincente pure la descrizione del parcheggio di un ipermercato al sabato pomeriggio.

    Questo libretto davvero microscopico contiene tre articoli scritti pe ...continua

    Mister Fitzgerald sarebbe riuscito a rendere avvincente pure la descrizione del parcheggio di un ipermercato al sabato pomeriggio.

    Questo libretto davvero microscopico contiene tre articoli scritti per una rivista nell'ultimo travagliato periodo della sua vita, e la lucidità rassegnata con la quale affronta la descrizione del suo crollo psicologico unita alla maestria che contraddistingue il suo stile letterario ne fanno comunque una lettura interessante; l'ottima traduzione italiana costituisce un ulteriore punto a favore.

    "Una volta, quando la linfa scorreva nelle vene come merce esente da dogana, il tentativo di spartirla con altri era andato regolarmente incontro allo smacco; per mischiare ulteriormente le metafore, la vitalità non << si attacca >> mai. Uno ce l'ha o non ce l'ha, come la salute o gli occhi castani o l'onore o una voce baritonale."
    ...
    "Sto imparando a mettere nella voce quella causticità compita che fa sentire alla gente come, lungi dall'essere benvenuta, sia non dico a malapena tollerata ma tenuta senza tregua sotto torchio."

    ha scritto il