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Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza

By Julian Jaynes

(356)

| Paperback | 9788845912221

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Book Description

L'opera scientifica che più di ogni altra ci ha avvicinato, in questi ultimi anni, a quel "teatro segreto fatto di monologhi senza parole e di consigli prevenienti, dimora invisibile di tutti gli umori, le meditazioni e i misteri" che si chiama "cosc Continue

L'opera scientifica che più di ogni altra ci ha avvicinato, in questi ultimi anni, a quel "teatro segreto fatto di monologhi senza parole e di consigli prevenienti, dimora invisibile di tutti gli umori, le meditazioni e i misteri" che si chiama "coscienza".

35 Reviews

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    Ho spezzato uno stelo della mia pianta di pomodoro, le stavo dando l'acqua e le ho rotto uno stelo mi sono subito sentito male. Lei mi ha guardato e mi ha detto, che cosa è successo? Come cosa è successo?, ho detto io. Hai cambiato espressione da un ...(continue)

    Ho spezzato uno stelo della mia pianta di pomodoro, le stavo dando l'acqua e le ho rotto uno stelo mi sono subito sentito male. Lei mi ha guardato e mi ha detto, che cosa è successo? Come cosa è successo?, ho detto io. Hai cambiato espressione da un momento all'altro, ha detto lei, a cosa hai pensato? Sei ammirevole, le ho detto io, se io mi spezzavo un braccio a quest'ora stavo a urlare come un bambino. Di cosa parli?, quale braccio spezzato?, mi ha chiesto lei, e allora ho preso lo stelo e gliel'ho fatto vedere. Oh, I got it, quello è mio?, ha chiesto lei. Sì, ho detto io. Sembra fatto bene, ha detto lei, isn’t it? Ma non ti ho fatto male?, ho detto io. No, don't be silly, mi ha detto lei. Piuttosto rispondi ti stanno chiamando su Skype. Era Parigi, l'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie, che stava vicino a lui e lo accarezzava. Panico, ha detto lui con gli occhi gonfi e rossi, ho ammaccato il culo di Sylvie. E Sylvie mi ha fatto vedere il culo e ho avuto di nuovo quella strana sensazione di disagio la stessa di quando l'ho vista nuda. Certo che per essere un robot ha proprio un bel culo, ho detto io, come è successo? Abbiamo litigato l'ho presa a sprangate. Cazzo, ho detto io. Cazzo lo dico io, guarda, mi ha detto Parigi, e mi ha fatto vedere un dito meccanico. Mi ha strappato il dito la troia me l'ha strappato e ora me ne ha messo uno nuovo. La troia intanto lo accarezzava. Un robot troia, ho detto io, ma non se la prende che la chiamiamo così? No, ha detto Parigi, Sylvie sa bene che per lei è impossibile essere davvero troia. Questo lo dici tu, ho detto io. Che vuoi dire?, ha detto lui. Che a me sembra la quintessenza della troia. Spiegati meglio ha detto lui, che ultimamente sta in crisi. No senti chi se ne frega, ti devo salutare che devo andare a cagare. Ah ok certo la cagata è sacra, ciao, ha detto lui, poi mi spieghi, e mentre staccavo li ho visti baciarsi sulle labbra
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/92922136720

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    (skate) said on Jul 26, 2014 | 2 feedbacks

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    Mondo di visioni non vedute e di silenzi uditi è questa regione inconsistente della mente! E ineffabili essenze questi ricordi impalpabili, queste fantasticherie che nessuno può mostrare! E quanto privati, quanto intimi! Un teatro segreto fatto di mo ...(continue)

    Mondo di visioni non vedute e di silenzi uditi è questa regione inconsistente della mente! E ineffabili essenze questi ricordi impalpabili, queste fantasticherie che nessuno può mostrare! E quanto privati, quanto intimi! Un teatro segreto fatto di monologhi senza parole e di consigli prevenienti, dimora invisibile di tutti gli umori, le meditazioni e i misteri, luogo infinito di delusioni e di scoperte. Un intero regno sui cui ciascuno di noi regna solitario e recluso, contestando ciò che vuole, comandando ciò che può. Eremo occulto di ciò che abbiamo fatto e ancora possiamo fare. Un introcosmo che è più me di ciò che io posso trovare in uno specchio. Questa coscienza, che è il mio me stesso più segreto, che è ogni cosa eppure non è nulla di nulla, che cos’è?

    E da dove venne?

    E perché?

    E’ con questo inno quasi shakesperiano al mistero della coscienza che inizia Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, di Julian Jaynes, un libro ambiziosissimo (e ricchissimo) la cui lettura rappresenta un’esperienza intellettuale così profonda, e così stimolante, da lasciare senza fiato.

    Julian Jaynes è stato professore di psicologia a Princeton, ma la sua cultura spaziava in ogni campo del sapere: archeologia, letteratura antica, linguistica, neurologia, arte, architettura. Questa vastità di conoscenze gli ha permesso di formulare una teoria sull’origine della coscienza capace di spiegare la struttura delle piramidi, uguale in ogni parte del mondo, la lingua usata da Hammurabi per dettare le sue leggi, l’evoluzione dell’uomo nella Bibbia, l’assenza di qualsiasi “io pensante” nella testa degli eroi dell’Iliade e l’assenza di qualsiasi “io pensante” persino nella testa di chi ha scritto il poema, le teocrazie del passato, il passaggio dalla caccia all’agricoltura e la nascita delle città, l’elegia greca dell’ottavo secolo avanti Cristo, la schizofrenia, la religione, la nascita e la decadenza della poesia, l’ipnosi, il potere della musica, i profeti e la possessione. Come qualsiasi teoria non dimostrabile (sarebbe necessario tornare nel passato per verificare le sue ipotesi) può essere accettata o rifiutata: in ogni caso, ci troviamo di fronte a una concezione così ampia, e così profonda, che saremo costretti a rivedere molte delle nostre convinzioni, in campi fondamentali della vita.

    La traduzione di Libero Sosio è stupenda, viene continuamente voglia di leggerlo ad alta voce per rendere attraverso il suono delle parole l'ispirazione originale. In questo senso è ben più di un libro di scienza o filosofia o di psicolinguistica. In un altro senso lo è meno. Il lettore rischia di lasciarsi convincere da argomentazioni chiaramente non scientifiche. Di tutte le cose che la mente fa, quelle che possiamo o non possiamo ritenere processi coscienti dipendono dalla definizione di coscienza che adottiamo. Se del processo di individuazione del triangolo a pagina 61 abbiamo una memoria, siamo in grado di riferire qualcosa a noi stessi e ad altre persone, possiamo dire che in qualche misura ne dovevamo essere "coscienti" anche durante la risoluzione. La consapevolezza magari interviene successivamente tramite processi successivi, "ricordati", consistenti con la descrizione degli stati coscienti sperimentati, che possono includere una certa revisione "orwelliana" (come le chiama Dennett), ma non per questo possono essere negati (come fa Dennett). Anche con questa estensione, o maggior emersione del dominio della coscienza dall'iceberg della mente includente i processi che "precedono la presa di coscienza", non eliminiamo comunque i numerosi e preponderanti processi mentali spontanei che resteranno sempre esclusi da ogni tipo di coscienza o consapevolezza, inaccessibili a qualunque tipo di introspezione, come evidenziato anche da Jaynes. Questa è la posizione (di molti anni successiva) di Damasio (Il Sé Viene Alla Mente, Adelphi 50).

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    Tandream said on Apr 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro con una tesi bizzarra ma affascinante, pieno di spunti e conoscenze

    Si tratta di un libro intrigante e assai istruttivo, perché il suo approccio multidisciplinare propone molti spunti e informazioni interessanti: si va dalle neuroscienze alla psicologia, dall’archeologia alla filologia, dall’antropologia culturale al ...(continue)

    Si tratta di un libro intrigante e assai istruttivo, perché il suo approccio multidisciplinare propone molti spunti e informazioni interessanti: si va dalle neuroscienze alla psicologia, dall’archeologia alla filologia, dall’antropologia culturale alla linguistica.
    La conclusione della tesi di Jaynes, bizzarra ma affascinante, ha un quasi inevitabile impatto sui temi della religione e della religiosità: questa è probabilmente uno dei principali motivi per cui la tesi di Jaynes è stata cosi’ contrastata. Ciò nonostante il suo discorso fila, è assolutamente logico e ricco di affermazioni solide.
    Il principale pregio del libro, oltre alla sua multisciplinarieta’ che lo rende denso e sapido, è il fatto che si legge quasi come un “thriller”. Inoltre scorre assai bene, proprio perché il discorso proposto è logico e lineare.

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    Ferro said on Apr 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro da bancarella trovato (ai tempi) proprio su una bancarella: implausibile la tesi - en gros, gli uomini prima della scrittura erano posseduti dalle voci degli dei, provenienti dall'emisfero destro del cervello - ma pregevole il delirio colto: ...(continue)

    Un libro da bancarella trovato (ai tempi) proprio su una bancarella: implausibile la tesi - en gros, gli uomini prima della scrittura erano posseduti dalle voci degli dei, provenienti dall'emisfero destro del cervello - ma pregevole il delirio colto: ispirati entrambi dagli anni in cui trattare le psicosi sezionando il cervello dei malati sembrava una buona idea.

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    Leo Mischle said on Aug 12, 2013 | Add your feedback

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    La tesi e' intrigante, anche se mi sembra tirata per i capelli.
    Il testo e' ripreso nella serie www di Sawyer, ma ho la netta impressione che anche Stephenson vi abbia attinto a piene mani. Mi viene voglia di verificare, ogni occasione e' buona per r ...(continue)

    La tesi e' intrigante, anche se mi sembra tirata per i capelli.
    Il testo e' ripreso nella serie www di Sawyer, ma ho la netta impressione che anche Stephenson vi abbia attinto a piene mani. Mi viene voglia di verificare, ogni occasione e' buona per rileggere Snow Crash.

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    rufo rufo said on Apr 27, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (356)
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  • Paperback 582 Pages
  • ISBN-10: 8845912221
  • ISBN-13: 9788845912221
  • Publisher: Adelphi (Gli Adelphi, 97)
  • Publish date: 1996-01-01
  • In other languages: other languages English Books
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